Articoli marcati con tag ‘Cantieristica’

D’Amico, aumento di capitale fino a 35 mln

Il cda della d’Amico International Shipping, società internazionale operante nel trasporto marittimo specializzata nel settore delle navi cisterna, ha deliberato un aumento di capitale per un valore massimo di 35 milioni di euro. La sottoscrizione delle nuove azioni vedrà la contestuale assegnazione di warrant gratuiti esercitabili entro un periodo di cinque anni. L’eventuale esercizio integrale dei warrant porterà l’aumento a un valore massimo di 60 milioni di euro. Il socio di maggioranza si è “irrevocabilmente” impegnato a sottoscrivere almeno il numero di Nuove Azioni corrispondenti alla sua quota del 58,28%.

“E’ un’operazione che riteniamo positiva per sfruttare la ripresa del mercato – ha detto il cdo di d’Amico International Shipping, Marco Fiori -. Anche se il 2016 è stato un anno difficile per il settore delle navi cisterna, la società ha comunque mantenuto una buona profittabilità a livello operativo con un ebitda pari a 55 milioni di euro ed è riuscita a minimizzare le perdite a 6,2 milioni. Siamo convinti che con questa operazione potremo cogliere tutte le opportunità”.

L’Italia al METS di Amsterdam

L’industria nautica italiana con 206 aziende sarà la più rappresentata al Mets Trade di Amsterdam, appuntamento dedicato ai materiali e accessori per la nautica che apre martedì 17 novembre.

Il Made in Italy sarà grande protagonista al METS – Marine Equipment Trade Show, l’evento dedicato agli operatori del settore dedicato ad accessori, impianti, materiali e tutto quanto sta dentro e sulla barca che avrà luogo ad Amsterdam dal 17 al 19 novembre prossimi. 206 aziende, delle quali 66 costituiranno la collettiva organizzata da UCINA Confindustria Nautica, esporranno i propri prodotti sul mercato internazionale. L’Italia si conferma quindi il primo gruppo straniero per numero di espositori.

“Un altro primato per la nostra industria nautica – ha dichiarato Carla Demaria Presidente di UCINA – che è leader non solo nella costruzione di imbarcazioni di ogni dimensione, ma anche in questo settore che è evidentemente strategico nella costruzione di quella qualità unica che ci è riconosciuta in tutto il mondo. I cantieri stranieri spesso si rivolgono ai nostri accessoristi sapendo di trovare prodotti unici per design e funzionalità”.

Uno spazio di 1.650 metri quadrati ospiterà la collettiva organizzata dall’Associazione di categoria, le cui aziende saranno divise all’interno dell’Italian Pavillion e del Superyacht Pavillion.

UCINA, con il supporto del Ministero dello Sviluppo economico e di ICE Agenzia, sarà presente con uno stand istituzionale presidiato da UCINA e Ufficio ICE Bruxelles presso il quale gli espositori della collettiva italiana troveranno spazio per i propri incontri business e servizi loro dedicati, tra cui ospitalità e interpretariato.

