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2016: boom per le immatricolazioni di autocarri pesanti (+52,9%) e autobus (+16,1%)

Nel 2016 in Italia le immatricolazioni di autocarri pesanti (e cioè con PTT – peso
totale a terra – di 16 tonnellate ed oltre), secondo i dati Acea sono aumentate del
52,9% rispetto al 2015. Sempre nel 2016 le immatricolazioni di autobus e pullman nel
nostro Paese sono cresciute del 16,1% rispetto all’anno precedente. Confrontando i
dati italiani con quelli dei maggiori paesi europei, sottolinea il Centro Ricerche
Continental Autocarro, emerge che la performance italiana nel comparto delle
immatricolazioni di autocarri pesanti è nettamente la più positiva, mentre nel
comparto delle immatricolazioni di autobus e pullman solo la Spagna ha fatto meglio
dell’Italia. Infatti le immatricolazioni di autocarri pesanti in Francia hanno fatto
registrare un aumento del 12,9%, in Germania del 4,8%, in Spagna dell’8,5% e nel
Regno Unito dello 0,03%. La percentuale media degli aumenti registrati nei paesi
dell’Unione europea è del 12,3%. Come si vede, quindi, la percentuale di crescita
italiana è nettamente maggiore sia di quelle degli altri maggiori paesi europei sia
di quella media registrata nell’intera Europa.
Le immatricolazioni di autobus e pullman, invece, sono cresciute in Spagna del
26,1%, in Germania dell’8,9% e nel Regno Unito del 7,5%; in Francia, invece, sono
diminuite del 10,2%. La media registrata nei paesi dell’Unione Europea vede un
aumento del 2,3%. Anche in questo caso il dato registrato in Italia (+16,1%) è più
alto rispetto alla media europea, mentre è superato, nel confronto con gli altri
maggiori paesi del nostro continente, solo dal dato spagnolo.

Autocarri pesanti: in un anno col metano si risparmiano 5.000 euro rispetto al diesel

5.000 euro: a tanto ammonta il risparmio che un autotrasportatore può ottenere utilizzando un autocarro a metano piuttosto che uno diesel. Questo dato proviene da un’elaborazione dell’Osservatorio Federmetano, che ha preso in considerazione una percorrenza media annuale di 100.000 chilometri con un autocarro pesante da 44 tonnellate.
In particolare, secondo l’elaborazione dell’Osservatorio Federmetano, i consumi di un autocarro diesel si aggirano intorno ai 30/35 litri di gasolio per 100 chilometri. Considerando un costo del gasolio di 0,893 euro al litro (costo che tiene conto dell’esclusione dell’Iva e del recupero di accise pari a 0,214 euro al litro per mezzi sopra i 75 quintali), la spesa annua totale per il carburante con un autocarro diesel si aggira mediamente intorno ai 29.000 euro. Invece per un autocarro a metano sono stati considerati consumi che si aggirano intorno ai 28/32 kg per 100 chilometri, con un costo del metano di 0.795 euro al kg (anche in questo caso il costo considerato è escluso di Iva). In totale la spesa annua media per il carburante col metano sarebbe quindi di circa 24.000 euro, con un risparmio, come si è detto, di circa 5.000 euro rispetto al gasolio. E’ importante specificare che in questo caso si sta parlando di metano compresso (CNG) e non di metano liquido (LNG).
Al risparmio economico, il metano abbina un altro importante vantaggio, e cioè la diminuzione delle emissioni di sostanze nocive nell’ambiente. A riconoscimento di queste qualità, sono oggi disponibili incentivi per l’acquisto di mezzi pesanti a CNG o LNG. Tali incentivi prevedono un importo di 3.500 euro per automezzi industriali nuovi a CNG con PTT pari o superiore a 3,5 tonnellate e fino a 7 tonnellate. E’ inoltre previsto un incentivo di 8.000 euro per automezzi industriali nuovi a CNG con PTT pari o superiore a 7 tonnellate. Per la stessa tipologia di mezzi (con PTT pari o superiore a 7 tonnellate) alimentati a LNG è previsto un incentivo di 20.000 euro. L’importo massimo ammissibile per gli investimenti per una singola impresa non può superare i 60.000 euro.
“Le aziende di trasporto che volessero approfittare degli incentivi in vigore per l’acquisto di mezzi a metano – dichiara Licia Balboni, a capo dell’Osservatorio Federmetano – possono farlo in tutta tranquillità, perché oggi possono contare su una rete distributiva di metano che è composta da 1.144 punti attivi su tutto il territorio nazionale. Nel nostro Paese vi sono inoltre già 15 impianti di metano liquido, tra quelli che distribuiscono L-CNG (metano gassoso derivato da metano liquido) ma potrebbero passare facilmente alla distribuzione di LNG e quelli che già oggi distribuiscono direttamente LNG. Altri 16 impianti di LNG sono in costruzione. La rete distributiva del metano è quasi triplicata negli ultimi 13 anni, e continuerà a crescere, in particolare nelle autostrade e nelle zone in cui non è ancora sufficientemente diffusa”.

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