Articoli marcati con tag ‘Bonifica’

Gioia Tauro diventa laboratorio chimico

Si è appena concluso il trasbordo delle armi chimiche siriane dalla nave danese Ark Futura a quella statunitense Cape Ray. Come riferito da Amhet Uzumcu direttore generale dell’Ocsa, l’organizzazione per la proibizione delle armi chimiche incaricata di monitorare le operazioni di trasferimento, si è trattato di un successo e per questo si è congratulato con l’Italia. Ma in realtà c’è poco a rallegrarsi.

Andiamo con ordine. Il cargo danese Ark Futura aveva lasciato il porto di Latakia in Siria con a bordo 570 tonnellate di scorie chimiche di priorità uno (ovvero le più tossiche in circolazione) tra cui l’iprite e i precursori del sarin. Raggiunto il porto di Gioia Tauro il carico è stato trasferito nella statunitense Cape Ray dove grazie a un complesso equipaggiamento denominato “Field deployable hydrolysis system”, costituito da due reattori “portatili” in titanio e mai utilizzato fino ad are in mare aperto, è stata effettuata la neutralizzazione delle scorie attraverso l’idrolisi (la scissione delle molecole in due o più parti per mezzo di acqua calda).Insomma un vero e proprio “esperimento” da laboratorio che ha utilizzato come cavia le nostre coste senza consultare e coinvolgere le popolazioni del territorio interessato come troppo spesso purtroppo accade quando si parla di ambiente e salute.

Nonostante le rassicurazioni dell’Ocsa e dei ministri dell’ambiente e degli esteri Gianluca Galetti e Federica Morgherini, l’associazione Cittadinanza democratica di Gioia Tauro è scesa infatti in prima linea per denunciare l’operazione: “Nonostante il governo abbia fatto sapere che non è la prima volta che dal porto di Gioia Tauro passano sostanze definite pericolose e che la scelta è caduta qui perché considerato porto di eccellenza, è ovvio che un disarmo non può essere minimizzato come fosse un’operazione di routine. Lo conferma il fatto che nessun altro passaggio di sostanze pericolose, finora, ha mai avuto necessità di essere affiancato da un simile dispiegamento di forze militari”. Lo stesso sindaco di San Ferdinando Domenico Malafferi aveva lamentano nei giorni scorsi di essere stato informato in ritardo e in maniera parziale riguardo la vicenda : “Ho chiesto la lista delle sostanze che saranno trasbordate ma la prefettura dice di non averla, c’è ancora tanto segreto su questa vicenda”. Ok il trasbordo si è concluso “senza incidenti” come comunicato dall’Ocse. Ma che i governi la smettano di giocare sulla pelle dei cittadini e sul nostro patrimonio ambientale per lo più per interessi che non ci riguardano. D’altra parte siamo il Paese dove un’intera regione, la Sardegna, una delle più meravigliose isole del Mediterraneo che tutto il mondo ci invidia, da circa 60 anni è l’arsenale nucleare degli Usa in Europa nel silenzio e nell’indifferenza generale.

Portomarghera: “la grande scommessa” per realizzare l’europorto dell’alto Adriatico”