D’Amico: ecco 2 nuove eco-navi, il 2015 cresce a doppia cifra

“Cielo di Ulsan” e “High Trader” sono le due eco-navi di ultima generazione fatte e consegnate in Vietnam dai cantieri Hyundai Vinashin Shipyard alla d’Amico International Shipping (Dis) che, in aggiunta al piano di ammodernamento della flotta, si prepara a chiudere il 2015 in accelerazione con i principali risultati di bilancio in crescita a doppia cifra. “Sono navi gia’ pronte per due compagnie petrolifere, una americana e una europea con cui abbiamo rapporti da oltre 30 anni, e che soppiantano due in servizio”, spiega il presidente Paolo d’Amico, nel corso della cerimonia “di assegnazione del nome e di benedizione” presso i cantieri di Nha Trang, i quarti piu’ grandi posseduti dal gruppo sudcoreano. La straordinaria domanda mondiale del trasporto di prodotti raffinati, spinta dalla rilocazione proprio della raffinazione dai paesi di consumi a quelli di estrazione e dal crollo dei prezzi del petrolio, rende piu’ strategico “il rinnovo della flotta che procede all’insegna di consumi ed emissioni ridotti del 20-30% sulle navi precedenti, parte del programma” di 755 milioni di dollari iniziato nel 2012 e basato su 22 unita’ entro il 2018, di cui 10 gia’ consegnate. Anche la Cina si pone nella insolita situazione, causa il rallentamento dell’economia, “di produzione di eccesso di diesel pari a 800-900mila al giorno. Anche loro si porranno il problema dell’export creando occasioni interessanti di business”, osserva d’Amico. Le navi cisterna del gruppo in dotazione per il trasporto di prodotti petroliferi raffinati e olii vegetali (che tra palma, soia e colza sono il 10-15% del totale), tra proprieta’ e noleggio, sono salite a oltre 50 unita’ con eta’ media scesa a 7,6 anni. A un terzo trimestre per tradizione “transitorio”, seguira’ il quarto in espansione “con il freddo nell’emisfero nord che aumenta i consumi”, nota da parte sua il Ceo, Marco Fiori, rimarcando i rapporti “sempre stretti” della compagnia con le “principali major petrolifere”, che sono in gran parte i “primi 10 top clienti”, pari al 70% del fatturato del gruppo. Con il titolo Dis raddoppiato di fatto in Borsa negli ultimi mesi, i 64 milioni di dollari spesi per le due navi nuove di zecca faranno aumentare l’indebitamento, pari a 374 milioni alla fine del primo semestre: “crescera’ ancora un po’ – dice il Cfo Giovanni Barberis – e poi comincera’ a scendere alla fine del ciclo tra il 2017 e il 2018. E’ perfettamente sostenibile con i 60-70 milioni di cash flow generati e rappresenta un passaggio naturale per lo sviluppo del gruppo”. Rispetto ad altri player dello shipping, per ottenere una flotta cosi’ giovane il gruppo ha un indebitamento stimato in circa la meta’ dei competitor. Cielo di Ulsan, da 39.000 tonnellate, e’ stata costruita per resistere alla navigazione in presenza di ghiacci, mentre High Trader, che misura 183 metri di lunghezza e 32 di larghezza, ha una capacita’ di 50.000 tonnellate e puo’ trasportare fino a nove differenti tipologie di cari

Salone Nautico di Genova: presentata l’edizione 2015, le barche della VOR saranno le star

Che Salone sarà? La nuova gestione UCINA saprà mettere la marcia in più alla più importante fiera nautica italiana? E’ tempo di pensare al Salone Nautico di Genova 2015 , 30 settembre-3ottobre, per il comparto italiano e l’attesa cresce per gli addetti ai lavori perché, inutile nasconderlo, questa edizione è molto importante.

Lo è perché è la prima della gestione Carla Demaria. E’ importante anche perché arriva dopo mesi di conflitti dentro UCINA Confindustria Nautica e dopo l’uscita di alcune aziende che sono confluite dentro il nuovo soggetto di categoria, Italia Nautica.

I numeri parlano di un grande Salone Nautico di Genova: oltre 1000 imbarcazioni, 760 espositori e 140 operatori esteri provenienti da più di 36 Paesi, questi sono i numeri diffusi dagli organizzatori alla presentazione ufficiale dell’edizione 2015 a Milano, fronte Expo.

“Quella del Salone Nautico di Genova è una grande storia, non una storia solo di Genova ma un patrimonio di tutta la nautica, dell’economia italiana, un patrimonio di tutti, e se è di tutti tutti devono avere interesse a difenderlo”, ha dichiarato Carla Demaria, un discorso che suona ancora una volta come una richiesta di unità e collaborazione dai soggetti che operano nel comparto.

Vera attrazione del prossimo Salone Nautico di Genova sarà la Volvo Ocean Race.

