Articoli marcati con tag ‘auto elettriche’

Deloitte, crollo immatricolazioni auto ma boom veicoli verdi

Volano le vendite di veicoli ‘verdi’ con un boom delle auto ibride. E’ quanto emerge dal ‘IV Osservatorio dell’Auto Elettrica’ di Deloitte, presentato oggi in Assolombarda nel corso del convegno ‘Come sta cambiando la mobilita’.
Da gennaio a ottobre 2013 la presenza di auto ibride in Italia si è impennata del 141% rispetto allo stesso periodo del 2012. Bene anche i veicoli elettrici, con un incremento del 64% delle vendite (588 vetture) e le immatricolazioni di veicoli a metano (+30%). In questo scenario l’autonoleggio si prepara a rispondere a questa nuova domanda: il 73% delle aziende del comparto – secondo Deloitte – presenta veicoli elettrici e/o ibridi nella propria flotta. L’auto elettrica rappresenta ”un settore sempre più strategico per il nostro Paese e può svolgere un ruolo cruciale”, sottolinea il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, con un messaggio inviato in Assolombarda. ”La green economy è la strada maestra per uscire dalla crisi – aggiunge -.
Ma bisogna studiare tutti insieme un nuovo modello di sviluppo”. E soprattutto, ”bisogna introdurre nell’economia italiana elementi di innovazione”. Sulla stessa linea, Rosario Bifulco, Consigliere incaricato Assolombarda per competitività territoriale, ambiente ed energia: oggi l’auto elettrica non è più ”una scommessa piena di incognite”, ma rappresenta ”una realtà consolidata”. Il nostro sistema industriale ”ha colto questa importante sfida -conclude – ed è in grado di offrire sul mercato prodotti e soluzioni tecnologiche innovative per realizzare veicoli sempre meno inquinanti e il più possibile accessibili a tutti”.

Auto elettriche, nel 2020 se ne venderanno oltre 2 milioni

Le vendite mondiali di auto elettriche passeranno dalle 150 mila unita’ stimate per il 2013 a 2,36 milioni nel 2020. Lo prevedono gli analisti di Abi Research, secondo cui a trainare il mercato sara’ l’Asia Pacifico, alle prese con crescenti problemi di inquinamento nelle metropoli.

”Fin qui il mercato e’ stato deludente per la mancanza di scelta, i listini alti, l’ansia degli utenti sulla velocità dei veicoli, i tempi di ricarica e la penuria di infrastrutture pubbliche per ricaricare le batterie”, spiega il vicepresidente di Abi Research, Dominique Bonte. ”Adesso pero’, con le case automobilistiche che hanno abbassato i prezzi e migliorato l’offerta e le performance, le auto totalmente elettriche sono in procinto di uscire dalla nicchia di acquirenti attenti alle tematiche ambientali e socialmente responsabili”.

A supportare la domanda, oltre all’impegno di costruttori come Bmw, Daimler e Volkswagen che stanno investendo molto sull’elettrico, sarà l’adozione di tecnologie emergenti come i materiali in fibra di carbonio, la connettività wireless e sistemi di sicurezza quali l’individuazione dei pedoni e la guida autonoma, spiegano i ricercatori. Tuttavia, aggiungono, sarà fondamentale il ruolo dei governi nel promuovere l’adozione dei veicoli elettrici attraverso sussidi e riduzioni delle tasse, creazione di infrastrutture pubbliche di ricarica, parcheggi gratuiti e ingresso libero nelle aree a traffico limitato.

Elettromobilità adieu!

Avevamo una speranza: che Smart Mobility World avrebbe permesso di annunciare un indirizzo politico nazionale verso la mobilità elettrica come forma di mobilità sostenibile da preferirsi in ambito urbano.

Le premesse c’erano tutte. Un’industria e soprattutto il suo indotto che sta cercando delle nuove dimensioni, la necessità di dare risposte a due criticità ambientali: le emissioni di CO2 e gli sforamenti alle soglie di PM10 che in città come Torino sono stati 118 nel corso del 2013, dare un senso alla parola innovazione che è molto evocata ma altrettanto poco praticata.

Invece abbiamo scoperto la “neutralità tecnologica” un fantastico bizantinismo lessicale che, al pari delle “convergenze parallele”,

Tesla andamento borsistico.

ci porterà diretti nella serie B tecnologica del comparto automotive.

