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Deduzione forfettaria 2013 : tutte le novità per l’autotrasporto
Il trasporto merci su strada resta materia molto interessante e particolarmente importante per il nostro Paese: ecco perché Trasportando, dopo aver trattato del rimborso iva relativo al trasporto merci, vira sulle agevolazioni autotrasportatori, che beneficeranno anche nel 2013 della deduzione forfettaria delle spese non documentate per i trasporti effettuati dall’imprenditore e del credito d’imposta per il contributo SSN versato nel 2012.
Lo ha comunicato l’Agenzia delle Entrate, e qui ne riportiamo un breve riassunto per chiarire la normativa e fare il punto della situazione. In particolare, le situazioni da tenere in conto sulle agevolazioni autotrasportatori sono due.
1. Le imprese di autotrasporto di merci conto terzi possono fruire, per il periodo d’imposta 2012 (effetto in UNICO 2013), di unadeduzione forfetaria delle spese non documentate per i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore oltre il Comune in cui ha sede l’impresa, pari a € 56,00 per i trasporti all’interno della Regione e delle Regioni confinanti, ovvero a € 92,00 per i trasporti effettuati oltre tale ambito Leggi il resto di questo articolo »
NUOVO POLO LOGISTICO A CATANIA, 10 MILIONI DI EURO INVESTITI IN LEGALITÀ E SVILUPPO
Dieci milioni di euro per una struttura al coperto che si estende per 20mila mq, pensata per ridurre le attese nel terminal pubblico, dimezzare i tempi scaricando fino a due treni al giorno per un numero complessivo di 2mila pedane: innovazione, ottimizzazione e potenziamento sono le parole chiave del nuovo polo logistico ferroviario inaugurato lo scorso 18 maggio da DN logistica, presente sul mercato dei trasporti e logistica da quasi sessant’anni. Grazie a un investimento privato, alla Zona industriale di Catania nasce un nuovo terminal, funzionale alle esigenze del mercato e in linea con i principi di legalità, fiscalità e efficienza aziendale, che cambierà il volto della Sicilia Orientale, favorendo le operazioni di movimentazione e stoccaggio di merci provenienti da multinazionali e grosse aziende che alimentano il circuito della Gdo (Grande distribuzione organizzata).
«Si tratta di costi a cui attribuiamo il valore di investimento per effetto di un grande senso di appartenenza alla città – ha commentato Luigi Nicosia, amministratore unico Dn Logistica – è uno sforzo economico e imprenditoriale che testimonia la nostra volontà di far parte di un circuito sano e competitivo, basato sui principi di un’azienda valida e in costante crescita». Una realtà imprenditoriale che, nel giro di cinque anni, ha raddoppiato il numero di collaboratori passando da 60 a 120 risorse che oggi operano secondo un collaudato modello organizzativo: 500mila pedane movimentate in dodici mesi, 8 milioni di km percorsi in un anno, 100mila mq di superficie, sono le basi su cui poggia un sistema per il 70% intermodale e rivolto in gran parte al comparto alimentare, su scala nazionale e internazionale.
Arcese: Noi, motore del cambiamento
“Ci troviamo di fronte ad una radicale trasformazione del sistema
economico, politico e sociale, pertanto Istituzioni, imprese, sindacati e mondo della
rappresentanza devono avere un unico obiettivo: muovere il nostro settore e così
anche il Paese, verso un nuovo modello di sviluppo”.
In questo modo Eleuterio Arcese, Presidente di ANITA, apre la 51ª Assemblea Generale
dell’Associazione.
Prosegue, facendosi portavoce degli imprenditori e delle imprese che rappresenta, con parole
molto incisive: “Delusione e rabbia sono oggi i sentimenti più ricorrenti tra gli imprenditori, è dal
2008 che parliamo di emergenza lavoro e dei suoi impatti negativi sul settore e sulla
competitività; oggi, tale emergenza, è di tutto il Paese ed è il primo punto nell’agenda
del Governo”.
“Mai come in questo momento, occorre una seria e vera politica industriale dei
trasporti, per riaffermare la centralità delle imprese – continua Arcese – in un settore che
ha certamente bisogno d’interventi strutturali, ma soprattutto di un cambiamento
culturale”.