Agonismo puro con i due equipaggi, Team SCA e Team Vestas Wind, che si incontreranno in mare per una serie di regate Pro-am, ossia con velisti e ospiti a bordo, nelle giornate di mercoledì 30 settembre, giovedì 1 e venerdì 2 ottobre e che saranno fra le stelle della regata di flotta organizzata dal Salone Nautico di Genova, in programma per sabato 3. Una bella occasione per vedere le imbarcazioni oceaniche navigare a poche centinaia di metri dalla città e per incontrare alcuni dei velisti, come l’australiano Chris Nicholson skipper di Team Vestas Wind e le donne di Team SCA, fra cui la navigatrice inglese Libby Greenhalgh che con il suo lavoro tattico ha portato il suo team ad aggiudicarsi la vittoria di tappa a Lorient, prima volta per un equipaggio femminile dopo moltissimi anni.

Ma non solo, per i visitatori ci sarà anche la possibilità di visitare la Cross Section, un mezzo scafo a grandezza naturale e completamente attrezzato che farà vivere loro l’emozione di stare a bordo di una delle barche del giro del mondo. L’attrazione è stata una delle più popolari nel corso della regata, basti considerare che nelle nove città sede di tappa sono state quasi mezzo milione le persone che si sono “imbarcate”.

Altrettanto attraente per il pubblico, con oltre 160.000 spettatori, il Dome: la grande struttura a cupola che ospita una vera e propria sala cinematografica dove saranno proiettati dei video sulla regata e sulla vita di bordo dei velisti.

Il pubblico avrà anche l’occasione, nella mattina di sabato, di conoscere e porre domande dirette ai protagonisti, in un incontro pubblico organizzato al Teatro del Mare che vedrà la presenza dei velisti e di componenti dello staff Volvo Ocean Race. Inoltre, sia sabato che domenica, le due imbarcazioni monotipo Volvo Ocean 65, saranno disponibili per delle visite guidate a bordo.

Da Liguria nautica

Persico Marine e Volvo Ocean Race: nuovo connubio per il 2017

Sarà l’italiana Persico marine a costruire i nuovi Volvo ocean 65, per l’edizione 2017/2018 della famosa regata, che prevede il giro del mondo a vela e a tappe, in equipaggio. Il cantiere con sede a Nembro (Bergamo), che ha fatto parte del consorzio di cantieri che hanno costruito i primi sette monotipo Volvo ocean 65, protagonisti della 12/a edizione del giro del mondo che si è conclusa a Goeteborg lo scorso giugno, si è aggiudicato il contratto per la costruzione delle nuove barche monotipo Volvo ocean 65 che saranno utilizzate nella prossima edizione.

L’ultima edizione della manifestazione ha visto il trionfo di Ian Walker. Lo skipper britannico ha vinto la Volvo Ocean Race 2014-2015, dopo averla in pratica dominata con una continuità di piazzamenti impressionante con il suo team, Abu Dhabi Ocean Racing. L’atleta olimpionico con medaglie in 470 e Star, aveva due sfortunate campagne Volvo Ocean Race alle spalle: una con Green Dragon nel 2008-2009, poi la prima alla guida di Abu Dhabi nel 2011-2012 con una barca piena di problemi e la rottura dell’albero subito dopo la partenza da Alicante.

Persico Marine

La Persico marine è venuta agli onori della cronaca internazionale in occasione della ricostruzione completa, in soli quattro mesi e mezzo, di Team Vestas Wind, la barca gravemente danneggiata a seguito di un incagliamento su una barriera corallina in pieno oceano indiano nel corso della 2/a tappa nel novembre 2014. Vestas Wind ha potuto così correre le ultime due tappe della regata.

Volvo Trucks presenta cinque nuove funzionalità per operazioni su terreni sconnessi.

«La qualità e le catene cinematiche sono elementi fondamentali della solida reputazione dei veicoli Volvo. Con l’aggiunta di caratteristiche nuove e all’avanguardia, offriamo ai nostri clienti la possibilità di accedere a un’ancor più vasta gamma di opzioni e modi esclusivi per migliorare la produttività», spiega Ricard Fritz, Vice President, Volvo Trucks Brand.

