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Austria, lotta al dumping sociale nell’autotraporto

Ai sensi dell’art. 19, comma 3 della LSD-BG (Lohn- und Sozialdumping-Bekämpfungsgesetz [Legge contro il dumping salariale e sociale]) le imprese che distacchino proprio personale in Austria debbono dimostrare che esso è retribuito in modo non inferiore all’equivalente retribuzione di cui gode un lavoratore austriaco impegnato nella medesima attività.

Ricordiamo che, per quanto riguarda il trasporto stradale delle merci, viene considerato distacco – a differenza che nel nostro Paese e come, invece, già avviene per Francia e Germania – tanto l’utilizzo del lavoratore in una o più operazioni di cabotaggio terrestre in territorio austriaco che  l’utilizzo del lavoratore autista in un trasporto da o per l’Austria.

Al fine di assicurare un effettivo ed efficace controllo del rispetto della normativa la Repubblica Federale Austriaca ha previsto che, prima dell’inizio del distacco, le imprese interessate comunichino alla Zentrale Koordinationsstelle des Bundesministeriums für Finanzen für die Kontrolle illegaler Beschäftigung – post.finpol-zko@bmf.gv.at – non soltanto i nominativi dei lavoratori che saranno distaccati e il periodo in cui tale distacco sarà operativo, ma anche i nominativi dei referenti che fungeranno da interlocutori ufficiali delle autorità d’oltr’Alpe.

La procedura digitale con cui deve avvenire tale comunicazione può essere attivata tramite il sito in lingua italiana

https://www4.formularservice.gv.at/formularserver/user/formular.aspx?pid=cc0245e96e3145f28adeacc34a476f8d&pn=B461f73088ab946fe9bd1d1cce573d81a&lang=it

Tutti i punti di carico e scarico devono essere indicati in questa comunicazione.

Se un conducente normalmente carica allo stesso indirizzo, sarà possibile creare una comunicazione valida al massimo per 3 mesi.

Peraltro la norma austriaca non prevede la nomina di un referente particolare: infatti – ed anche qui la differenza con l’Italia è tutta a favore della Repubblica Federale d’Austria – l’autista dovrà recare con sé, a bordo del veicolo, la documentazione prevista per la dimostrazione del rispetto della legge, da mostrare nel corso di eventuali controlli su strada

I conducenti peraltro, devono portare con loro, sul camion, i seguenti documenti:

•           Comunicazione che attesti che il lavoratore viaggia in Austria (copia del documento inviato tramite il sito austriaco sopra indicato)

•           Contratto di lavoro (tradotto in inglese o tedesco)

•           Busta paga (tradotta in tedesco)

•           Prova del totale del salario (tradotta in tedesco)

•           Documento in A1 per dimostrare l’iscrizione alla previdenza sociale (tradotto in tedesco)

•           Documento che attesti il salario minimo del conducente mentre sta viaggiando in Austria (non sappiamo ancora se ci sarà un documento standard)

I documenti possono essere archiviati su dispositivi elettronici (incluso il tablet).

Il conducente deve disporre ed esibire questi documenti alle autorità durante i controlli.

Altre informazioni sulla legge austriaca sono reperibili sul sito http://www.postingofworkers.at/cms/Z04/Z04_10/home che è consultabile solo nelle lingue tedesca e inglese.

I livelli retributivi che vanno rispettati sono quelli definiti dal Salario Minimo o dai Contratti collettivi di lavoro.

Per quanto riguarda l’autotrasporto, informazioni sull’entità delle retribuzioni di base e degli elementi variabili previste dallo specifico CCNL e che occorre tenere in conto sono reperibili all’indirizzo  http://www.postingofworkers.at/cms/Z04/Z04_10.1.a/collective-agreements/search?dokid=163066&dokset=4633&language=en

Infine ricordiamo che La norma austriaca prevede anche sanzioni particolarmente elevate:

- Mancanza dei documenti richiesti a bordo del veicolo: da 1000€ a 10.000€ (se non è la prima volta, da 2.000€ a 20.000€)

