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Il punto di vista di FS su Ataf e sulla gara per il TPL

Da quando Ataf Gestioni è subentrata ad Ataf Spa (dicembre 2012) è stata portata a termine l’operazione di risanamento dei conti, dimostrata dall’utile con cui si è chiuso l’esercizio 2015.
Il significato di questo risultato è evidente: non vengono più ribaltate sui cittadini di Firenze inefficienze importanti in termini di costi aggiuntivi.
Il prezzo del biglietto, 1,20€, è il più economico di qualsiasi altra città italiana capoluogo di Regione o con più di 350.000 abitanti. Tanto più che è bloccato da 10 anni.
In Ataf il parco mezzi è cresciuto negli ultimi anni di 150 nuovi bus di ultima generazione – Euro6 , con il minor impatto ambientale in assoluto – compresi i bussini elettrici a servizio del centro storico.
Questo ha permesso un abbassamento dell’età media del parco autobus da 10 a 7 anni, facendo di Ataf la società leader in Italia nei servizi urbani metropolitani, con un investimento di risorse proprie di oltre 20 milioni, oltre a quello pubblico.

In termini di valutazione della qualità del servizio, non si può prescindere dalla constatazione oggettiva dei cantieri che interessano la città.
I lavori per la tramvia nonché quelli ordinari influiscono sulla rete viaria cittadina con effetti sul trasporto pubblico.
La perdita di corsie dedicate e la congestione del traffico si traducono in tempi di percorrenza maggiori e quindi attese più lunghe alle fermate.

Ataf, insieme all’Amministrazione, sta fronteggiando la situazione con servizi di navetta dedicati per mitigare i ritardi e personale aggiuntivo, pronto ad entrare in servizio quando quello programmato registra alterazioni particolarmente pesanti.

Concretamente e solo per esempio, abbiamo dedicato ad ogni linea mezzi di dimensioni e capacità proporzionati alle sue caratteristiche e abbiamo prolungato la linea 11 fino al Galluzzo.

Sul versante delle informazioni all’utenza sono state introdotte nuove app che informano i cittadini in tempo reale sull’orario effettivo dei servizi. Quel che altri auspicano, lo abbiamo già fatto.

Per ultimo, ma non per importanza, il tema degli autisti. Anche qui, per serietà più che per benevolenza, evitiamo di commentare i consigli altrui.
Ma non vorremmo neppure venissero usati, nei confronti dei nostri colleghi, giudizi ingenerosi e talvolta generici. E’ il loro impegno quotidiano, che permette ad Ataf di garantire il miglior servizio possibile nel contesto cui abbiamo accennato.

Mi permetto di concludere con un accenno alla gara per il trasporto toscano. Soltanto perché altri, prima di noi, ha inteso trarre spunto dal suo editoriale per parlarne.
Per chiarezza ripetiamo quanto noto: RATP ha vinto la gara e il consorzio Mobit ha presentato ricorso su proprie fondate motivazioni.
Noi, come lei, nutriamo massima fiducia nella magistratura competente, e aspettiamo con rispettoso silenzio la sentenza.

Firenze, le Ferrovie si comprano gli autobus urbani

Un bus di Ataf

Il Gruppo Fs si aggiudica Ataf, l’azienda di trasporto pubblico fiorentino. E’ finita così la tanto attesa e tanto contestata gara per la vendita di un ramo della società, fino a ieri totalmente pubblica. A vincere è l’Ati composta da BusItalia-Sita Nord (capofila),Cooperativa autotrasporti pratese (Cap Prato) e Autoguidovie Spa (Milano).

