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Automotoretrò 2016: il fascino del passato su due e quattro ruote

Si aprono le porte della 34esima edizione di Automotoretrò, l’evento dedicato agli
appassionati del motorismo storico. La kermesse, organizzata da Bea srl in
collaborazione con GL events Italia-Lingotto Fiere, che nel 2015 ha visto la
partecipazione di oltre 60.000 visitatori, 300 piloti e più di 1200 espositori,
inaugura il prossimo 12 febbraio al Lingotto Fiere di Torino, Via Nizza 294, per una
tre giorni interamente dedicata al mondo dei motori.
La rassegna, distribuita su una superficie di oltre 100.000 metri quadri, abbinata
anche quest’anno ad Automotoracing, l’evento collocato all’Oval dedicato al tuning e
alle “alte prestazioni”, rappresenta un momento di grande festa che accomuna
collezionisti, piloti, motociclisti ma anche semplici appassionati e curiosi.

“Questa edizione si preannuncia già da alcuni mesi la più spettacolare di sempre -
afferma Beppe Gianoglio organizzatore di Automotoretrò - già tre mesi fa l’80% degli
spazi espositivi erano stati prenotati dagli espositori. Questo, oltre a farci
enormemente piacere, ci sprona ad aumentare sempre di più i nostri sforzi,
proponendo, così ogni anno, una manifestazione sempre nuova e coinvolgente. Insieme
ad Automotoracing, che ci accompagna ormai da sette anni, vogliamo far vivere ai
visitatori il motorismo a 360°, spaziando dalla presentazione dei prototipi della
Collezione Bertone fino alla gara Master Città di Torino per gli amanti dell’alta
velocità ”

Numerose sono poi le Case automobilistiche ufficiali che hanno deciso di partecipare
ad Automotoretrò, andando così a soddisfare le esigenze e le curiosità dei
visitatori. Tra le tante ricordiamo: lo stand ufficiale Abarth Classiche, illustre
casa automobilistica italiana nata nel 1949 come scuderia sportiva, diventata poi
un’icona grazie alle sue vetture uniche per dimensione, forma, velocità ed
attitudine; lo stand della celebre casa automobilistica britannica Jaguar,
specializzata nel settore delle vetture di lusso e sportive; la mitica Autobianchi,
insieme al registro storico Land Rover e a Mercedes First Hand.

Un’edizione ancora più ricca quella di quest’anno, fiore all’occhiello della 34esima
edizione di Automotoretrò sarà l’esposizione, in anteprima assoluta, di una decina
di prototipi appartenenti alla Collezione Bertone, che per la prima volta saranno
visibili al grande pubblico dopo l’acquisizione da parte dell’ASI, tra questi:
Bertone Runabout del 1969, NSU Trapeze del 1973, Chevrolet Ramarro del 1984,
Chevrolet Nivola del 1990, Bertone Karisma del 1994, Lancia Kayak del 1995, Bertone
Birusa del 2003, Bertone Barchetta del 2007. La celebre collezione, composta da 79
gioielli, è stata vinta all’asta lo scorso 28 settembre con una cospicua offerta da
quasi 3,5 milioni di euro ed attualmente è in attesa di una collocazione stabile.
Nello stand Ford, verrà invece presentata la nuovissima Ford Mondeo Vignale, vettura
che celebrerà l’omonima Carrozzeria, fondata nel 1946 da Alfredo Vignale. Per
l’occasione lo spazio espositivo Ford sarà allestito con fotografie e materiale
iconografico, facendo così rivivere al pubblico la storia della Carrozzeria. Sabato
13 febbraio, al padiglione 2, verrà presentato il libro, “Rally’70. Una storia,
tante storie”, ad opera di Emanuele Sanfront, che con storie inedite sul mondo delle
corse e fotografie in bianco e nero, racconterà gli anni d'oro delle gare,
riportandoci così ai mitici anni ’70 e ’80. Per l’occasione, saranno presenti nello
stand piloti, navigatori e meccanici. Un’opportunità, quindi, da non perdere, per
incontrare campioni e personaggi come Amilcare Ballestrieri, Tony Carello, Piero
Sodano, Daniele Audetto, Silvio Maiga, Alcide Paganelli, Luciano Trombotto, Mauro
Pregliasco, Federico Ormezzano, Ninni Russo, Arnaldo Bernacchini, Dario Cerrato,
Geppi Cerri, Gianfranco Silecchia, Sergio Martinetto, Luigino Podda, Vittorio
Reisoli, Luca Pazielli, Nicola Bianchi, e tanti altri protagonisti del mondo dei
rally e dell’automobilismo sportivo.

