Articoli marcati con tag ‘Assoporti’

Monti: ora subito il piano e la riforma dei porti

“Ora subito il piano della logistica e dei porti e il varo della riforma di settore”. Così il presidente di Assoporti, Pasqualino Monti, ha rilanciato commentando a caldo la notizia dello stralcio dei porti dal ddl Concorrenza e quindi della rinuncia del governo a varare norme in netto contrasto con tutti gli indirizzi comunitari volti a rafforzare la capacità di governance delle Autorità portuali.
“Si tratta di una importante vittoria per l’intero cluster marittimo, per i porti, gli operatori privati e per i lavoratori del settore che si sono compattati fornendo al ministro Lupi, che si è battuto con decisione, gli strumenti e la forza indispensabili ora per imprimere una netta accelerazione al processo di messa a punto del piano della logistica e dei porti e della riforma del comparto.”

Assoporti si rafforza con un Ufficio di Presidenza

Palmiro Francesco Mariani, residente dell’Autorità portuale di Bari, è stato nominato vice presidente vicario di Assoporti. Lorenzo Forcieri, presidente dell’Autorità portuale di La Spezia, e Antonino De Simone, presidente dell’Autorità portuale di Messina, sono incaricati in Assoporti di occuparsi rispettivamente delle relazioni istituzionali e delle tematiche relative al Mezzogiorno.
Sono queste le decisioni assunte dal Consiglio direttivo dell’Associazione dei porti italiani, presieduta da Pasqualino Monti, che ha proceduto all’unanimità alla nomina del nuovo Ufficio di Presidenza Assoporti composto per l’appunto da Monti, Mariani, Forcieri e De Simone.
“Una scelta importante – ha affermato Pasqualino Monti – frutto del compattamento dell’Associazione, che rafforza il suo vertice associativo in vista degli importanti confronti sulla governance, il piano della logistica e dei porti e il varo della riforma di settore”. Una scelta coerente anche con le ultime delibere, votate all’unanimità dal Direttivo Assoporti, che prevedono il cambiamento di sede dell’Associazione, il rafforzamento in Europa e una ristrutturazione organizzativa che garantisca maggiore efficienza e risponda alla domanda degli associati.

Cluster marittimo: “Pronti a contribuire alle scelte per il rilancio del paese”

Una regia unificata e coordinata per lo sviluppo integrato del sistema portuale e logistico nazionale attraverso la quale indicare le priorità infrastrutturali fondate sulla domanda reale del mercato, ma al tempo stesso incidere nei tempi più brevi possibile su una normativa e su procedure che rapidamente devono essere coerenti con le esigenze di efficienza e competitività.
Questo l’obiettivo prioritario sul quale tutte le associazioni aderenti al cluster marittimo hanno segnato oggi una sostanziale convergenza, al termine di una riunione, promossa dal presidente di Assoporti, Pasqualino Monti, e finalizzata a rilanciare il peso strategico dell’economia del mare specie in una chiave di ripresa del sistema paese.
Di qui una richiesta per un coinvolgimento del cluster all’interno del processo di definizione delle scelte che dovranno essere compiute a breve per recuperare competitività ed efficienza nei tempi più brevi possibile.
Alla riunione hanno partecipato i vertici di Assologistica, Assiterminal, Confitarma, Federagenti, Angopi, Fedepiloti, Federimorchiatori, Assorimorchiatori, Fedarlinea, Fedespedi e Unionepiloti.

Vertice Ministri UE, sì ai corridoi transeuropei ma…l’autotrasporto?

Assotrasporti ha assistito alla conferenza stampa di ieri conclusiva del Vertice informale dei Ministri dei trasporti europei, riuniti a Milano in occasione del Semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea.

Il Ministro dei trasporti Maurizio Lupi – definite le infrastrutture del trasporto “fattore determinante per crescita, occupazione e investimenti in Europa” – ha esposto il giudizio dei Ministri UE, unanimemente soddisfatti per il lavoro sinora svolto di pianificazione delle reti infrastrutturali: “Dai 31 corridoi trans-europei inizialmente previsti, siamo passati a nove, ognuno dei quali assegnato ad un Coordinatore europeo, garante della realizzazione dell’intera opera”.

Individuate finalmente le vere priorità, non resta che passare all’azione.

