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Incontro MIT-Autotrasporto: ANITA soddisfatta per il senso di responsabilità del Ministero

ANITA esprime soddisfazione per il senso di responsabilità e
disponibilità mostrati dal MIT nei confronti delle esigenze del settore
autotrasporto e logistica che, stabilizzando le risorse destinate al comparto per il
2018 e 2019 (rispettivamente 236 e 240 milioni), riconosce il ruolo fondamentale del
comparto per l'economia italiana e restituisce, allo stesso tempo, certezze alle
imprese.
Durante l’incontro avvenuto con il Sottosegretario Simona Vicari e il Capo di
gabinetto del Ministero, Mauro Bonaretti, sono state garantite importanti misure che
permetteranno alle imprese di recuperare competitività: l’aumento dell'altezza dei
veicoli a 4,30 metri e la circolazione solamente con la copia del libretto a bordo
del veicolo nei trasporti intermodali; l’avvio di Marebonus e Ferrobonus i cui
decreti attuativi sono pronti e dovrebbero essere pubblicati in GU entro la fine del
mese di maggio; la decontribuzione per gli autisti internazionali che, in caso di
mancato benestare da parte delle autorità comunitarie, sarà mantenuta entro il tetto
del "de minimis".

“È stato promesso che la misura sarà presentata a Bruxelles per avere una risposta
definitiva sulla fattibilità – fa rilevare Baumgartner, specificando che – ANITA
chiede con insistenza che la decontribuzione sia estesa anche alle imprese con
flotte consistenti di veicoli poiché potrebbe frenare il fenomeno della
delocalizzazione”.

Altro aspetto fondamentale per il funzionamento del settore sono le revisioni
annuali dei veicoli oltre le 3,5 ton per le quali ANITA ha chiesto il potenziamento
degli organici delle Motorizzazioni e la possibilità di effettuarle anche presso
officine private: "ANITA chiede da anni l’ingresso di operatori privati per questa
attività come, di fatto, avviene nel resto dell'Europa e in altri settori (trasporto
aereo). Purtroppo, si è arrivati al collasso del sistema e a tempi di prenotazioni
che arrivano, in taluni casi, anche a 9 mesi, per comprendere la bontà della nostra
proposta. Abbiamo dato disponibilità a supporto del MIT circa la volontà di avviare
uno studio che si concluderà prima dell'estate per identificare un modello
organizzativo che preveda anche l'apertura alle officine private. Ora, occorre che
venga messo in pratica quanto promesso" aggiunge Baumgartner.

Il MIT ha assicurato, inoltre, di voler continuare nell'azione di regolarizzazione
del settore. Infatti, dopo una prima esclusione dall'Albo dell’autotrasporto di
oltre 23 mila aziende non in regola e senza veicoli, è stato chiesto alla Presidente
di ampliare le verifiche al rapporto tra mezzi e autisti assunti e all’aspetto
fiscale, anche attraverso la verifica della capacità finanziaria per i soggetti che
non versano l'Iva. Altro tema concordato al tavolo riguarda la riorganizzazione in
tempi brevi delle procedure per il rilascio delle autorizzazioni per i trasporti
eccezionali, che sarà oggetto di specifiche “linee guida” emanate dal Ministro
Delrio. È stato anche firmato il decreto relativo al pagamento degli sconti sui
pedaggi autostradali per l’anno 2015.

All’incontro sono stati richiesti interventi normativi anche per allargare le regole
del distacco ai trasporti internazionali, per il pagamento dei noli di trasporto a
60 giorni e per i costi minimi: "ANITA, in proposito, ha ribadito che crede nella
libera concorrenza e nella capacità imprenditoriale di definire i prezzi e termini
di pagamento. Piuttosto, dovrebbe essere la Pubblica Amministrazione a dare esempio
di affidabilità nei tempi di pagamento e la committenza dovrebbe essere più convinta
che un settore dell'autotrasporto sano, competente e professionale è fondamentale
per il sistema produttivo italiano e per il made in Italy, mentre puntare al ribasso
dei costi logistici non porta da nessuna parte" conclude il Presidente di ANITA.