Il quadro normativo, ben tratteggiato da Pietro Menga, non ci lascia scampo: da due anni il tempo si è cristallizzato, si è mosso lievemente il fronte delle infrastrutture, sostenuto peraltro solo da ENEL, mentre quello automotive si è uniformato alla “neutralità tecnologica” per bocca di UNRAE che non vuole scontentare alcuni dei suoi iscritti e nessuno ha risollevato la bandiera che da tempo Renault aveva portato avanti.

Forse c’è da sperare in BMW.

Di fatto stiamo perdendo una opportunità di poter dare un indirizzo industriale che proietta l’Italia nel futuro. Certo ad oggi i numeri sono risibili, ma era così anche per l’ibrido 15 anni fa poi si scopre che Toyota ne ha venduti 5 milioni nel mondo e che anche in Italia questo segmento comincia a crescere e vale l’1% del mercato: 13.000 veicoli nel 2013 ed è uno dei pochi segmenti in positivo.

L’industria automobilistica nazionale, ammesso che ormai non sia statunitense, può anche fare scelte diverse basate su proprie visioni di mercato ma questo, se non alimentato in altro modo, tarpa le ali anche all’indotto e quindi all’industria meccatronica nazionale che si trova a competere contro tedeschi, giapponesi, americani, francesi che stanno sviluppando esperienza sul campo grazie ai loro car makers.

Sul mondo del gas abbiamo un’industria di livello mondiale che è partner di tutti i grandi players ed esporta know-how e industria. E’ ampiamente consolidata e apprezzata.

Riesce difficile capire perché non si possa fare qualcosa di simile con l’elettrico. Temo infatti che per ibrido sia troppo tardi visto il vantaggio accumulato da altri Paesi.

Succederà che tra 10 anni vedremo la leadership di queste tecnologie in mano altrui e ci domanderemo come mai, come è potuto accadere e ripenseremo all’IT, alla telefonia, alla farmaceutica a tutti quei mercati in cui potevamo giocare un ruolo importante e adesso stiamo a guardare.

Anche piangere non conviene, Kleenex, Scottex & c. sono stranieri.

Debutto doppio per le Bluebird a Motoexpo

Lancio mondiale in esclusiva di due nuove auto elettriche Bluebird all’esposizione eco sostenibile Motoexpo di quest’anno, che si terrà presso il famoso National Motor Museum a Beaulieu, in Francia.
Nell’immaginario, riferisce NextGreencar, Bluebird è sinonimo di tecnologia d’avanguardia e conquista di record di velocità su terra. La tradizione del nome continua con Don Wales, nipote dei leggendari recordman Sir Malcolm Campbell e Donald Campbell.
Nel fine settimana del 28-29 settembre Don Wales lancerà la sua supercar Bluebird DC50 al Motoexpo, costruita per commemorare il 50o anniversario del 2014, dei record di velocità sull’acqua e su terra di Donald Campbell. La Bluebird DC50 avrà una ‘tiratura’ limitata a soli 50 esemplari. Capace di erogare una potenza di 360 Cv e con un’accelerazione in grado di battere una Porsche, la Bluebird DC50 è una coupé a due porte con porte elettriche a ‘forbice’. Ha un’autonomia fino a 320 km e sarà verniciata nella sola colorazione blu Bluebird. Nella stessa occasione sarà lanciata anche l’auto da competizione elettrica GTL, progettata secondo le più recenti norme tecniche per l’imminente Formula E FIA. La GTL rappresenta la ‘visione’ Bluebird per le competizioni mondiali della Formula elettrica, il cui inizio è previsto per il 2014. ”La famiglia Campbell e la Bluebird” ha detto Don Wales ”hanno una lunga collaborazione con il National Motor Museum Beaulieu. Il museo è sede di un grande show dei record storici di velocità su terra che celebra i successi di Sir Malcolm e Donald Campbell, per questo ci sembra giusto lanciare a Beaulieu sia la sportiva elettrica Bluebird DC50 che la macchina da corsa elettrica Bluebird GTL”. L’evento, della durata di due giorni, sarà caratterizzato dalla presenza di un circuito di 600m con dimostrazioni di veicoli elettrici dal vivo. Ci saranno esposizioni dei più recenti cicli elettrici e ibridi, auto e moto e una mostra delle più importanti aziende nel settore dei veicoli sostenibili. Inoltre, ci sarà un ricco programma di seminari e dibattiti su tutti gli aspetti dello sport del motore elettrico e sullo sviluppo delle tecnologie per ridurre le emissioni di carbonio e sui veicoli elettrici come mezzi di trasporto in città.

