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Il nuovo canale di Suez aprirà il 6 agosto

    Con 210 milioni di tonnellate di sabbia già scavate e l’80% dell’impresa realizzato, l’Autorità del Canale di Suez ha presentato oggi in una conferenza stampa ad Ismaliya, a 200 giornalisti egiziani e stranieri, la cerimonia inaugurale del raddoppio di 72 km del Canale che si svolgerà il 6 agosto prossimo.

“E’ con grandissimo orgoglio che presento questa cerimonia, che siglerà una svolta di grande importanza non solo per l’Egitto, ma per il trasporto mondiale”, ha esordito il presidente e direttore esecutivo dell’Autorità, ammiraglio Mohab Mamish. Ha quindi snocciolato alcune cifre sui prevedibili vantaggi che il nuovo Canale – costruito nel tempo record di 12 mesi, rispetto ai 3 anni previsti inizialmente – dovrebbe comportare: il raddoppio del traffico mercantile annuale e quello degli introiti dei noli, che da 5,3 miliardi di dollari di oggi, nel 2023 dovrebbe arrivare a 13,2. Il piano globale nell’area prevede anche la realizzazione di un’area industriale con la creazione di servizi che daranno accesso a 1,6 miliardi di clienti. “Il 6 agosto – ha detto Mamish – potrete vedere per la prima volta nella storia navi che si incrociano nel Canale, transitando insieme da nord e da sud”.

Collisione tra due navi container nel canale di Suez

Una collisione avvenuta tra due navi container nel Canale di Suez ha determinato numerose problematiche per la circolazione marittima. Il sito del quotidiano egiziano al Ahram ha riferito che la nave Susan Maersk ha colliso con la Margret Oldendorff vicino a Ismailia, mentre era in rotta verso il Mare Mediterraneo. Non ci sono feriti, solo alcuni danni alla Margret Oldendorff.

Allerta a Suez per gli scioperi degli operai

Allerta nel canale di Suez per il timore delle conseguenze sul traffico navale delle dimissioni di Mubarak

È massima allerta a livello globale  a Suez,  per il timore di interruzioni del traffico del Canale, lembo di mare strategico da cui transitano ogni giorno oltre due milioni di barili di greggio diretti in Europa e Stati Uniti. Anchenei giorni scorsi nella città, che dista 130 chilometri dal Cairo, cuore della rivolta, si sono registrati nuovi scioperi che hanno fatto seguito al sit-in di protesta proclamato dai lavoratori della Compagnia del Canale di Suez. Diverse centinaia di dipendenti hanno incrociato le braccia per contestare le condizioni di lavoro disagevoli e gli stipendi bassi. Molti di loro sono a fianco del movimento pro-democrazia che ha ottenuto le dimissioni di Mubarak.

Ma non si tratta di un caso isolato: va infatti avanti dalla fine di gennaio lo sciopero ad oltranza degli operai dell’accaieria “Steel Suez Company” che, assicurano i leader della protesta, «terminerà solo con le dimissioni di Mubarak». Suez, che insieme al Cairo e Alessandria è uno dei centri della protesta contro il rais, ha pagato con gravi perdite in termini di vite umane la repressione della forze di sicurezza. Secondo Human Rights Watch, almeno 13 persone sarebbero morte nel corso delle violenze dei giorni scorsi. Per ora gli scioperi non hanno provocato gravi rallentamenti al traffico marittimo nel Canale, ma rimane incertezza sugli scenari nel medio termine legati alla situazione politica dell’Egitto. Incertezza che già si respira sui mercati internazionali, dove il prezzo del Brent ieri ha nuovamente superato la soglia psicologica di 100 dollari al barile.

A far temere per la sicurezza del Canale e la stabilità del Sinai è stato anche l’attentato compiuto sabato contro un gasdotto nella città di el-Arish, che dalla penisola egiziana fornisce combustibile a Israele e Giordania. Le autorità del Cairo, tuttavia, da giorni inviano messaggi rassicuranti ai partner occidentali sulla capacità di mantenere regolare il flusso delle merci attraverso il Canale. Lo stesso premier egiziano, Ahmed Shafiq, si è affrettato ad annunciare che i transiti commerciali a Suez proseguono senza problemi. Lo scorso anno l’Egitto ha incassato 4.770 miliardi di dollari dalle operazioni nel Canale, una somma imponente che assume ancora maggiore importanza nella fase attuale, in cui l’economia egiziana, basata sul turismo, soffre a causa della rivolta.

dall’avvisatoremarittimo

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