Articoli marcati con tag ‘autorità portuale’
Porti, è crisi nel Nord della Sardegna
Non c’è luce in fondo al tunnel per i porti del Nord della Sardegna. O almeno non ancora. Secondo i dati forniti dall’Autorità portuale, nel primo semestre 2012 il traffico passeggeri ha fatto segnare una contrazione del 23%.
Rispetto al 2011 a Olbia, Golfo Aranci e Porto Torres mancano all’appello 317mila passeggeri. Da gennaio a giugno, al porto dell’Isola Bianca di Olbia è aumentato il transito delle navi, 20 navi in più rispetto allo scorso anno, dato influenzato dall’ingresso della Saremar sulla rotta per Civitavecchia. Ma i passeggeri sono stati 125mila in meno. Il calo coinvolge anche le auto e i camper trasportati (-15%).
Ancora peggio la performance di Golfo Aranci: -43% sul movimento navi, -53% sul traffico passeggeri. Il secondo scalo gallurese è stato fortemente penalizzato dalla cancellazione delle corse estive per Civitavecchia della Sardinia Ferries e dallo spostamento a Olbia della nave Saremar. Contenuta, ma non per questo meno preoccupante la situazione di Porto Torres. I collegamenti dimezzati con il porto di Genova nel periodo invernale, a causa della sospensione della linea operata dalla Grandi Navi Veloci, hanno determinato una perdita di circa il 13% rispetto allo scorso anno, con un calo di quasi 50 mila passeggeri.
Porti, Genova verso il raddoppio. Investimenti miliardari
Una nuova diga, nuove banchine, ingressi più ampi e bacini raddoppiati: il porto di Genova riparte dal Piano regolatore ventennale per “restare in Europa”. Previsti investimenti milionari, se non addirittura miliardari.
Punto primo: “pensare in grande”. Oggi sia merci che passeggeri viaggiano su navi sempre più grandi, capaci di trasportare fino a 22mila Teu o 4.200 persone. Il che significa che servono altri spazi di manovra e banchine più lunghe, gru adeguate e un nuovo sistema di carico e scarico merci.
Punto secondo: “pensare europeo”. Gli investimenti infrastrutturali necessari sono ingenti e non coinvolgono solo Genova, ma l’Italia nel suo complesso, la sua posizione nei traffici europei e mondiali. In questa prospettiva è prevista la realizzazione di una nuova diga che si estenda per centinaia di metri verso il mare: 7 km di opera, 7 anni per realizzarla, 527 milioni di euro di investimenti. “Una scelta strategica per il Paese”, l’ha definita il presidente dell’Autorità portuale Luigi Merlo.
Porti, a Trieste rinasce la Centrale Idrodinamica
Torna a nuova vita la Centrale Idrodinamica di Trieste, uno degli edifici più significativi del Porto Vecchio. I lavori di restauro, eseguiti dalle ditte Dottorgroup e Favero&Milan Ingegneria, sono stati possibili grazie a un programma comune tra l’Autorità Portuale, la Regione Friuli Venezia Giulia, il Ministero per i Beni e le attività culturali, sotto l’impulso costante dell’Associazione Italia Nostra.
La Centrale Idrodinamica è stato uno dei primi edifici ad essere realizzato (nel 1890) fra quelli del Punto Franco, all’altezza del ponte ferroviario che attraversa viale Miramare e confinante con il Magazzino 26. Oggi è destinato a divenire, insieme alla Sottostazione elettrica di riconversione, il Polo museale del porto. Le sale dell’edificio, a rotazione, saranno destinate a scambi con i Porti e i Musei marittimo-portuali di tutto il mondo per incentivare anche gli scambi commerciali: i primi in lista sono i Porti storici di Amburgo e di Stoccolma. Oltre alle macchine generatrici di energia della Breithfeld&Danek, della Karolinenthal di Praga e gli impianti elettrici, il museo ospiterà il patrimonio storico archivistico, i plastici storici, carretti, attrezzi portuali, arredi elettromeccanici, mappe storiche, repertori fotografici e filmati storici originari. A corredo esterno vi saranno gli scalandroni della Stazione Marittima. Le gru Idrauliche, il sommergibile Fecia di Cossato, il pontone Ursus insieme ad altre attrezzature di banchina saranno l’emblema della storica città porto.
COSTI MINIMI. Campagna acquisti della committenza: l’ultimo colpo del mercato si chiama Pitruzzella e gioca nell’Antitrust.
Il 28 giugno – se, come probabile, il ricorso depositato lo scorso 5 giugno sarà accorpato a quelli già presentati da Confindustria, Confetra e grandi committenti vari – avremo anche l’Antitrust come ricorrente contro i costi minimi, nel giudizio davanti al Tar del Lazio.