“Tutto è pronto – conferma il Commissario ai trasporti Kallas – Abbiamo definito la programmazione e la governance dei corridoi TEN-T e discusso gli strumenti di finanziamento pubblici e privati. Ora dobbiamo passare alla fase attuativa. La realizzazione non sarà agevole, ma la Commissione europea farà la sua parte e agli Stati  chiediamo maggiore coinvolgimento nei progetti transfrontalieri”.

Assotrasporti plaude all’entusiasmo del Ministro Lupi e del Commissario Kallas ma “ci sorge il dubbio – dichiara il Presidente nazionale Secondo Sandiano – che i Ministri abbiano anche discusso degli effetti che la realizzazione dei corridoi europei avrà per lo sviluppo del trasporto merci su gomma e la riduzione dei costi per gli autotrasportatori”.

Insomma, all’atto pratico, quali risvolti per l’autotrasporto?

Come troppo spesso accade, pare che anche nella due giorni milanese dedicata alle infrastrutture e ai trasporti in Europa non si sia affrontata la questione del trasporto su strada, che pure si aggiudica la fetta più importante della movimentazione delle merci in Italia e non solo.

Dei nove corridoi transeuropei quattro coinvolgeranno direttamente il nostro Paese. Ma siamo sicuri che contribuiranno a risolvere i problemi più sentiti dalla categoria, a cominciare dal cabotaggio abusivo?

Se anche così fosse, considerati i tempi lunghi che si prospettano per il definitivo compimento di tali opere, Assotrasporti auspica che nel frattempo le proposte a costo zero per il rilancio del settore che ha presentato al Governo nei mesi scorsi e che ha già raccolto pareri favorevoli dalla Commissione europea, siano finalmente attuate in tempi brevi.

Monti confermato alla Presidenza di Assoporti

Il direttivo di Assoporti ha deciso all’unanimità di indicare all’assemblea che si svolgerà il 31 luglio prossimo la conferma per due anni di Pasqualino Monti alla presidenza dell’Associazione. I saggi hanno rilevato, secondo quanto riferisce una nota dell’associazione, come le consultazioni svolte abbiano messo in risalto una rinnovata compattezza dell’associazione, manifestatasi in un confronto sereno sulle scelte compiute, confermando altresì la volontà dei presidenti a impegnarsi con decisione nel complesso momento di cambiamento in atto.

“La fiducia che mi è stata rinnovata dai presidenti dei porti italiani – ha affermato Monti – mi onora, ma mi rende al tempo stesso ancora più consapevole della grande responsabilità, che in un momento così complesso per la portualità nazionale e per il sistema logistico del paese, mi viene attribuita. In questo momento mi sento di rinnovare l’invito alla politica e alle istituzioni a imprimere un’accelerazione ai processi di riforma perché la portualità non può fermarsi ed è chiamata a svolgere un ruolo importantissimo al servizio del Paese”. (ANSA).

Assoporti chiede le nomine per i porti commissariati

Stop ai commissariamenti di Autorità portuali, appello all’unità del cluster marittimo-portuale per tracciare in concreto le norme per il recupero immediato di competitività del settore, ferma richiesta a governo e parlamento per il varo in tempi brevissimi della legge di riforma.
Queste le tre proposte scaturite dal Direttivo di Assoporti, riunitosi a Napoli.
Sul commissariamento in atto di 9 autorità portuali sulle 24 esistenti, il Direttivo di Assoporti si è rivolto alle istituzioni competenti e al governo affinché si proceda con coraggio alle nomine, con il preciso obiettivo di garantire ai porti una guida salda in un momento complesso di transizione come è quello attuale.
Come già emerso dalle dichiarazioni del Presidente Pasqualino Monti, alla recente assemblea Federagenti di Trieste, esiste oggi la necessità cogente e l’opportunità di riunificare il cluster marittimo e impegnarlo in modo compatto nella definizione delle condizioni di base per il recupero di più alti standard di efficienza e per l’attuazione di una reale interazione fra porti e retro porti, traguardata a una governance logistica.
Al Direttivo di Assoporti ha partecipato, come special guest, il segretario generale dell’Imo, (International Maritime Organization), Koji Sekimizu, che si è confrontato con il presidente di Assoporti, Pasqualino Monti e con gli altri presidenti, sui temi più scottanti relativi allo sviluppo della portualità mondiale e dei cambiamenti in atto nello shipping.

