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BiciRoma: Nexive promuove un nuovo modello di mobilità sostenibile e annuncia il primato italiano nell’utilizzo di bici per servizi postali a impatto zero

Nexive - primo operatore postale privato in Italia – conferma il proprio spirito green e la propria sensibilità per il mondo delle biciclette supportando la 12° edizione di BICIROMA, l’evento ciclistico che animerà la capitale questo weekend dal 6 all’8 maggio in concomitanza con la partenza del Giro d’Italia in Olanda. In particolare Nexive, parte del Gruppo Olandese PostNL, supporta “Pedalata Arancione”, la biciclettata per promuovere la mobilità sostenibile che si terrà domenica 8 maggio alla presenza dell’Ambasciatore del Regno dei Paesi Bassi e della rappresentanza italiana della Commissione Europea. In occasione dell’evento Nexive annuncia un nuovo importante primato: è il primo operatore postale per numero di bici utilizzate in Italia.

L’ecosostenibilità è infatti parte del DNA di Nexive, che si impegna da sempre per ripensare i processi di business in modo da ridurre il proprio impatto ambientale, puntando anche sull’impiego quotidiano di biciclette per effettuare le consegne di corrispondenza e pacchi leggeri in città. Dall’indagine effettuata nell’ambito del progetto Cyclelogistics, finanziato dall’Unione Europea per ottimizzare i consumi energetici derivanti dal trasporto merci, Nexive è infatti risultato il primo operatore postale italiano per numero di bici.

La flotta di Nexive è costituita per il 34% da mezzi a pedali Made-in-Italy: 415 biciclette che viaggiano in tutta Italia percorrendo oltre 1 milione di chilometri all’anno per raggiungere l’80% delle famiglie italiane e consegnare mediamente 100 milioni di buste e 1 milione di pacchetti leggeri. Un risparmio significativo in termini di impatto ambientale: oltre 10 Tonnellate di emissioni di Co2 evitate all’anno. In virtù dei vantaggi ambientali, economici e sociali, Nexive continuerà a investire in ciclologistica ampliando la propria flotta con nuove biciclette a pedalata assistita che possano sostituire gli scooter per i tragitti più lunghi e con dislivelli impegnativi permettendo di effettuare ancora più consegne a mezzo bici e di ridurre ulteriormente l’impatto ambientale delle operazioni di business.

Siamo entusiasti di partecipare a BiciRoma, perché crediamo nell’opportunità di promuovere anche nella Capitale un modello di mobilità più sostenibile. Ereditando dalla casa madre olandese, la propensione di all’uso di biciclette per effettuare il servizio di recapito, Nexive ha mantenuto fede anche in Italia all’impegno per consegnare a impatto zero, recuperando al contempo efficienza nella delivery nei centri storici e nelle aree urbane a più alta densità abitativa”, ha dichiarato Maria Laura Cantarelli, Public Affairs and Corporate Communication Director di Nexive. “Siamo orgogliosi di essere il primo operatore postale per numero di bici utilizzate in Italia e il sempre crescente impiego di mezzi a pedali in alternativa a quelli a motore fa parte del nostro agire responsabile, che ci vede costantemente impegnati per ridurre il nostro impatto ambientale. Crediamo nell’utilità di ripensare i processi di business in una logica di eco-sostenibilità, come testimonia anche la partecipazione al progetto Cyclelogistics per ottimizzare i consumi energetici derivanti dal trasporto merci e il nostro recente accordo con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per promuovere le performance ambientali del settore postale”.

Francia: incentivi per chi va in bici al lavoro

Il progetto ha visto l’adesione volontaria di una ventina di aziende francesi su tutto il territorio nazionale, e interesserà circa diecimila persone. In caso di successo, ha anticipato il ministro, ci sarà una seconda fase più ampia. Il tentativo è di aumentare la quota di lavoratori che usa la bici, ora ferma al 2,4% con una distanza media percorsa di 3,5 chilometri. ”Spero che questo mezzo di trasporto ecologico e sano – scrive il ministro – raggiunga la stessa dignità degli altri”.

Diversi paesi, soprattutto nel nord Europa, hanno incentivi all’uso della bici che hanno portato ad esempio la percentuale dei lavoratori che la adotta in Olanda al 25%, mentre nelle Fiandre sono il 12% e in Germania il 9%. Uno studio del governo francese in preparazione del progetto ha mostrato che l’incentivo di 25 centesimi a chilometro dovrebbe essere sufficiente a raddoppiare la quota di lavoratori che usa questo mezzo, con dei costi di 109 milioni di euro l’anno largamente compensati dai benefici in termini di minori spese sanitarie, inquinamento e incidenti, stimati intorno a 570 milioni di euro.

