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Grandi Navi: referendum popolare a Venezia,è plebiscito di no

Un successo senza precedenti”: è entusiasta Marta Canino nel raccontare la risposta di Venezia al referendum popolare contro le grandi navi in laguna indetto  in città. Il quesito della scheda riportava: “vuoi che le navi da crociera restino fuori dalla Laguna di Venezia e che non vengano effettuati nuovi scavi all’interno della Laguna stessa?”. La risposta dei veneziani è stata plebiscitaria: i gazebi allestiti dalle 9 alle 18 sono stati letteralmente presi d’assalto, con code sin dal primo mattino. In questo momento, a seggi virtualmente chiusi, vi sono ancora file di persone ai banchetti e le 25 mila schede stampate per il referendum sono andate esaurite. Per consentire l’effettuazione del sondaggio popolare si sono alternati oltre 200 volontari. Alle 15 al gazebo di Santa Maria Elisabetta, al Lido, avevano votato quasi 900 persone, altre 300 agli Alberoni, oltre 500 ai Santi Apostoli. “Una cosa mostruosa – racconta Marta – abbiamo visto in fila per votare anziani in carrozzella, mamme con le carrozzine e tante famiglie”. Molti i bimbi che, al passaggio dei ‘giganti del mare’ davanti a San Marco hanno cantato come una filastrocca, “fuori le navi dalla laguna”. Andati esauriti anche tutti i gadget in vendita nei gazebo: dalle magliette alle borse, sino agli zaini che riportano gli slogan contro le navi in laguna.

Pino Musolino presidente Autorità Venezia-Chioggia

Pino Musolino è il nuovo presidente dell’Autorità di Sistema portuale del’Adriatico Settentrionale, che, nel nuovo piano nazionale, ricomprende e sostituisce le Autorità portuali di Venezia e Chioggia. “La vera grande novità – ha detto – è il nuovo ente, che va letto alla luce del piano strategico nazionale su porti e logistica, che considera anche la valenza strategica sovranazionale dei porti. Qui dobbiamo fare un’unificazione amministrativa tra due porti, Venezia e Chioggia, con caratteristiche diverse: è l’inizio di una nuova era, un’occasione unica per far partire bene una nuova macchina che faccia sì che quello che è a tutti gli effetti il porto del Veneto risponda alle necessità delle economie della nostra regione. Ed è questa l’unica via alternativa alla monocultura turistica di Venezia. Vorrei quindi che la mia presidenza fosse caratterizzata da meno polemiche e più risultati reali”. I primi atti firmati da Musolino sono le lettere a Regione, Autorità marittima e Città metropolitana per l’indicazione dei nominativi della nuova autorità di gestione. “Vorremmo avere – ha detto Musolino – l’intero sistema di governance in piedi entro fine aprile, per poter procedere alla nomina del nuovo segretario generale. Nei prossimi dieci giorni mi incontrerò comunque con tutte le istituzioni territoriali per presentarmi, entrare nel merito e discutere, perché c’è necessità di costruire una rete di rapporti istituzionali”. Riguardo a quelli che ha chiamato “convitati di pietra”, e cioè crociere, porto offshore, ma anche escavo dei canali e conca di navigazione, il nuovo presidente ha illustrato la sua metodologia: “Credo che non ci siano uomini soli al comando o portatori di verità assolute, ma sia necessario un percorso di ascolto, solo alla fine del quale il nostro può diventare decisore. E attenzione a non confondere la valutazione Via con le valutazioni di merito. Sulle crociere ho un paio di idee concrete, fattibili e, per certi versi, immediatamente cantierabili, ma cercheremo rapidamente di trovare una soluzione condivisa, che avrebbe più peso a Roma. Quanto al Voops, sottolineo che si tratta di un progetto modulare, nel quale il dato insindacabile è il grande terminal container in area Montesyndial, ottima iniziativa del mio predecessore che va portata a termine”. “Si tratta comunque – ha concluso Musolino – di emergenze, ma la vera sfida è quella di fare un piano regolatore del sistema portuale che ci consenta di costruire una pianificazione strategica dell’area fino al 2050 e oltre: è su questo che vorrei venisse valutato il mio mandato”.

