Articoli marcati con tag ‘Autorità portuali’

DAVIDE ZOGGIA, PARLAMENTARE PD: “BENE IL DECRETO DI RAZIONALIZZAZIONE DELLE AUTORITA’ PORTUALI, MA PER VENEZIA CHE PRESTO DIVENTERA’ UN “PORTO REGOLATO” SERVE UNA LEGGE SPECIALE”

L’approvazione da parte del Governo del decreto di riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione delle autorità portuali segna una svolta importante per l’economia del mare. Non posso che esprimere soddisfazione per una linea strategica che si muove non solo in nome della spending review, ma crea sistemi portuali che grazie alle aggregazioni saranno molto più forti dello scenario attuale e potranno rispondere alle sfide della concorrenza internazionale: efficienza e aumento dei traffici. La riforma voluta dal ministro Del Rio che ha accolto le indicazioni provenienti da istituzioni ed operatori del settore permetterà di giocare ad armi pari la partita globale degli scali. Ma come ribadisco da tempo questa partita  non può che vedere il Porto di Venezia in prima fila. E per non perdere in termini di competitività, è necessario al più presto una legislazione speciale per quello che a breve diventerà l’unico “porto regolato” d’ Italia. Il porto di Venezia infatti  insiste su una laguna raggiungibile solo tramite le tre bocche di Lido, Malamocco e Chioggia, le quali verranno presto regolamentate da  un sistema di dighe mobili (MoSE) e conche di navigazione, finalizzato a disciplinare il regime idraulico della laguna ed in grado di proteggere la Serenissima dalle acque alte. Una peculiarità unica nello scenario dei porti nazionali che però vedrà il sovrapporsi di varie competenze sul traffico marittimo. Pertanto bisogna in tempi rapidi scegliere il soggetto destinato a  gestire l’accesso nel “porto regolato”,  che deve coniugare la salvaguardia del mare, la sicurezza della navigazione e l’efficienza dello svolgimento delle attività portuali a favore delle economie di scala che insistono sullo scalo lagunare. Inoltre vanno mantenute alcune peculiarità legate al porto di Venezia “zona franca” che finora sono state sempre riconosciute.  In virtù di questo scenario appare evidente che  l’unica soluzione per Venezia non può che essere  una legislazione speciale che permetta in tempi rapidi e senza aggravi di costi all’organo deputato,  di agire sul traffico marittimo in entrata e in uscita. Senza questo passo la riforma dei porti italiani, di cui Venezia rappresenta un motore insostituibile, resterà incompleta”.

Lupi nomina Cannatella presidente dell’Autoritá portuale di Palermo

“Ringrazio il ministro per questa nomina che arriva dopo dieci mesi da commissario straordinario dell’Autorità portuale di Palermo. In un momento complesso come quello attuale, mi sento di dire che continueremo a lavorare, come abbiamo fatto finora, ma con una prospettiva di quattro anni e sempre in sintonia con le evoluzioni del mercato mondiale”. Questo il primo commento dell’ingegnere Vincenzo Cannatella da oggi presidente dell’Autorità portuale di Palermo. A stabilirlo il decreto firmato dal ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi visti “i pareri favorevoli espressi dall’VIII Commissione permanente del Senato della Repubblica e dalla IX Commissione permanente della Camera dei Deputati”.
“Assumo questo incarico – ha continuato Cannatella – con l’obiettivo di lavorare subito alle principali questioni da risolvere. Voglio che Palermo diventi una base di partenza per le crociere e il suo porto un volano di crescita per un comparto fondamentale come quello turistico. Attraverso una stretta collaborazione con le istituzioni pubbliche e private già avviata, è necessario valorizzare il flusso turistico che viene dal mare con interventi che migliorino i servizi e le infrastrutture portuali, con politiche idonee a trattenere i crocieristi, e potenziando l’offerta turistica. Procede, inoltre, il lavoro per assicurare, con nuovi investimenti infrastrutturali approvati di recente, lo sviluppo della cantieristica nel porto di Palermo e in quello di Termini Imerese”.

Serracchiani, riforma necessaria, 14 scali strategici

“La riforma della portualità è una necessità, un dovere rispetto ad un sistema che deve crescere a favore dell’intero Paese”. Lo ha detto la presidente del Friuli Venezia Giulia e vicesegretaria del Pd, Debora Serracchiani, intervenendo a Trieste in apertura dell’Assemblea generale della Federagenti. Secondo Serracchiani, la riforma si deve basare su “punti chiave quali razionalizzazione, visione nazionale in un’ottica europea, semplificazione e integrazione”, riconoscendo 14 porti strategici, rivedendo anche governance e competenze delle Autorità portuali tenendo presente che le esigenze interne devono rispettare quelle dell’Europa e dei relativi corridoi.