In clima di campionati europei, potemmo dire che la squadra è ormai completa: la committenza nelle sue composite espressioni, da Confindustria ai petrolieri, ha portato a casa l’ultimo colpo di mercato, il fuori classe per vincere il campionato: l’Antitrust guidata dal bomber Pitruzzella.
Niente male, per ottenere di cancellare una legge che, oltretutto, per riconoscimento generale, neppure funziona.
La situazione è kafkiana solo in apparenza.
In realtà, lo abbiamo sottolineato più volte, siamo di fronte ad uno scontro fortissimo, con una notevole componente ideologica: da un lato, un’idea di “liberismo all’amatriciana”, che poi vuol dire licenza di andare oltre ogni limite, pur di far valere i propri interessi; dall’altro, l’idea che questi stessi interessi trovino un limite in quelli più generali della collettività, come, appunto, la sicurezza, la legalità, la trasparenza.
Continuando, si potrebbe dire che adesso si comprende meglio perché l’Antitrust del dottor Pitruzzella non sia intervenuta con la medesima determinazione sullo scandalo quotidiano del prezzo industriale del carburante, né, tantomeno, sulla vergogna dei vertiginosi aumenti dell’assicurazione RCA sugli autocarri, e non abbia mosso un dito per farci capire perché le banche non danno più soldi alle imprese e impedire ai committenti di imporre ai trasportatori di far loro da banca e via di seguito.
La mossa dell’Antitrust, infatti, non dovrebbe stupirci più di tanto, se è vero che anche il Presidente Monti è stato costretto a dichiarare, preoccupato, che perfino il suo Governo di tecnici bocconiani non piace più ai poteri forti, da Confindustria ai grandi giornali di proprietà delle grandi lobby economico-finanziarie.
Ovviamente, sarà il TAR a decidere nel merito. Nonostante questo sia il Paese delle camarille, abbiamo motivi per essere fiduciosi sul giudizio.
In realtà, e non vi sembri paradossale, anche a prescindere dal 28 giugno, non siamo troppo preoccupati.
La situazione è tale da far pensare alla famosa storia del popolo che, all’ennesimo aumento delle tasse imposto dal sovrano, anziché imprecare contro la sua prepotenza, gli si mise a ridere in faccia: per il sovrano fu l’inizio della fine.
Per chi non avesse compreso l’apologo (e sarebbe bene facesse a proprie spese un corso accelerato per imparare a capire) ecco – gratis – la nostra interpretazione.
Per noi appare del tutto chiaro che, per il mondo dell’autotrasporto, non ci sono le condizioni per tollerare ulteriori “giochini”. Da parte di chicchessia.
E non c’è spazio per alcun ulteriore cedimento o compromesso al ribasso.
Anzi, visto che ci siamo, intendiamo ribadirlo ancora una volta: non basterà vincere la battaglia di principio, per salvaguardarla. Occorrerà anche insistere a pretendere che la legge funzioni davvero, apportando ad essa le modifiche necessarie.
Mi pare che su questa linea, con fatica, si stia definendo un posizionamento unitario di larghissima parte del mondo dell’autotrasporto.
Chi ha giudizio, l’adoperi. Finché è ancora in tempo.
Claudio Donati
Segretario generale di
TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR
Porti, Livorno si fa telematico
Scambi informatizzati e merci tracciabili: il porto di Livorno diventa tecnologico. Due, in particolare, sono i prototipi messi a punto e presentati dall’Autorità Portuale. Il primo è il cosiddetto Tuscan Port Community System (TPCS): una piattaforma telematica per l’interscambio dei dati tra agenti marittimi, spedizionieri, terminal e dogane, che garantisce il controllo del percorso procedurale e fisico della merce, dal momento in cui parte sino al punto di arrivo o di imbarco. “Siamo gli unici in Italia – ha detto il segretario generale della Port Authority, Massimo Provinciali – a fornire questo servizio gratuitamente”.
L’altra iniziativa promossa dalla Port Authority è quella della tracciabilità della merce all’interno di un corridoio protetto porto-interporto. ”Il meccanismo – sottolinea Provinciali – è molto simile a quello utilizzato per il telepass in autostrada: attraverso una tecnologia di segnalazione automatica, il camion viene ‘registrato’ mentre attraversa il varco doganale. Il sigillo elettronico applicato al container, permette inoltre di verificare se durante il tragitto vi siano state delle manomissioni”.
Genova, boom di container a marzo
Il Porto di Genova segna un nuovo personale record nella movimentazione dei container: a marzo sono stati superati i 178mila teus. Positivo tutto il primo trimestre per quanto riguarda i traffici generali.
A rivelare i dati è stato il presidente dell’Autorità Portuale Luigi Merlo, a margine della cerimonia per l’arrivo della mega-nave Hanjin Rotterdam, un portacontainer da 12 mila teus.