1° SAFETY DAY ALLA NUOVA COMPAGNIA LAVORATORI PORTUALI DI VENEZIA

Oggi si è tenuta a Marghera la prima giornata dedicata alla sicurezza sul lavoro organizzata dalla Nuova Compagnia Lavoratori Portuali (NCLP) di Venezia. L’evento, si pone l’obiettivo di presentare i risultati raggiunti nel 2016 in materia di sicurezza e di promuovere il dialogo tra soggetti operanti in porto per poter assicurare standard qualitativi del lavoro sempre più alti.

La Nuova CLP è l’impresa autorizzata per la fornitura di lavoro portuale temporaneo per il porto di Venezia, la società ha registrato nel 2015 un +23,27% di avviamenti nel 2015 (rispetto all’anno precedente) e +13,16% nel 2016 con oltre 37.600 turni di lavoro erogati alle imprese portuali.

In una organizzazione così complessa, la sicurezza riveste un ruolo rilevante così come la formazione, nel 2016 la Nuova CLP ha erogato oltre 15mila ore di formazione ai suoi dipendenti investendo il 10% del suo fatturato in corsi e attività mirate alla formazione sulla sicurezza.

Attività che hanno consentito di ridurre del 77% l’indice di frequenza degli infortuni e del 64% l’indice di gravità degli stessi, nonostante un considerevole aumento delle ore lavorate gli infortuni sono passati da 19 nel 2015 a soli 5 nel 2016.

Grandi Navi: studio, l’EcoPorto S.Leonardo è l’ipotesi migliore

La migliore ipotesi per risolvere il problema dell’accesso delle navi da crociera a Venezia, secondo uno studio comparativo tra i progetti in essere fatto dai professori dello Iuav Carlo Magnani e Agostino Cappelli, é l’EcoPorto San Leonardo (prospettato in una ricerca del Corila del 2010, pubblicata nel 2012). Il dato è emerso dall’analisi comparativa tra le cinque possibili soluzioni alternative con sufficiente livello di definizione prese in considerazione (Tresse Nuovo, Venis Cruise 2.0, Avamporto galleggiante alla bocca di porto di Lido e Nuovo porto passeggeri a Porto Marghera). Lo studio con questo metodologia è il primo in ordine di tempo effettuato dopo il decreto Clini-Passera ed è stato presentato in una conferenza stampa. “Abbiamo costruito – ha introdotto Magnani – una matrice di comparazione per dare un contributo alla discussione complessiva, mirando a far sì che la nostra analisi abbia un valore metodologico e di razionalità applicata”.

A illustrare la metodologia applicata è stato Cappelli, che ha premesso come “il problema delle grandi navi a Venezia è di immagine e non di sicurezza ed è per noi una forzatura averlo inserito nel decreto Clini-Passera”. “Ci ha molto preoccupato – ha sottolineato Cappelli – il fatto che il Ministero dell’Ambiente abbia valutato i progetti uno ad uno, senza analisi di confronto tra le alternative. Noi abbiamo scelto di applicare il metodo multicriteri, pur sapendo che non è compito delle Università, ma del decisore politico, definire delle procedure univoche. E sappiamo che, cambiando i pesi agli indicatori presi in considerazione, cambia anche il risultato.

Ma il San Leonardo è risultato il progetto migliore in tre dei quattro metodi presi in considerazione, con un risultato abbastanza stabile, perché bisognerebbe far cambiare i pesi in maniera rilevante per cambiare il risultato”.

Agli ultimi posti dell’analisi comparativa svolta dai due docenti si sono classificati il Tresse Nuovo, per motivi chimico ambientali, e il progetto Venis Cruise 2.0, perché collocato nel punto di massima corrente e venti più forti.

GREENPORT // CATENE LOGISTICHE EFFICIENTI, BONIFICA DEI TERRENI E TRATTAMENTO DELLE ACQUE METEORICHE

Dopo Barcellona e Copenaghen, gli organizzatori della conferenza internazionale Greenport, hanno scelto quale partner per l’edizione 2016 il porto di Venezia valorizzando così tutti gli investimenti fatti dallo scalo lagunare in campo ambientale.