Ed è proprio il cambiamento il tema dell’Assemblea 2013.
Un cambiamento di rotta, un’inversione di tendenza, un’evoluzione sia nei rapporti tra
imprese sia con la committenza, è una delle esortazioni su cui è incentrata la relazione
del Presidente Arcese.
Un cambiamento che permetta alle imprese di essere ancora competitive e di avere un ruolo attivo
per la crescita dei livelli occupazionali del nostro Paese.
Cooperazione e collaborazione sono le parole che hanno accompagnato l’incontro di oggi e
che, in futuro, dovranno guidare l’operato degli imprenditori e delle rappresentanze politiche e
sindacali per uscire dall’attuale congiuntura.
“Basta con la demagogia, non è il più forte o quello che alza di più i toni della dialettica
ad avere ragione, ma quello che trova risposte alle aspettative di entrambe le parti”.
La relazione del Presidente Arcese si chiude con un augurio ai giovani presenti in sala,
incoraggiandoli ad avere fiducia.
Volvo Trucks rinnova la gamma totalmente in 8 mesi
A partire da settembre 2012, Volvo Trucks ha lanciato cinque nuovi modelli di camion. È iniziato tutto l’anno scorso, con lo straordinario lancio del nuovo Volvo FH, seguito quest’anno dall’introduzione dei nuovi Volvo FM, Volvo FMX, Volvo FE e Volvo FL. In tutti i nuovi modelli sono incluse innovazioni e caratteristiche che consentono al conducente di lavorare in modo più semplice ed efficiente.
Questo periodo è stato uno dei più intensi ed entusiasmanti della nostra storia. Con la gamma Volvo più moderna e tecnologica di sempre, ora abbiamo una capacità straordinaria di aiutare i clienti di ogni segmento a migliorare la propria produttività e redditività”, dichiara Claes Nilsson, Presidente di Volvo Trucks.
Dal punto di vista visivo, i legami familiari Volvo tra il camion più potente (il Volvo FH16) e i suoi fratelli più piccoli ora sono più salde che mai. Su tutti i modelli, il classico Iron mark di Volvo è stato spostato in alto in una nuova posizione sotto il parabrezza. Con le caratteristiche luci di posizione diurne a V, i nuovi fari evidenziano ancora di più l’uniformità dell’aspetto.
Miglioramento dell’ambiente di lavoro per i conducenti
Dal punto di vista del conducente, tutti i nuovi camion Volvo offrono numerosi vantaggi. Tutti gli interni cabina sono stati migliorati o rinnovati con l’obiettivo principale di creare un luogo di lavoro valido, ergonomico, comodo e sicuro.
“Durante lo sviluppo dei nuovi camion, viene sempre riservata una particolare attenzione alle condizioni di lavoro dei loro conducenti. La rivoluzionaria sterzatura dinamica Volvo è un esempio eccellente di come siamo in grado di rendere meno faticosa la guida, mentre le sospensioni anteriori indipendenti, presenti per la prima volta al mondo sui mezzi pesanti, migliorano sia il comfort che la stabilità”, spiega Claes Nilsson.
Riduzione dei costi di trasporto
Volvo Trucks ha inoltre introdotto nuove tecnologie innovative e nuovi servizi pensati appositamente per ridurre i costi di trasporto dei clienti. Ad esempio, grazie alla possibilità di avvalersi della telematica per monitorare diversi componenti, i camion Volvo FH, Volvo FM, Volvo FE e Volvo FL sono ora disponibili con contratti Gold Volvo, ottimizzati per la massima operatività.
Tra le altre funzionalità e servizi per il risparmio di carburante disponibili per i conducenti Volvo vengono annoverati Dynafleet Fuel and Environment, il servizio Consulenza consumi e il corso di formazione Guida efficiente. Inoltre, l’apprezzato cambio automatizzato I-Shift, personalizzabile per diverse applicazioni specifiche e in grado di contribuire a ridurre i consumi, è disponibile non solo per Volvo FH, Volvo FM e Volvo FMX, ma anche per Volvo FE.
