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Ko il ponte mobile portocanale Ravenna

Sulle banchine era già stato sistemato il catering e le imbarcazioni, diverse decine impegnate in una veleggiata organizzata dal Circolo Velico Ravennate a chiusura della settimana dello sport, erano ormai in vista della Darsena di città. Ma in quello che rappresenta l’ultimo tratto del portocanale di Ravenna non ci sono mai potute entrare perché il ponte mobile, come accaduto già altre volte in passato, non si è alzato. Una debacle tecnica che nella città romagnola ha sollevato un mare di polemiche. Tanto più che la struttura, costata 11 milioni di euro, è stata inaugurata giusto pochi anni fa.

Inoltre all’orario del passaggio delle barche – tra le 10 e le 11 – la strada che collega le due sponde del canale era stata chiusa con ordinanza comunale. Ciò ha determinato una congestione del traffico, mentre le imbarcazioni sono state costrette a una virata a U per tornare verso Marina di Ravenna da dove erano salpate. Alla luce dell’accaduto, il presidente dell’Autorità Portuale di Ravenna, Galliano Di Marco, ha sollecitato l’apertura di un’inchiesta per capire le cause della debacle annunciando pure l’eventuale richiesta danni. Ha poi presentato le scuse ”a tutta la cittadinanza e in particolare ai diportisti”. Scuse sono arrivate anche dal sindaco della città, Fabrizio Matteucci.

Il consigliere della lista civica d’opposizione ”Per Ravenna” Nicola Grandi ha sottolineato con piglio ironico che ”la Darsena che vorrebbero i ravennati è quella in cui almeno le infrastrutture esistenti e pagate fior di quattrini dalla collettività funzionino”. Il capogruppo di Fi Alberto Ancarani ha chiamato in causa direttamente sindaco e giunta chiedendo loro ”di chi sia la responsabilità”. Alvaro Ancisi, capogruppo della lista d’opposizione ”Per Ravenna”, si è spinto a chiedere le dimissioni del presidente di Ap. Il Pd ravennate ha invece fatto quadrato sia attorno a Di Marco che a Matteucci, garantendo che il partito ”eserciterà la sua iniziativa perché seguano fatti risolutivi in tempi rapidissimi”.

Ravenna,traffico in crescita(+8,71%) gennaio-febbraio

Nei primi due mesi dell’anno sono state movimentate 3.823.895 tonnellate, in crescita di 306.459 tonnellate, ovvero l’8,71% in più rispetto agli stessi mesi del 2013. In particolare gli sbarchi sono stati pari a 3,3 milioni di tonnellate (+8,2%), mentre gli imbarchi ammontano a 0,5 milioni di tonnellate (+12,0%). Sono i dati del porto di Ravenna diffusi dall’Autorità portuale ravennate. Il traffico di febbraio è stato di 1.668.632 tonnellate, 10 mila tonnellate in meno rispetto a febbraio 2013 (-0,6%). Analizzando le merci per condizionamento si evince che le merci secche, hanno segnato una crescita del 12,2% (280 mila tonnellate in più), le rinfuse liquide hanno, invece, subito un calo del 12,7%, mentre per le merci unitizzate, quelle in container risultano in calo dell’8,3%, mentre continua il buon andamento di quelle su rotabili con una crescita del 126,7% (quasi 150 mila tonnellate). L’incremento in valore assoluto più evidente è per i prodotti metallurgici, passati da 778 mila a 921 mila tonnellate, in crescita del 18,4% e provenienti principalmente da Taranto, Germania e Russia. Sul dato incide il fatto che da gennaio 2014 l’acciaieria Arvedi di Cremona abbia “dirottato” su Ravenna circa un milione di tonnellate di metallurgici che, in precedenza, sbarcavano al porto di Venezia. Buono anche il risultato relativo alle materie prime per le ceramiche, soprattutto argilla e feldspato, che, con quasi 130 mila tonnellate in più rispetto a gennaio e febbraio 2013, hanno registrato un incremento pari al 34,0%. Grazie ad un eccezionale sbarco di frumento, proveniente perlopiù dall’America (Canada e USA), risultano in crescita anche i prodotti agricoli, passati da 269 mila a 367 mila tonnellate (+36,7%). Tra le rinfuse liquide si è riscontrato un forte calo dei prodotti petroliferi, con 117 mila tonnellate in meno (-29,9%) ed un incremento dei prodotti chimici liquidi, con 27.501 tonnellate in più (+17,2%). Per i container si sono registrati 28.581 TEUs per i mesi di gennaio e febbraio, 3.347 TEUs in meno (-10,5%) rispetto al 2013. In particolare il calo più significativo ha riguardato i vuoti (-24,9%), mentre è stato di 1.553 TEUs per i pieni (- 6,3%). Il traffico di febbraio è stato pari a 15.439 TEUs, -9,9% rispetto a febbraio 2013. Per quanto riguarda i trailer sulle linee delle Autostrade del Mare sono stati movimentati 7.041 trailer contro i 5.297 dello scorso gennaio-febbraio sulla Ravenna-Catania, mentre per la linea Ravenna-Brindisi i pezzi registrati sono stati 2.026 contro i 550 di gennaio-febbraio 2013. Sulla linea della Grimaldi con la Grecia, inaugurata proprio a gennaio, i primi due mesi hanno visto 410 pezzi da/per Igoumetisa e 1.383 da/per Patrasso. In totale nei primi due mesi sono stati movimentati 11.051 trailer contro i 6.022 del 2013 (+83,5%).

