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Nuovo motore Euro 6 a bioetanolo di Scania

Basato sul popolare motore diesel da 9 litri di Scania, il nuovo motore ne rappresenta l’alternativa ecologica e, dal momento che utilizza il principio dell’accensione per compressione dei motori diesel, il modello alimentato a ED95 ha richiesto una quantità di modifiche relativamente ridotte.
I cambiamenti più significativi riguardano il sistema di iniezione carburante e i cilindri modificati per offrire una maggiore compressione. Il sistema di post-trattamento si basa invece sull’utilizzo esclusivo della tecnologia SCR, una filosofia che Scania applica a un numero sempre crescente di motori Euro 6.
Scania è attualmente impegnata nel lancio di un motore a 5 cilindri in linea da 9 litri e 280 CV alimentato da carburante ED95. Grazie a una coppia da 1.250 Nm, questo motore offre un buon livello di guidabilità ed è adatto a numerose applicazioni di trasporto. 2 (2)
15X03en ed95

“Sebbene lo sviluppo di questo motore abbia richiesto un lavoro notevole, a livello esterno, le differenze non sono numerose”, spiega Höglund.
Lo stesso si può dire osservando le esperienze dei clienti. “Il bioetanolo è semplice da gestire e offre una buona guidabilità del veicolo”. Queste sono due delle principali conclusioni delle prove sul campo condotte dai clienti svedesi nell’ambito di “Clean Trucks”, un progetto di ricerca multidisciplinare sponsorizzato dalla città di Stoccolma.
Scania ha lanciato i suoi primi motori a bioetanolo nel 1989, rispondendo ai requisiti previsti dalla norma Euro 3. L’etanolo, in diverse forme, è senza dubbio il carburante rinnovabile attualmente più disponibile, sia dal punto di vista quantitativo che da quello geografico. Inoltre, è relativamente semplice ed economico da produrre e semplice da gestire, non si deteriora e offre una riduzione significativa delle emissioni di CO2a un costo ragionevole.
“Grazie all’aggiunta del motore a bioetanolo alla nostra gamma Euro 6, abbiamo distanziato ulteriormente la concorrenza”, afferma Höglund. “I clienti che desiderano ridurre immediatamente la propria impronta ambientale possono rivolgersi a Scania per ottenere assistenza. A prescindere dalla sede e dalle condizioni di guida, la nostra azienda è in grado di offrire un’ampia selezione di soluzioni basate sui carburanti rinnovabili. In genere, la scelta di un carburante alternativo è influenzata da fattori quali infrastrutture, imposte e costi di produzione e, data la vastità della nostra offerta, siamo in grado di fornire soluzioni per applicazioni che vanno dalla distribuzione di prodotti alimentari in città al trasporto di legname nelle zone rurali”.
Dati sul carburante ED95
I motori a bioetanolo di Scania utilizzano un tipo di carburante noto come ED95, una classe di etanolo arricchito al 5% con una sostanza che migliora l’accensione e lubrificanti. Questo additivo consente al motore di funzionare in base al principio dell’accensione per compressione dei motori diesel. A seconda della materia prima e del processo produttivo impiegati, l’ED95 permette una riduzione di CO2 fino al 90% rispetto ad un carburante diesel standard. Questo tipo di carburante ha inoltre un effetto positivo anche sulle emissioni di particelle di ossido di azoto (NOx).
L’ED95 può essere conservato e pompato come il diesel e offre buone qualità a bassa temperatura, mentre i motori Scania alimentati con questo carburante hanno una potenza corrispondente a quella dei motori diesel. Per quanto riguarda l’approvvigionamento, alcune aree dispongono di stazioni di rifornimento pubbliche, tuttavia esistono anche numerose società di trasporto che scelgono di dotarsi di stazioni proprie.

Veneto, il bus fa il pieno di scarti d’uva

Il carburante a bioetanolo

Scarti d’uva al posto del carburante: ecco la svolta eco dei vecchi autobus Euro 2 veneti. La sperimentazione messa in atto da Actv, l’azienda veneziana di trasporto pubblico, sta dando i primi frutti. Grazie alla miscela ottenuta da un additivo a base di bioetanolo, preso direttamente dagli scarti delle attività di viticoltura, le polveri sottili si sono abbassate del 60% e le emissioni di CO2 del 10%.

Il progetto si chiama Clean Venice ed è promosso dalla Regione Veneto e coordinato da Envicon, società veneziana di consulenza ambientale e partner commerciale di Magigas, azienda toscana che ha ideato l’omonimo carburante.

Dopo una fase iniziale sulla flotta degli autobus Actv operativi al Lido di Venezia, l’ultima fase della sperimentazione è stata avviata su mezzi pubblici in circolo a Mestre nel periodo giugno–agosto 2011.

Clean Venice si rivela un progetto vincente

La sperimentazione dà i suoi frutti e raggiunge un risultato significativo: PM 10 abbattuti del 60% e CO2 diminuite del 10%. Questi i numeri più rilevanti di Clean Venice, il progetto della Regione Veneto sull’impiego dell’additivo per gasolio Magigas D7 negli autobus Actv, l‘azienda del trasporto pubblico di Venezia, illustrati  a Mestre, in un convegno tenutosi all’hotel B4.
Il progetto è stato coordinato da Envicon, società veneziana di consulenza ambientale e partner commerciale di Magigas, azienda toscana che ha ideato e fornito “Magigas D7”, additivo a base di bioetanolo che nasce dagli scarti delle attività di viticoltura, trasformando rifiuti organici in carburante.
Dopo una fase iniziale sulla flotta degli autobus Actv operativi al Lido di Venezia, che ha registrato un riscontro positivo, l’ultima fase della sperimentazione è stata avviata su mezzi pubblici in circolo a Mestre nel periodo giugno – agosto 2011. Le rilevazioni sono state elaborate dal Joint Research Centre (Centro ricerca della Commissione Europea) di Ispra per la parte scientifica e di validazione.
Sui motori euro II degli autobus dove il carburante è stato addizionato con il D7, l’emissione di particolato (PM10) si è ridotta del 60%, il monossido di carbonio del 40% , mentre l’emissione di CO2 ed i consumi, direttamente collegati fra di loro, sono entrambi calati del 10%. Risultati che ricondotti all’intero biennio di sperimentazione fanno emergere valori ancora più importanti: su 80 autobus Actv che hanno percorso complessivamente 2 milioni di chilometri tra Lido di Venezia e Mestre, sono state immesse nell’atmosfera, grazie all’applicazione di Magigas, 200 tonnellate in meno di CO2 e 326 kg in meno di PM10.
Soddisfatto per l’esito della sperimentazione l’Assessore alla Mobilità ed alle Infrastrutture della Regione Veneto Renato Chisso, convinto fin dalla prima ora della bontà dell’operazione e che ha finanziato con 200.000 euro: “Sebbene l’osservatorio sulla mobilità sostenibile collochi Venezia tra le città più eco-mobili d’Italia, non bisogna abbassare la guardia anche perché il parco dei mezzi pubblici inizia a mostrare segni di invecchiamento. Il test dimostra come il Magigas possa risultare un efficace intervento per contrastare l’inquinamento delle nostre città, in attesa che le aziende di trasporto pubblico rinnovino le flotte, dove purtroppo ancora è alta la percentuale di motori di vecchia generazione responsabili di una scarsa efficienza non solo in termini ambientali ma anche nei consumi”.

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