La realizzazione del grande europorto alto adriatico passa anche per la bonifica e la riqualificazione di Porto Marghera, che si pone come area strategica funzionale ed interfaccia del sistema offshore-onshore del “post Mose” , terminal d’altura che sarà collegato con vari terminali a terra e con il sistema fluviale padano-veneto e che concorrerà ad estromettere il traffico petrolifero dalla laguna di Venezia mentre a Fusina , il 31 maggio p.v., prenderà piena operatività il nuovo terminal dedicato alle “autostrade del mare” , il più moderno terminal ro-ro. ro-pax del Mediterraneo.
Con il processo di bonifica e riconversione delle aree di Portomarghera, un tempo occupate dall’industria petrolchimica e metallurgica di base, si aprono nuove, eccellenti opportunità per l’insediamento di attività di manifattura leggera, logistica integrata, chimica “verde” ed agroalimentare di qualità in una visione porto-centrica che ricerca nei porti la vicinanza al mercato . Una nuova portualità, dunque, anche al servizio di un’area metropolitana nella quale porto, aeroporto e snodi stradali, autostradali , ferroviari e di navigazione interna sono di primo livello. Al meeting dell’International Propeller Club Port of Venice tenutosi presso il Best Western di Mestre il talkshow sulle “Bonifiche e riqualificazione di Porto Marghera”, tema del meeting, è stato animato dagli interventi del presidente dell’ Autorità Portuale di Venezia Costa, dal direttore generale dell’Ente Zona Industriale di Portomarghera Palma, dall’assessore alle attività Produttive del Comune di Venezia Farinea e dai responsabili di e-Ambiente Chiellino e Zanotto moderati dal presidente del Port Venice Massimo Bernardo. Un dibattito per rispondere ai tanti interrogativi sul futuro della zona industriale, sullo sviluppo del porto e del progetto NAPA , sulla salvaguardia dell’ecosistema ma anche sul difficile momento di transizione che migliaia di addetti stanno vivendo con preoccupazione per il mantenimento del proprio posto di lavoro in attesa di soluzioni certe e definitive sul futuro dell’area.
All’attenta platea di operatori, amministratori, possibili investitori, agli incalzanti interrogativi di bernardo “ Dove saranno reperibili gli importanti investimenti necessari per le opere di bonifica; quali le garanzie per attrarre eventuali investimenti privati, qual è la visione strategica complessiva sull’ampia area metropolitana e quale la visione programmatoria sul breve, medio e lungo termine per lo sviluppo dell’area industriale e del porto di Venezia nell’ambito dell’ipotizzato europorto dell’alto Adriatico? altrettanto eloquenti risposte: “ Stiamo affrontando con assoluta priorità il complesso problema della possibile convivenza tra logistica, sviluppo industriale infrastrutture – ha esordito l’assessore comunale Farinea – anche per evitare penalizzanti speculazioni sulle aree puntando alla necessaria convivenza tra il P.A.T. e il Piano regolatore Portuale. Pensiamo ad una newco tra comune e regione per la programmazione degli interventi nelle aree (100 ha) acquisite da comune” . Da parte sua Costa annuncia i 10 punti sui quali si realizzerà la revisione del Piano regolatore portuale: il “post Mose” ; il post Legge 798/1984; il post Fusina; posto chimica di base; post reti TEN-T; post NAPA; post Decreto Clini-Passera; post Città metropolitana; post riforma legge portuale; post riattivazione Punto Franco”. Un percorso complesso per rispondere alle mutate esigenze del traffico e della salvaguardia dell’ambiente con la primaria esigenza di dover alimentare un porto che si espande su 20.450.000 mq. , 30.000 m di banchine, 163 accosti operativi, 205 km. di rete ferroviaria interna, 26 terminal merci, 7 terminal commerciali, 19 terminal in conto proprio, 8 terminal passeggeri e 2.300.000 pax/anno; 1° home port del Mediterraneo, 15.674 addetti occupati diretti e con un traffico totale di 24.411.377 tonnellate . Una complessa realtà che tuttavia potrà ulteriormente essere ottimizzata nel più vasto progetto
di europorto dell’alto Adriatico che Venezia con Chioggia, Trieste, Monfalcone,Capodistria e Fiume, (Ravenna ?) potrà porsi come necessaria alternativa nella portualità del sud Europa non solo al northern range ma anche tra l’est e l’ovest del Continente. Ma a che punto è il progetto di bonifica e riqualificazione di Porto Marghera? Puntualissimi Emanuele Zanotto e Gabriella Chiellino di e-Ambiente rispondono:“Porto Marghera ha rappresentato per l’immaginario comune il luogo della massima compromissione ambientale.
Gli strumenti legislativi (Perimentazione SIN, Accordi di Programma, Protocolli attuativi) uniti alle migliori tecnologie disponibili per la decontaminazione hanno trasformato l’area industriale in esempio di riqualificazione per il panorama nazionale e internazionale.
L’assioma dell’”inquinatore deve pagare” ha trovato la sua declinazione nell’esecuzione di alcune decine di chilometri di marginamento ambientale che evita ulteriori contaminazioni delle acque e dei sedimenti.
Stringenti limiti (più’ bassi a livello europeo) per lo scarico delle acque di processo in laguna rappresentano gli strumenti per annullare le pressioni antropiche su questo unico ecosistema, a slavguardia degli investimenti per la decontaminazione.
Oggi a P.Marghera stanno fiorendo aziende che puntano al Green attraverso processi di riconversione industriale di impianti esistenti. Bioraffineria di ENI e la bioestrazione di oli di Cereal Docks rappresentano investimenti importanti di aziende che trovano le strutture (banchine, ferrovia, autostrada) nell’area portuale.
L’industria chimica se ne e’ andata ma ha lasciato la connessione con il territorio, eredita’ indispensabile per il rilancio.
L’europa guarda con entusiasmo la chimica verde e la filiera food, garantendo alle aziende fondi di oltre 1,6 miliardi di Euro all’anno per finanziare l’innovazione e gli investimento. Horizon 2020 infatti e’ il programma pluriannuale che ha fuso gli strumenti di programmazione del Programma Quadro e Ecoinnovation a cui soprattutto le PMI potranno accedere. Vi sono tutti gli strumenti, normativi e finanziari, per dare nuovo impulso a P. Marghera.