Grazie alla collaborazione con l’Autorità Portuale si tiene in questi giorni, presso il terminal passeggeri di Marittima, l’evento che riunisce ogni anno oltre 200 tra esperti e delegati del settore portuale e ambientale. Al centro della quattro giorni di dibattiti e incontri sono proprio le  pratiche ambientali e i cambiamenti necessari per ridurre le emissioni di anidride carbonica.

L’Autorità Portuale ha portato avanti una serie di azioni “green” a tutela sia dell’ambiente che della competitività dello scalo investendo oltre 380milioni di euro. Tra queste iniziative vanno citate il ripristino del waterfront portuale, una massiccia campagna di bonifica di oltre 140 ettari di terra e di acqua, l’escavo e la pulizia dei canali portuali, studi e monitoraggi per la salvaguardia ambientale ma anche il ricorso ad energie alternative e del gas naturale liquefatto (GNL) con la prospettiva fare di Venezia l’hub logistico di questo nuovo carburante per l’Alto Adriatico. Tagliare le emissioni ed evitare qualsiasi contaminazione tra le attività portuali e la laguna sono stati i principi ispiratori di queste iniziative.

Ma, per dare un ulteriore contributo concreto al riscaldamento globale, è anche necessario mettere in campo innovazioni tecnologiche capaci non solo di ridurre le emissioni ma anche di migliorare e limitare le esternalità del trasporto marittimo e terrestre. Servono innovazioni radicali nel sistema di trasporto capaci di mettere in pratica la de-carbonizzazione delle catene logistiche, così come previsto dalla strategia COP21. Soluzioni che solo il lavoro congiunto di operatori logistici, enti pubblici e imprese possono contribuire a realizzare.

LA PROGETTAZIONE DEFINITIVA DEL VOOPS (VENICE OFFSHORE ONSHORE PORT SYSTEM) VA AL CONSORZIO STABILE 4C3 (ITALO-CINESE)

La progettazione definitiva dell’innovativo sistema portuale offshore-onshore di Venezia che comprende la piattaforma d’altura al largo di Malamocco e il primo terminal container che sorgerà in area Montesyndial a Porto Marghera, è stato oggetto di un bando di gara internazionale cui hanno preso parte le migliori società di ingegneria mondiale provenienti, oltre che dall’Italia, anche da Francia, Spagna, Olanda, Belgio, Gran Bretagna, Cina e Stati Uniti.

Solo il raggruppamento di imprese italo-cinese 4C3, costituito dalle società 3Ti Progetti Italia ed E-Ambiente, guidato dal 5° general contractor mondiale China Communication Constructions Company Group (CCCG) ha superato la stringente soglia di sbarramento prevista dal bando e finalizzata ad ottenere un elevato standard di progettazione.

Espletate le ultime verifiche amministrative, il gruppo cui verrà aggiudicato il bando del valore di oltre 4 milioni di euro, avrà il compito di sviluppare la progettazione definitiva della diga e del molo container del Terminal d’altura, da collegare al Terminal a terra a Marghera in area Montesyndial con l’innovativo sistema di trasporto nautico delle Mama Vessel, nonché di eseguire le attività di monitoraggio e indagini ambientali per la durata di 180 giorni.

Anche questa volta la gara internazionale bandita per lo studio e la progettazione del sistema portuale onshore-offshore di Venezia è stata un successo in termini di partecipazione e risposta. Le società di progettazione e costruzione tra le migliori del mondo si sono interessate a quella che, fino a qualche tempo fa, era solo un’idea sulla carta. Con il loro apporto, hanno contribuito a renderlo un progetto credibile, sostenibile e interessante non solo per l’Italia ma per tutti quei Paesi che, per motivi diversi, hanno necessità di spostare la movimentazione e la gestione dei container offshore anche per motivi anti-terrorismo.

Non nascondo la mia soddisfazione nel poter annunciare che il primo della lista è il consorzio italo-cinese, guidato dalla China Communication Constructions Company Group, che sta studiando da tempo il progetto, anche nella prospettiva della sua costruzione, gestione e finanziamento e che per questo ha deciso di creare un apposito raggruppamento europeo di imprese per poter prendere parte alla gara di progettazione”, ha dichiarato il Presidente Paolo Costa.

