Articoli marcati con tag ‘Btp’

Firenze, al via i cantieri per la linea 2 del tram. Pronta in 950 giorni

La tramvia fiorentina

Al via i lavori della linea 2 della tramvia fiorentina. Con qualche mese di ritardo (la data era fissata per il 2 maggio scorso) i cantieri sono stati inaugurati nella zona dell’aeroporto di Peretola e dovrebbero chiudersi entro 950 giorni. La linea, che collegherà lo scalo fiorentino alla stazione di Santa Maria Novella, costerà in tutto 254 milioni di euro, in project financing. Circa 5 km di tragitto che dovrebbero allungarsi,in futuro, fino alla periferia sud della città, in zona Bagno a Ripoli. I progetti più recenti, infatti, parlano di un ramo in sotterranea che attraverserà tutto il centro storico per risbucare in lungarno Pecori Giraldi e da qui proseguire in superficie verso viale Europa.

A battezzare i futuri binari, sabato scorso, il sindaco Matteo Renzi e Raffaele Raiola, amministratore delegato di Impresa spa, che recentemente ha acquisito il ramo di azienda di Btp infrastrutture, precedentemente individuata per la realizzazione dell’opera. “I disagi ci saranno – ha detto il sindaco – ma noi garantiremo il rispetto dei tempi e faremo una massiccia campagna di informazione per i cittadini per spiegare l’avanzamento dei cantieri”. E se i lavori rispetteranno i termini previsti, Renzi offrirà la cena allo staff da Pinchiorri. Parola di sindaco.

Il Ponte sullo Stretto? Lo paga la Cina

Lou Jiwei, presidente del Chic

“Arrivano i cinesi”. E’ questo il ritornello più sentito nelle ultime settimane, economicamente parlando. Un grido d’allarme e di speranza al tempo stesso, come se solo la grande Cina potesse salvarci dal tracollo acquistando i nostri titoli di Stato. Come se non ci restasse altra scelta che venderci sul mercato orientale, dando via pezzi di debito e di Paese.

BTP? NO, GRAZIE. Ma la Repubblica popolare è sempre in grado di stupirci per senso pratico. “Siamo venuti per l’Italia e la Spagna, Paesi dove vale la pena investire, a differenza della Grecia”, avrebbero detto i delegati cinesi in visita a ministeri e istituti italiani pochi giorni fa. E non si riferivano ai Btp, come anche lo stesso ministro Tremonti ha chiarito, bensì a pacchetti di infrastrutture e industrie più o meno bisognose di una boccata d’ossigeno. E più e meno redditizie. Autostrade, aeroporti, parchi industriali, cantieri navali e persino il Ponte sullo Stretto di Messina: il fondo sovrano China Investment Corp (Chic), sarebbe interessato a finanziare buona parte delle grandi opere del Paese.

Il rendering del Ponte sullo Stretto

PONTE SULLO STRETTO. “C’è un forte interesse per il progetto”, ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli. Dalla Cina potrebbe arrivare circa il 50% dei fondi privati necessari a completare il Ponte, mentre i vertici delle ferrovie cinesi si sono già interessate all’affare. D’altronde per la Sicilia non sarebbe il primo esperimento del genere: già lo scorso novembre la Regione ha sottoscritto un accordo con la China Develpment Bank per il finanziamento di almeno otto grandi progetti infrastrutturali dell’isola. E circa 90 milioni di euro sarebbero già in arrivo da Pechino per ampliare i porti di Augusta e di Pozzallo, con il dichiarato obiettivo di renderli in grado di accogliere le enormi navi container provenienti da Oriente.

IN DARSENA A CACCIA DI AFFARI. Alcuni uomini d’affari cinesi si aggirano inoltre da alcuni mesi in Darsena, a Viareggio, a caccia di buone occasioni. Ovvero, in cerca di aziende in crisi ma produttive da rilevare. Anche i cantieri navali cominciano a fiutare il pericolo, tant’è che le smentite si rincorrono alla velocità della luce in questi giorni. Il Gruppo Baglietto e i Cantieri navali di Pisa, i primi ad essere finiti nel mirino degli investitori esteri, sarebbero in realtà fuori dalla partita. Lo ha confermato Massimo Perotti, ad di Sanlorenzo, dichiarando al tempo stesso che dal 2013 costruirà navi in Cina e per la Cina (in partnership con un’azienda locale). Leggi il resto di questo articolo »

Terza corsia A1, lavori bloccati

L'Autostrada del Sole

Sono entrate in funzione neanche un mese, ma sono già ferme le ruspe al lavoro per la realizzazione della terza corsia dell’A1, nel tratto tra Barberino del Mugello e Firenze Nord. A frenare i cantieri, fino allo stop dei giorni scorsi, le difficoltà economiche della ditta appaltatrice, la Baldassini Tognozzi Pontello.

Una situazione che rischia di paralizzare i cantieri già aperti e di far slittare le consegne. Nonché di lasciare a piedi non solo le migliaia di automobilisti che ogni giorno percorrono l’Autostrada del sole, ma anche e soprattutto i 150 dipendenti della Btp.

Il governatore toscano Enrico Rossi si è già mosso per sollecitare un incontro urgente con Autostrade. Basterà? Difficile saperlo, così come risulta impossibile adesso prevedere l’entità dei ritardi. Un tratto di strada, compreso tra il casello nord e quello sud della città, avrebbe dovuto essere aperto a tre corsie già a luglio 2011, in direzione Roma, mentre per l’altra carreggiata era previsto un anno in più. L’intero percorso dovrebbe essere pronto entro il 2015. Una corsa contro il tempo che si preannuncia oltretutto ad ostacoli.

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