Terminata la bonifica al Porto di Genova

Sono terminate nel pomeriggio, intorno alle 17.30, senza incidenti, le operazioni di bonifica dell’ordigno bellico trovato durante gli scavi nel porto di Genova all’ interno dell’ area di Calata Bettolo.
L’esplosivo contenuto all’ interno della bomba è stato bruciato in loco dopo che l’ordigno era stato diviso in tre parti per ridurre i rischi. L’operazione è stata svolta da sei artificieri del Genio guastatori di Torino. Sono ora riattivati tutti i divieti scattati stamani, tra cui quello relativo al sorvolo dello spazio aereo che ha limitato notevolmente l’attività operativa dell’aeroporto Cristoforo Colombo, e quello di navigazione davanti alla banchina. Per diverse ore c’é stato anche sia il black out elettrico sia l’interdizione delle celle di telefonia mobile nella zona. L’area in cui si è svolto l’intervento, era stata ‘protetta’ da un muro di container riempiti di sabbia.

Porto Marghera, ok alla bonifica da 5 miliardi

Porto Marghera

Vale 5 miliardi di euro la bonifica di Porto Marghera e delle aree limitrofe. Il via libera al progetto è stato firmato da Ministero dell’Ambiente, Magistrato alle Acque, Regione del Veneto, Comune e Provincia di Venezia e Autorità Portuale. L’accordo mira ad accelerare (da 4 anni a qualche mese di tempo) il processo di bonifica, riconversione industriale e riqualificazione economica dell’intera area veneziana, favorendo lo sviluppo di attività produttive ecosostenibili.

Tra progetti di bonifica e nuove imprese pronte ad insediarsi (un centinaio), la Laguna attrarrà più di 5 miliardi tra fondi pubblici e privati. “Fino ad oggi si parlava della sfida di Porto Marghera, mentre da oggi – dichiara il presidente della Regione Luca Zaia – parliamo di quello che sarà il futuro, ma di un futuro certo. Dando avvio a procedure semplificate perché non si attenda più 2-3 anni ma 4 mesi per ampliare un capannone o aprire un’azienda nuova”.

Chiuso il bando di gara per la bonifica dell’area ex-Montefibre

Ex-montefibre.

Ieri, 30 maggio 2011, si è chiuso l’iter per l’assegnazione del bando di gara per la progettazione esecutiva e l’esecuzione degli interventi relativi alla bonifica dei suoli e della falda in area ex-Montefibre (1°stralcio) a Porto Malghera (Venezia).  Il vincitore è: il raggruppamento temporaneo d’impresa (R.T.I.) costituito da Demont Ambiente s.r.l. , Siman S.p.a. , Marini Ermenegildo S.p.A, S.T.A. s.r.l.

L’impegno è di utilizzare 28 persone tra i dipendenti di Montefibre oggi in  cassintegrazione.

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