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I have a dream. Elettric, Hybrid, Range Exthended Motorshow in Turin. Autumn 2014!

Ecomondo 7 novembre 2013 ore 14.30; una piccola folla di persone attende il Ministro Zanonato per un intervento di apertura del convegno pomeridiano proposto da H2R.

Insomma ci sarebbero tutte le premesse per un bell’annuncio sulla visione che l’Italia ha della mobilità sostenibile in chiave XXI secolo, invece nulla; solo un crescente imbarazzo sulla sua impreparazione man mano che le domande poste dall’amico Tommasi di Interauto News divenivano più stringenti, al punto che in alcuni casi ci è voluta la “traduzione” dell’Ingegner Orecchini della Sapienza per poter permettere al Ministro di riuscire a balbettare qualche parola.

Se questa è la premessa potete immaginare cosa potrà sortire la Consulta dell’automobile di cui ho già parlato 15 gg orsono.

Al pressapochismo della politica si contrappone l’esuberanza degli organizzatori fieristici.

All’annuncio doloroso del mancato svolgimento del Motorshow 2013 hanno fatto eco nel giro di pochi giorni:

-annuncio di Alfredo Cazzola (inventore della formula Motorshow) di un nuovo “Salone Internazionale dell’auto” da tenersi a Milano la cui conferenza stampa è prevista per il 15 novembre

-rilancio da parte del sistema fieristico bolognese del Motorshow in versione francese (GL Events ne ha rilevato il nome e la manifestazione nel 2007)

-provocazione da parte dell’Assessore Agostino Ghiglia di un Salone dedicato alle auto elettriche a Torino.

Tutto questo senza fare i conti con chi queste fiere le dovrebbe sostenere: le case auto.

Se i soldi non ci sono per Bologna difficilmente si troveranno per Milano e l’annuncio come “Salone Internazionale” sembra presagire non un fiera commerciale tipo “Motor Match” ma qualcosa di più importante.

Al contempo, forte di un sondaggio promosso da Interauto News presso i concessionari che vedono al 43% nell’ibrido e nell’elettrico il futuro della mobilità e forte dei risultati eccellenti ottenuti da Smart Mobility World,  l’Assessore Ghiglia rilancia con l’idea di un Salone completamente e solo dedicato ad elettrico (e ibrido suggerisco) da tenersi a Torino nel prossimo autunno.

Smart Mobility World. L'opportunità per crescere.

L’idea, oltre che essere provocatoria visto l’allergia del noto produttore torinese per l’elettrico e l’ibrido, è l’unica ad avere una sua validità proprio perché settoriale e quindi potrebbe permettere ai costruttori che credono in queste nuove tecnologie di essere presenti in una manifestazione che si differenzia da quelle blasonate ed internazionali come Ginevra, Parigi e Francoforte proprio per questo.

Ci sarebbe spazio e dignità anche per i piccoli produttori alternativi che a Ginevra sono presenti ma vengono stritolati dal confronto con i megastand dei grandi car makers mentre in un salone dedicato potrebbero competere ad armi “quasi pari”. Inoltre la focalizzazione potrebbe accompagnare l’aspetto commerciale con una serie di confronti e dibattiti su queste modalità di trazione che ancora devono essere completamente normate, oltre che rappresentare la soluzione ideale per le Smart cities future sia per il ridotto impatto ambientale in termini di emissioni e di inquinamento acustico, sia per la facilità da parte di questi mezzi di essere parte di un mondo interconnesso e digitale.

Insomma la proposta potrebbe avere un senso a patto che tutte le istituzioni lavorino compatte per dare quella forza e dignità internazionale che questo evento potrebbe avere.

Per parte mia lancio la provocazione di creare in quei giorni il “Plug-in day” per sensibilizzare nelle grandi città sui vantaggi della mobilità elettrica, sull’onda di quanto già accade negli USA da alcuni anni.

Digitale, interattiva, sostenibile la mobilità cittadina del XXI secolo.

