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BMW i3: Elettrica e Veloce

La BMW ha lanciato la tanto attesa auto ecologica. Questa vettura è elettrica, comoda, veloce e presenta un grande design. Quello della BMW i3 è un successo che era già stato messo in conto, infatti sono già stati effettuati più di 9mila ordini solo nel territorio europeo. Ma quali sono le caratteristiche principali di questa nuova auto e le più interessanti informazioni a riguardo?


Sono stati investiti centinaia di milioni di euro e assunti 800 nuovi lavoratori per realizzare la BMW i3, e questo già la dice lunga su quanto impegno abbia messo la casa automobilistica di Monaco per portare sul mercato questo nuovo gioiello. Questa interessante vettura arriverà in Italia a metà novembre, ma già conosciamo tantissime delle sue qualità e molte informazioni a riguardo. Innanzitutto è utile sapere che la potremo trovare in molti concessionari autorizzati, come quelli di BMW Roma, e il costo sarà di circa 36200 euro (variabili in base al modello e agli optional scelti). Gli appassionati di motori l’aspettavano da tempo, in quanto si tratta della prima vettura elettrica che unisce il lusso all’ecosostenibilità. Infatti, è stata progettata per riuscire a ridurre drasticamente i consumi e le emissioni di anidride carbonica, ma anche per permettere a coloro che la sceglieranno di vantare di un’auto dal grande design.

La BMW i3 è inoltre una delle auto più consultate nei grossi database online di auto nuove e usate: come emerge infatti dal famoso sito Autoscout24.it, la BMW i3 occupa una ricca sezione specialmente per le ricerche nella città di Roma.

La i3 colpisce innanzitutto perché, durante la sua realizzazione, gli esperti meccanici della casa automobilistica tedesca hanno utilizzato la cosiddetta “super plastica”, ovvero quella in cui sono state implementate le fibre di carbonio. Questo è il materiale in cui è stata realizzata la carrozzeria della i3, ma quest’auto nasconde ben altre caratteristiche e qualità che ci permettono di distinguerla dalla altre vetture proposte dalla stessa BMW. Infatti, anche grazie ad altre aziende, la i3 si presenta come un autoveicolo eco-sostenibile, che offre comunque delle ottime prestazioni. Tutto parte dal potente motore elettrico: 170 Cv e componenti che consentono di “saltare” da 0 a 100 km/h in poco più di 7 secondi. L’autonomia delle i3, che potrete provare prossimamente nei concessionari di BMW Roma e altre città, varia dai 130 ai 160 km, in base ad abitudini e stili di guida.


Perciò, si tratta di un’auto ecologica ma veloce e funzionale, munita anche di un particolare equipaggiamento, chiamato “
range extender“. Quest’ultimo è un potente sistema che consente di avvalersi di un consumo di batteria bilanciato e controllato, non appena la carica inizia a scarseggiare. Questa funzionalità è parte del compito di un motore a benzina situato vicino a quello elettrico, che consente di allungare l’autonomia fino a 300 km.


Tutte queste caratteristiche sono rivestite dalla carrozzeria in “super plastica”, valorizzata da un design di classe e da ampi finestrini che consentono di incrementare la visibilità e di rendere l’abitacolo molto più luminoso e spazioso. Gli interni della i3, come potrete notare recandovi dai concessionari BMW Roma e da quelli di altre città, sono caratterizzati dalla comodità e da un potente livello di insonorizzazione. Tutte queste qualità, come abbiamo detto, hanno permesso a quest’auto di riscuotere un grande successo dagli amanti del motore, ma anche dell’arte. Infatti, il design della BMW i3 ha partecipato anche alla stagione estiva del “
Teatro dell’Opera di Romaposizionandosi direttamente sul palco di Terme di Caracalla utilizzato per le rappresentazioni teatrali.


Insomma, si tratta di un’auto che ha davvero conquistato tutti, offrendo un’ottima esperienza di guida, ma anche ciò che serviva nella grandi metropoli in cui lo smog distrugge l’ambiente e le persone che circonda. Un’ottima soluzione che vedrete ai punti vendita BMW Roma e non solo, e che consentirà di consumare mediamente 15 kWh per ogni 100 km di percorso. Inoltre, è opportuno sapere che la BMW ha progettato anche il modo per ridurre lo stress della “ricarica”, creando un sistema per ricaricare l’auto direttamente nel proprio garage: la “Wallbox”. In questo modo non si dovrà fare altro che attaccare l’auto ogni sera prima di rientrare in casa: semplice e molto meno stressante rispetto ad altre precedenti soluzioni. Sicuramente, scegliere di un’utilizzare un’auto elettrica può voler significare cambiare abitudini e mentalità, ma il design di lusso della BMW i3, certamente permetterà di abituarsi a questa nuova routine eco-sostenibile molto più in fretta.