Porti: o si cambia o si alza bandiera bianca

I traffici, le grandi compagnie di navigazione, gli investitori internazionali non aspettano. Per i porti italiani, molti dei quali in gestione commissariale, o si cambia registro subito, varando le nuove regole che consentano di recuperare competitività, di realizzare le nuove infrastrutture, di eliminare burocrazia e razionalizzare il ciclo logistico, oppure questa volta la partita si chiude davvero e per sempre.
Ad affermarlo è il presidente di Assoporti, Pasqualino Monti, nel sottolineare come sia urgente e indispensabile che “governo e Parlamento adottino misure condivise e immediate”. “Il recupero di competitività ma anche di credibilità non può avvenire domani,  né dopodomani. Questo recupero deve avvenire subito portando al traguardo una riforma dei porti che sia una cosa seria: niente bizantinismi, niente teoria, ma risposte immediate che consentano un reale salto di qualità in termini di efficienza e rendano i porti e il sistema logistico italiano maggiormente attrattivi per il mercato, per l’interscambio mondiale e per gli investitori. Chiedo a tutti i presidenti dei porti italiani di far sentire forte al paese quella che è oggi una emergenza: ridare credibilità al sistema paese partendo dai punti attraverso i quali l’interscambio mondiale entra nel nostro paese, i porti”.
Il presidente di Assoporti, Pasqualino Monti, abbandona qualsiasi tatticismo ed esce allo scoperto. “Se non è percorribile la strada di un provvedimento di urgenza che si occupi solo di questo settore, allora si trovi un accordo per il disegno di legge con corsia preferenziale”.  “Un disegno di legge che – secondo Monti – dovrà porre le basi per un forte cambiamento. Assoporti è da oggi alleata di chi vuole cambiare, ma specialmente di chi comprende che senza un sistema portuale e di logistica efficiente, il paese fa davvero poca strada e rischia di diventare una frontiera passiva del continente europeo”.
“E’ l’ora del coraggio – prosegue il presidente di Assoporti – l’ora di mettere a punto un articolato snello, di taglio europeo che, partendo dal testo base in discussione in Parlamento, fissi le regole del gioco sulla governance del sistema portuale e logistico, sull’autonomia finanziaria dei porti, sulla sburocratizzazione delle Autorità portuali, sulle concessioni e quindi sulla capacità di attrarre investitori internazionali e su regole del lavoro che devono essere chiare, univoche e di mercato”.

Autorità Palermo a Transport China Logistic di Shangai

L’Autorità portuale di Palermo è presente al Transport Logistic China in corso a Shangai: si tratta del più importante salone internazionale per la logistica e la mobilità, punto d’ incontro di operatori del settore provenienti da tutto il mondo. Il porto di Palermo è ospite, assieme ad altre autorità portuali italiane, del Padiglione Italia “All in One”, allestito da Assoporti.

“La partecipazione dell’Autorità portuale di Palermo al Transport Logistic China – ha spiegato Vincenzo Cannatella, commissario straordinario dell’Autorità portuale di Palermo – è un utile strumento per promuovere rapporti strategici a sostegno dello sviluppo della logistica e dei trasporti intermodali delle merci collegati ai porti di Palermo e di Termini Imerese, e ottenere informazioni innovative sulla composizione e l’evoluzione del mercato che favoriscano la crescita delle attività commerciali e operative dei due porti”.

E’ a Shangai anche una delegazione di Portitalia srl, la società che gestisce il terminal container – handling nel porto di Palermo. La delegazione ha incontrato numerosi operatori e stakeholders specializzati nel settore dei trasporti marittimi e della logistica, e agenzie marittime cinesi, che hanno manifestato particolare interesse a sviluppare nuovi traffici nel Mediterraneo.