L’Ati ha presentato un’offerta economica di 18 milioni e 900 mila euro (rispetto a una base d’asta di 12,4 milioni di euro) per l’acquisto del ramo Tpl di Ataf Spa (Ataf Gestioni srl) e di tutte le partecipazioni detenute da Ataf Spa, eccetto quelle in Tram di Firenze e Firenze Parcheggi. Al Gruppo passano quindi Ataf Gestioni e le partecipazioni detenute da Ataf Spa, ovvero Ataf&Li-nea scarl (77,88%), Opitec (15,91%), Firenze Cityseightseeing (60%), la Ferroviaria italiana (4,16%), Siger (100%), Ti-forma (2,98%), I-Mago (58%) e usufrutto del 49% delle azioni di Gest.
Oltre al rialzo economico sulla base d’asta, altro punto qualificante dell’offerta presentata dall’Ati è l’investimento garantito per l’acquisto di 135 mezzi nuovi nei prossimi tre anni.

Parte BIKE a Firenze: piega la bici e sali sul bus

Da domani sarà possibile salire a bordo dei bus di Ataf con la bicicletta pieghevole senza nessuna maggiorazione sul costo del titolo di viaggio: l’azienda, infatti, ha modificato il regolamento di viaggio togliendo, per le biciclette, i limiti di dimensioni e peso previsti per il bagaglio a mano.
Le biciclette pieghevoli chiuse di dimensioni inferiori a 58,5 x 56,5 x 27 centimetri e peso inferiore a 12 chili potranno essere portate a bordo gratuitamente, mentre le limitazioni rimangono in vigore per tutti gli altri tipi di bagaglio.
Parte la sperimentazione del Progetto BIKE, finanziato dalla Comunità Europea all’interno del Settimo Programma Quadro, del quale Ataf è partner: alcuni volontari, selezionati attraverso il sito web di Ataf, testeranno per una settimana il più diffuso modello di bici pieghevole attualmente in commercio, affidando poi le loro valutazioni ad un questionario. Le bici che verranno fornite ai volontari per il test sono state acquistate con i fondi europei destinati al progetto BIKE.
Obiettivo della sperimentazione, che avrà la durata complessiva di due mesi, è sviluppare un un prototipo di bici pieghevole di eccellenza, che possa avere dimensioni e peso ridotti rispetto a quelle adesso in commercio. Grazie ai suggerimenti dei volontari che hanno aderito al progetto, il Dipartimento di tecnologie dell’architettura e design della Facoltà di architettura di Firenze progetterà la bici ideale per gli spostamenti intermodali.
Lo scopo ultimo del progetto BIKE è  promuovere una mobilità intermodale eco-sostenibile alternativa all’uso del mezzo privato.
E’ ancora possibile iscriversi per partecipare alla sperimentazione: basta andare sul sito web www.ataf.net per avere informazioni sulle modalità di partecipazione, oppure chiamare il numero verde Ataf 800424500 (da telefono fisso) e 199 104245 (da cellulare – costo secondo operatore telefonico).
Ai volontari che aiuteranno Ataf ad individuare le caratteristiche della bici perfetta verrà chiesto soltanto di usare la bici preferibilmente per spostamenti multi modali (bici+bus urbano/extraurbano/tram/treno) e di compilare un questionario con domande sull’esperienza di viaggio con la bici pieghevole a bordo dei mezzi pubblici.

Sul treno e sul bus con un solo biglietto

Italo

Da Italo al bus con un solo biglietto. Succede a Firenze, grazie al protocollo d’intesa firmato da Comune, Ataf (l’azienda di trasporto urbano fiorentina) e Ntv, la nuova compagnia di trasporto ferroviario che fa capo alla cordata Della Valle-Montezemolo. L’idea nasce dall’esigenza di incentivare quanto più possibile l’uso dei mezzi pubblici, sottolinea il sindaco Matteo Renzi, a beneficio dell’ambiente e della mobilità nel suo insieme. Chi viaggerà con Italo, dunque, potrà sfruttare il biglietto ferroviario per 24 ore (dall’orario di arrivo o 24 ore prima della partenza, a seconda della direzione del viaggio) per girare in città con i mezzi pubblici sulla rete servita dai mezzi Ataf e su T1 (tramvia).