L’ultima cosa da sapere riguarda a questa nuova e funzionale vettura è che anche i suoi canali di vendita sono unici. Infatti, potrà essere acquistata presso i rivenditori autorizzati, come BMW Roma, tramite il web e dai “Customer Interaction Center”. In alcune eventualità sarà anche possibile trovare degli stand mobili in alcune determinate postazioni associate ad eventi, manifestazioni o promozioni, dai quali sarà possibile acquistare e visionare la BMW i3. In poche parole si tratta di una vendita esclusiva per una vettura altrettanto esclusiva, che fa sperare che nel futuro ci possano essere più auto come questa, in grado di rispettare l’ambiente e le nostre città.

Electric Millenials

L’orizzonte del 2020 per l’affermazione della mobilità elettrica sembra essere troppo vicino e le previsioni di tre anni fa saranno disattese; soprattutto in Italia.

Abbiamo infatti dimostrato di essere incapaci di avere delle visioni univoche ed una Strategia Paese ma di essere l’Italia del campanile, dei 1000 Comuni, della dispersione e della ingenuità (forse) legislativa.

Non a caso Deloitte ha aperto il suo IV Osservatorio con il titolo “ Gli Italiani sono ancora interessati all’auto elettrica?”, ben diverso dalla promettente apertura del 2010: “L’anno zero dell’auto elettrica”.

Insomma all’entusiasmo iniziale oggi si va sostituendo, per l’Italia, un certo sconforto, nonostante i macrotend rimangano validi e tratteggino uno scenario tutt’altro che positivo per la mobilità urbana che si sta evolvendo verso nuove forme: car sharing, car pooling, mezzi pubblici.

L’esplosione degli iscritti a Milano a Car2Go e la scesa in campo di Enjoy (Trenitalia, Fiat, ENI) sono il riflesso di quello che è un orientamento delle persone verso modalità di mobilità alternativa.

Certo è che le istituzioni hanno un po’ latitato. A livello governativo la scelta della “neutralità tecnologica” è la tipica soluzione pilatesca che non porta da nessuna parte e che difende lo status quo dell’industria italiana senza stimolare nulla di ciò che rappresenta innovazione e visione. A livello locale Milano avrebbe potuto mettere dei vincoli ai nuovi player obbligandoli ad una quota parte di elettrico e ciò avrebbe giustificato una maggior presenza di colonnine di ricarica.

Bisogna dare atto a BMW di aver risollevato la bandiera dell’elettrico verso il mercato ma anche verso le istituzioni; un vessillo che precedentemente era in mano a Renault oggi più concentrata sul fronte commerciale che su quello della promozione culturale ed istituzionale di un nuovo modello di trazione che ben si lega a nuove modalità di utilizzo del veicolo.

Personalmente non credo che il 2014 possa rappresentare un anno di svolta ma sarà uno dei tanti tasselli che porteranno alla crescita  di una maggior coscienza su questi temi e un altro anno verso la crescita anagrafica dei millenials l’unica generazione davvero social

millenials profile

che potrà modificare il mercato.

Per adesso auguriamoci Buon Natale.

Credete a Babbo Natale? (allora credete nella Consulta dell’auto)

La Consulta dell’automobile annunciata dal ministro dell’economia e sviluppo è un successo di Unrae, Anfia e degli altri attori del comparto automotive. Una vittoria di Pirro temo; perchè la politica industriale non è governata da Zanonato e perché i tavoli di lavoro sono sempre aperti e mai chiusi e perchè la neutralità tecnologica non porta da nessuna parte.

Razionalizziamo per step; tutto diviene più facile e si capisce meglio come le chiacchiere servano a poco quando gli operatori sono strutturati per 2 milioni di vetture ma il mercato ne assorbe a stento 1,3 milioni. Le cifre sotto riportate sono da sempre citate ma poco utilizzate per ragionamenti coerenti e che lascino i desiderata altrove.

