Articoli marcati con tag ‘caro-traghetti’

Caro-traghetti: all’autotrasporto sardo costa 90.000 euro all’anno per ogni mezzo.

L’Antitrust ha nuovamente multato Moby Lines e la Compagnia Italiana di Navigazione ritenendo del tutto inconsistenti le argomentazioni degli armatori per rispondere all’accusa di aver dato vita ad un cartello economico sulle tratte da e per la Sardegna che ha di fatto annullato la concorrenza aumentando i costi per l’utenza. CNA-Fita per prima segnalò all’Antitrust, nel 2011, simili dinamiche e invitando la stessa Authority ad approfondire e verificare quanto stesse accadendo. A quelle verifiche seguì una multa a giugno 2013 e adesso ecco la seconda sanzione a ribadire la fondatezza delle nostre denunce e l’urgenza di un intervento da parte della politica. “Un autotrasportatore sardo con un solo mezzo – ha dichiarato Cinzia Franchini presidente nazionale CNA-Fita – mediamente in un anno arriva ad utilizzare 200 passaggi navali spendendo complessivamente più di 90 mila euro. Questo è il prezzo – ha continuato Cinzia Franchini – che l’autotrasporto sardo paga per avere continuità commerciale, un prezzo salatissimo per poter lavorare. Dopo il caro pedaggi, ha concluso il presidente della CNA-Fita, ecco confermato anche il caro traghetti. Per questo il ministro Lupi non deve indugiare oltre bensì convochi urgentemente il tavolo con le associazioni firmatarie di quel protocollo che da subito, lo scorso 28 novembre, individuò l’esigenza di un focus sulle isole Sardegna e Sicilia. Di parole ne sono state spese molte e oggi con le elezioni regionali alle porte CNA-Fita non intende avvallare prospettive visionarie”. Ciò che serve sono provvedimenti tempestivi, concreti e immediatamente spendibili. Oggi, rispetto agli incrementi ingiustificabili oltre che insostenibili, i costi minimi di sicurezza non rappresentano un argine utile per l’autotrasporto che continua ad essere colpito nella sua operatività perdendo ogni giorno margini di competitività. E’ bene ricordare inoltre che nel caso specifico della Sardegna gli stessi costi minimi non contemplano i traghetti e tutto questo deve farci riflettere rispetto all’esigenza di individuare nuovi meccanismi di difesa rispetto ad un caro costi (pedaggi, traghetti, carburante) che continua a concentrarsi su poche e fondamentali voci. Su queste voci è urgente una risposta politica credibile.

Soddisfazione di Fita-Cna per al decisione dell’antitrust sui traghetti in Sardegna

Con oltre 8 milioni di multa L'Antitrust dimostra che le tante segnalazioni
ricevute, tra cui anche quella della CNA-Fita dell'estate del 2011, erano
più che motivate e documentavano quanto il caro traghetti fosse causato non
da oggettive condizioni di mercato bensì da un cartello anticoncorrenziale
delle maggiori compagnie di navigazione. La CNA-Fita da oltre due anni
infatti sta insistendo sul tema dei costi massimi e sulla necessità di
liberalizzare settori strategici per la competitività di tutto il sistema
produttivo italiano. Il Caro traghetti, negli ultimi anni, ha assunto
l'insostenibilità di altri aumenti come il caro gasolio, il caro pedaggi o
il caro assicurazioni che mostrano quanto in Italia, in certi settori, la
libera concorrenza sia ancora un problema. "Siamo molto soddisfatti - ha
commentato Cinzia Franchini, presidente nazionale - perché la nostra
associazione, con largo anticipo, ha saputo attivarsi nelle sedi opportune
aggiungendo la sua denuncia a quella delle altre associazioni dei
consumatori. Oggi con questa multa - ha proseguito la Franchini -
l'autotrasporto ha saputo spuntare un risultato concreto per le sue ragioni
premiando un lavoro di denuncia documentata che va avanti dall'estate del
2011". CNA-Fita si augura che gli armatori, dopo questa sentenza, possano
rivedere i prezzi facendo diminuire il costo complessivo dei servizi di
traghettamento accogliendo in questo modo l�allarme che le imprese di
autotrasporto sarde stanno lanciando da molto tempo.

A maggio la sentenza sul cartello traghetti

La sentenza dell’Antitrust sul ‘caro-traghetti’ per la Sardegna è attesa a fine maggio. Gli uffici hanno inviato alle parti le ‘Conclusioni della fase istruttoria’: un documento in cui si ricostruiscono le fasi e gli elementi probatori del possibile cartello.

Il documento avrebbe accolto le tesi contenute nel ricorso della Regione Sardegna contro l’aumento improvviso, in alcuni casi fino all’85%, delle tariffe dei collegamenti marittimi da e per la Sardegna: il cosiddetto caro-traghetti, denunciato dalla Giunta Cappellacci nel 2011.

La decisione finale spetta però ora al collegio dell’Autorità, che dovrebbe ascoltare le parti coinvolte intorno a metà maggio nell’audizione finale. Il deputato sardo del Pdl, Mauro Pili, ha chiesto l’intervento del ministro Corrado Passera: “Le convenzioni dello Stato con la Cin devono essere revocate perché sono il risultato di una truffa ai danni della Sardegna con una grave alterazione del mercato. La revoca delle convenzioni deve essere immediata perché altrimenti significherebbe persistere nell’illecito vantaggio per le compagnie di navigazione e della stessa Tirrenia, oggi di proprietà delle stesse che speculavano sulla Sardegna”.