Oltre al paraurti rinforzato per la serie Volvo FH e alla funzione Controllo automatico della trazione (ATC) per il Volvo FMX (novità nel settore), ora sono disponibili cinque nuove funzionalità:

Sterzatura dinamica Volvo per assi anteriori doppi: la Sterzatura dinamica Volvo è ora disponibile anche per veicoli con assi anteriori doppi, una configurazione molto comune nel settore della cantieristica. Poiché questi veicoli spesso trasportano carichi o sovrastrutture particolarmente pesanti, i vantaggi per l’autista sono davvero evidenti. Oltre a produrre una resistenza alla sterzata molto minore, il volante ritorna automaticamente al centro dopo una sterzata completa, riducendo drasticamente gli sforzi necessari per le manovre in spazi ristretti e facendo risparmiare all’autista tempo e fatica. Introdotta nel 2013 e messa in luce ad esempio nel successo YouTube “The Hamster Stunt”, la Sterzatura dinamica Volvo presenta un motore elettrico che compensa le vibrazioni e i movimenti del volante, minimizzando al contempo la forza necessaria per far girare il veicolo.

Maggiori carichi sugli assi anteriori per assi anteriori doppi: nei veicoli pesanti Volvo con assi anteriori doppi, la capacità tecnica massima passa da 18 a 20 tonnellate. Il risultato? Migliore produttività e più flessibilità per il cliente. La capacità extra si traduce direttamente in una maggiore capacità di guadagno, aspetto particolarmente importante nelle attività di trasporto di materiali pesanti tipiche del settore della cantieristica. Inoltre, in un veicolo a 4 assi con massa totale di 32 tonnellate, il pianale di carico è più lungo e il posizionamento su un ribaltabile di ghiaia e altri carichi è più flessibile. Ciò significa che, durante le operazioni di carico, il peso massimo può essere raggiunto più rapidamente e che l’autista può essere sicuro di rispettare i limiti di peso. Con una maggiore capacità di carico sugli assi anteriori è inoltre disponibile una più ampia varietà di configurazioni di gru e sono possibili applicazioni che comportano un peso elevato sugli assi anteriori.

Veicoli cinque assi, 10×4 e 10×6: in molti mercati, si tende a preferire combinazioni di peso molto elevato, tra 50 e 76 tonnellate. Per soddisfare la richiesta di applicazioni più pesanti sia in autostrada sia in cantiere, Volvo Trucks ora propone combinazioni a 5 assi realizzate in fabbrica. I due assi anteriori consentono di caricare fino a un massimo di 20 tonnellate, mentre i tre ponti possono gestire fino a 36 tonnellate. Il risultato è una maggiore capacità di carico e una migliore flessibilità per i clienti. Questa soluzione è adatta anche per pompe calcestruzzo e camion con gru di grandi dimensioni, che necessitano di una distribuzione uniforme del carico. Grazie alla riduzione della pressione sugli assi, è possibile portare questi veicoli su tragitti lunghi in autostrada, con conseguente maggiore rapidità dei trasporti e migliore potenziale di profitto.

Sospensioni pneumatiche posteriori con asse anteriore trattivo (Volvo FMX): la novità è che è possibile coniugare un ponte con sospensioni pneumatiche e un asse anteriore trattivo, per ottenere massimi livelli di comfort anche per veicoli con trazione integrale. Mentre in genere le sospensioni a balestra sono dimensionate per i carichi più pesanti, le sospensioni pneumatiche sono più flessibili e si adattano al peso del carico. Il risultato è un’esperienza di guida più fluida e una minore usura per il camion, l’autista e il manto stradale. Grazie alla riduzione delle vibrazioni (specie a camion scarico), l’autista può mantenere una velocità media più elevata sulle dissestate strade dei cantieri, che si traduce in un numero maggiore di consegne per ogni turno. Oltre al maggiore comfort, le sospensioni pneumatiche Volvo Trucks offrono anche un’altezza da terra di almeno 300 mm e una protezione efficace per tutti i componenti più delicati.

EBS per freni a tamburo: ora i vantaggi del sistema EBS (Electronic Brake System, sistema frenante elettronico) di Volvo sono disponibili anche per i clienti che scelgono i freni a tamburo per operazioni in ambienti particolarmente polverosi o umidi. L’elettronica del sistema apre le porte a tutta una serie di funzionalità intelligenti, come l’Aiuto allo spunto in salita per un migliore controllo su pendenze ripide. Inoltre la funzione Frenata combinata, ovvero l’integrazione tra freno motore e rallentatore, migliora ulteriormente la sicurezza. Oltre a fornire funzionalità di frenata migliorate, il sistema EBS con freni a tamburo offre la possibilità di scegliere la Sterzatura dinamica Volvo (non con trazione anteriore) e di ottenere cambi marcia più efficienti, poiché I-Shift ricava alcune informazioni dal sistema frenante elettronico.