- Non pagare il salario minimo austriaco: da 1.000€ a 10.000€

- Non inviare la comunicazione online: da 1.000€ a 10.000€ (se non è la prima volta, da 2.000€ a 20.000€)

- Non avere i documenti online a bordo del veicolo: da 500€ a 5.000€ (se non è la prima volta, da 1.000€ a 10.000€)

- Se la comunicazione deve essere modificata, ma l’azienda non comunica la variazione: da 41€ a 4.140€

L TIROLO DICHIARA GUERRA ALLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI

Il Governatore del Tirolo, sarebbe pronto ad inibire il trasporto, a lunga percorrenza, di determinata merce su una tratta dell’autostrada A12 della Valle dell’Inn attraverso l’elaborazione e l’applicazione di uno specifico regolamento. Un provvedimento che, se attuato, penalizzerebbe pesantemente l’Italia e soprattutto le regioni del nord, come l’Emilia-Romagna, vocate all’export. Cinzia Franchini – presidente nazionale della CNA-Fita – commenta la notizia ricordando quanto già sostenuto qualche anno fa: “Evidentemente la sentenza del 21 dicembre 2011 dell’U.E., sostenuta dall’Italia e dai Paesi Bassi contro l’Austria, concernente la violazione degli obblighi in materia di libera circolazione delle merci, a seguito del divieto settoriale di circolazione, non ha dissuaso il legislatore tirolese dal pensare di potere, nuovamente, attraverso un altro regolamento eludere e addirittura negare il principio, caposaldo dell’Unione politica ed economica europea, riguardante la libera circolazione delle merci. Come CNA-Fita – ha proseguito la Franchini – consideriamo simili “scorciatoie” inutili e dannose sia per gli autotrasportatori quanto per le imprese committenti perchè non aiutano ad affrontare la sensibile questione della libera circolazione delle merci da un punto di vista europeista, che deve essere capace di contemplare la complessità della materia e dei moltepli aspetti che la riguardano: dalla liberalizzazione del cabotaggio terrestre, alla concorrenza sleale, all’intermodalità, la sostenibilità ambientale dei trasporti e tanto altro

Anita contro il divieto settoriale in Tirolo

Si susseguono con sempre maggiore insistenza notizie circa la volontà del Tirolo di introdurre nuovamente il divieto settoriale per l’autotrasporto.

Il divieto in argomento, giustificato dal governo austriaco con la volontà di trasferire i flussi di traffico alla ferrovia e rispondere all’esigenza di migliorare la qualità dell’aria nella valle dell’Inn, sarebbe applicato solamente ad alcune tipologie di merce e agli autocarri, o complessi di veicoli, con massa complessiva a pieno carico superiore a 7,5 tonnellate. Ciò riguarderebbe solamente le merci in transito e non le merci aventi come destinazione il Tirolo.

“Questo ennesimo tentativo di inserimento di un divieto settoriale per merceologia trasportata da parte del Tirolo è sconcertante – ha dichiarato Thomas Baumgartner, Presidente di ANITA – poiché rappresenta una limitazione alla libera circolazione delle merci e lede non soltanto l’attività delle imprese di autotrasporto, ma anche quella di interi settori dell’economia nazionale”.

“Il divieto tanto voluto dal Tirolo, per come è stato predisposto in passato, appare incomprensibile considerando che in tali aree esistono strutture idonee al trasferimento delle merci sui treni. Per di più, non tiene conto dell’importanza, per i committenti, di mantenere la propria libertà di scelta sulla modalità di trasporto da utilizzare per la propria merce, che sia essa stradale, ferroviaria, marittima, aerea o una combinazione tra due o più delle diverse modalità”.

Tale forma di divieto è stata bocciata per ben due volte dalla Corte di Giustizia europea che ha valutato la limitazione alla circolazione sproporzionata da parte del governo austriaco il quale, peraltro, non ha analizzato sufficientemente la possibilità di ricorrere a misure meno restrittive per raggiungere gli obiettivi ambientali perseguiti.

ANITA si è prontamente attivata presso le autorità europee, nello specifico con la DG Trasporti e con la DG Imprese, per evidenziare i danni che tale divieto comporterebbe all’economia di tutta Italia; ora attende che anche le confederazioni e tutti i settori interessati da tale misura si attivino nello stesso senso.