Senza porti efficienti Il sistema Italia è spacciato

Senza un sistema portuale e logistico efficiente, l’Italia non ha futuro. Il segnale scaturito oggi a Lerici, da quella che si è configurata come una vera e propria assise generale sul sistema della mobilità delle merci, è inequivocabile: se il paese vuole sperare in un rapido recupero di competitività e quindi puntare forte su una politica di sviluppo indispensabile per uscire dalla crisi, non si può più permettere il lusso di non sapere che i porti attraverso i quali transita più dell’80% delle importazioni ed esportazioni del paese, sono la chiave strategica per innescare un processo di rilancio complessivo del paese.
Ignorando questo fattore – ha affermato Lorenzo Forcieri, presidente dell’Autorità portuale di La Spezia, che ha voluto richiamare nel golfo ligure tutti i principali opinion makers del settore – si assumono responsabilità pesantissime. Un intervento di efficientamento della logistica si può tradurre in tempi brevi nel recupero di un punto di pil. E un un’ulteriore leva di crescita può essere attivata dagli investimenti internazionali che sono pronti ad affluire sul sistema Italia a patto che si creino le condizioni anche burocratiche perché ciò accada
In effetti dall’incontro svoltosi questa mattina a Villa Marigola, a Lerici, sono scaturite due indicazioni difficilmente equivocabili;  la prima: i tempi delle discussioni e dei dibattiti sono finiti e o si fa subito una riforma vera o si è fuori gioco; la seconda: la riforma deve rispondere alle domande di efficienza, snellezza,, sburocratizzazione che sono poste in modo ormai pressante dal mercato.
Secondo il presidente dell’Autorità portuale e di La Spezia –è scattato il conto alla rovescia finale per una riforma che deve rappresentare un cambiamento epocale e fornire le fondamenta di un sistema logistico governato all’interno del quale vengano compiute anche scelte di priorità per quanto riguarda le nuove infrastrutture.
Sulla prospettiva di una riforma del settore, che parta dai principi europei dei corridoi, si è sviluppato un dibattito nel quale fra gli altri è intervenuto al presidente di Assoporti (l’associazione dei porti italiani), Pasqualino Monti, che ha sottolineato fra l’altro la necessità di ridare allo Stato (anche attraverso una modifica dell’articolo V) la piena competenza su porti e logistica. Precondizione questa – ha affermato Monti – per conferire alle Autorità portuali (protagoniste già a fine degli anni novanta di una spending review quando ancora questo termine non esisteva) meccanismi di autonomia finanziaria e autonomia decisionale oggi indispensabili per rispondere al mercato.

No alla critiche Eurostat. I porti italiani hanno tutte le carte per vincere

“Diciamolo una volta per tutte. Non è vero che la portualità italiana è emarginata, una sorta di figlio di un dio minore della portualità europea. La portualità italiana presenta eccellenze continentali, nel traffico di transhipment dei container, nelle crociere, nelle autostrade del mare, nella produttività”. La pubblicazione del rapporto Eurostat e le interpretazioni che di questo rapporto sono state immediatamente date, non riflettono quindi la realtà.
Intanto una considerazione di base: i dati sono superati. Nel 2013 il traffico container è cresciuto del 5,7% nei porti italiani, quello dei passeggeri su navi da crociera del 5,1% avvicinandosi al record storico, i terminal di transhipment container sono in forte sviluppo (dal più 12% di Cagliari al più 14% di Gioia Tauro), e, dulcis in fundo, il porto di Trieste occupa la decima posizione nella top-ten europea.
Le carte geografiche prodotte da Eurostat non hanno un senso economico specie per un paese come l’Italia che complessivamente si colloca al terzo posto in Europa per traffico marittimo e che ha storicamente un’offerta portuale diversificata rispetto agli altri paesi europei. Forse sarebbe il caso, una volta per tutte anche in sede europea – sottolinea Monti – chiedersi i perché anche di questa parcellizzazione. Forse perché il nostro paese ha una struttura orografica ben diversa da Francia e Germania, forse perché al contrario di quanto accade in Francia, in Germania o in Spagna, la produzione industriale in Italia è sparsa su centinaia di siti talora difficilmente raggiungibili via terra.
“Quando si leggono i dati Eurostat – prosegue il presidente Assoporti – queste considerazioni vanno tenute a mente. Delle statistiche va fatto comunque tesoro per ribadire che senza una regia di sistema è grottesco parlare di porti non competitivi. I porti oggi sono competitivi se alle spalle hanno reti viarie e ferroviarie efficienti. Se hanno infrastrutture adeguate ai trend dei nuovi traffici, se hanno fondali in grado di accogliere le navi giganti che ormai dominano l’interscambio mondiale, se sono in grado di investire tempestivamente, se non sono martoriati dagli adempimenti burocratici, se sono in grado di attirare investitori internazionali”.
“Assoporti –conclude Monti – su questa linea del fronte c’è. Da mesi chiede con forza che le cose cambino, che le norme siano adeguate al livello della sfida internazionale in atto. E di certo non alza oggi, meno che mai, bandiera bianca. La piattaforma logistica del Mediterraneo esiste, i tempi per cambiare passo sono estremamente stretti e finalmente il lavoro in stretta sinergia fra Governo e Parlamento sembra creare le condizioni per produrre in tempi brevi quelle linee guida di innovazione in grado dir rendere i porti più efficienti e competitivi”.

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