“Venezia-Brindisi: Insieme per Tradizioni e Legalità”

In un periodo storico in cui, nonostante il perdurare dei personalismi, si acclamano a viva
voce la cooperazione e il lavorare di sistema, il gruppo storico di Rassegna Azzurro Salentino è
impegnato nella realizzazione del progetto di partnership “Venezia-Brindisi: Insieme per Tradizioni
e Legalità”, voluto tenacemente e sposato dalle comunità delle due realtà marinare e da
Confindustria Brindisi.
L’idea è nata forse un po’ per gioco e casualmente durante una delle ultime edizioni dello
SNIM (Salone della Nautica) svolte a Brindisi, nel 2012. Precisamente in occasione di un incontro
informale tra il cav Angelo Ruggiero, supportato dai collaboratori Amedeo Nani e Renato
Rubino, e Massimo Bernardo, giornalista di Venezia, specializzato in economia dei trasporti,
nautica e turismo, nonché presidente dell’ International Propeller Club Porto di Venezia.
Dallo stadio embrionale il progetto passò a quello fattivo con l’iniziale intervento del dott.
Vincenzo ingrosso, brand ambasciator di Azzurro Salentino, il quale trovò nella storia un legame
fortissimo tra le due realtà, reso ancora più solido col passar del tempo.
Il progetto, che sarà svelato nei prossimi giorni, mira, in sostanza, a favorire gli interscambi
di cultura, arte, artigianato, turismo, marketing tra i due territori, praticamente simili sotto l’aspetto
geografico, con l’obiettivo di ripercorrere le principali tappe di quella fattiva e storica
collaborazione nata più di 500 anni fa, quando nel 1496 la città di Brindisi passò dal governo degli
Aragonesi a quello del Doge della Repubblica veneta, Agostino Barbarigo.
Con cortese

TRAFFICO CONTAINER: SUPERATO AD AGOSTO 2016 IL RECORD DI SEMPRE CON OLTRE 600.000 CONTAINER (TEU) IN UN ANNO

A solamente un anno di distanza dallo storico traguardo dei 500.000 TEU raggiunto nel giugno scorso, il porto di Venezia ha ulteriormente migliorato la sua performance nel comparto container superando per la prima volta nella sua storia la soglia dei 600.000 TEU.

Attestato su 380.000 TEU nel 2008 – prima della lunga crisi mondiale ed europea – il traffico container è sceso di poco, 370.000 TEU nel 2009, per tornare ai livelli pre-crisi già alla fine dello stesso anno.

Da quella data ha mostrato un incremento costante, non toccato dall’andamento della crisi, che lo ha portato al record dei 600.000 TEU/anno attuale (+66% dal 2009). Una crescita che è stata solo amplificata dal ritorno della linea diretta con il Far East operata da “Ocean3” da Febbraio 2015 e dalle recenti decisioni di alcune compagnie di scalare anche su Venezia toccando così direttamente tutti i porti dell’Alto Adriatico.

Un vantaggio competitivo che Venezia condivide con gli altri porti del Napa (North Adriatic Port Association), per i quali Venezia copre i mercati nord –adriatici occidentali, mentre Trieste, Koper e Rijeka coprono i mercati nord-adriatici occidentali, che confermano una crescita strutturale stabile dal 2009 ad oggi di oltre 80 punti percentuali. La crescita di Venezia infatti si aggiunge (non si sostituisce) a quella registrata anche dagli altri porti del NAPA: Trieste e Ravenna, come Capodistria e Fiume, crescono anch’essi tra il 2 e il 7.5% (sui primi sei mesi del 2016) e possono quindi trarre vantaggio anche dalla crescita di Venezia, che dà così il suo contributo a rendere conveniente a navi portacontainer sempre più grandi raggiungere l’Alto Adriatico.