MOBILITAZIONE AUTOTRASPORTO, UNA PROTESTA CIVILE CHE MERITA RISPOSTE

Soddisfazione per l'ampia adesione alla mobilitazione
nazionale dell'autotrasporto organizzata oggi da CNA-Fita e dalle sigle aderenti al
coordinamento unitario Unatras. Gli autotrasportatori sono scesi nelle principali
piazze d'Italia per chiedere risposte al Governo. Una manifestazione civile e
composta che merita di essere ascoltata e che, in caso contrario, rappresentera'
solo la prima di una serie di iniziative”. Ad intervenire sulla mobilitazione di
oggi è la presidente nazionale CNA-Fita, Cinzia Franchini. “Da Milano a Roma, da
Trieste a Genova, da Ancona a Venezia e ancora a Parma, Piacenza e in molte altre
città le aziende di autotrasporto hanno fatto sentire la propria voce al Governo -
continua Cinzia Franchini -. I nodi irrisolti sono noti. Penso in particolare alla
necessità di stabilire sanzioni precise per far rispettare i tempi di pagamenti per
le aziende di trasporto. Penso alle nostre richieste sulla presenza di regole certe
nel settore a partire da politiche, condivise con gli altri Paesi europei, in grado
di fermare la concorrenza sleale estera e l’abusivismo, oppure ai tagli delle
risorse per il settore, primo fra tutti quello relativo alle cosiddette “deduzioni
forfettarie” fondamentali per la sopravvivenza delle aziende artigiane; alle risorse
economiche promesse e mai stanziate per favorire l’intermodalità e il trasporto
merci via mare come il “mare-bonus”. E ancora, abbiamo Motorizzazioni Civili sotto
organico incapaci di svolgere le più normali mansioni, dalle revisioni dei veicoli
in tempi consoni ai controlli sulla normativa per il trasporto di merci pericolose
ADR che ad oggi non ci risulta siano mai stati effettuati, a discapito della
sicurezza di tutti. Chiediamo venga sostanzialmente modificata la normativa sui
trasporti eccezionali prima che accadano nuove disgrazie per crolli di altri ponti”.
Ora attendiamo che il Governo passi dalle parole ai fatti”.

Fronte comune dei paesi europei contro la cooncorrenza sleale

Nei giorni scorsi è stata firmata a Parigi la “Road Alliance”. Nove sono i Paesi firmatari, tra i quali figura anche l’Italia. Gli altri sono: Francia, Austria, Belgio, Danimarca, Germania, Lussemburgo, Norvegia e Svezia.

Il documento propone di regolare l’autotrasporto in Europa, mirando a promuovere una politica integrata per la tutela dei diritti sociali dei lavoratori e della sicurezza stradale. La Road Alliance, oltre a dedicare una particolare attenzione alla problematica del cabotaggio, si pone l’obiettivo di combattere il dumping sociale promuovendo la concorrenza leale attraverso diverse azioni. Tra queste, l’implementazione del E-CmR elettronico che agevola i controlli sulla corretta esecuzione dei trasporti, oltre a ridurre gli oneri amministrativi per le imprese e l’adozione di nuove pratiche che permettano una giusta alternanza tra periodi di guida e periodi di riposo. Tutti i paesi firmatari hanno preso l’impegno di favorire la cooperazione per una migliore qualità dei controlli nel trasporto su strada.

“L’Italia ha fatto da apripista in Europa per la regolamentazione dei veicoli leggeri avendo già disciplinato la materia nel 2012” ha affermato il Sottosegretario ai Trasporti, Simona Vicari, firmataria insieme agli altri otto rappresentanti delle diverse nazioni.