Automotoretrò sarà anche l’occasione per celebrare diversi compleanni: dai 50 anni
della Lamborghini Miura e della Alfa Romeo Duetto, alle celebrazioni per i 70 anni
della Vespa e della Cisitalia D46, auto rivoluzionaria per l’epoca che si potrà
ammirare per l’occasione, agli 80 anni della Topolino e i 110 anni della Lancia.

Buone notizie anche per gli appassionati delle due ruote, che ormai da anni seguono
con interesse queste manifestazioni: infatti in questa edizione le moto presenti
saranno il 50% in più rispetto all’anno precedente. Negli oltre 16 stand dedicati
alle due ruote, si potranno, infatti, ammirare alcuni mezzi delle più famose case
motociclistiche nazionali ed internazionali come: Ducati, Aprilia, MV Agusta,
Gilera, Moto Guzzi, BMW, Triumph (presente con il Registro Storico), Royal Enfield e
Norton. Largo spazio al tema della “regolarità”: saranno presenti numerose
motociclette da Cross ed Enduro della famosa Casa motociclistica tedesca Maico.

Come da tradizione, Automotoretrò non è solamente automobili e motociclette: al
fianco di commercianti, restauratori e dei numerosi club italiani che ogni anno
espongono i propri gioielli, ogni edizione offre uno spazio sempre più ampio ai
settori del ricambi, dell’abbigliamento vintage, dell’oggettistica e dei modellini
di auto e trattori, capaci di attrarre grandi e piccoli.

Richiedere un finanziamento per auto o camion, facciamo chiarezza

Aver bisogno di un’auto nuova, o magari di un camion per l’attività professionale, è un’eventualità che può presentarsi in qualsiasi momento e che solitamente non è possibile rimandare. Per questo motivo, molte persone pensano a prestiti e finanziamenti ma, prima di richiederlo, è opportuno fare chiarezza, avere la consapevolezza dei pro e i contro, e sapere quali sono i vari parametri da considerare. Ecco un resoconto di tutte le informazioni da tenere bene a mente.

Quando si ha la necessità di acquistare un’auto nuova per la propria quotidianità o un camion per il proprio lavoro, il consiglio è prima di tutto di effettuare un’accurata ricerca delle offerte riguardanti il veicolo alla quale si è interessati. Inoltre, è utile considerare i vari parametri che le finanziarie utilizzano per concedere i finanziamenti ed è consigliabile cercare prima l’auto o il camion di cui si ha bisogno. In questo modo si potrà calcolare precisamente il proprio budget e valutare la propria situazione economica, comprendendo così se si ha davvero la necessità di richiedere il finanziamento auto e se è possibile ottenerlo. Una volta fatto tutto questo, se comunque si è deciso di acquistare il proprio veicolo pagando a rate, ci saranno altri fattori da prendere in considerazione.

La scelta del finanziamento per l’acquisto di un auto, come spiegato in questo articolo di Hellobank, va fatta con attenzione e solo dopo aver paragonato le varie offerte presenti sul mercato. Tutti quei termini tecnici usati dagli istituti bancari e finanziari potrebbero infatti far venire dei dubbi, non permettendo di comprendere completamente quello che viene descritto nella proposta. Perciò, prima di rischiare di richiedere il finanziamento alla finanziaria sbagliata, ci sono alcune cose che ognuno di noi dovrebbe necessariamente conoscere.

In primo luogo, è utile sapere che tra un finanziamento “finalizzato” ed uno “personale” c’è una sostanziale differenza. Il primo termine viene utilizzato per definire quei prestiti nei quali la concessionaria è convenzionata con un determinato istituto finanziario (e quindi sarà il commerciante a suggerirlo e/o a fare da intermediario). Il secondo termine, invece, si identifica in quel tipo di finanziamenti che vengono accordati direttamente tra l’istituto bancario e il cliente, senza convenzioni né precedenti trattative tra finanziaria e commerciante. Perciò, quando un concessionario propone un finanziamento con dei tassi già prestabiliti, significa che egli ha già preso accordi con una finanziaria che si occuperà di analizzare i dati del richiedente/cliente per poi decidere se concedere il prestito oppure no.