«Il nostro obiettivo è essere il marchio leader nel settore della cantieristica proprio come lo siamo nel trasporto a lungo raggio. Le nuove funzionalità, coniugate con una gamma di prodotti completamente rinnovata, definiscono chiaramente un nuovo standard per i veicoli da cantiere», dichiara Ricard Fritz, Vice President Volvo Trucks Brand.

L’offerta Volvo Trucks per il settore della cantieristica

Oltre ai modelli Volvo FMX, Volvo FH e Volvo FH 16, la gamma di veicoli da cantiere Volvo Trucks comprende anche il Volvo FL, con trazione integrale e peso totale di 18 tonnellate, e il Volvo FE, con peso totale massimo di 26 tonnellate. Tutto questo si affianca a una vasta rete di officine e servizi avanzati per la massima disponibilità, con l’obiettivo di offrire ai clienti tutta la flessibilità necessaria per creare soluzioni personalizzate e sicure.

Aziende: colpo per Overmarine Group, c’è la vendita del primo Mangusta 132

Buone notizie da Overmarine Group, che ha messo a segno un bel “colpo” con la vendita del primo Mangusta 132.

Decisamente soddisfatto Francesco Frediani – direttore commerciale del Gruppo che ha così commentato: “Questo modello nasce in linea con il piano di sviluppo strategico del Gruppo che in questi ultimi anni ha messo in atto un ampliamento e rinnovamento della gamma, puntando anche ad una crescita dimensionale ed alla maggiore efficienza, ovvero al mantenimento delle elevate prestazioni con consumi sempre inferiori. Se oggi possiamo vantare questo bel risultato è grazie a queste scelte strategiche, che unite alla serietà ed all’esperienza di un cantiere che appartiene alla stessa famiglia da 30 anni ci permettono di giocare un ruolo chiave sul mercato”.

Il Mangusta 132 è il quarto nuovo modello di Maxi Open Mangusta introdotto sul mercato negli ultimo due anni, dopo il Mangusta 94, il Mangusta 110 ed il Mangusta 165 E.

Questo modello mette chiaramente in luce la recente evoluzione tecnica e stilistica dei Mangusta. Le linee esterne sono quelle distintive della tradizione, filanti e sportive, a cui si aggiungono le novità estetiche e strutturali introdotte nei recenti modelli: la nuova finestratura sul ponte principale, un’unica vetrata all’altezza del salone, che offre un’eccellente visibilità dall’interno e permette alla luce naturale di entrare ampiamente, la nuova linea del fly più aggressiva e moderna con griglia estetica ed il sundeck di dimensioni più che generose, che si presta ad essere usata come area privata dell’armatore e può anche essere dotata di una seconda postazione di comando, per regalare sia momenti di relax sia l’emozione della navigazione ad alta velocità. Al design esterno si accompagna anche un’evoluzione tecnica: un nuovo scafo su cui sono state riportate tutte le migliorie idrodinamiche già del Mangusta 165, nuove motorizzazioni, il sistema di propulsione a idrogetti, gli stabilizzatori giroscopici Zero Speed” (all’ancora e underway), tutto contribuisce a migliorare ulteriormente il comfort a bordo ampliando, inoltre, il range di utilizzo confortevole dell’imbarcazione. Infatti ora è possibile navigare a bassa velocità con consumi ridotti e comfort elevato.