“Quella italiana è stata una visione – ha continuato il sottosegretario – lungimirante che ha posto le condizioni per una sana concorrenza tra le imprese e ha gettato le basi per la definizione di un’azione he rappresenta uno degli aspetti più innovativi della legislazione di settore”. Nei termini dell’accordo è prevista anche una nuova regolamentazione per i veicoli leggeri, ancora oggi esentati a livello europeo dalle regole per l’accesso alla professione.

Il barometro del traporto TimoCom

Nel 4° trimestre il Barometro dei trasporti TimoCom ha riportato un rapporto carichi/mezzi di 53:47. Questo è stato un risultato davvero sensazionale, poiché TimoCom ha registrato per la prima volta, nell’ultimo trimestre, un surplus di carichi! Una cosa è certa: nonostante le temperature rigide, il mercato europeo dei trasporti non si è congelato.

Il 3° trimestre si era chiuso con una quota di carichi del 61 %, la più alta del trimestre e dell’intero anno. E, anche se, nei mesi successivi non si è più registrata una quota di carichi così elevata, questa ha continuato a essere la più alta di sempre. In tutti e tre i mesi, infatti, è stata raggiunta la soglia del 50 %, mantenendo così il livello del trimestre precedente, il migliore del 2016.

Tre mesi di surplus di carichi nel 4° trimestre

Il portavoce di TimoCom Marcel Frings, nel terzo rapporto trimestrale sul Barometro dei trasporti del 2016 aveva previsto un autunno d’oro. Le cifre attuali dimostrano che le sue previsioni erano giuste. Nell’ottobre 2016, infatti, è stato registrato il 59 % di carichi in rapporto al 41 % di mezzi di trasporto.

Restava solo da vedere, se nel mese di novembre, sulla base dell’andamento degli anni precedenti, questi valori avrebbero subito un calo. Inizialmente questo timore si è concretizzato, ma l’autunno eccezionale ha permesso alla percentuale di carichi del mese di novembre 2016 di mantenersi, comunque, al 50 %. Si può notare con particolare interesse che sono ben 12 punti percentuali di carichi in più rispetto al 2014 e al 2015. L’anno scorso i consumatori si sono mossi prima e hanno iniziato provveduto in anticipo agli acquisti di Natale? Probabile. Anche nel mese di dicembre, però, si è continuato a consumare in grande quantità.

Se il mese di novembre 2016 era stato già ricco di carichi, la percentuale di carichi è aumentata ulteriormente a dicembre, raggiungendo il 51 %. Marcel Frings illustra quali sono i motivi alla base di un quarto trimestre del 2016 così vigoroso: “L’anno è terminato senza neve e questo ha garantito il trasporto di carichi senza problemi meteorologici. Inoltre, la cadenza delle festività in coincidenza dei fine settimana ha favorito la produzione e il commercio, senza così pregiudicare i processi lavorativi in corso.

Previsioni positive per il 2017

In complesso, il 2016 è stato un anno ricco di carichi, nonostante l’inizio piuttosto tranquillo. A partire dall’inizio della primavera, in ogni trimestre si è registrato un surplus dei carichi rispetto ai mezzi. Nel computo finale, il 2016 presenta un rapporto carichi/mezzi di 48:52, che è più vicino all’ottimo risultato del 2015 (46:54).

Cos’ha in serbo, però, il nuovo anno per l’economia e la logistica? Marcel Frings è assolutamente ottimista: “Secondo diverse previsioni, anche il 2017 sarà un anno di crescita. Ci sono, però, dei rischi come le elezioni nei Paesi Bassi, in Francia e in Germania, nonché gli sviluppi politici generali. Non si può fare altro che attendere e vedere se questi eventi avranno delle ripercussioni decisive sull’economia”.