Credete a Babbo Natale? (allora credete nella Consulta dell’auto)

La Consulta dell’automobile annunciata dal ministro dell’economia e sviluppo è un successo di Unrae, Anfia e degli altri attori del comparto automotive. Una vittoria di Pirro temo; perchè la politica industriale non è governata da Zanonato e perché i tavoli di lavoro sono sempre aperti e mai chiusi e perchè la neutralità tecnologica non porta da nessuna parte.

Razionalizziamo per step; tutto diviene più facile e si capisce meglio come le chiacchiere servano a poco quando gli operatori sono strutturati per 2 milioni di vetture ma il mercato ne assorbe a stento 1,3 milioni. Le cifre sotto riportate sono da sempre citate ma poco utilizzate per ragionamenti coerenti e che lascino i desiderata altrove.

  1. Abbiamo 600 auto ogni 1000 abitanti una densità che solo il Lussemburgo eguaglia, ma questo significa anche che siamo un mercato ampiamente saturo e non a caso vi è il fenomeno delle demotorizzazione. Difficile che si possa creare uno spazio nuovo per la vendita di auto in tal senso il comunicato di Zanonato che parla di “allargare il mercato” mi sembra alquanto improvvido.
  2. Vi sono 12.000.000 di vetture inquinanti da Euro 0 a Euro 3 sostituiamole. Una buona idea. Sono tutte vetture o pubbliche o private. Se non sono state sostituite fino ad oggi è perché non vi sono soldi per farlo. Il PIL in diminuzione del -2% tendenziale per l’anno (Sole 24 ore 10 settembre) non sembra essere fautore di una ripresa a breve ed inoltre questi anni di crisi hanno certamente inciso sui redditi medi che si tengono stretto il loro Euro 3 e non lo cambiano. Difficile che anche 1500 euro di incentivi possano far cambiare idea, senza contare che sono molti soldi per i quali sarebbe difficile trovare copertura. E poi è una leva tattica che dura 1 anno e non incide sul medio e lungo termine. Non è questa una strada perseguibile.
  3. Siamo avvolti da un clima di costante incertezza che si riflette nella stretta del credito ovvero non ti finanzio acquisto automobili, case, frigoriferi ecc. ecc. Pensare che un bonus fiscale, come quello degli infissi o delle ristrutturazioni, ammortizzabile in 10 (dieci) anni possa modificare il corso del mercato è forse ottimistico.
  4. E’ cambiata la cultura degli italiani. Auto non più componente essenziale del proprio essere e indispensabile segno di crescita sociale ma, in una società fluida, oggetto utile, non più indispensabile, non più passionale. Auto un tempo era elemento di socializzazione ora non più. Era la libertà, ora molto di meno anche perché gli orizzonti sono cambiati, le capitali europee sono a 1-2 ore di volo e una manciata di euro. Auto non più necessaria.

Questo è lo scenario realistico con cui si confronta la Consulta. Per fare qualcosa bisogna avere il coraggio di fare delle scelte e di scontentare alcuni altrimenti resterà un tavolo come tanti: qualche incontro, parole, caffè, strette di mano e poi tutti a casa scontenti.

Unico modo per poter sperare di cambiare percezione sta nell’innovazione. Tesla oggi è cool perché diversa, come l’ibrido di Toyota, come la i3 di BMW: rompono gli schemi, rappresentano il futuro, cambiano le regole del gioco.

Questo può riavvicinare nuove generazioni al mondo auto, perché sono più simili a videogiochi con le loro console colorate e la loro silenziosità ti permette di ascoltare musica senza alcun disturbo di sottofondo, consentendoti di muoverti in un soffio senza inquinare.

Allora la neutralità tecnologica non serve, non porta da nessuna parte occorre calvalcare con certezza e senza indugio il supporto alle tecnologie più innovative; quelle che tra vent’anni potranno permettere un parco auto vicino alle zero emissioni.

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