Una delle nuove caratteristiche più avanzate per il risparmio di carburante è I-See, ovvero un sistema paragonabile a un pilota automatico che si occupa della selezione della marcia, dell’accelerazione e dell’attivazione del freno motore in discesa, tutto nel modo più efficiente possibile dal punto di vista dei consumi. Quando un camion equipaggiato con l’ultima versione di I-See percorre per la prima volta un tratto di strada in pendenza, le informazioni relative alla topografia locale vengono trasmesse al server Volvo Trucks tramite wireless. Nel momento in cui un altro camion con I-See percorre la stessa strada, il sistema riceve automaticamente dal server le informazioni sulla topografia e garantisce che cambi di marcia, accelerazione e rallentamento avvengano in modo efficiente dal punto di vista dei consumi sin dalla prima volta. Il risparmio di carburante per le attività a lungo raggio può raggiungere il 5%.
“Sono comuni a tutti i nostri camion quelle qualità che consentono di offrire eccellenti proprietà di guida al conducente e vantaggi significativi al trasportatore, ad esempio massima operatività e costi di carburante ridotti al minimo”, conclude Claes Nilsson.
Franchini: l’accordo per il trasporto? da perseguire
Apprendiamo da alcune note stampa un mutato clima presso le maggiori associazioni di rappresentanza dell'autotrasporto presenti anche in Unatras. In particolare ci riferiamo alle recenti esternazioni del presidente Uggè della Fai-Conftrasporto nella direzione di una rinnovata volontà a ricercare un dialogo con le rappresentanze della committenza che consenta lo sblocco dello stallo generato dalle vicissitudini della legge sui costi minimi di sicurezza. Una scelta, quella del presidente Uggè, in linea con quanto espresso da tempo dalla CNA-Fita e da Anita e che non può che aiutare a migliorare le relazioni tra gli imprenditori che intervengono nella complessa filiera logistica. CNA-Fita inoltre ritiene l'apertura di Paolo Uggè un contributo pragmatico per preservare la collaborazione tra imprenditori, un valore fondamentale in momenti così complessi e drammatici perché caratterizzati da una profonda e perdurante crisi economica. “Meglio tardi che mai, afferma Cinzia Franchini, l’apertura di Uggè è un prezioso invito alla ripresa del dialogo mai tardivo e per questo da accogliere".
Una nuova antenna nell’autotrasporto in Polonia!
Buongiorno a tutti! Inizia oggi, con l’inaugurazione di questo spazio, una nuova avventura che TRASPORTANDO (bontà sua) ha deciso di affidarmi: rappresentare una nuova antenna del portale in grado di captare le onde del mondo dell’autotrasporto nell’Est Europa, con un focus speciale sulla Polonia, Paese in cui vivo e lavoro da quasi 5 anni. Spero davvero di esserne all’altezza! Innanzitutto mi presento. Mi chiamo Mario Giagnoni, quarantadue anni, pisano. Da circa 10 mesi sono anche il nuovo Responsabile di Bertani Poland, la filiale polacca di Bertani Trasporti. Penso che il Gruppo Bertani non abbia bisogno di presentazioni, mentre son convinto che sarà gradita qualche informazione in più su Bertani Poland. Nata esattamente venti anni fa, nel 1993, e situata nella città di Bierun, Polonia del Sud, a poche centinaia di metri dalla prestigiosa fabbrica in cui il Gruppo Fiat produce la Fiat 500, oltre che la Lancia Ypsilon, Bertani Poland può definirsi il braccio armato di Bertani nell’Europa dell’Est. La nostra missione: trasportare tutto quello che si muove su gomma, vetture, veicoli industriali, commerciali e trattori agricoli in prevalenza. Con riferimento alla mia persona invece, posso dirvi che questa è la mia prima esperienza in assoluto come trasportatore, ma non, come già vi accennavo, la prima in terra polacca, in quanto dal giugno 2008 sino a fine 2011 sono stato il Direttore Generale di Iveco Polonia, con la responsabilità sui marchi Iveco, Astra e Irisbus. Si può dunque dire che dalla vendita dei veicoli industriali e commerciali sono passato al loro trasporto e soprattutto alla loro gestione, un doppio salto mortale e che mi ha permesso, in termini di esperienza, una vera e propria chiusura del cerchio, dandomi una visione a 360 gradi sul mondo dei trasporti, sulle sue dinamiche e problematiche. Spero dunque di poter mettere a frutto questa mia esperienza, se pur breve, e le mie quotidiane vicissitudini personali e lavorative per raccontarvi qualche cosa che possa risultarvi interessante e soprattutto utile nel vostro lavoro. Buona giornata a tutti e a presto.