IL NAPA AFFILA LE ARMI

I porti del NAPA, soddisfatti dagli obiettivi infrastrutturali raggiunti e consacrati nel processo di adozione della nuova regolamentazione europea della rete Ten-T e della CEF (Connecting Europe Facility), hanno  avviato l’attività di aggiornamento del proprio piano strategico individuando priorità, bisogni e richieste da presentare all’Europa e agli Stati Membri.

Il primo obiettivo resta quello di “far sentire la propria voce ed essere pronti a ricoprire il ruolo di nodo fondamentale per la rete infrastrutturale europea”, per questo il Presidente di turno dell’Associazione Napa Prof. Paolo Costa, ha fissato una serie di incontri con ciascun porto associato, il primo si è tenuto a Rijeka (Fiume).

Nel corso degli incontri tecnici si ridefinirà l’agenda strategica del NAPA da portare poi all’approvazione nell’assemblea generale del 16 dicembre, che si terrà a Venezia,

Porto di Ravenna : -11,4 per cento a giugno 2012

La crisi non molla e continua a mordere. Tanto che, nei primi sei mesi dell’anno, si e’ ‘mangiata’ una fetta importante delle tonnellate di merci movimentate dal porto di Ravenna. A snocciolare i dati relativi al primo semestre e’ il presidente dell’Autorita’ Portuale Galliano Di Marco, da cinque mesi al timone dell’ente bizantino: ”La crisi generale per lo scalo ravennate si e’ tradotta nei primi sei mesi dell’anno in un calo dei traffici dell’11,4%”, ha affermato Di Marco che, dopo questa premessa, ha illustrato lo stato dei progetti relativi al porto.
Partendo, ovviamente, da quello principale e ‘vitale’, ossia l’approfondimento dei fondali per cui servono i 60 milioni del Cipe: ”Il progetto complessivo prevede 150 milioni di investimento: i 60 del Cipe piu’ 90 milioni direttamente dall’ Autorita’ Portuale” (40 dalla vendita di asset e 50 da un mutuo tramite la Cassa Depositi e Prestiti), ebbene – ha aggiunto il presidente – ”confidiamo nel Cipe di settembre” perche’ ”il nostro porto ha grandi potenzialita’ ma solo l’approfondimento puo’ garantirne il rilancio”. Di Marco ha poi contestualizzato la situazione locale: ”la portualita’ italiana in generale e’ in una fase di grandissima crisi e Ravenna si inserisce nella media nazionale, con il core business ravennate, rinfuse liquide e solide, che si difende bene”. Ha poi passato in rassegna il settore ‘traghetti e crociere’, tracciando una rotta dello sviluppo che, per i primi, deve avere come meta finale la Croazia, ”geograficamente vicina e dal 2013 anche comunitaria”.
Dai traghetti, Di Marco e’ tornato poi a parlare di porto industriale, indicando il vero bacino d’affari della movimentazione merci ”nella Turchia e nel Nord Africa”. Da ultimo, Di Marco ha posto l’accento sul ‘rebus E55′, auspicando che venga realizzato ”lo stralcio da Porto Garibaldi a Ravenna”. Al riguardo, l’Autorita’ portuale avrebbe gia’ proposto un Commissario straordinario in grado di coordinare Anas, Ministero delle Infrastrutture, Ministero dell’Economia, Cipe e Regione per questo progetto che lo stesso Di Marco ritiene ”vitale al pari dell’approfondimento dei fondali”.

da www.ansa.it

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