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TRASPORTOUNITO: Longo: “Blocco totale del trasporto merci in Italia”

Più di 300.000 tir fermi; un’adesione al 90% delle aziende di trasporto merci al fermo nazionale dell’autotrasporto proclamato da Trasportounito, fra i 15 e i 20.000 uomini già presenti nei punti di concentrazione “autorizzati”. Queste le prime indicazioni sul blocco dei servizi di trasporto merci scattato dalla mezzanotte in tutta Italia.
“Il consenso e la partecipazione al fermo – afferma Maurizio Longo, segretario generale di TRASPORTOUNITO (l’associazione sindacale che da mesi sta esercitando pressione sul governo affinchè vengano attuate misure normative in grado di garantire la sopravvivenza del settore) dimostrando che tutti gli autotrasportatori hanno compreso le ragioni della protesta. Quelle ragioni sulle quali evidentemente il ministro dei Trasporti, Lupi, è stato male informato”.
“TRASPORTOUNITO – prosegue Longo – è stata definita Associazione minoritaria. Ma minoritario non è il disagio degli autotrasportatori che non vogliono oggi elemosine, dicono con forza al governo di tenersi i soldi e spenderli magari per la copertura dell’Imu, chiedono l’applicazione di norme chiare che consentano alle imprese di operare in una logica di mercato e non essere strozzate da chi da anni gioca solo a indebolire e ridurre in schiavitù l’autotrasporto”.
Per evitare qualsiasi tipo strumentalizzazione e segnare con forza la sua autonomia TRASPORTOUNITO ha invitato tutti i suoi associati al pieno rispetto delle indicazioni delle Prefetture.

TrasportoUnito: sarà fermo a marzo!

Senza alcun tipo di strumentalizzazione e con l’urgenza di dover risolvere i gravi problemi, vecchi e nuovi, dell’autotrasporto italiano, Trasportounito annuncia sin d’ora che alla fine del mese di marzo, a prescindere dalla composizione del Governo del Paese, sarà effettuato il fermo nazionale degli autotrasportatori.
Il Presidente Nazionale, Franco Pensiero ha precisato che “nelle variegate agende dei candidati al Governo del Paese c’è da inserire una scadenza dirompente poiché lo sfruttamento e le fallimentari condizioni di lavoro  non consentono alternative se non quella di chiusura”.

FITA: Inutile il blocco per una nevicata “normale”

Il Viminale, nella giornata di domenica 10 Febbraio c.a.,  ha invitato le
prefetture di 11 regioni coinvolte dall'ondata di maltempo a vietare la
circolazione a partire dalle 22 della stessa domenica.
Le conseguenti ordinanze prefettizie,  che riguardano i mezzi con massa
complessiva superiore alle 7,5 Ton, sono scattate  nella tardissima serata
del 10 Febbraio quando,  non solo era stata effettuata la programmazione del
lavoro ma addirittura i mezzi erano già in  circolazione e quindi sono stati
costretti, in alcuni casi a rientrare, in altri  sono rimasti bloccati nelle
proprie sedi.
Un danno che si somma alla beffa in quanto,  in molte delle regioni
allertate, non si intravede neppure un fiocco di neve e quindi, si sarebbe
potuta tranquillamente effettuare la distribuzione delle merci.
La vexata quaestio non è quindi riferita all’azione,  che è finalizzata a
garantire la sicurezza nella circolazione stradale ma, come spesso avviene
in questo Paese,  alla sua gestione:
* Informazioni di tale rilievo ed effetto anche sull’economia, non possono
essere diramate all'ultimo secondo: le previsioni sono conosciute con un
margine  di anticipo sicuramente maggiore rispetto alle ordinanze
prefettizie intervenute;

*  In casi  estremi,  si devono utilizzare i mezzi  di comunicazione  di
massa, come i telegiornali e comunque coinvolgere le Associazioni di
categoria   al fine di contribuire tempestivamente a diffondere
l'informazione;

*  I mezzi che trasportano generi di prima necessità, con a bordo le
necessarie dotazioni invernali, devono essere esenti dai divieti con
indicazioni uniformi di tutte le Prefetture. 

I provvedimenti di limitazione della circolazione per eventi atmosferici,
non possono penalizzare ulteriormente le imprese celando, magari, eccessive
preoccupazioni o altro, da parte  di chi gestisce la rete stradale.
Ai tavoli dei "Piani neve" devono partecipare anche le rappresentanze delle
imprese che operano quotidianamente sulla strada e che possono concretamente
contribuire alla sicurezza della circolazione senza creare esagerati
allarmismi e ulteriori danni economici
Nell’Unione europea non esiste una normativa così generica e  generalizzata:
una volta tanto non sarebbe male uniformarsi all'UE.

Emergenza neve: il punto

Viabilità Italia ha monitorato per tutta la notte l’andamento della circolazione stradale in relazione alla perturbazione prevista dal Dipartimento della Protezione Civile di origine nord-atlantica, che ha iniziato dalle prime ore della giornata di oggi a portare nevicate, fino a quote di pianura, sulle regioni settentrionali e parte di quelle centrali, con una spiccata intensificazione anche della ventilazione.
Tutte le Prefetture delle Regioni Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Toscana, Emilia Romagna, Marche ed Umbria hanno emesso coordinate ordinanze di divieto di circolazione di tutti i mezzi con massa complessiva superiore alle 7,5 t. Per le province del Friuli Venezia Giulia il divieto inizierà dalle ore 10.00 di stamattina mentre resta interdetto l’accesso dei mezzi commerciali dalla Slovenia e dall’Austria. Tutte le ordinanze avranno vigenza sino a che la situazione atmosferica non si sarà normalizzata, e non appena sarà possibile verranno revocate.
Attualmente non si registrano criticità al traffico, mentre queste le tratte interessate da neve:

• A26 Genova-Gravellona Toce: tra l’allacciamento con l’autostrada A10 e la Diramazione per Stroppiana-Santhià, e lungo tutta quest’ultima;
• A6 Torino-Savona: tra Ceva e l’allacciamento con l’A10;
• A7 Milano-Genova: tra Milano e Genova Bolzaneto;
• A10 Genova-Ventimiglia: tra Imperia Est e Savona;
• A4 Torino-Milano: nel nodo torinese;
• A15 Parma-La Spezia: tra Parma e Pontremoli;
• A11 Firenze-Pisa Nord: lungo tutta la tratta;
• A1 Firenze-Roma: tra Firenze Sud e Incisa-Reggello. Leggi il resto di questo articolo »

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