Rinviata alla Corte di Giustizia europea la problematica dei costi minimi
Leggendo la sentenza del TAR del Lazio, pensando a quanto è stato scritto sulla problematica dei costi minimi, la prima cosa che penso è che forse anche in questa occasione la vera genesi della sicurezza stradale è stata posta in secondo piano.
È vero chi la dura la vince, dopo una lunga ed estenuante attesa, finalmente il Tar del Lazio si è pronunciato sui ricorsi presentati dalla committenza contro i provvedimenti che applicano i costi minimi dell’autotrasporto. Lo stesso organo giudicante ha rinviato alla Corte di Giustizia europea i ricorsi presentati dalla committenza contro i provvedimenti che applicano i costi minimi dell’autotrasporto per valutare se sono compatibili con la normativa comunitaria. L’ordinanza è stata emessa venerdì 15 marzo 2013 sul ricorso contro i provvedimenti dell’Osservatorio sull’autotrasporto che attuano i costi minimi della sicurezza presentato da Confindustria, Confetra ed alcune imprese della committenza.
Infatti, i giudici hanno deciso un “rinvio pregiudiziale” della pratica alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea sospendendo così il loro giudizio sulle questioni pregiudiziali, in attesa della decisione del Lussemburgo (sede della Corte).
Attenzione che in questo arco temporale i costi minimi dell’autotrasporto, attualmente in vigore, rimangono attivi, questo in quanto il Tar del Lazio non ha preso alcun provvedimento sospensivo.
Nella premessa, però, i tre magistrati che hanno stilato l’ordinanza esprimono alcuni dubbi sulla legittimità dei costi minimi proprio sull’elemento principale che li giustifica, ossia la sicurezza: “Il Tribunale, premesso che la determinazione autoritativa ed eteronoma di costi minimi di esercizio costituisce una parte essenziale del corrispettivo del servizio e si risolve in una compressione indubitabile della libertà negoziale e, quindi, della libertà di concorrenza e delle libere dinamiche del mercato, dubita che la disciplina introdotta dall’art. 83 bis citato, ed applicata con i provvedimenti oggetto di gravame, sia valutabile come congrua e proporzionata rispetto all’interesse pubblico tutelato della sicurezza stradale, così da potere trovare in detta finalità di rilievo pubblicistico adeguata e sufficiente giustificazione“.
l’organo giudicante ha spiegato che la prederminazione dei costi d’esercizio “Non costituisce l’unica misura attraverso cui apprestare tutela alla sicurezza stradale, questo era chiaro, però se analizziamo a fondo la genesi dei costi, potremmo osservare che la stessa è correlata non alla velocità ma bensì alla manutenzione dei mezzi, ai turni di riposo dei conducenti, all’organizzazione del lavoro e formazione dei conducenti.
La matematica non è un’opinione, così sostiene il vecchio detto, ma una poca manutenzione, nell’ottica del risparmio, sicuramente influisce nella sicurezza del veicolo e di conseguenza nella sicurezza stradale.
Non solo, ma “Non costituisce neanche misura astrattamente idonea a garantire la sicurezza, se non in stretta correlazione con l’adozione di altre misure di sicurezza (non sussistendo altrimenti alcuna garanzia che i maggiori margini di utile connessi alla fissazione di un livello minimo di prezzi siano destinati a coprire i costi delle misure di sicurezza)”.