  1. Abbiamo 600 auto ogni 1000 abitanti una densità che solo il Lussemburgo eguaglia, ma questo significa anche che siamo un mercato ampiamente saturo e non a caso vi è il fenomeno delle demotorizzazione. Difficile che si possa creare uno spazio nuovo per la vendita di auto in tal senso il comunicato di Zanonato che parla di “allargare il mercato” mi sembra alquanto improvvido.
  2. Vi sono 12.000.000 di vetture inquinanti da Euro 0 a Euro 3 sostituiamole. Una buona idea. Sono tutte vetture o pubbliche o private. Se non sono state sostituite fino ad oggi è perché non vi sono soldi per farlo. Il PIL in diminuzione del -2% tendenziale per l’anno (Sole 24 ore 10 settembre) non sembra essere fautore di una ripresa a breve ed inoltre questi anni di crisi hanno certamente inciso sui redditi medi che si tengono stretto il loro Euro 3 e non lo cambiano. Difficile che anche 1500 euro di incentivi possano far cambiare idea, senza contare che sono molti soldi per i quali sarebbe difficile trovare copertura. E poi è una leva tattica che dura 1 anno e non incide sul medio e lungo termine. Non è questa una strada perseguibile.
  3. Siamo avvolti da un clima di costante incertezza che si riflette nella stretta del credito ovvero non ti finanzio acquisto automobili, case, frigoriferi ecc. ecc. Pensare che un bonus fiscale, come quello degli infissi o delle ristrutturazioni, ammortizzabile in 10 (dieci) anni possa modificare il corso del mercato è forse ottimistico.
  4. E’ cambiata la cultura degli italiani. Auto non più componente essenziale del proprio essere e indispensabile segno di crescita sociale ma, in una società fluida, oggetto utile, non più indispensabile, non più passionale. Auto un tempo era elemento di socializzazione ora non più. Era la libertà, ora molto di meno anche perché gli orizzonti sono cambiati, le capitali europee sono a 1-2 ore di volo e una manciata di euro. Auto non più necessaria.

Questo è lo scenario realistico con cui si confronta la Consulta. Per fare qualcosa bisogna avere il coraggio di fare delle scelte e di scontentare alcuni altrimenti resterà un tavolo come tanti: qualche incontro, parole, caffè, strette di mano e poi tutti a casa scontenti.

Unico modo per poter sperare di cambiare percezione sta nell’innovazione. Tesla oggi è cool perché diversa, come l’ibrido di Toyota, come la i3 di BMW: rompono gli schemi, rappresentano il futuro, cambiano le regole del gioco.

Questo può riavvicinare nuove generazioni al mondo auto, perché sono più simili a videogiochi con le loro console colorate e la loro silenziosità ti permette di ascoltare musica senza alcun disturbo di sottofondo, consentendoti di muoverti in un soffio senza inquinare.

Allora la neutralità tecnologica non serve, non porta da nessuna parte occorre calvalcare con certezza e senza indugio il supporto alle tecnologie più innovative; quelle che tra vent’anni potranno permettere un parco auto vicino alle zero emissioni.

Elettromobilità adieu!

Avevamo una speranza: che Smart Mobility World avrebbe permesso di annunciare un indirizzo politico nazionale verso la mobilità elettrica come forma di mobilità sostenibile da preferirsi in ambito urbano.

Le premesse c’erano tutte. Un’industria e soprattutto il suo indotto che sta cercando delle nuove dimensioni, la necessità di dare risposte a due criticità ambientali: le emissioni di CO2 e gli sforamenti alle soglie di PM10 che in città come Torino sono stati 118 nel corso del 2013, dare un senso alla parola innovazione che è molto evocata ma altrettanto poco praticata.

Invece abbiamo scoperto la “neutralità tecnologica” un fantastico bizantinismo lessicale che, al pari delle “convergenze parallele”,

Tesla andamento borsistico.

ci porterà diretti nella serie B tecnologica del comparto automotive.

Il quadro normativo, ben tratteggiato da Pietro Menga, non ci lascia scampo: da due anni il tempo si è cristallizzato, si è mosso lievemente il fronte delle infrastrutture, sostenuto peraltro solo da ENEL, mentre quello automotive si è uniformato alla “neutralità tecnologica” per bocca di UNRAE che non vuole scontentare alcuni dei suoi iscritti e nessuno ha risollevato la bandiera che da tempo Renault aveva portato avanti.

Forse c’è da sperare in BMW.

Di fatto stiamo perdendo una opportunità di poter dare un indirizzo industriale che proietta l’Italia nel futuro. Certo ad oggi i numeri sono risibili, ma era così anche per l’ibrido 15 anni fa poi si scopre che Toyota ne ha venduti 5 milioni nel mondo e che anche in Italia questo segmento comincia a crescere e vale l’1% del mercato: 13.000 veicoli nel 2013 ed è uno dei pochi segmenti in positivo.

L’industria automobilistica nazionale, ammesso che ormai non sia statunitense, può anche fare scelte diverse basate su proprie visioni di mercato ma questo, se non alimentato in altro modo, tarpa le ali anche all’indotto e quindi all’industria meccatronica nazionale che si trova a competere contro tedeschi, giapponesi, americani, francesi che stanno sviluppando esperienza sul campo grazie ai loro car makers.

Sul mondo del gas abbiamo un’industria di livello mondiale che è partner di tutti i grandi players ed esporta know-how e industria. E’ ampiamente consolidata e apprezzata.