Questa può sembrare la soluzione migliore, soprattutto quando sentiamo queste due parole: “tasso zero”. Tuttavia, anche in questo caso è opportuno prestare attenzione al contratto che si sta firmando o al finanziamento per la quale si sta facendo richiesta. Infatti, sia che si decida di richiedere un prestito personale in banca o che ci si accordi con il concessionario, sarà opportuno prendere in considerazione due tassi: il TAN e il TAEG. Il TAN è il “Tasso Annuo Nominale”, ed è relativo agli interessi che vengono calcolati sulla cifra totale richiesta. Il TAEG, invece, è il “Tasso Annuo Effettivo Globale”, ovvero una tassa che va ad unirsi al TAN comprendendo tutte le classiche spese accessorie del finanziamento. Questi due tassi andranno controllati e comparati con quelli di altre finanziarie, per vedere se si tratta davvero di un’offerta conveniente oppure no.

Inoltre, sappiate che quando si richiedono i finanziamenti direttamente dal concessionario, la maggior parte delle volte bisogna restituire la somma alla finanziaria in massimo 5 anni, e quindi è consigliabile considerare attentamente questo parametro e cercare di capire se può rivelarsi la soluzione migliore per voi. Chiedendo un prestito personale in banca, invece, è possibile avere a disposizione più opzioni e soluzioni personalizzate. In più, alcuni istituti bancari hanno ideato proprio dei finanziamenti appositi per l’acquisto dei veicoli (ad esempio con la possibilità di riscontrare tassi fissi e di poter modificare le rate), riuscendo così ad andare incontro ai clienti che necessitano di effettuare questa spesa senza ritrovarsi in difficoltà in seguito.

In conclusione, come avrete capito, prima di fare la propria scelta è opportuno considerare tutti questi fattori, per poi confrontare diverse offerte prima di fare la domanda ad una specifica finanziaria. A questo proposito, è utile sapere che sul web esistono vari portali che consentono di effettuare delle comparazioni in maniera totalmente gratuita, dando anche la possibilità di potersi connettere direttamente all’istituto finanziario per fare domanda e/o per richiedere informazioni più specifiche.

Cosa sapere sulle assicurazioni per auto, autocarri e veicoli commerciali

Chi possiede un autocarro o un veicolo commerciale deve stipulare obbligatoriamente un’assicurazione per il proprio mezzo prima di circolare e svolgere l’attività lavorativa scegliendo la polizza RC più opportuna e che venga incontro alle proprie esigenze. L’autocarro è un veicolo che trasporta merci e per questo gode di agevolazioni fiscali, ma la sua assicurazione è ben diversa da quella di un’auto per il trasporto di persone.

A differenza dell’auto, il premio assicurativo di questo tipo di veicolo non si basa sulla cilindrata bensì sulla sua portata. Molte agenzie, oltre alle assicurazioni standard, coprono anche i danni causati dal carico e scarico delle merci durante l’attività lavorativa, da incidenti e danni causati a terzi, oppure permettono di bloccare il pagamento relativo al periodo nel quale non si utilizza il veicolo.

Per districarsi nella vasta gamma di offerte, ci si può affidare ad agenzie online che forniscono non solo il calcolo immediato della somma da pagare, ma confrontano anche le varie assicurazioni tra di loro suggerendo al cliente quella più vantaggiosa. Si può calcolare il premio anche sul sito assicurazione.it e scegliere, ad esempio, una compagnia di assicurazione specifica come Linear, per avere immediatamente un preventivo per il proprio mezzo e valutare con calma la proposta dell’agenzia.

Sono molte le cose che deve sapere chi intende assicurare un autocarro. Per calcolare l’assicurazione di questi veicoli commerciali, non occorre conoscere solo la portata ma anche il tipo di merce che si intende trasportare, il chilometraggio medio annuo, se ci sono stati incidenti e il numero di questi, il valore del mezzo, se esiste un traino per il rimorchio e se è presente o meno l’antifurto. La portata dell’autocarro però è il dato che si tiene maggiormente presente nel calcolo dell’assicurazione in quanto influisce molto sul prezzo finale che si dovrà pagare.