Moto e bici sono i mezzi di trasporto più soddisfacenti per gli italiani

Nel 2012 la moto e la bicicletta sono stati i mezzi di trasporto più soddisfacenti per gli italiani. e Moto e bici sono infatti al primo posto ex aequo nella classifica sulla soddisfazione per i mezzi di

trasporto, con un punteggio di 8,4 in una scala che va da un minimo di 0 a un massimo di 10. Al

secondo posto di questa classifica si piazza l’automobile, che ottiene un voto medio di 8,1. La

graduatoria continua con metropolitana (7,5), autobus extraurbani (6,6) e infine treni locali, tram e

autobus urbani (6,1). Questo è quanto emerge da un’elaborazione del Centro Studi Continental su

dati Isfort.

Nel 2012 i mezzi privati hanno riscosso un gradimento da parte degli utenti decisamente più alto

rispetto ai mezzi pubblici. Ciò è senz’altro dovuto alla maggiore libertà di movimento e di autonomia che i mezzi privati garantiscono, poiché non sono legati agli orari e alle tratte prestabilite del trasporto pubblico (come autobus, tram, treni e metropolitane).

Il fatto, invece, che moto e bici registrino punteggi di soddisfazione maggiori rispetto all’auto trova

Le sue ragioni nelle caratteristiche particolari di questi mezzi di trasporto, che possono offrire una

maneggevolezza e una praticità di utilizzo molto superiore, qualità apprezzate soprattutto nel

traffico cittadino. È molto significativa a questo proposito la prima posizione in graduatoria (sia

pure ex aequo) della bicicletta, mezzo di trasporto ecosostenibile per eccellenza che ricopre un

ruolo sempre più importante per risolvere i problemi legati alla mobilità nelle aree urbane.

Il forte gradimento del pubblico per i mezzi a due ruote è un’ulteriore ragione che dovrebbe

indurre i pubblici poteri a interventi per ridurre il più possibile i fattori specifici di rischio per gli

utilizzatori di questi mezzi. D’altra parte, sostiene il Centro Studi Continental, è anche necessario

che gli utilizzatori di mezzi a due ruote rispettino in maniera rigorosa le norme sulla circolazione e

curino lo stato di efficienza dei loro mezzi, senza dimenticare i pneumatici (mantenendone il livello

di pressione corretto e sostituendoli tempestivamente quando sono usurati o danneggiati), per

evitare potenziali situazioni di pericolo sulla strada.

Sabato 4 maggio nasce Mobilita’Nuova

L’Italia ha ipotecato il futuro delle opere pubbliche e della mobilità approvando progetti per nuove autostrade e nuove linee ad alta velocità ferroviaria che costeranno complessivamente oltre 130 miliardi di euro, offriranno ulteriori occasioni di business alla malapolitica e alla criminalità organizzata, sottrarranno al Paese territorio e bellezza spesso senza offrire un servizio migliore alla collettività.
Per soddisfare la domanda di mobilità del 2,8% delle persone e delle merci (è questa la quota di spostamenti quotidiani superiori ai 50 chilometri) si impegna il 75% dei fondi pubblici destinati alle infrastrutture del settore, mentre all’insieme degli interventi per le aree urbane e per il pendolarismo (dove si muove il 97,2% della popolazione) lo Stato destina solo il 25% delle risorse, puntando spesso e ancora una volta su nuove strade, tangenziali e circonvallazioni piuttosto che sul trasporto collettivo o su quello non motorizzato.
C’è un’urgente necessità di riorientare le risorse pubbliche concentrando la spesa laddove si concentra la domanda di mobilità e nello stesso tempo va avviato un radicale ripensamento del settore dei trasporti, sostenendo attraverso scelte strategiche le persone che quotidianamente si muovono usando i treni locali, i bus, i tram e le metropolitane, la bici e le proprie gambe e dando l’opportunità a chi usa l’automobile di scegliere un’alternativa più efficiente, più sicura, più economica.
La #MobilitàNuova si propone di avviare una trasformazione e una rigenerazione della società che va molto al di là della semplice trasformazione degli stili di mobilità individuale e punta a un deciso ridimensionamento del binomio auto+altavelocità. Una scelta, quest’ultima, egoista, dispendiosa, vecchia e inefficiente, che produce inquinamento, incidentalità stradale, danni sanitari, congestione, consumo di suolo e sprawling, aggressione al patrimonio storico, artistico e paesaggistico, iniquità sociale, alienazione e inaridimento delle relazioni sociali.
Al contrario una #MobilitàNuova che ruota attorno a quattro perni – l’uso delle gambe; l’uso delle bici; l’uso del trasporto pubblico locale e della rete ferroviaria; l’uso occasionale dell’auto privata (sostituita in tutti i casi in cui è possibile da car sharing, car pooling, taxi) – modifica lo spazio pubblico e la sua destinazione d’uso, rafforza i legami comunitari tra le persone e tra le persone e il luogo dove vivono, studiano e lavorano, stimola un’economia agroalimentare basata sul km0, crea lavoro stabile, contribuisce a far crescere la percezione di sicurezza attraverso strade e piazze più vissute e frequentate. In altre parole rende le città e il territorio più bello e migliora la qualità della vita.
E’ per questo che ti chiediamo di entrare nella Rete per la #MobilitàNuova, illustrando come questa nuova mobilità può incidere positivamente sui temi che ti stanno a cuore e indicando le tue priorità programmatiche sul tema da indirizzare ai decisori politici.
Insieme daremo vita a questa campagna collettiva e individuale, orizzontale e partecipata, che si articola in due momenti diversi.
Sabato 4 maggio a Milano manifestiamo per imporre ai decisori politici una rivoluzione della mobilità che parta proprio da un riequilibrio delle scelte politiche e delle risorse pubbliche destinate al settore dei trasporti, dando insieme visibilità e sostegno alle vertenze nazionali e locali contro quelle opere pubbliche stradali, autostradali e ferroviarie inutili e dannose per il Paese.
Mentre a partire dal 4 maggio lanceremo insieme una raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare (obiettivo un milione di adesioni) che vincoli almeno i tre quarti delle risorse statali e locali disponibili per il settore trasporti a opere pubbliche che favoriscono lo sviluppo del trasporto collettivo e di quello individuale non motorizzato.