Porti: presidente authority Genova, lascio carica Assoporti

Il presidente dell’authority del porto di Genova Luigi Merlo annuncia, in una intervista al Secolo XIX, la sua intenzione di lasciare l’incarico di vicepresidente vicario di Assoporti. “Ritengo che non esista piu’ possibilita’ di incidere in una discussione che non ha sbocchi”, afferma. “Con quasi un terzo delle autorita’ portuali commissariate e una situazione cosi’ precaria dovremmo prendere atto tutti che una stagione e’ finita”, sottolinea Merlo, secondo il quale “si ripongono eccessive e improprie aspettative in Assoporti”. “Avendola guidata per un anno posso dire che e’ impossibile trovare una linea di sintesi unitaria se non attraverso una mediazione al ribasso”. Il presidente dell’authority portuale genovese spiega di volere “essere libero di dire apertamente” quello che pensa ” senza impegnare Assoporti”, osservando che per Genova “avrebbe piu’ senso una rappresentanza di cluster marittimo, industriale e logistico rispetto ad uno esclusivamente portuale”. Secondo Merlo inoltre il ministro per le infrastrutture e i trasporti Maurizio Lupi “dovrebbe formalizzare la sua proposta dopo averla annunciata” anche perche’ un provvedimento normativo e’ urgente”. “Se non si hanno la volonta’ o forza di ridurre le autorita’ portuali occorre almeno la capacita’ differenziarle. Il governo ha fatto il piano per gli aeroporti, nessuno ha gridato allo scandalo”.

L.Stabilità: shipping, no a soppressione direzione porti

Allarme delle categorie dello shipping per il rischio della soppressione della Direzione Generale per i porti, con la suddivisione delle competenze tra la Direzione Generale dighe e infrastrutture idriche e la Direzione Generale trasporto marittimo e per vie d’acqua interne. In una lettera, inviata al ministro dei Trasporti Maurizio Lupi le associazioni Angopi, Assorimorchiatori, Confitarma, Fedepiloti, Federimorchiatori e Fedepesca chiedono di non adottare misure che comporterebbero la disarticolazione e lo spacchettamento di strutture e competenze. “Dobbiamo constatare che viene confermato il fenomeno già in atto da diversi anni che ha portato a un progressivo indebolimento della rilevanza politica del nostro settore malgrado rappresenti un’elevata percentuale del PIL (2,6%) e registri livelli occupazionali di tutto rispetto (477.000 addetti)”, scrivono le associazioni. Il rischio, secondo il mondo dello shipping, è una dispersione delle professionalità, che potrebbe indebolire la rappresentanza degli interessi di settore in tutte le sedi istituzionali europee e internazionali, pregiudicare la fattiva collaborazione fra gli organi del ministero e il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, strumenti essenziali per garantire sicurezza ed efficienza dei porti nazionali. “Processi di ristrutturazione della macchina pubblica che impattano in misura rilevante dovrebbero essere oggetto di costruttivo confronto con le rappresentanze degli operatori del settore”.

Lupi: ridurre il numero delle Autoritá Portuali

Anche per la gestione dei porti ”dobbiamo avere il coraggio del cambiamento. Non ha più senso avere 24 Autorità portuali”. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi nel corso di una conferenza stampa tenuta a Napoli nella sede dell’Ente autonomo Volturno.
”Stiamo preparando una riforma seria, che porterà alla riduzione – ha aggiunto Lupi confermando quanto già detto ad Assoporti – delle 24 Autorità e portando alla integrazione tra porti, interporti, logistica”. Lupi ha immaginato la costituzione di sei-sette distretti portuali logistici ”che facciano finalmente programmazione strategica e che abbiano un’autonomia finanziaria”.

Assoporti sui servizi tecnico-nautici

“Assoporti, tenuto conto che il testo dell’Accordo interassociativo sottoscritto nel 2007 tra le rappresentanze di cui all’art.14,comma 1-bis della legge 28.1.1994, n.84, costituisce un passo avanti nel senso del riconoscimento del ruolo dell’Autorità Portuale con riguardo alla regolamentazione dei servizi tecnico nautici, prende favorevolmente atto del recepimento di quell’Accordo nel testo dei d.d.l. di riforma della legislazione portuale attualmente all’esame del Senato della Repubblica.
Peraltro ravvisa opportuno individuare, sempre di intesa con le altre parti di quell’Accordo, un ruolo ancor più forte dell’Autorità Portuale per ciò che concerne la determinazione dell’organizzazione dei servizi in parola e delle relative variazioni tariffarie in ciascun porto, nell’ambito di criteri e meccanismi validi per tutta la portualità nazionale e nel rispetto dei principi dell’ordinamento comunitario.”