Malvestio: “Pallet problema urgente per l’autotrasporto italiano. Scambi e professionisti dei bancali possibili soluzioni”

Pallet pooling e “professionisti dei bancali” per sanare la situazione italiana dello scambio dei pallets nell’autotrasporto che rappresenta un unicum (negativo) in Europa. La ricetta è di Antonio Malvestio, presidente del Freight Leaders Council, l’associazione che da 25 anni studia l’evoluzione della logistica e riunisce i maggiori operatori del settore, intervenuto ieri al convegno sul tema organizzato a Bologna dal Gruppo CDS in collaborazione con FIAP, Federazione Italiana Autotrasportatori Professionali.Dal confronto con gli operatori è emerso che la situazione dei pallets in Italia non ha avuto evoluzioni positive negli ultimi anni e rimane uno dei tanti talloni d’Achille della movimentazione delle merci via strada. L’ex sottosegretario, Bartolomeo Giachino, al quale va indubbiamente il merito di un mandato particolarmente attento alle problematiche dell’autotrasporto, ha sottolineato durante il convegno, come siano state lasciate dormienti una serie di norme varate a sostegno del settore e per le quali i controlli latitano.Malvestio ha invitato le aziende di trasporto, notoriamente l’anello debole del sistema dei trasporti merci Italiani, a fare una attenta e puntigliosa analisi dei costi relativi alla gestione dei pallets per poter documentare le spese effettivamente sostenute. Il presidente del FLC ha anche lanciato l’idea di formare dei veri e propri professionisti dei pallets, con “stages per neolaureati che tanto faticano a trovare impieghi interessanti per completare gli studi”. “Una conoscenza approfondita dei propri costi  per gestire i bancali – ha ribadito Malvestio – assieme ad una migliore conoscenza delle leggi esistenti faciliterebbe senz’altro la negoziazione e consentirebbe di classificare i committenti in base alla distanza dalle buone pratiche”Infine, il presidente del FLC ha indicato l’interscambio dei pallets (pallet pooling) come una pratica con molti benefici e perfetta compatibilità economica per grandi realtà, mentre risulta meno conveniente per la gestione di flussi minimi.

Austria, lotta al dumping sociale nell’autotraporto

Ai sensi dell’art. 19, comma 3 della LSD-BG (Lohn- und Sozialdumping-Bekämpfungsgesetz [Legge contro il dumping salariale e sociale]) le imprese che distacchino proprio personale in Austria debbono dimostrare che esso è retribuito in modo non inferiore all’equivalente retribuzione di cui gode un lavoratore austriaco impegnato nella medesima attività.

Ricordiamo che, per quanto riguarda il trasporto stradale delle merci, viene considerato distacco – a differenza che nel nostro Paese e come, invece, già avviene per Francia e Germania – tanto l’utilizzo del lavoratore in una o più operazioni di cabotaggio terrestre in territorio austriaco che  l’utilizzo del lavoratore autista in un trasporto da o per l’Austria.

Al fine di assicurare un effettivo ed efficace controllo del rispetto della normativa la Repubblica Federale Austriaca ha previsto che, prima dell’inizio del distacco, le imprese interessate comunichino alla Zentrale Koordinationsstelle des Bundesministeriums für Finanzen für die Kontrolle illegaler Beschäftigung – post.finpol-zko@bmf.gv.at – non soltanto i nominativi dei lavoratori che saranno distaccati e il periodo in cui tale distacco sarà operativo, ma anche i nominativi dei referenti che fungeranno da interlocutori ufficiali delle autorità d’oltr’Alpe.

La procedura digitale con cui deve avvenire tale comunicazione può essere attivata tramite il sito in lingua italiana

https://www4.formularservice.gv.at/formularserver/user/formular.aspx?pid=cc0245e96e3145f28adeacc34a476f8d&pn=B461f73088ab946fe9bd1d1cce573d81a&lang=it

Tutti i punti di carico e scarico devono essere indicati in questa comunicazione.

Se un conducente normalmente carica allo stesso indirizzo, sarà possibile creare una comunicazione valida al massimo per 3 mesi.

