Articoli marcati con tag ‘caro prezzi’

Quel brutto pasticciaccio di GoinSardinia

Non si placano le polemiche che stanno animando in questi giorni la vicenda della soppressione della compagnia navale sarda GoinSardinia. La società, nata per volontà di un consorzio di imprenditori del Nord Sardegna, da circa due anni portava avanti la crociata contro il caro-prezzi imposto dalle principali compagnie del settore (Moby, Snav, Grandi Navi Veloci e Marinves), una malattia che secondo gli operatori economici della zona è la causa principale del relativo calo dei flussi turistici. La medicina GoiSardinia però ha cessato di funzionare con l’improvviso stop della tratta Olbia-Livorno imposto dall’armatore greco Anek Line, proprietario della nave a nolo “El Venizelos, che ha lasciato nel caos ben 20.000 passeggeri tra l’incredulità generale.

A questo punto lo scarica barile non si è fatto attendere. I 200 imprenditori guidati dal presidente di GoinSardinia Gian Paolo Scano hanno subito levato gli scudi in difesa della società accusando l’armatore di non aver prestato fede ad alcune adepienze contrattuali e di aver messo a disposizione una nave, “El Venizelos”, dagli evidenti difetti tecnico-strutturali che hanno alterato il ritmo regolare delle tratte se non la sospensione delle stesse. Dall’altro i greci dell’Anek Line denunciano il mancato pagamento da parte del Consorzio di diverse rate del nolo e di aver esercitato a questo proposito la sacrosanta clausola di ritiro. Se a questo ci aggiungiamo l’accusa da parte di alcuni dipendenti di non aver ricevuto per mesi lo stipendio e l’imminente assalto delle associazioni dei consumatori possiamo concludere che quello della GoinSardinia è il solito pasticcio all’italiana. La verità su chi abbia ragione e chi abbia torto la lasciamo agli organi competenti. Possiamo solo constatare solo un settore ormai alla deriva. E non solo in Sardegna.

Il biocombustibile? Nasce sul fondo del mare della Sicilia

In fondo al mar...

Ci salveranno le alghe. Dall’inquinamento, dal caro prezzi di benzina e diesel, dalla tirannia del petrolio: ci penseranno loro, i micro-organismi che nascono e crescono sul fondo del mare. Il progetto, il primo di questo tipo in Italia, è appena stato avviato in Sicilia. Qui, nella rada di Augusta, sarà realizzato l’impianto industriale dimostrativo: 5mila metri quadri di vasche destinate all’allevamento di alghe alimentate con CO2 industriale proveniente dai fumi di due generatori di vapore già presenti nell’area.

Sarà la fermentazione delle alghe a produrre il combustibile eco, il biometano. Coordinatore e vice coordinatore del progetto sono rispettivamente il prof. Silvano Simoni e il prof. Andrea Cappelli del Dipartimento di Ingegneria Chimica e dei Materiali dell’Università La Sapienza di Roma. L’investimento previsto è di 3,9 milioni di euro, di cui 2,9 erogati direttamente dalla Commissione Europea.

Il costo del carburante estratto dalle alghe non è ancora competitivo rispetto ai carburanti tradizionali: secondo un recentissimo studio pubblicato si aggirerebbe intorno ai 53,2 euro per megajoule contro i 15,8 del petrolio. Ma nell’arco di 15 anni, con l’ottimizzazione del processo produttivo, il valore potrebbe abbassarsi notevolmente.

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