Dash lancia un’elettrica con 145 Km di autonomia

Se l’auto elettrica è considerata una seconda vettura, per la scarsa autonomia e il lungo tempo di ricarica delle batterie, il nuovo veicolo elettrico Dash Innova, costruito nello stato americano dell’Illinois, punta al ruolo di terza vettura, pensata per la mobilità nei centri città e nelle grandi aree commerciali. Con una struttura a metà strada tra un carrello da golf e un commuter elettrico come quelli usati negli aeroporti, la Dash Innova può essere utilizzata, riferisce il Los Angeles Time, soltanto in città e ne è vietato l’uso sulle grandi arterie e ‘motorway’ americane. ”E’ pensato per essere la terza vettura di famiglia, accanto ai veicoli principali di casa – ha detto Marta Cyhan, amministratore delegato di Innova US -. E’ per le persone che vogliono provare, prima di optare per la completa sostituzione (con un’auto elettrica)”. Innova US è una ‘startup’ con sede a Oak Brook, nell’Illinois, che inizia ora a prendere ordini per l’auto mini-elettrica.
L’azienda prevede di consegnare le prime unità a partire dal mese di ottobre e di produrre fino a 100 auto nel periodo iniziale dell’attività. Con una velocità massima di circa 60 km/h, Dash promette un’autonomia di 145 Km con una ricarica completa e una modalità di funzionamento paragonabile a quella delle auto elettriche più grandi. La vettura costerà negli Stati Uniti tra 9,995 e 13,000 dollari, pari a importi tra 7.550 e 9.800 euro, a seconda che gli acquirenti scelgano una batteria al piombo-gel, con un’autonomia di 45 miglia (72 km), o una più costosa batteria agli ioni di litio, con un’autonomia di 90 miglia (145 km). La Innova US spera di iniziare a vendere il Dash nella California del Sud e del Nord, a New York e in alcune aree dell’Illinois e della Florida. Per il momento non è prevista l’importazione nel nostro paese. All’interno dei mercati di lancio, Dash Innova si rivolge alle famiglie, ai giovani laureati e agli universitari. ”E’ pensata per la tipica vita cittadina” ha detto la Cyhan. E ha aggiunto che la società vorrebbe esplorare le opzioni di una quattro posti e di una versione pick-up, per uso commerciale. Secondo la Innova il proprietario spenderebbe meno di 25 centesimi al giorno usando una Dash.

Ubitricity il primo sistema di ricarica elettrica portatile

A tenere banco quindi è sempre il numero delle colonnine di ricarica, ad oggi ancora troppo esiguo. Annoso problema che però potrebbe essere risolto attraverso il sistema di ricarica portatile progettato dalla start-up berlinese Ubitricity. Lo stadio di sviluppo è molto avanzato ed i primi 1.000 dispositivi portatili potrebbero debuttare sul mercato già entro la fine dell’anno. Questo sistema, qualora dovesse rivelarsi efficace, potrebbe rappresentare una vera e propria rivoluzione per le infrastrutture di ricarica e sopperire alla mancanza di esse.Ubitricity è un sistema di ricarica piccolo e portatile – è possibile trasportarlo nel bagagliaio dell’auto- il quale può essere utilizzato per fare il pieno di ricarica quando si ha la necessità. Ubitricity, rispettando gli standard elettrici esistenti a livello europeo, è collegabile direttamente a qualsiasi presa di alimentazione. Ma forse l’aspetto più rivoluzionario e pratico è celato nel suo hardware interno che consente di mettere in comunicazione Ubitricity con il gestore della energia elettrica utilizzata per ricaricare il mezzo; ogni prelievo di corrente verrà registrato e contestualmente viene emessa una fattura. Il cliente dispone quindi di un account di fatturazione e ubitricity tiene traccia dei dati relativi all’uso di energia elettrica tra il gestore della rete e l’utilità. Per ogni transazione effettuata le spese di servizio sono circa 0,10 centesimi di euro.