Interessante il passaggio dove i magistrati affermano, i costi minimi non hanno carattere eccezionale, bensì hanno un’applicazione generalizzata, hanno un’efficacia temporale limitata e sono pure contraddetti dallo stesso comma 4 dell’articolo 83 bis, che prevede alcune deroghe nel caso di accordi volontari tra autotrasportatori e committenti. E concludono che “Più in generale, può osservarsi come la fissazione di tariffe minime, come strumento atto a garantire la sicurezza nella circolazione dei veicoli, non è prevista in nessuna normativa di settore“.
Il Tribunale Amministrativo del Lazio “Dubita che sia compatibile con il diritto dell’Unione, e con gli stessi principi affermati dalla Corte di Giustizia nella menzionata sentenza, un sistema
normativo che, in mancanza di una predeterminazione normativa di criteri diretti a disciplinare sia pure in via generale l’attività, nella sostanza, affida all’accordo tra gli operatori economici privati la determinazione delle tariffe minime o, in subordine, ad un organismo che, per la sua stessa costituzione, non presenta sufficienti condizioni di indipendenza rispetto alle valutazioni e alle scelte degli stessi operatori del settore”.
Rimandando la questione al Lussemburgo, i magistrati pongono tre questioni alla Corte di Giustizia Europea:
- se la tutela della libertà di concorrenza , della libera circolazione delle imprese, della libertà di stabilimento e di prestazione dei servizi sia compatibile, ed in che misura, con disposizioni nazionali degli Stati membri dell’Unione prescrittive di costi minimi di esercizio nel settore dell’autotrasporto, implicanti fissazione eteronoma di un elemento costitutivo del corrispettivo del servizio e, quindi, del prezzo contrattuale;
- se, ed a quali condizioni, limitazioni dei principi citati siano giustificabili in relazione ad esigenze di salvaguardia dell’interesse pubblico alla sicurezza della circolazione stradale e se, in detta prospettiva funzionale, possa trovare collocazione la fissazione di costi minimi di esercizio;
- se la determinazione dei costi minimi di esercizio, nell’ottica menzionata, possa poi essere rimessa ad accordi volontari delle categorie di operatori interessate e, in subordine, ad organismi la cui composizione è caratterizzata da una forte presenza di soggetti rappresentativi degli operatori economici privati di settore, in assenza di criteri predeterminati a livello legislativo.
Anita: rendere immediatamente disponibilile risorse per l’autotrasporto
ANITA esprime forte preoccupazione per i ritardi che si stanno verificando nel processo di riparto delle risorse destinate al settore autotrasporto.
È necessario rendere tali risorse spendibili quanto prima poiché altri ritardi rischiano di vanificare gli sforzi finora sostenuti e di mettere in serio pericolo la sopravvivenza di molte imprese operanti nel comparto.
In un momento di grave crisi economica e alla luce dell’instabilità politica odierna, le imprese hanno urgente necessità di poter contare su tali risorse per fronteggiare i numerosi problemi che l’autotrasporto sta incontrando e per permettere al settore stesso, fondamentale per l’economia del Paese, di essere competitivo e operativo.
Serracchiani: Ue vigili sul distacco comunitario
“La Commissione europea intervenga per salvaguardare la tenuta occupazionale nell’autotrasporto, messa a rischio dall’applicazione della normativa Ue sul distacco comunitario”. Lo chiede l’eurodeputata Debora Serracchiani, componente della commissione Trasporti, in un’interrogazione rivolta alla Commissione, sottolineando che “per alcune aziende italiane operanti nel settore dei trasporti sembra ormai pratica diffusa avvalersi di prestazioni di personale di lavoro temporaneo fornito da agenzie interinali stabilite in altri Paesi Ue, con conseguenze negative sul fronte occupazionale per la categoria”.
“Sempre più imprese scelgono di assumere i loro conducenti in Paesi che presentano un ridotto costo del lavoro – spiega Serracchiani – e tale tipologia contrattuale, ammessa dalla normativa europea, in alcuni Paesi come l’Italia viene percepita come un fenomeno negativo, attraverso cui si possono legalizzare situazioni di dumping sociale. Al di là delle conseguenze occupazionali per la categoria, viene inoltre messa a rischio la certezza di retribuzione pagata dalle aziende italiane alle agenzie di lavoro che, in teoria, dovrebbero versare i contributi al sistema previdenziale italiano. Se cosi non fosse – aggiunge – gli autotrasportatori assunti tramite agenzie localizzate in Paesi dove i costi del lavoro sono più bassi rischierebbero di non ricevere la pensione”.