Peraltro la norma austriaca non prevede la nomina di un referente particolare: infatti – ed anche qui la differenza con l’Italia è tutta a favore della Repubblica Federale d’Austria – l’autista dovrà recare con sé, a bordo del veicolo, la documentazione prevista per la dimostrazione del rispetto della legge, da mostrare nel corso di eventuali controlli su strada

I conducenti peraltro, devono portare con loro, sul camion, i seguenti documenti:

•           Comunicazione che attesti che il lavoratore viaggia in Austria (copia del documento inviato tramite il sito austriaco sopra indicato)

•           Contratto di lavoro (tradotto in inglese o tedesco)

•           Busta paga (tradotta in tedesco)

•           Prova del totale del salario (tradotta in tedesco)

•           Documento in A1 per dimostrare l’iscrizione alla previdenza sociale (tradotto in tedesco)

•           Documento che attesti il salario minimo del conducente mentre sta viaggiando in Austria (non sappiamo ancora se ci sarà un documento standard)

I documenti possono essere archiviati su dispositivi elettronici (incluso il tablet).

Il conducente deve disporre ed esibire questi documenti alle autorità durante i controlli.

Altre informazioni sulla legge austriaca sono reperibili sul sito http://www.postingofworkers.at/cms/Z04/Z04_10/home che è consultabile solo nelle lingue tedesca e inglese.

I livelli retributivi che vanno rispettati sono quelli definiti dal Salario Minimo o dai Contratti collettivi di lavoro.

Per quanto riguarda l’autotrasporto, informazioni sull’entità delle retribuzioni di base e degli elementi variabili previste dallo specifico CCNL e che occorre tenere in conto sono reperibili all’indirizzo  http://www.postingofworkers.at/cms/Z04/Z04_10.1.a/collective-agreements/search?dokid=163066&dokset=4633&language=en

Infine ricordiamo che La norma austriaca prevede anche sanzioni particolarmente elevate:

- Mancanza dei documenti richiesti a bordo del veicolo: da 1000€ a 10.000€ (se non è la prima volta, da 2.000€ a 20.000€)

- Non pagare il salario minimo austriaco: da 1.000€ a 10.000€

- Non inviare la comunicazione online: da 1.000€ a 10.000€ (se non è la prima volta, da 2.000€ a 20.000€)

- Non avere i documenti online a bordo del veicolo: da 500€ a 5.000€ (se non è la prima volta, da 1.000€ a 10.000€)

- Se la comunicazione deve essere modificata, ma l’azienda non comunica la variazione: da 41€ a 4.140€

Recupero delle accise sul gasolio consumato nel quarto trimestre 2016 entro fine mese

Le aziende di trasporto possono presentare entro fine mese, la richiesta per recupero delle accise sostenute sul gasolio consumato nell’ultimo trimestre del 2016.

La dichiarazione necessaria per fruire di questo beneficio fiscale è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Dogane, dove è anche possibile scaricare il software per la compilazione. In generale possono recuperare le accise:

a) gli esercenti l’attività di trasporto merci con veicoli di massa massima complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate;

b) gli enti pubblici e le imprese pubbliche locali esercenti l’attività di trasporto di cui al D.Lgs. 422/1997, e relative leggi regionali di attuazione;

c) le imprese esercenti autoservizi interregionali di competenza statale di cui al D.Lgs. 285/2005, le imprese esercenti autoservizi di competenza regionale e locale di cui al citato D.Lgs. 422/1997, le imprese esercenti autoservizi regolari in ambito comunitario di cui al Regolamento (CE) n. 1073/2009 del Parlamento europeo;

d) gli enti pubblici e le imprese esercenti trasporti a fune in servizio pubblico per trasporto di persone.

Attenzione: dal 1° gennaio 2016, non possono fruire del beneficio i mezzi di trasporto di categoria Euro 2 ed inferiori, in seguito ad una maggiore restrizione operata dalla Legge di Stabilità 2016.

La misura del beneficio riconoscibile è pari a:

- € 214,18609 per mille litri di prodotto, in relazione ai consumi effettuati tra il 1° ottobre ed il 2 dicembre 2016, in attuazione dell’art. 61, comma 4, del D.L. n. 1/2012, convertito, con modificazioni dalla Legge n. 27/2012;

- € 214,18 per mille litri di prodotto, in relazione ai consumi effettuati tra il 3 dicembre ed il 31 dicembre 2016, in attuazione dell’art. 24-ter, comma 1, del D.Lgs. n. 504/95 e del Punto 4-bis della Tabella A.