Sarà sufficiente mostrare il biglietto di Italo e avere in tasca un documento di identità. Il valore del biglietto sui mezzi urbani di Firenze per un’intera giornata ammonta a 5 euro, ma al viaggiatore Italo, turista, visitatore occasionale o residente, non sarà richiesto nessun esborso aggiuntivo. L’accordo prevede altre promozioni sui parcheggi e la vendita dei biglietti ferroviari Ntv anche presso le principali agenzia Ataf, compresa la sede nella Stazione di Santa Maria Novella.

Addio auto, vado in tram. Due anni di rotaie a Firenze

Il tram fiorentino

Non è ancora finita la luna di miele tra la tramvia e i fiorentini. Eppure sono già passati due anni da quando, nel giorno di San Valentino, i primi passeggeri montarono sul nuovo mezzo pubblico destinato a cambiare le abitudini di mezza città.

Nonostante le polemiche che accompagnarono la realizzazione dei binari (e che oggi si ripetono quasi identiche per le nuove linee in partenza), l’operazione sembra riuscita. Secondo un’indagine di customer satisfaction condotta da Gest, la società che gestisce il servizio, oltre il 50% dei 400 intervistati ha “abbandonato il mezzo privato a seguito dell’avvio della linea 1”.

La maggior parte degli utenti del tram sono lavoratori dipendenti (47,78%) e studenti (23,65%) di età compresa fra 18 e 65 anni (oltre il 61%) che usano la tranvia per 5-6 giorni a settimana (il 50%). I passeggeri del tram sono per il 40% uomini e per il 60% donne. Il primo motivo per cui si sceglie la tramvia è la comodità, segue la convenienza economica. Promossa a pieni voti la T1: nel complesso il 76% degli intervistati è soddisfatto del servizio.

Bus, a Firenze nasce un comitato per dire no ai privati

In autunno sarà di nuovo sciopero

Contro la privatizzazione di Ataf, l’azienda di trasporti pubblici fiorentina, è nato anche un Comitato. Con tanto di raccolta di firme e calendario di iniziative di sensibilizzazione per evitare la vendita di una sostanziosa quota della società, ad oggi quasi interamente pubblica.

L’operazione, preannunciata dal presidente Ataf Filippo Bonaccorsi già a inizio anno, prevede la divisione della società in due rami: uno resterà pubblico e manterrà le proprietà immobiliari, mentre l’altro sarà venduto al 100% a un partner privato e si occuperà di gestire il servizio, la manutenzione dei mezzi e, non ultimo, gli oltre 1.300 dipendenti. Alla faccia del recente referendum sulla gestione pubblica dei servizi.

Alla costituzione del neo “Comitato contro la privatizzazione di Ataf – Trasporto bene comune”, hanno contribuito il Comitato Acqua bene comune di Firenze, la Rsu dell’azienda, rappresentanti di associazioni, Cobas ed esponenti del mondo politico in ordine sparso (dall’Idv ai Verdi, da Sel ai “grillini”). Uno dei primi grandi atti di protesta organizzata è in programma per il 7 ottobre, in occasione dello sciopero dei dipendenti Ataf.

La lotta ai portoghesi sui bus diventa hi-tech

Firenze sperimenta le multe digitali.Dopo il biglietto elettronico sul cellulare, adesso arriva la multa digitale. Succede a Firenze, dove per due mesi un team di controllori del bus saranno in servizio con un palmare a testa.

Al termine del periodo i prova l’uso del palmare potrebbe essere esteso a tutti, se i risultati si confermassero positivi. I vantaggi dell’operazione? Innanzitutto la possibilità di controllare, grazie al collegamento con gli archivi aziendali, se il “furbetto” è recidivo, oppure se chi dice di aver dimenticato l’abbonamento a casa ne ha mai avuto uno. Inoltre si eviteranno così gli errori di compilazione dei verbali (il passeggero controllerà se il nome è stato digitato bene) e si risparmierà tempo nella fase di archiviazione.

“Speriamo di poter ottenere in futuro anche il collegamento con l’anagrafe di tutti i Comuni serviti – aggiunge il presidente di Ataf Filippo Bonaccorsi – Stiamo lavorando per garantire all’azienda di poter controllare immediatamente l’identita’ degli evasori, nel rispetto della normativa sulla privacy”.

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