Per quanto riguarda la classe di merito è utile sapere che questa si calcola diversamente da quella delle automobili. Nelle auto, infatti, la classe di merito è legata al possessore e al suo comportamento negli anni; nei camion invece la classe di merito è legata solo al veicolo e non a chi lo guida, in quanto questo tipo di mezzo è spesso soggetto a cambio di guidatore. Un’altra sostanziale differenza è che l’assicurazione delle automobili ha una scadenza annuale o semestrale mentre negli autocarri questa si esaurisce quando si supera un determinato numero di incidenti. Nella maggior parte dei casi, superati 3 incidenti all’anno dei quali si è ritenuti responsabili, la polizza assicurativa si estingue. Alcune compagnie invece fissano questo limite a soli 2 sinistri annui.

Nel momento in cui si decide di stipulare un’assicurazione per un autocarro o un veicolo commerciale, bisogna quindi tenere in considerazione anche i chilometri annui che si percorrono, se si trasportano materiali per conto terzi o propri e di che tipo sono questi materiali. I materiali possono essere esplosivi, radioattivi, combustibili ecc. In qualunque caso questi vanno specificati in sede di stipula dell’assicurazione in quanto più pericolosa è la merce trasportata più aumenta il rischio di causare incidenti ma anche l’entità dei danni provocati. In questi casi ovviamente il prezzo del premio assicurativo aumenta considerevolmente.

Torna a Milano “Missione Mobilità”

Riaprire il dialogo tra la filiera delle due e quattro ruote e l’Esecutivo, dopo l’inconcludente esperienza della Consulta dell’auto; stimolare un serio e costruttivo dibattito sul presente e sul futuro della mobilità; illustrare, attraverso approfondite analisi, i principali trend che stanno modificando le dinamiche della mobilità cittadina; risvegliare la passione da sempre legata a filo doppio alla guida di auto e moto.

Sono questi i principali obiettivi della nuova tappa di Missione Mobilità, l’evento promosso da AMOER – Associazione per una Mobilità Equa e Responsabile – il prossimo 7 aprile a Milano (Hotel Melià, in via Masaccio, 19) dalle ore 9.30 alle 16.

Reduce dalle tre positive esperienze degli scorsi anni (a Torino, Roma e Milano), Missione Mobilità torna nella capitale economico-finanziaria del Paese con una giornata ricca di incontri che vedranno confrontarsi istituzioni, imprenditori, giornalisti, esperti del mondo scientifico e universitario, rappresentanti della filiera della mobilità e appassionati dei motori su argomenti di stretta attualità per il settore.
“Rivoluzione Mobilità: ma la passione dove la mettiamo?”, è il titolo e il tema guida dell’iniziativa.

Protagoniste della giornata, come da tradizione, saranno le provocazioni e le idee portate avanti dalla Task Force della Mobilità di AMOER, il Think Tank composto da giornalisti, docenti, esperti e appassionati delle quattro e due ruote, che seguirà i lavori commentando e sollecitando i diversi ospiti che si alterneranno sul palco e avanzando le “proposte per reagire alla crisi”.
Seguirà il Talk Show moderato da Klaus Davi nel corso del quale gli ospiti-relatori saranno chiamati a lanciare uno spot per l’automotive sul tema “Motori: la passione prima di tutto”, idee e provocazioni per rilanciare immagine e passione per la mobilità.

Toccherà poi ai rappresentanti della filiera dell’automotive (Massimo Nordio – Presidente UNRAE, Roberto Vavassori – Presidente ANFIA, Filippo Pavan Bernacchi – Presidente Federauto, Pier Francesco Caliari – Direttore Generale ANCMA, Fabrizio Ruggiero – Presidente ANIASA, Fabio Bertolotti – Direttore Assogomma e Giorgio Boiani – Vice Presidente AsConAuto) moderati dal presidente di AMOER-Missione Mobilità, Pierluigi Bonora, confrontarsi con esponenti della politica nazionale nel corso della tavola rotonda dal titolo “Le istituzioni battano un colpo”.
A seguire la presentazione della ricerca/provocazione curata, come nelle scorse edizioni, da AlixPartenrs sul tema “Car sharing, dal possesso alla fruibilità dell’auto. Sfide e opportunità della nuova mobilità urbana”, i cui principali risultati saranno anticipati la mattina e approfonditi nel pomeriggio dall’Ing. Giacomo Mori – Managing Director di AlixPartners e dal moderatore Gian Primo Quagliano – Presidente Econometrica e Centro Studi Promotor con i rappresentanti di Case Automobilistiche e Aziende del settore.

Nel corso della giornata spazio anche al Premio AMOER Missione Mobilità destinato all’iniziativa che per il Movimento di opinione si è meglio distinta a sostegno della mobilità a motore.