“Siamo favorevoli e aperti a iniziative per la salvaguardia ambientale volte a tutelare in primis la vita dei cittadini europei e siamo ben disposti anche a collaborare per la definizione delle stesse – ha concluso Baumgartner – ma non intendiamo in nessun modo tollerare politiche travestite da tematiche sensibili che hanno, invece, scopi differenti e che non rispondono alle regole europee come, ad esempio, già accade con l’eccessivo costo del pedaggio autostradale notturno vigente sull’asse Innsbruck-Brennero”.

Friuli, in sicurezza la SS13 Pontebbana

Lavori in corso

E’ quasi completa la messa in sicurezza del tratto della statale 13 “Pontebbana”, in provincia di Udine, nel tratto compreso tra il km 173 e il km 214. La strada, che era stata coinvolta nell’alluvione del 2003, è oggi riaperta, ad eccezione della galleria naturale, in variante al tracciato, dal km 186 al km 187, a Chiusaforte, per la quale l’intervento deve ancora concludersi.

Il bilancio, secondo l’Anas, è comunque positivo. ”I lavori affidati all’ATI Vidoni SpA di Tavagnacco (Udine) – afferma l’Amministratore unico di Anas Pietro Ciucci – sono stati definitivamente consegnati il 10 febbraio 2010 e a tutt’oggi risultano realizzati per l’82,5% dell’importo contrattuale”.

La “Pontebbana” costituisce l’unica alternativa viaria all’autostrada A23, quale collegamento tra l’Italia e l’Austria, verso l’Europa Nordorientale.

Smog, autostrada bloccata per protesta

Pericolo CO2

Traffico bloccato per inquinamento sulla A12, in Austria, al confine con l’Italia, il prossimo 28 settembre. La manifestazione di protesta, programmata dal Transitforum Austria-Tirol, è stata autorizzata ieri dalle autorità austriache. Il blocco autostradale avverrà nella valle dell’Inn, sulla A12, tra Vomp e Schwaz.

All’origine dell’azione di protesta l’inquinamento da biossido d’azoto, che ha raggiunto valori tra il 70 e il 120% superiori al limite, diverse volte nel corso dell’anno. “I responsabili sono noti – dichiara Fritz Gurgiser, presidente del Transitforum – siedono a Bruxelles, Vienna, Roma, Bolzano e Trento”. L’autostrada della Valle dell’Inn inizia alla frontiera tra Austria e Germania, presso Kufstein e, passando da Innsbruck, dove si collega alla A13 che porta al Brennero, prosegue per Zams, nella parte occidentale del Tirolo.

Fs, Brennero chiuso fino a settembre

La stazione del Brennero

Da questa settimana fino a fine settembre il traffico ferroviario tra Brennero e Innsbruck sarà interrotto a causa di alcuni lavori di risanamento. I passeggeri dovranno effettuare il tratto a bordo di autobus. Il servizio per il trasporto di persone non sarà comunque pregiudicato tranne che per quanto concerne i treni notturni tra Monaco di Baviera e Roma che saranno deviati attraverso la linea dei Tauri tra Zell am See e Villach in Carinzia.

Fino al 5 agosto saranno sospesi anche i Korridorzug, i treni-corridoio delle ferrovie federali austriache Oebb che normalmente transitano, senza effettuare fermate intermedie per passeggeri, attraverso la Val Pusteria e collegano Lienz con Innsbruck. Questi convogli dal 6 agosto al 10 settembre riprenderanno la circolazione, a coppia giornaliera, tra Lienz ed il Brennero da dove è previsto il trasbordo su autobus.

Arriva il treno diretto Vienna-Livorno

EuroNight

Si chiama Euro Night “Toscana Mare” e in una notte ti porta direttamente da Livorno a Vienna e viceversa. Parte il 31 marzo il nuovo servizio di collegamento diretto tra il porto toscano e la capitale austriaca. Nato dalla collaborazione tra le OeBB (Ferrovie Austriache) e Trenitalia, il treno notturno in partenza da Livorno ferma a Pisa, Firenze e Bologna. Sui convogli sarà possibile anche caricare auto e moto.