Muoversi domani

Un blog sulla mobilità sostenibile può essere a rischio noia o esasperato tecnicismo; vorrei riuscire a evitarlo presentando un punto di vista diverso; non tecnico, non mercatistico; ma visionario.

Il lascito di Steward Brand divenuto famoso grazie a Steve Jobs nel suo discorso alla Stanford University: “Stay hungry, stay foolish”, in fondo è un inno al voler essere fuori dagli schemi, anticonformisti, saper immaginare il futuro andando oltre la visione che l’oggi concede, sapendo organizzare la composizione degli elementi della realtà in un ordine diverso, tale da far intravedere nuovi orizzonti e nuove opportunità.

Il mercato automotive di domani sarà molto diverso da quello che conosciamo: premierà i visionari, gli innovatori, gli entusiasti; in tal senso il titolo dell’editoriale di Carlo Cavicchi di questo mese su Quattroruote è emblematico: “Quando ibrido era un temine imbarazzante”.

Sono passati solo 15 anni e Toyota ha venduto oltre 4.6 milioni di veicoli ibridi nel mondo.

I manager di Toyota sono andati oltre l’onanismo ingegneristico ed hanno trasformato la visione in business dimostrando che l’innovazione non è rivoluzione ma richiede impegno, determinazione, pervicacia: ovvero capacità di leadership.

Sono certo che tra 10 anni su Quattroruote ci potrà essere un altro editoriale con un titolo pressochè identico: “Quando elettrico era un termine imbarazzante”.

Ed anche allora ricorderemo i detrattori, gli sfiduciati, i denigratori di una forma di mobilità oggi embrionale nei numeri ma che ha tutte le caratteristiche per diventare la frontiera della mobilità urbana.

Esistono tanti tipi di PM

“Urbana ed elettrica” sono parole imprescindibili per muovere persone e merci nei prossimi anni; non importa se sarete a Shangai, a New Dheli, a Los Angeles, Parigi, Saigon o Milano, ma dovrete pensare che gli amministratori locali dovranno perseguire un bene primario: la salute pubblica.

E per ottenere ciò saranno costretti a delle forme di restrizione della mobilità oggi inusuali e forse impensabili.

Lascio alcuni numeri su cui, se avete voglia potrete esercitarvi, e che saranno fondamentali per capire quali fattori esogeni modificheranno rapidamente in Italia l’approccio verso la mobilità a zero emissioni: 328; 433; 589; 590. Vediamo chi indovina.

Unica raccomandazione non giocateli al lotto!

Siglato accordo a Parma per la mobilità sostenibile

Il Comune di Parma ha da poco siglato un accordo che prevede la realizzazione di dieci stazioni di ricarica all’interno del territorio cittadino. Il provvedimento è giunto a seguito dell’approvazione di un protocollo d’intesa tra Comune, Regione Emilia-Romagna, Enel Distribuzione e Aem Distribuzione Spa – Gruppo Iren, per la promozione e l’incentivazione dell’uso di veicoli elettrici e la realizzazione di una rete di distributori di ricarica.

Si tratta di un ulteriore passo avanti nell’ambito del più ampio piano di mobilità elettrica della Regione. Il progetto “Mi Muovo elettrico”, infatti, vede coinvolti i Comuni di Bologna, Reggio Emilia, Rimini, Piacenza, Cesena, Forlì, Ferrara, Ravenna, Modena e Imola con 120 stazioni di ricarica pubbliche e rappresenta il primo progetto europeo per la mobilità elettrica su scala regionale.

«Si completa così territorialmente il Progetto Emilia Romagna sulla mobilità elettrica – ha commentato Livio Gallo, direttore della divisione Infrastrutture e reti di Enel – che ci vede impegnati nella sperimentazione e implementazione dei sistemi tecnologici più innovativi per la ricarica dei veicoli elettrici. Grazie all’interoperabilità delle infrastrutture di ricarica di tutte le società di distribuzione che operano nella Regione, gli emiliani potranno fare comodamente il pieno di elettricità lungo l’asse della Via Emilia, utilizzando un’unica card».
Infatti, grazie all’accordo siglato dai diversi Distributori di energia presenti sul territorio, i sistemi di ricarica saranno organizzati in modo da permettere ai proprietari di auto elettriche di stipulare un contratto di fornitura con una società energetica a sua scelta, e di ricaricare il proprio veicolo indifferentemente da colonnine Enel, Hera o Iren, vedendosi comodamente fatturare l’importo in bolletta.