Costi di esercizio, i valori indicativi di novembre

ll Ministero dei trasporti ha aggiornato i valori di riferimento dei costi dell’autotrasporto, indicativi per le imprese di trasporto merci per conto terzi, validi per il mese di novembre 2016 .

I costi sono stati aggiornati in base al prezzo medio del gasolio alla pompa registrato lo scorso novembre, pari a 1.327,16 euro per 1000 litri. Si registra dunque un aumento rispetto al mese scorso.  Il Ministero definisce i valori di riferimento dei costi di esercizio, scorporando la componente dell’Iva (scaricata dalle imprese di autotrasporto) dal prezzo mensile del carburante. In più, per i veicoli di massa complessiva a pieno carico superiore a 7,5 tonnellate, il Ministero tiene conto degli sconti accordati ai trasportatori sulle accise.

Assologistica “Necessario introdurre il rating di legalità”

È necessaria l’introduzione di un rating per le imprese che prestano servizi logistici e che la committenza deve rispettare, venendo coinvolta in solido in caso di inosservanza. Troppe le situazioni in cui si registra una manipolazione del sistema di applicazione dei costi del personale, cui si ricorre adottando stratagemmi di varia natura, che vanno dalla stipula di contratti non attinenti la reale attività fino al mascheramento sistematico di tributi previdenziali e fiscali, stravolgendo di fatto il mercato a danneggiando le imprese che invece operano correttamente, imputando i reali costi di personale e gestione.”

E’ quanto sostenuto stamane da Carlo Mearelli durante il suo intervento al Politecnico di Milano, in occasione della presentazione della ricerca 2016 dell’Osservatorio Contract Logistics. Il presidente di Assologistica si scaglia inoltre contro i troppo scarsi controlli da parte degli organi preposti ed è in parte critico nei confronti della committenza.

“Chiederemo al legislatore di introdurre il rating di legalità ai contratti tra le parti, quale clausola di responsabilità primaria per una corretta e sana competitività”, ha ancora sottolineato Mearelli.

CAMIONISTI E LAVORO USURANTE: SCIVOLONE DELL’APE SUGLI AUTONOMI

Sgomento: è quanto scaturisce dalla notizia di una possibile esclusione dei conducenti autonomi, i “padroncini”, da ogni beneficio di carattere previdenziale; una categoria di lavoratori di cui sembra non volersi occupare più nessuno, perché sul tema – in occasione dell’incontro al MIT dello scorso 26 ottobre con la Sottosegretario Vicari – le associazioni di categoria hanno fatto scena muta.

Un pesante fardello di cui le rappresentanze, che poco o nulla hanno fatto per sostenere la campagna “GUIDARE IL TIR E’ USURANTE” di Trasportounito e Drive CLUB (e recentemente sostenuta da FAST Confsal), dovranno farsi carico se solo verrà fatto diniego a costoro di anticipare, a parità di requisiti con i loro colleghi subordinati, l’età della pensione di un periodo pari a 3 anni e 7 mesi.

Un’APE poco “social”, ancor prima di diventare legge, che discrimina un’intera fascia di lavoratori che pure versa nelle casse dell’INPS ma – nei fatti – è sprovvista di larga parte delle tutele spettanti ai dipendenti, e che sostiene – oltre la fatica e lo stress indotti dalla guida di un camion – l’impegno, quasi eroico, di garantire la sopravvivenza della propria impresa.

L’auspicio è che questo Esecutivo voglia adoperarsi – sfatando l’assunto che chi regolamenta questo settore ne ignori spesso le problematiche – ammettendo al beneficio in discussione anche gli imprenditori quotidianamente impegnati alla guida del proprio camion, che rischiano di essere penalizzati.

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