“Si tratta di un’opportunità di grande rilievo per il territorio costiero ed elbano – dice l’assessore provinciale al turismo Paolo Pacini – perché consentirà fin da subito l’arrivo nella nostra provincia di numerosi turisti austriaci. Un’opportunità che i nostri operatori devono saper cogliere attivando proposte e pacchetti per giri turistici, soggiorno e intrattenimento”.

Air Alps fallita, Bolzano a terra

Air Alps rimane a terra

Revocata la licenza di volo all’Air Alps, la compagnia austriaca che fino alla settimana scorsa operava anche in Italia sulle tratte Bolzano – Roma Fiumicino, Parma – Roma Fiumicino e Milano Malpensa – Salerno. Gli aerei sono stati tutti fatti rientrare all’aeroporto ‘Kranebitten’ di Innsbruck, sede operativa di Air Alps, in seguito all’annunciato fallimento dell’azienda. Il vettore presenterebbe un ‘buco’ finanziario di qualche decina di milioni di euro. L’aeroporto di Bolzano, che solo un mese fa ha inaugurato il suo nuovo terminal inserito in un progetto di rilancio (nuovi hangar e pista allungata) per un investimento complessivo di 24 milioni di euro, è rimasta senza voli di linea e per il momento non se ne prevedono di nuovi. Della vicenda si sta interessando anche il presidente della giunta provinciale altoatesina Luis Durnwalder che ha affermato di aver “appreso con enorme delusione la notizia di revoca della licenza di volo ad Air Alps per problemi legati presumibilmente a motivi di natura finanziaria”. Ma il governatore dell’Alto Adige rassicura: “non subiremo danni diretti perché la nostra partecipazione azionaria è ridotta”. A breve dovrebbe essere presentato un piano per riappaltare la concessione.

La corte di giustizia stoppa il divieto di transito in tirolo

La Corte di giustizia annulla ild ivieto di transito in Tirolo per gli autocarri

Il divieto di circolazione degli autocarri che trasportano determinate merci in Tirolo è incompatibile con la libera circolazione delle merci. E’ quanto dichiarato dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea che con la sentenza adottata oggi contro il governo austriaco ha dichiarato illegittimo il divieto settoriale.
Il provvedimento – entrato in vigore a maggio 2008 – impediva il transito ai veicoli che trasportano alcune tipologie di merci. Dopo la decisione assunta oggi dallaCorte di Giustizia, il divieto dovrà essere annullato e le merci soggette alimitazione potranno liberamente transitare attraverso l’asse del Brennero.
“Si tratta di un risultato importante”, ha dichiarato il segretario generale di ANITA,Giuseppina  Della Pepa. “Azioni unilaterali come quella austriaca, oltre a violare il principio di libera circolazione delle merci, penalizzano l’intero sistema economico. Ci siamo battuti fin dal principio per contrastare tale provvedimento ed evitare ingenti danni economici”.
Una restrizione alla libera circolazione delle merci può essere giustificata purché costituisca una misura adeguata e necessaria per la realizzazione di un obiettivo d’interesse generale, quale la tutela dell’ambiente. Tuttavia, si legge nella sentenza della Corte di giustizia europea, l’Austria ha limitato la circolazione delle merci in modo sproporzionato, senza aver sufficientemente esaminato la possibilità di far riscorso ad altre misure meno restrittive.

Il governo austriaco approva il piano per il tunnel ferroviario tra Innsbruck e Fortezza

I lavori nel tunnel

Il governo austriaco ha approvato il piano di lavori per un tunnel ferroviario che collegherà l’Austria all’Italia, ovvero: Innsbruck a Fortezza. I lavori per il tunnel del Brennero inizieranno già quest’anno e proseguiranno fino al 2016.

Il vicepresidente della Commissione europea e Commissario dei Trasporti, Siim Kallas, e Pat Cox, ex presidente del parlamento europeo, hanno accolto la decisione del governo austriaco come un importante passo verso l’obbiettivo di trasferire le merci che passano attraverso le Alpi, dalla strada alla rotaia.

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