Questo Maxi Open è stato progettato e realizzato in base a desideri ed esigenze del proprio Armatore, che era al suo secondo yacht Mangusta e che quindi sapeva esattamente come sfruttare al meglio la potenzialità di questo modello. A bordo si hanno volumi impressionanti e massima “performance”, intesa soprattutto come qualità, eccellenza, benessere a bordo anche a velocità elevate. La distribuzione degli spazi interni è il risultato di un attento studio architettonico dei volumi, mirato al massimo comfort a bordo e ad un’ottimale e completa separazione tra le aree ospiti ed equipaggio. Come per tutte le imbarcazioni Mangusta, l’Ufficio Artistico del Gruppo ha proposto tipi di configurazioni di interni e soluzioni stilistiche e di decor personalizzate da riuscire a soddisfare appieno il gusto ed i desideri di ogni armatore. In questo caso l’Armatore ha scelto un layout a 4 cabine con un ulteriore salone nel ponte inferiore (lo standard è di 5 cabine).

Invictus Yacht il nuovo cantiere di imbarcazioni da diporto

Arriva Invictus Yacht, il nuovo cantiere calabrese che entra nel mondo della nautica e presenta il modello 280GT.
Invictus realizza una serie d’imbarcazioni, come il GT, FX e TT, tutte concepite e costruite seguendo le qualità che hanno reso la cantieristica da diporto italiana una tra le più apprezzate nel mondo. Estetica, affidabilità, flessibilità e durata nel tempo sono ciò che caratterizza le imbarcazioni firmate Invictus.
“Invictus è stata per me l’occasione di reinterpretare il progetto nautico in una nuova evoluzione, che chiamerei nautica 2.0. – commenta Christian Grande, Designer di interni nautici – Una nautica che già nel piccolo vede la sua ragione d’essere e la ricerca dell’eccellenza”.
L’ultimo modello 280GT è la punta di diamante del cantiere.
La sua prua “semi-rovescia” appare tagliente e massiccia allo stesso tempo, si sviluppa in fiancate dinamiche e lineari, lavorate ad hoc, con transizioni tra i pieni e i vuoti molto omogenee. Eccezione per le finestrature in zona cabina e le prese d’aria motore, realizzate in foggia di semplici fenditure che sottolineano i caratteri monolitici voluti dal Designer Christian Grande. La prua particolare, del tutto innovativa e all’avanguardia, conferisce un aumento della lunghezza al galleggiamento, una maggiore stabilità longitudinale e un aumento dello spazio interno.
280GT è un’imbarcazione robusta e in grado di resistere a qualsiasi condizione di utilizzo e alle peggiori aggressioni delle onde. Nonostante abbia una struttura “massiccia”, il designer , come sempre, ha conservato la cura nei dettagli.
“Tutto quello che un tempo ci si aspettava salendo a bordo di grandi yacht con Invictus é ora a portata di mano, e con un design unico e innovativo- conclude il designer”.

Cantieri San Marco: la preoccupazione dei lavoratori per il futuro

Preoccupazione e incertezze sul futuro per i lavoratori del cantiere San Marco di Spezia. Secondo quanto rivelato da cittadellaspezia.com uno dei superyacht in costruzione presso lo stabilimento ligure sarebbe in procinto di salpare per essere finito all’estero, da un altro cantiere. L’unità da 74 metri è stata commissionata nel 2006 da parte dell’agenzia Monaco Yachting & Technologies e per una lunga serie di ritardi ancora non finita. Una cosa già successa sempre con la società monegasca, che già ritirò un altro megayacht non completo, facendo anche causa al cantiere San Marco.
Per un cantiere già in crisi, se fosse confermato questo scenario, sembra proprio che la strada imboccata non sia quella del rilancio della produzione ma anzi continuano a sentirsi in lontananza le sirene di una possibile vendita. Diverse aziende potrebbero infatti essere interessate a rilevare l’area.

Il megayacht dell’emiro per i Cantieri Mariotti?

Difficile poterne conoscere il futuro armatore, ma i megayacht avvistato a Chioggia sicuramente fa già parlare di se. Un’unità probabilmente ben oltre i 100 metri di lunghezza, ancora allo stato grezzo, fa bella mostra di se alle alle banchine del porto vecchio dei Saloni. Si tratterebbe di uno yacht realizzato dai Cantieri Visentini per i Cantieri Mariotti di Genova, commissionato da un misterioso emiro.

La nave dovrebbe partire al rimorchio verso Genova, dove verrà ultimata e dove forse potremo scoprire qualcosa in più sulle sue caratteristiche di questo nuovo modello.

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