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Dubai Boat show conferma ripresa settore cantieristica

Il Dubai International Boat Show cresce del 20%, segnale di una ritrovato entusiasmo e potere d’acquisto grazie alla sostenuta ripresa economica degli Emirati Arabi Uniti e alla sviluppo di nuove marine e nuovi porticcioli.

La vetrina nautica piu’ importante dell’area che guarda ai ricchi acquirenti del Golfo petrolifero, ma getta lo sguardo anche verso l’India e la Russia, mette in mostra quest’anno oltre 430 imbarcazioni per un valore che sfiora i 360 milioni di euro.

Immancabili, nella regione con il piu’ alto tasso di superyacth – sette su 10 proprietari dei più grandi mega yacht al mondo vivono nel Golfo – panfili da mille e una notte: diciannove in questa 22/ma edizione, compreso il “Nirvana”, 88,5 metri di lunghezza per sei ponti, due eliporto, un palcoscenico per spettacoli dal vivo ed un cinema 3D.

Costruito da Oceanco, e’ uno dei 50 superyach piu’ lussuosi al mondo. Solida, come ogni anno, la presenza italiana con 26 imprese e cantieri tra i quali Finacantieri Yacths, Azimut-Benetti, San Lorenzo e Ferretti. La Ferretti, presente con una flotta di cinque barche, contribuisce alle 42 “prime” regionali e internazionali del Boat Show con il debutto in Medio Oriente del ‘Pershing 62′ per il marchio Pershing e del ’68′ Ego Super’ della Riva. Le esportazioni italiane nel comparto marittimo, dopo il rallentamento dovuto alla crisi finanziaria globale del 2007 che ha investito anche le piazze piu’ ricche, sono riprese a ritmi sostenuti. Nei primi 11 mesi del 2013, le esportazioni italiane di navi e imbarcazioni verso gli Emirati Arabi hanno superato il 507%, indicano i dati forniti dall’ufficio Ice di Dubai. Non altrettanto positivo, tuttavia, il comparto delle imabarcazioni da diporto e sportive, che hanno registrato negli stessi undici mesi un calo del 78%. Cresce inoltre al Boat Show la presenza della cantieristica locale: il 30% degli espositori al salone provengono dalle monarchie petrolifere del Consiglio di cooperazione del Golfo (Ccg), a testimoniare un settore in espansione anche grazie a partenariati internazionali come quello tra Fincantieri e i gruppi emiratini Al-FattanShip Industries e Melara Middle East, join venture tesa a collaborazioni nella cantieristica civile e militare. Uno studio dell’Autorita’ marittima di Dubai (Dmca) rivela che il settore della nautica e’ un importante generatore di entrate per l’emirato, contribuendo per tre miliardi di euro al Pil nazionale (33,8 miliardi di euro prima meta’ del 2013) e con un mercato che impiega oltre 75,000 addetti. Un settore in espansione e che vedra’ aggiungersi alle attuali 30 marine e 4,816 attracchi degli Emirati Arabi uniti – il 38% dell’intero Ccg – nuove marine e nuovi porticcioli con lo sviluppo di progetti gia’ annunciati.

Cantieristica navale:Bono, usato 50% capacità produttiva

Nella cantieristica navale, negli ultimi 5 anni (quinquennio 2008-2012) mediamente il volume di ordini emesso a livello mondiale si è attestato a 32 milioni di tonnellate di stazza lorda, contro una capacità produttiva stimata intorno ai 60-70 milioni. Lo ha sottolineato l’ad di Fincantieri Giuseppe Bono nel corso del Foro Italia Spagna, aggiungendo che quindi “praticamente solo il 50% della capacità produttiva è oggi utilizzata”. “Il calo di ordinativi – ha proseguito – non ha risparmiato nessun comparto dello shipping, compreso quello delle navi da crociera in cui Fincantieri è leader”. Bono, dunque, ha ricordato che per Fincantieri “è stato necessario individuare la dimensione compatibile con la mutata dimensione del mercato, salvaguardando le competenze e affrontando problemi di ordine politico e sociale. Non è possibile infatti pensare di mantenere il tutto a costi antieconomici. Questo obiettivo ha richiesto la stipula di un sofferto accordo con le organizzazioni sindacali che ha garantito il mantenimento di tutti i siti produttivi in Italia”.