Porti: Merlo, bravo Lupi, ha rotto argini

Il presidente del Porto di Genova, Luigi Merlo, appoggia “in pieno” quanto sostiene il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, sulla necessita’ di una riforma del sistema italiano pensando ai porti piu’ in termini di Distretti Logistici che di di Autorita’ Portuali. Ieri Lupi, intervenendo all’ assemblea di Assoporti, aveva detto che “24 AP non hanno piu’ senso, occorre individuare grandi aree per i Distretti logistici, altrimenti sara’ la realta’ a farci morire”.
“Per la prima volta ho sentito un ministro avere parole precise sul Terzo Valico e inserirlo in un contesto logistico-portuale altrettanto preciso – ha detto oggi Merlo al convegno ‘ Infrastrutture e crescita sostenibile’ -. Le infrastrutture di questo Paese hanno bisogno di un nuovo assetto, e non si puo’ prescindere dai porti. Non e’ una questione di opinioni, e’ il mercato a dircelo: o l’ Italia si adegua, o e’ la fine. Si morira’ non solo in termini di competitivita’, ma occupazionali. I nostri meccanismi infrastrutturali non sono di livello europeo. Sono felice che un ministro, finalmente, abbia rotto gli argini. E che anche il cardinale Bagnasco ci esorti ad avere coraggio

I porti Napa insieme al Transport and Logistic 2013

Gli scali membri dell’Associazione dei Porti del Nord Adriatico (Venezia, Trieste, Capodistria e Rijeka) saranno presenti alla più importante fiera europea del settore della logistica, il Transport Logistics a Monaco di Baviera (a partire dal 4 giugno). È questa l’occasione per i porti di incontrare gli oltre 2000 espositori di oltre 64 paesi che prenderanno parte alla 14esima edizione della fiera.

Fin dalla sua fondazione, nel 2010, i porti Napa hanno scelto di partecipare a numerose fiere del settore logistico e dei trasporti nel mondo, con l’obiettivo di promuovere l’Alto Adriatico quale gateway per la gestione dei flussi di merce destinati ai mercati europei. Nonostante il difficile momento economico che sta attraversando il continente europeo, i porti Napa hanno raggiunto importanti risultati positivi movimentando nel 2012 oltre 101milioni di tonnellate di merce, tra cui 1.5milioni di Teu (container).

La fiera sarà inoltre l’occasione per promuovere il progetto INWAPO, finanziato dall’UE, con l’obiettivo di implementare e rafforzare le vie di navigazione interna via fiume aumentando l’attrattività del trasporto via mare e l’efficienza dei porti fluviali e marittimi. L’iniziativa, è volta a promuovere un migliore coordinamento tra i vari soggetti coinvolti nella crescita di competitività delle alternative al trasporto su strada, nella prospettiva di valorizzare il trasporto multimodale e di migliorare le connessioni tra i porti e il loro hinterland.

L’Associazione dei porti del Nord Adriatico supporta le attività del progetto INWAPO ritenendolo un punto di partenza cardine per lo sviluppo sostenibile e competitivo delle regioni dell’Europa Centrale.

Nuove proposte UE per i porti

Un aumento del 50% del traffico delle navi nei porti Ue, e tra i 110mila e i 165mila nuovi posti di lavoro: sono le stime della Commissione Ue per la crescita del settore entro il 2030. Un’opportunità che Bruxelles affronta con un pacchetto di misure che valgono 10 miliardi di risparmi, pari al taglio del 7% dei costi, ed un ammodernamento complessivo di 319 porti ritenuti chiave per il funzionamento del mercato interno.

E’ la nuova strategia della Commissione Ue che attribuisce maggiore autonomia alle Autorità portuali e apre il mercato dei servizi proponendo procedure nuove e più trasparenti. Dei 1200 porti commerciali disseminati sulle coste europee la Commissione ha identificato 319 scali marittimi chiave per il funzionamento del mercato interno.

L’Italia è il secondo paese con 39 scali individuati dopo la Gran Bretagna (43), e secondo fonti Ue sarà tra gli Stati membro a trarre maggior giovamento dal pacchetto di proposte. Di particolare rilievo per l’Italia è la maggiore autonomia delle autorità portuali e la possibilità di determinare i costi dei servizi e la destinazione delle risorse. Secondo Bruxelles, dei 319 porti individuati, 83 sono centrali per il network.

Il Belpaese figura nella top 20 dei porti cargo con Genova (al 13mo posto), Trieste (14mo) e Taranto (16mo) per tonnellate movimentate nel 2011, ma i primi tre sono Rotterdam, Anversa, e Amburgo, che da soli assorbono il 5% di tutti i traffici marittimi verso l’Europa, che importa via mare ben il 74% della merce extra-Ue. Uno squilibrio che porta alla congestione e a costi extra per operatori e consumatori. Le nuove proposte farebbero infatti risparmiare all’Europa fino a 10 miliardi di euro entro il 2030, aiutando anche lo sviluppo dei collegamenti a più stretto raggio.

A questo proposito un forte accento viene posto sulla necessità delle interconnessioni via terra, sia su ferro che su gomma, nodi modali che partono dai punti di arrivo delle autostrade del mare e che possono dare impulso anche allo sviluppo a collegamenti brevi via mare, soprattutto nel Mediterraneo.(ANSAmed).

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