“Non devono trarre in inganno i primi segnali positivi mostrati dal mercato dell’auto negli ultimi due mesi”, osserva Pierluigi Bonora giornalista e Presidente di AMOER, “la crisi è ancora profonda per un settore che difficilmente potrà fare peggio dello scorso anno, ma che in pochi mesi ha bruciato altri posti di lavoro e risorse. Con la chiusura dell’esperienza di dialogo portata avanti dal precedente Governo, il “cerino” è rimasto nuovamente acceso tra le mani delle Associazioni di categoria che pure confidavano nel dialogo aperto dalla Consulta dell’Auto. In queste prime settimane il tema della crisi dell’auto non è stato però minimamente sfiorato dal nuovo Esecutivo, almeno ufficialmente; e intanto l’accanimento sull’automotive è continuato con l’aumento, pur se già previsto, delle accise sui carburanti, il decimo ritocco al rialzo in Italia negli ultimi cinque anni. Missione Mobilità, ancora una volta, vuole contribuire a portare i problemi del settore all’attenzione dei media e delle Istituzioni attraverso un dibattito franco e mirato”.

Quasi un milione e mezzo di tonnellate di CO2 in meno in un anno ottenibili sostituendo le auto con più di 12 anni nelle 8 principali città italiane

Sono 1.457.023 le tonnellate di emissioni di anidride carbonica che potrebbero essere evitate in un anno se venissero sostituite le autovetture Euro 0, Euro 1 ed Euro 2 nelle 8 principali città italiane. Come mostra la tabella, le tonnellate di emissioni di CO2 evitate sarebbero 395.027 a Napoli, 375.809 a Roma, 203.105 a Milano, 175.988 a Torino, 121.095 a Bari, 67.050 a Bologna, 62.656 a Firenze e 56.293 a Genova.

Questi dati emergono da un’elaborazione realizzata dall’Osservatorio Airp (Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici) sulla Mobilità Sostenibile sulla base di dati ACI. Le autovetture Euro 0, Euro 1 ed Euro 2, cioè con più di 12 anni, nelle 8 maggiori città italiane sono 3.186.837 e rappresentano ben il 31,67% di quelle complessivamente circolanti. Si tratta di vetture immatricolate prima del 2001 e che hanno, quindi, livelli di sicurezza e soprattutto di inquinamento molto superiori a quelli dei modelli più recenti. Per ridurre le emissioni di CO2 e migliorare di conseguenza la qualità dell’aria nelle città italiane, non essendo possibile sostituire in tempi rapidi le vetture più inquinanti con modelli a basse emissioni, è necessario favorire anche altre soluzioni che possano avere effetti positivi in termini di impatto ambientale. A questo riguardo, di fondamentale importanza sono gli investimenti in materia di trasporto pubblico che in molte città è inadeguato e in generale non rappresenta una valida alternativa all’auto, che continua ad essere di gran lunga il mezzo di trasporto più utilizzato. Per contenere l’inquinamento atmosferico, la regola più importante per gli automobilisti è la corretta e periodica manutenzione delle autovetture che consente di ottenere migliore efficienza tenendo sotto controllo e, di conseguenza, limitando le emissioni nocive. In particolare per gli autocarri e gli autobus, un’ulteriore soluzione che permette non solo di ridurre l’inquinamento, ma anche di risparmiare sia denaro che risorse energetiche è l’utilizzo di pneumatici ricostruiti. Ricostruire un pneumatico piuttosto che produrne uno nuovo, oltre a costare meno e a contenere i consumi di risorse e materie prime, comporta un risparmio del 30% delle emissioni di anidride carbonica.