Toscana terra di ciclisti, 9 mln per le piste

In bici in Toscana

Nove milioni di euro in tre anni per rendere la Toscana terra di ciclisti. Questo il progetto lanciato dalla Regione, in vista del passaggio dei Mondiali di Ciclismo. Il piano prevede una rete di cinque grandi percorsi ciclabili che attraversino l’intero territorio.

Le cinque arterie saranno la ciclopista dell’Arno, dal monte Falterona alla foce attraverso 48 comuni e 4 province per un totale di 270 km in parte già realizzati (progetto in collaborazione con Fiab); la ciclopista Tirrenica, lungo tutto il litorale toscano dalla provincia di Grosseto a quella di Massa Carrara; la ciclopista della via Francigena, lungo l’antico tracciato della strada dei pellegrini; l’itinerario ciclabile dei ‘Due Mari, da progettare lungo un percorso che partirà dal litorale tirrenico, toccherà Grosseto-Siena-Arezzo e poi dovrebbe proseguire sull’altro versante dell’Appennino fino al mare Adriatico; la rete regionale delle ciclostazioni, una rete di ‘stazioni’ per biciclette poste vicino alle stazioni ferroviarie, nata dall’idea di favorire lo scambio tra i mezzi di trasporto più sostenibile dal punto di vista ambientali, cioè bicicletta e treno (progetto in collaborazione con Fiab).

La prima ad essere completata (entro il 2015 la prima metà) sarà la pista lungo l’Arno, su cui si sta già lavorando. Una scommessa – nei piani della Regione – sulla bici come mezzo non solo urbano, ma anche extra e sul potenziale turistico della “Toscana a pedali”.

Crisi&Ambiente, nel 2011 vendute più bici che auto

Più bici che auto

Non succedeva dal dopoguerra, ma il 2011 potrà essere considerato come l’anno della svolta da parte di tutti i ciclisti convinti: nell’arco degli scorsi 12 mesi sono state vendute più bici che auto. Complice il caro-carburante, gli italiani hanno riscoperto i pedali. Le vetture immatricolate sono state 1.748.143, le bici vendute 1.750.000. Quasi duemila in più, un distacco minimo dal punto di vista numerico ma dal forte valore simbolico.

Non solo si comprano più bici ma gli italiani hanno riscoperto anche il “restauro”, vale a dire il recupero di vecchi modelli che da anni giacevano nelle cantine o nei garage. Un dato che si aggira intorno ai 200mila pezzi. Con una spesa di 100-150 euro, si possono mettere a nuovo le bici. E pensare che l’ultimo investimento pro-bici fatto dallo Stato risale a 13 anni fa.

Traffico, oltre 3mila firme per zone con limite 30 km/h

Tremila firme per #Salvaiciclisti

E’ già a quota 3mila firme e oltre la petizione, lanciata pochi giorni fa dal movimento #Salvaiciclisti, per chiedere l’istituzione del limite di 30 km/h nelle aree residenziali di tutte le città italiane.