Evidenziando “l’opportunità di alleviare il problema del dumping sociale attraverso il rafforzamento della cooperazione transnazionale, il miglioramento della conoscenza degli organismi nazionali di controllo e lo scambio di informazioni a livello europeo”, Serracchiani ha chiesto “come la Commissione intenda affrontare il problema, incluse le conseguenze economiche e sociali che si stanno verificando in alcuni Paesi”.
Aci/Anfia: Più efficenza e competitività per l’autotrasporto
E’ stato presentato il 1° marzo scorso a Transpotec Logitec 2013 – in occasione della sessione plenaria del Forum internazionale della logistica e dell’autotrasporto, dedicato al tema Logistica e trasporti sostenibili – lo Studio ACI-ANFIA Trasporto merci su strada. Analisi economico-statistica delle potenzialità e criticità di un settore strategico per lo sviluppo sostenibile.
I numerosi fattori di criticità del nostro sistema dei trasporti – come l’inefficienza logistica, l’anzianità del parco circolante, la carenza di soluzioni intermodali e di piattaforme logistiche verso l’Europa e verso l’Africa, oltre alla situazione di crisi che investe sia i produttori di autoveicoli e rimorchi, sia le aziende di autotrasporto – hanno spinto ACI (Automobile Club d’Italia) e ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) a mettere sotto la lente d’ingrandimento l’intero settore, analizzandone con attenzione le attuali dinamiche e cercando di coglierne le tendenze di sviluppo.
“Sulle nostre strade viaggia l’85% delle merci – ha affermato Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’ACI – ma l’Italia sconta ancora la mancanza di una politica della mobilità che interpreti il settore della circolazione e dei trasporti come un fattore strategico per la crescita economica e sociale del Paese.
Non servono solo risorse economiche per dare competitività ed efficienza ai nostri sistemi di trasporto, ma anche un nuovo approccio dei decisori nazionali e locali: lo studio ACI-ANFIA propone un sistema integrato di misure che spaziano dalla competitività delle aziende alle politiche per il rinnovo del parco circolante, dal rilancio della produzione nazionale allo sviluppo delle reti infrastrutturali.
L’Automobile Club d’Italia guarda con preoccupazione soprattutto alla battuta d’arresto del rinnovo del parco circolante, perché un veicolo moderno inquina 50 volte meno di un mezzo obsoleto non catalizzato e troppi camion viaggiano privi di ABS e degli altri sistemi per la sicurezza”.
“Il settore dei veicoli industriali leggeri e pesanti sta vivendo una fase di forte sofferenza – ha dichiarato Roberto Vavassori, Presidente ANFIA – come mostra l’andamento del mercato domestico, nel 2012 in flessione del 32% rispetto all’anno precedente. I livelli di produzione 2012, secondo i dati preliminari, hanno subito una contrazione meno marcata, del 10% circa rispetto al 2011, grazie al sostegno dell’export. La quota di prodotto destinata alle esportazioni, infatti, negli ultimi anni è progressivamente cresciuta, raggiungendo l’85% del totale nel 2012, e il saldo della bilancia commerciale del comparto, nel 2011, è risultato positivo (+1,7 miliardi di euro) e in crescita rispetto al 2010 (+1,3 miliardi di euro).
Per salvaguardare e rilanciare questa porzione di industria, in uno scenario globale di estrema competitività, occorre avviare un concreto processo di riposizionamento del sistema dei trasporti italiano, in direzione di una maggior efficienza e integrazione delle diverse modalità di trasporto. Basti pensare che, ad oggi, nella classifica ‘Logistic Performance Index’ della Banca Mondiale, l’Italia si posiziona al 24° posto, dopo tutte le maggiori economie europee e internazionali.