IL PORTO DI VENEZIA ALLA CONQUISTA DEL NORD EUROPA VIA FERROVIA

L’Autorità Portuale di Venezia ha siglato con il Porto di Rostock (Germania)  e con il Gruppo Grimaldi un accordo per la creazione di un collegamento intermodale (nave+ferrovia+nave) tra il mar Adriatico e il mar Baltico.

Le merci che dai Balcani arriveranno al porto di Venezia via nave, verranno infatti caricate su treno dirette al porto di Rostock per poi ripartire da qui alla volta dei paesi scandinavi. Una soluzione che rende operativo uno dei primi collegamenti lungo il Corridoio Scandinavo-Mediterraneo.

Un nuovo ponte tra Venezia e Rostock che si aggiunge a quello già attivato a novembre scorso tra Venezia e Francoforte (via Brennero) a partire sempre dal servizio ro/ro operato da Grimaldi Lines, raddoppiato da metà giugno 2016, consentendo di portare sul mercato tedesco le merci provenienti via mare dalla Grecia ed altri paesi balcanici in soli tre giorni e viceversa.

Il Porto di Venezia continua così la sua “cura del ferro” che fa segnare numeri da record, +31% nei primi 4 mesi del 2016.

NEL 2015 AVANZO DI GESTIONE CORRENTE A 28.3 MILIONI DI EURO, INVESTIMENTI PARI A 43.7 MILIONI

Il Comitato Portuale ha approvato il Bilancio Consuntivo dell’Autorità Portuale di Venezia relativo all’esercizio 2015. L’anno si è chiuso con un avanzo di gestione corrente pari a 28.3 milioni di euro (+20.3% rispetto al 2014) che ha consentito un aumento delle uscite in conto capitale del 29% facendo passare gli investimenti effettuati dai 38 milioni del 2014 ai 49 milioni del 2015. L’Autorità Portuale di Venezia continua quindi la politica di miglioramento ed adattamento dell’offerta portuale alle esigenze innanzitutto dell’economia del nord est in particolare dell’export. Nel 2015 gli investimenti complessivi sono stati pari a 43.7 milioni di euro, soprattutto in opere di infrastrutturazione (28.9 milioni di euro) ed escavi (7.8milioni di euro), con un incremento del +46% rispetto al 2014 e finanziati principalmente con risorse proprie che ormai rappresentano il 70% dei finanziamenti dell’Autorità Portuale.

Il consistente avanzo di amministrazione che abbiamo ottenuto da una gestione oculata del porto, dal rilancio delle sue  attività oltre  che da contributo del Ministero dello Sviluppo Economico (9.5milioni) – ci ha consentito di continuare ad investire e di anticipare il rimborso di parte dei mutui (totale 125.5 milioni) che l’Autorità Portuale ha contratto nel 2009/10 per poter sostenere allora in logica anticiclica come oggi per accelerare il rilancio (anche in termini di sostenibilità ambientale) delle attività portuali industriali e logistiche a Porto Marghera e Marittima. Certamente il percorso non è terminato. Abbiamo lavorato alacremente per ottenere nuovamente il massimo dell’ accessibilità nautica impostaci dal MoSE con la manutenzione dei canali lagunari, abbiamo realizzato strade e rotatorie per migliorare l’accessibilità stradale e per separare il traffico merci da quello urbano, abbiamo potenziato l’infrastruttura ferroviaria grazie alla quale oggi il porto segna nel primo trimestre  lo storico +40% di merce inoltrata via treno, tutto questo continuando a bonificare le acque e i terreni di Porto Marghera a beneficio della collettività”, ha dichiarato il Presidente Paolo Costa.

“Chiunque guiderà la nuova Autorità portuale di sistema avrà in mano non solo una fra le Autorità più virtuose d’Italia per indici di efficienza e capacità di investimento, ma anche un porto che oggi ha raggiunto buoni livelli competitivi grazie quasi esclusivamente alle proprie risorse. Il rischio per il futuro sarà solo quello di perdere la sua capacità di attrarre nuovi traffici, se non si vorranno eliminare gli ultimi colli di bottiglia legati esclusivamente alla disponibilità di fondali adeguati tramite la piattaforma d’altura a -22.00 metri che darà a Venezia un sistema portuale offshore-onshore altamente innovativo”, ha concluso il Presidente.

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