La petizione, supportata dalla piattaforma Change.org (change.org/30elode), si rivolge ai presidenti di Camera e Senato, a quello della commissione trasporti della Camera e a tutti i parlamentari per ridurre di 20 km/h il limite massimo autorizzato in città. “Investire una persona a 50, a 75 o a 100 km/h – si legge nella petizione – equivale a spingerla giù dal balcone del terzo, del settimo o del tredicesimo piano di un palazzo. Le possibilità di sopravvivenza non serve neppure calcolarle”. Senza contare, si legge ancora, che “7.625 pedoni e 2.665 ciclisti uccisi in 10 anni sulle strade italiane sono un tributo troppo alto da pagare per l’ebbrezza della velocità ed è per questo che chiediamo che venga immediatamente introdotto il limite di velocità massimo di 30 Km/h in tutte le aree residenziali d’Italia, con eccezione delle arterie a scorrimento veloce”.

Sorrento, 100 euro a chi va in bici

Una bici elettrica

Cento euro a chi sceglie la bici elettrica. E’ la proposta approvata dalla Giunta comunale di Sorrento per incentivare la mobilità green. Tra le misure da adottare per ridurre l’inquinamento e il traffico, viene indicato l’uso delle biciclette elettriche a pedalata assistita. Per incentivarne l’uso l’Amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Cuomo stanzierà un contributo che dovrebbe aggirarsi sui cento euro, a partire dall’anno prossimo, a favore di quei cittadini, di età superiore ai 18 anni, che decideranno di acquistare la due ruote.

Unica condizione per non vedersi revocare l’incentivo sarà l’obbligo di mantenere la proprietà del veicolo per almeno due anni. “Iniziative analoghe – spiega Cuomo – saranno promosse anche dagli altri Comuni del comprensorio. L’obiettivo è infatti quello di predisporre iniziative di carattere unitario e coordinato nel settore della mobilità sostenibile. Oltre al contributo prevediamo la realizzazione di una rete di ricarica per le biciclette che sarà disponibile in tutti i sei Comuni, stalli di sosta, percorsi ciclabili e sistemi di park and ride presso i parcheggio i terminal di treni e aliscafi”.

Bologna, arrivano gli urban bike messengers

Il team milanese degli Ubm

La posta interna del Comune di Bologna? Si sposta solo in bici, per inquinare e spendere di meno. La sperimentazione dei “Corrieri in bici” è partita questa settimana. Il servizio, che collega le sedi di via Capramozza e piazza Maggiore, va sotto il nome di Ubm (www.urbanbikemessengers.it/bologna), è già stato sperimentato con successo a Milano.

Gli Urban bike messengers sono ciclisti professionisti e trasportano in media 7/8 kg a viaggio. Terminato il periodo sperimentale, se il monitoraggio avrà dato esito positivo, il servizio sarà esteso anche ad altre sedi e itinerari di circolazione della posta interna.

Oltre agli Ubm, sono oltre trenta gli eventi per due ruote promossi da maggio a luglio dalle associazioni ciclabili della città e riuniti per la prima volta in un unico cartellone dalla Giunta. Tra questi anche il terzo Bologna Bike Pride: parata dell’orgoglio ciclistico, per festeggiare la terza giornata nazionale della bicicletta, il 13 maggio, e rivendicare una città sempre più a misura di ciclista.

In bici o a piedi, il turismo diventa slow

Bici da vacanza

A piedi o in bici, purché sia slow. La nuova tendenza del viaggio è la lentezza, possibilmente abbinata alle emissioni zero. La prima regola della “fuga dalla quotidianità” è andare piano: muoversi con mezzi alternativi all’aereo e alla macchina, preferendo le due ruote e il treno. Che si tratti di un trend apprezzato lo dimostra il moltiplicarsi di associazioni, tour operator e iniziative che fanno della lentezza la parola d’ordine delle proposte turistiche. Accanto alle passeggiate archeologiche e naturalistiche e ai tradizionali Cammino di Santiago e Via Francigena, rispolverati e riscoperti non solo da pellegrini e fedeli, ma soprattutto dal popolo del turismo lento (come anche il Cammino degli Angeli, 200 km da Roma ad Assisi), fioriscono nuovi itinerari: il Genova-Torino-Milano (710 km), i 500 km in 28 tappe nella mitica isola di Creta, quello lungo le mulattiere del Gran Paradiso.

Così è nata anche un’associazione che si batte per la sicurezza dei viaggiatori lenti: si chiama Movimento Lento e sta tracciando una rete di itinerari per pedoni e ciclisti.

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