«Con l’adesione del Comune di Parma si completa finalmente questo progetto, il primo in Italia e in Europa nel suo genere, di dimensione regionale», ha dichiarato ai giornalisti Alfredo Peri, assessore alla Mobilità e Trasporti della Regione. «Dopo aver conquistato il primato per i veicoli a gas, la Regione Emilia-Romagna si prepara al futuro mercato delle vetture elettriche partendo dalla costruzione di una rete di colonnine di ricarica, interoperabili, che consentiranno di aumentare le percorrenze e l’autonomia. Un progetto, questo, che guarda al futuro, alla sostenibilità ambientale, alla qualità dell’aria delle nostre città, all’innovazione tecnologica».

Ricarica wireless per auto elettriche

‘I prezzi delle auto elettriche sono in deciso calo. Mentre nascono nuovi modelli, come ricaricarle diventa una questione sempre più importante. Come evitare che gli automobilisti si ritrovino senza elettricità e senza strutture di rifornimento è un problema allo studio di alcuni ricercatori statunitensi.’

“Il rifornimento di un veicolo elettrico è molto diverso, perché non ci sono tante stazioni e una volta raggiunta la stazione possono servire ore per ricaricare completamente l’automobile”, afferma Sven Beiker, direttore esecutivo del centro ricerca automobilistica alla Stanford University.

“E questo può impedire di arrivare in tempo a destinazione”.

Un team di ricercatori della Stanford University ha ideato un sistema di ricarica che usa campi magnetici per trasmettere alle auto corrente elettrica, senza ricorrere ai fili.

L’obiettivo a lungo termine è creare un’autostrada elettrica dove auto e camion possono ricaricarsi in modalità wireless.

“La ricarica senza fili, come dice la parola stessa, significa che puoi ricaricare il veicolo senza avere un collegamento fisico tra l’infrastruttura e l’automobile”, spiega Sven Beiker.

“Ciò significa che puoi trasmettere l’elettricità come facciamo qui alla Stanford University attraverso i campi magnetici.

C‘è una bobina nella superficie stradale e una bobina nell’auto, oscillano simultaneamente e poi diffondono l’energia”.

L’idea è incorporare nella strada una serie di bobine connesse alla corrente elettrica.

Invece le bobine di ricezione inserite in fondo all’auto entrerebbero in funzione mentre il veicolo si muove, creando campi magnetici che trasferiscono continuamente elettricità permettendo di ricaricare la batteria.

Questo sistema senza fili potrebbe garantire una ricarica pià duratura. Oggi le auto elettriche hanno in media un’autonomia di 150 chilometri e la batteria richiede diverse ore per ricaricarsi completamente.

da www.clickmobility.it

La UE incentiva l’auto elettrica

Arrivano dall’ Unione Europea i finanziamenti per incentivare la mobilità sostenibile grazie alla diffusione di auto elettriche e a gas.

È stato il commissario europeo ai trasporti Siim Kallas ad annunciare uno stanziamento di 10 miliardi di euro per l’implementazione delle infrastrutture necessarie per l’approvvigionamento di energia verde in tutti i paesi dell’unione.

Un grande passo avanti per aumentare la circolazione di autovetture che utilizzano carburante alternativo, rese fino ad oggi poco appetibili proprio a causa della mancanza di colonnine per la ricarica di energia elettrica o di gas.

Questo piano per lo sviluppo della mobilità sostenibile prevede inoltre la realizzazione di corsie e parcheggi riservati esclusivamente a questo tipo di vetture.

In periodi in cui sono sempre più frequenti gli allarmi per gli elevati tassi di polveri sottili nell’atmosfera, noi di Teleperformance siamo lieti che si stiano sviluppando politiche mirate alla salvaguardia dell’ambiente.

Secondo un recente studio di Lagambiente, infatti, nel 2012 ben 51 italiane città su 95 hanno ripetutamente superato i livelli di PM10 nell’aria: dati allarmanti non solo per la salvaguardia del pianeta ma anche per la salute dei cittadini.

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