Riesce difficile capire perché non si possa fare qualcosa di simile con l’elettrico. Temo infatti che per ibrido sia troppo tardi visto il vantaggio accumulato da altri Paesi.

Succederà che tra 10 anni vedremo la leadership di queste tecnologie in mano altrui e ci domanderemo come mai, come è potuto accadere e ripenseremo all’IT, alla telefonia, alla farmaceutica a tutti quei mercati in cui potevamo giocare un ruolo importante e adesso stiamo a guardare.

Anche piangere non conviene, Kleenex, Scottex & c. sono stranieri.

Accordo tra Bmw e Toyota per la ricerca sulle batterie al litio

BMW Group e Toyota Motor Corporation (TMC) hanno annunciato la firma di un accordo per la collaborazione nella ricerca sulle batterie agli ioni di litio di ultima generazione. Questo accordo segue l’annuncio della firma da parte delle due aziende, il 1° Dicembre 2011, di un Protocollo d’Intesa relativo alla collaborazione a medio e lungo termine sui veicoli ecologici di nuova generazione.

Il progetto riguarda il miglioramento delle prestazioni e della capacità delle batterie agli ioni di litio mediante l’utilizzo di nuove combinazioni di materiali per catodi, anodi ed elettroliti.

Oltre a questo, Toyota Motor Europe (TME) e BMW hanno sottoscritto un accordo, sempre in data 1° Dicembre 2011, secondo cui BMW si impegna a fornire a TME due motori diesel , 1.6 litri e 2.0 litri, a partire dal 2014.

Uno stage in Bmw per chi pensa l’auto del futuro

Il neoministro Corrado Clini

Uno stage retribuito in Bmw Group Italia a chi pensa l’auto del futuro. A patto che sia no smog. Si tratta del primo premio del Progetto EduMobile, patrocinato dal ministero dell’Ambiente, che si pone come obiettivo quello di attivare un think tank su nuove tecnologie, modalità di trasporto e infrastrutture. Il tutto finalizzato a promuovere una mobilità alternativa ed ecosostenibile. “Le innovazioni tecnologiche nell’auto – ha affermato il neoministro Corrado Clini, partecipando alla prima tappa del progetto – sono trainate dal 1990 dalle direttive Ue e dai regolamenti che hanno fissato nel corso degli anni liniti sempre più stringenti alle emissioni. Oggi i nuovi veicoli hanno emissioni mediamente inferiori del 95% rispetto a 20 anni fa. Ma non basta. E’ necessario associare ai nuovi veicoli misure per ridurre il traffico privato e rafforzare i trasporti pubblici; favorire l’uso della bicicletta come modalità integrativa dell’auto; creare infrastrutture urbane per consentire l’alimentazione con energia elettrica e con gas naturale”. Il concorso EduMobile, nato dalla collaborazione di 5 atenei e aperto a 15 giovani talenti, si pone come obiettivo di creare un team di professionisti più attenti all’ecosistema. A secondo e terzo classificato sarà assegnata una borsa di studio da mille euro.

BMW vs AUDI al Salone di Francoforte. Di chi la pista interna più lunga?

Pista BMW

Dopo aver stupito in occasione del Salone di Francoforte del 2009 con la prima pista costruita all’interno di uno stand (in pratica una passerella sopraelevata) Bmw potrebbe infatti essere battuta nella corsa agli ‘effetti speciali’ dalla rivale Audi che, sempre nella vasta area della Frankfurt Messe, sta costruendo su uno dei piazzali interni un nuovo stand di 15mila metri quadri – del costo di quasi 10 milioni di euro – con pista prove al coperto lunga 400 metri.

CEVA Logistics: accordo biennale con Husqvarna Motorcycles

husqvarna motorcycle bmw

husqvarna motorcycle sigla accordo biennale con CEVA

Ceva Logistic fa un altro centro: poco dopo il contratto triennale con Mercedes Benz Italia, ha siglato un accordo biennale con Husqvarna Motorcycles, parte del gruppo BMW. CEVA dovrà gestire le principali attività logistiche del gruppo presso lo stabilimento Husqvarna di Biandronno. Si occuperà della gestione del personale di Husqvarna, dedicato al ricevimento di componenti di “primo impianto” per moto, allo stoccaggio e successivamente al rifornimento delle linee di produzione. Come partner strategico CEVA accrescerà l’efficienza delle attività logistiche tramite la costante visibilità degli ordini, la gestione dei sistemi informativi e infine il monitoraggio dei processi. Tramite la formula del contratto d’affitto dell’intero ramo dell’azienda, tutte le attività logistiche verranno affidate a CEVA.

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