Sabato 4 maggio nasce Mobilita’Nuova

L’Italia ha ipotecato il futuro delle opere pubbliche e della mobilità approvando progetti per nuove autostrade e nuove linee ad alta velocità ferroviaria che costeranno complessivamente oltre 130 miliardi di euro, offriranno ulteriori occasioni di business alla malapolitica e alla criminalità organizzata, sottrarranno al Paese territorio e bellezza spesso senza offrire un servizio migliore alla collettività.
Per soddisfare la domanda di mobilità del 2,8% delle persone e delle merci (è questa la quota di spostamenti quotidiani superiori ai 50 chilometri) si impegna il 75% dei fondi pubblici destinati alle infrastrutture del settore, mentre all’insieme degli interventi per le aree urbane e per il pendolarismo (dove si muove il 97,2% della popolazione) lo Stato destina solo il 25% delle risorse, puntando spesso e ancora una volta su nuove strade, tangenziali e circonvallazioni piuttosto che sul trasporto collettivo o su quello non motorizzato.
C’è un’urgente necessità di riorientare le risorse pubbliche concentrando la spesa laddove si concentra la domanda di mobilità e nello stesso tempo va avviato un radicale ripensamento del settore dei trasporti, sostenendo attraverso scelte strategiche le persone che quotidianamente si muovono usando i treni locali, i bus, i tram e le metropolitane, la bici e le proprie gambe e dando l’opportunità a chi usa l’automobile di scegliere un’alternativa più efficiente, più sicura, più economica.
La #MobilitàNuova si propone di avviare una trasformazione e una rigenerazione della società che va molto al di là della semplice trasformazione degli stili di mobilità individuale e punta a un deciso ridimensionamento del binomio auto+altavelocità. Una scelta, quest’ultima, egoista, dispendiosa, vecchia e inefficiente, che produce inquinamento, incidentalità stradale, danni sanitari, congestione, consumo di suolo e sprawling, aggressione al patrimonio storico, artistico e paesaggistico, iniquità sociale, alienazione e inaridimento delle relazioni sociali.
Al contrario una #MobilitàNuova che ruota attorno a quattro perni – l’uso delle gambe; l’uso delle bici; l’uso del trasporto pubblico locale e della rete ferroviaria; l’uso occasionale dell’auto privata (sostituita in tutti i casi in cui è possibile da car sharing, car pooling, taxi) – modifica lo spazio pubblico e la sua destinazione d’uso, rafforza i legami comunitari tra le persone e tra le persone e il luogo dove vivono, studiano e lavorano, stimola un’economia agroalimentare basata sul km0, crea lavoro stabile, contribuisce a far crescere la percezione di sicurezza attraverso strade e piazze più vissute e frequentate. In altre parole rende le città e il territorio più bello e migliora la qualità della vita.
E’ per questo che ti chiediamo di entrare nella Rete per la #MobilitàNuova, illustrando come questa nuova mobilità può incidere positivamente sui temi che ti stanno a cuore e indicando le tue priorità programmatiche sul tema da indirizzare ai decisori politici.
Insieme daremo vita a questa campagna collettiva e individuale, orizzontale e partecipata, che si articola in due momenti diversi.
Sabato 4 maggio a Milano manifestiamo per imporre ai decisori politici una rivoluzione della mobilità che parta proprio da un riequilibrio delle scelte politiche e delle risorse pubbliche destinate al settore dei trasporti, dando insieme visibilità e sostegno alle vertenze nazionali e locali contro quelle opere pubbliche stradali, autostradali e ferroviarie inutili e dannose per il Paese.
Mentre a partire dal 4 maggio lanceremo insieme una raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare (obiettivo un milione di adesioni) che vincoli almeno i tre quarti delle risorse statali e locali disponibili per il settore trasporti a opere pubbliche che favoriscono lo sviluppo del trasporto collettivo e di quello individuale non motorizzato.

Sticchi Damiani: alleggerire il carico fiscale sull’auto priorità del nuovo Govereno

“L’attuale drammatico crollo delle immatricolazioni che si e’ registrato nel 2012 è conseguenza diretta della folle corsa dei costi per l’auto ed in particolare della pressione fiscale che e’ aumentata – negli ultimi anni – fino a sfiorare i 60 miliardii di euro, più che raddoppiando rispetto a solo venti anni fa.

Sommando questo a tutti i costi di gestione per l’auto – che sono aumentati del 4.5% nel solo 2012, raggiungendo la cifra record di 3.425 euro l’anno per mezzo – si capisce perché, come ha evidenziato  l’ultimo rapporto ACI- CENSIS, oltre il 52% degli italiani dichiari che non cambierà l’auto nei prossimi tre anni.

L’alleggerimento del carico fiscale per l’auto dovrebbe essere una delle prime voci dell’agenda politica di qualsiasi candidato alle prossime elezioni politiche perché l’intero comparto è  allo stremo delle forze.”.

Questo il pensiero di Angelo Sticchi Damiani, Presidente dell’Automobile Club d’Italia, davanti ai dati recentemente diffusi sul calo delle immatricolazioni auto nel 2012.