“Ci sono nuovi dati legati all’accorpamento delle linee derivanti dalla dimensione delle navi che stanno modificando il panorama degli scali italiani – ha commentato Merlo – e di questo Genova, grazie anche alla politica dei dragaggi, si è avvantaggiata molto. Con il completamento di Bettolo, inoltre, sarà possibile ampliare anche l’offerta del polo di Sampierdarena con una banchina concepita in maniera molto moderna, con fondali e gru adeguati anche alle navi da 14mila teus”.
Porti, La Spezia diventa 2.0
Il porto di La Spezia diventa hi-tech: l’Autorità portuale lancia il bando di gara per la realizzazione di Ap net, la nuova piattaforma Ict per il sistema portuale locale. In pratica si parla di informatizzare le procedure, con particolare riferimento a quelle doganali e di intercomunicabilità tra le componenti istituzionali e private, coinvolte nel ciclo della gestione delle merci.
“Abbiamo in questo modo rispettato gli impegni che ci eravamo assunti in occasione della vertenza dell’autotrasporto – spiega il presidente dell’Ap Lorenzo Forcieri – procedendo alla realizzazione di un progetto finalizzato non solo alla soluzione delle problematiche oggetto della vertenza, ma in grado di fornire risposte concrete e innovative all’intero comparto”. Il servizio, infatti, si configura come risposta concreta agli operatori e agli enti che operano nel porto e come “facilitatore” di comunicazioni e scambi.
Livorno, nasce l’app per orientarsi nel porto
Il porto di Livorno non sarà più un labirinto, almeno per chi possiede uno smartphone o un tablet: nasce l’applicazione per orientarsi all’interno di uscite, varchi e attracchi. A mettere a punto il software ci ha pensato la stessa Autorità Portuale, in collaborazione con Telecom. L’app è già scaricabile dal sito www.porto.livorno.it, oltre che su i-Tunes.
Si tratta della prima iniziativa del genere in Italia: il programma collega il sistema Ais (Automatic information system), installato sulle navi per motivi di sicurezza, con un dispositivo Vhf collocato all’interno della cinta doganale. In questo modo l’utente può accedere non solo a orari, contatti delle biglietterie, servizi portuali, ma anche al percorso corretto per arrivare all’ormeggio giusto, la viabilità in porto, le caratteristiche delle navi, le condizioni meteorologiche sul posto e addirittura una stima dell’eventuale ritardo della nave.
Venezia è verde. E il porto è certificato
Il porto di Venezia è sempre più verde: l’Autorità portuale della Serenissima ha ottenuto la certificazione ambientale UNI EN ISO 140001:2004. Il riconoscimento arriva al termine di un percorso iniziato nel 2010, facendo proprio il principio di responsabilità ambientale che negli ultimi anni si sta affiancando a quello di sviluppo sostenibile.
L’attestazione fa parte di quella normativa ambientale di carattere volontario che negli ultimi anni ha visto un crescente interesse anche da parte degli enti pubblici, dove si sta assistendo a una sempre maggiore necessità di coniugare l’ordinaria attività con obiettivi di miglioramento continuo e sviluppo sostenibile. Alla gestione più razionale del porto – sottolinea l’Autorità – si affianca la volontà istituzionale di intraprendere un percorso di crescita nel massimo rispetto di un ambiente unico al mondo, come quello della laguna veneta.
Porti, Trieste rinasce eco
Il rilancio del porto di Trieste è cominciato. In chiave ecosostenibile. L’eco-rinascita del porto è stata sancita da un protocollo d’intesa firmato dal Ministero dell’Ambiente e dall’Autorità portuale del capoluogo giuliano.
“L’accordo con il Porto di Trieste – dichiara il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini – è un segnale molto forte, e punta alla riqualificazione e valorizzazione di infrastrutture e spazi”.
“C’è tantissimo da fare – aggiunge il presidente dell’Autorità portuale, Marina Monassi – cinque aree da risistemare: dobbiamo reagire investendo in sostenibilità”. Secondo l’authority, l’accordo “costituisce soprattutto un focale punto di partenza per innestare un processo di reale rivitalizzazione del porto franco triestino e della sua centralità nel contesto dell’arco Nord Adriatico, nell’ambito dei futuri scenari che si vanno delineando con la progressiva estensione del mercato comunitario verso il Centro-Est dell’Europa e l’area dei Balcani”. Tra gli obiettivi principali la riqualificazione e il potenziamento del terminal ferroviario di Trieste Campo Marzio, il riassetto delle aree industriali dell’Ex Arsenale San Marco, la realizzazione della Piattaforma Logistica e la creazione di un nuovo terminal portuale.
