Nautica: Ucina, fatturato 2013 2,4 mld, in calo fino a -8%

Continua a calare, anche se la tendenza sembra rallentare, il fatturato globale della nautica italiana. Per 2013, in base ai dati diffusi oggi al Salone di Genova dall’ufficio studi di Ucina Confindustria Nautica, si attesta entro una forbice compresa tra 2,4 e 2,3 miliardi di euro, tra -4% e meno -8% rispetto al 2012. Rispetto al 2008, l’anno record della nautica in cui il fatturato aveva superato i 6,2 miliardi, la diminuzione è compresa tra il 61% e il 63%. A partire dal 2014, tuttavia, si intravede uno spiraglio. Le previsioni del Fondo Monetario Internazionale indicano una crescita del Pil italiano dello 0,7% e, secondo Ucina, il contributo della nautica al Pil potrà superare i 2 miliardi di euro con una crescita del 7%. ”A differenza dei beni di prima necessità – si legge nell’analisi di Ucina – la nautica da diporto presenta un’elevata elasticità della domanda al variare del reddito. Pertanto il contributo della nautica al Pil amplifica l’andamento del tasso di crescita del Pil italiano (in positivo e in negativo)”. Infatti, se nel 2013 il Pil segnerà come prevede il Fondo Monetario Internazionale, un calo dell’1,8%, il tasso di contributo della nautica scenderà del 6 per cento. La cantieristica italiana continua comunque a tenere sull’export (90% della produzione 2013) e a mantenere la leadership mondiale per i superyacht (272 ordini, il 39% del totale).

Serracchiani : Sulla cantieristica navale la Commisione UE deve rivedere la strategia

Gli Stati Membri e in particolare l’Italia invitino la Commissione Europea a rivedere la strategia per la cantieristica navale alla luce delle evoluzioni del mercato e dell’industria e, contestualmente, di allargarla agli altri ambiti marittimi”. La richiesta è contenuta in una lettera firmata dalla presidente della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani assieme ai presidenti di Campania, Liguria, Marche, Toscana e Sicilia, indirizzata al ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato in vista della prossima riunione del Consiglio dei Ministri Europei sulla Competitività del 29-30 maggio 2013. “La cantieristica è un settore particolarmente importante per la nostra realtà – spiega Serracchiani – e quindi l’attenzione della Regione Friuli Venezia Giulia è sempre alta, per la presenza sul suo territorio sia della sede centrale della Fincantieri sia dell’importante cantiere navale di Monfalcone, cui si aggiunge una significativa presenza di imprese medie e piccole operanti nelle costruzioni navali. La revisione della strategia comunitaria per la cantieristica navale alla luce delle evoluzioni del mercato e dell’industria delineata nella strategia ‘LeaderSHIP 2020′ tiene conto esplicitamente anche delle particolari esigenze delle piccole e medie imprese del settore”. Il rapporto ‘Leadership 2020, il mare, Nuove Opportunità per il Futuro’ è stato presentato a Bruxelles il 20 febbraio scorso e alla sua stesura hanno collaborato anche le sei Regioni italiane che hanno promosso una visione positiva per il futuro basata sulla differenziazione innovativa e la diversificazione delle industrie marittime attraverso le strategie di Smart Specialization nella prossima programmazione dei Fondi Strutturali 2014-2020. Nella lettera al ministro Zanonato le Regioni rilevano che “in Italia esiste una positiva intesa tra tutti gli attori nazionali, regionali, industriali e scientifici che sta permettendo la creazione del Cluster Nazionale delle tecnologie del Mare”

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