L’ACI sottolinea come nel 1990 gli oneri fiscali a carico degli automobilisti italiani sfiorassero i 28.500.000  euro, mentre oggi sono vicinissimi ai 60 miliardi.

In due decenni sono più che raddoppiate le tasse automobilistiche ( da 3.031,60 euro a 6.690,00), addirittura quadruplicate quelle per i parcheggi (da 322,79 a 1.384,57), quasi raddoppiate le tasse su carburanti e lubrificanti (oggi alla incredibile quota di 32 miliardi e mezzo di euro). La pressione fiscale sulla RCA, poi, è aumentata di quasi sei volte.

Solo nell’ultimo anno, fanno notare all’ACI, la benzina è aumentata  del 16% (negli ultimi due anni il pieno è diventato più caro del 25%) ed il costo al chilometro è cresciuto dell’11,3%. L’assicurazione è aumentata del 3,2%.

Auto, rallenta la caduta in ottobre

Rallenta la frenata del mercato auto

Se di ripresa ancora non si può parlare, il mese di ottobre per il mercato dell’auto fa quantomeno segnare un rallentamento nella caduta. Stiamo parlando del mercato italiano, che fa registrare comunque l’undicesima flessione consecutiva a doppia cifra: -12% per le immatricolazioni. Un respiro di sollievo dopo le cifre da paura di luglio (-21,4%), agosto (-20,2%) e settembre (-25,7%). Crescono anche le vendite dell’usato, dopo il calo dello scorso mese. Lo scenario resta comunque a tinte scure: Fiat parla del peggior risultato ottenuto in ottobre dal 1977 ad oggi, anche se in verità ottiene qualcosa di meglio rispetto al mercato generale: -10% delle vendite in confronto al -12%.

A settembre il calo per il Lingotto era stato del 24,23%. In crescita dello 0,7%, invece, la quota di ottobre di Fiat Group Automobiles, che passa dal 28,46% di un anno fa al 29,14%. Fiat Panda e Punto si confermano le auto più vendute in Italia e tra le top ten ci sono anche Fiat 500, Ypsilon e Giulietta.

Auto, ancora giù il mercato europeo

Sergio Marchionne, ad Fiat

Dodicesima frenata consecutiva per il mercato europeo di auto. A settembre le vendite subiscono un’ulteriore frenata, stavolta a due cifre: il mese scorso – informa l’Acea – le immatricolazioni nei 27 Paesi Ue più quelli Efta hanno subito una flessione dell’11%, fermandosi a 1.132.034 unità, contro le 1.271.339 registrate un anno fa. Ad agosto le vendite di nuove auto erano scese dell’8,5%. Nei primi 9 mesi del 2012 il calo è stato del 7,2% a 9.724.423 unità.

Pesante il calo del Gruppo Fiat, che nel mese di settembre ha immatricolato nella stessa area 66.991 unità, in calo del 18,5% rispetto alle 82.209 di un anno fa. Ad agosto il calo del gruppo torinese si era attestato al 17,7%. In calo anche la quota di mercato, passata dal 6,5% di un anno fa al 5,9% di oggi. I risultati europei, secondo il Lingotto, sarebbero stati penalizzati proprio dalla pessima performance in casa: l’Italia ha fatto registrare un calo del 25,7% nelle vendite. Positivi invece i numeri di Regno Unito, Germania e Francia.

Crisi&Ambiente, nel 2011 vendute più bici che auto

Più bici che auto

Non succedeva dal dopoguerra, ma il 2011 potrà essere considerato come l’anno della svolta da parte di tutti i ciclisti convinti: nell’arco degli scorsi 12 mesi sono state vendute più bici che auto. Complice il caro-carburante, gli italiani hanno riscoperto i pedali. Le vetture immatricolate sono state 1.748.143, le bici vendute 1.750.000. Quasi duemila in più, un distacco minimo dal punto di vista numerico ma dal forte valore simbolico.

Non solo si comprano più bici ma gli italiani hanno riscoperto anche il “restauro”, vale a dire il recupero di vecchi modelli che da anni giacevano nelle cantine o nei garage. Un dato che si aggira intorno ai 200mila pezzi. Con una spesa di 100-150 euro, si possono mettere a nuovo le bici. E pensare che l’ultimo investimento pro-bici fatto dallo Stato risale a 13 anni fa.

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Guidare senza patente di guida, da oggi non sarà più reato

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