Le compagnie Tirrenia e Gnv si sono dette estranee all’indagine. Tirrenia-Cin “non è in nessun modo coinvolta in procedimenti istruttori dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato”. In una nota la compagnia di navigazione ha sottolineato di essere “del tutto estranea al procedimento avviato dall’Autorità l’11 maggio del 2011 (Caso 1743), relativo alle ‘Tariffe Traghetti da/per la Sardegna’”.

Grandi Navi Veloci a sua volta sottolinea che le risultanze dell’attività istruttoria dell’Antitrust hanno “smentito l’esistenza di quel supposto ampio cartello tra compagnie che era stato inizialmente e astrattamente ipotizzato con l’apertura del procedimento”. La compagnia ha confermato di aver ricevuto dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) la comunicazione sull’esito dei lavori sin qui svolti. Gnv “prende atto del contenuto del documento istruttorio, redatto preliminarmente al procedimento dagli uffici dell’Agcm, e – nell’esprimere piena fiducia nei confronti della stessa Autorità Antitrust – si riserva nelle fasi successive del procedimento, a cominciare dalla prossima audizione pubblica, di presentare tutte le prove che potranno dimostrare l’assoluta inesistenza di qualsivoglia strategia di coordinamento delle politiche di prezzo con i competitors”. La compagnia ribadisce infine “di aver sempre lavorato con l’obiettivo di offrire ai propri clienti il servizio migliore alle tariffe più competitive”.

Sardegna, traghetti carichi nonostante i rincari

Nel fine settimana scorso le navi da Civitavecchia hanno viaggiato quasi a pieno carico.

Navi quasi a pieno carico in partenza da Civitavecchia verso la Sardegna nel fine settimana appena passato. Nonostante i rincari dei traghetti, infatti, tutte le navi di linea per Olbia, Cagliari, Arbatax e Golfo Aranci, hanno registrato un gran numero di passeggeri in viaggio verso l’isola.

Alcune novità della stagione in corso, il collegamento per Golfo Aranci – passato dalla gestione delle Fs a quella della flotta regionale “Saremar” – e, da qualche giorno, il raddoppio delle corse giornaliere delle due navi veloci ex Tirrenia che portano ora a dieci i collegamenti quotidiani con la Sardegna.

Caro-traghetti, gli autotrasportatori occupano il porto di Olbia

Il porto di Olbia

Ancora proteste per il caro-traghetti che ha coinvolto la Sardegna negli ultimi mesi. Sabato scorso centinaia di autotrasportatori hanno manifestato al porto Isola Bianca di Olbia, rallentando gli sbarchi e gli imbarchi delle navi fin dalle prime luci dell’alba.

Una decina di auto, in partenza per Civitavecchia e Piombino, non sono riuscite a imbarcarsi a causa del sit in. “Mi spiace per il contrattempo che abbiamo creato a qualche turista – dichiara Angelo Carta, presidente di “Sardegna in movimento”, associazione che racchiude oltre 100 imprese, 500 autotrasportatori e 1.500 mezzi – ma noi in vacanza non possiamo andarci e stiamo manifestando per sopravvivere”.

“Le imprese sono vicine al fallimento – prosegue Carta – se continua così entro settembre oltre 200 aziende chiuderanno i battenti: impossibile trasportare le merci fuori dall’isola a prezzi competitivi, quando i costi di trasporto via mare superano qualsiasi possibilità di rimanere nel mercato”.

La risposta della Sardegna al caro traghetti

L'assessore ai trasporti Solinas

Tra un mese vedremo Saremar attraversare il mar Tirreno e il mar Ligure per portare in “continente” turisti e residenti.
L’iniziativa è la risposta dell’amministrazione regionale della Sardegna al caro traghetti. L’assessore ai trasporti Solinas ha detto: “Entro la settimana si riunirà il collegio tecnico per valutare le offerte più vantaggiose ed i requisiti di ciascuna compagnia. In base poi alla graduatoria verranno fatte le verifiche a bordo”.

A metà giugno entreranno in funzione due navi sulla Olbia-Civitavecchia e una sulla Porto Torres-Genova che viaggeranno ad una velocità doppia di un traghetto della Tirrenia. Cagliari resterà inizialmente fuori.

Caro traghetti, Codacons minaccia class action

Class action promossa se verrà accertato il cartello

Il Codacons è sul piede di guerra per la vicenda del caro traghetti. L’associazione dei consumatori promuoverà una class action se l’Antitrust – che ha aperto un’indagine per appurare la presenza di un accordo tra gli armatori privati – “accerterà il cartello e se ci sarà il vaglio del Tar e del Consiglio di Stato”. Lo ha annunciato il presidente Carlo Rienzi, aggiungendo che già da oggi “sarà disponibile sul sito dell’associazione il modulo per una preadesione alla class action”. In vista dell’azione collettiva, Rienzi invita coloro che avessero già acquistato il biglietto a conservarlo, insieme alla prenotazione.

Dichiarazione di Ariodante Valeri sulle tariffe dei caro-traghetti

Ariodante Valeri

Ariodante Valeri, direttore generale di Grandi Navi Veloci, ha dichiarato: “Ci sono delle ragioni oggettive: il costo dei carburanti e i costi portuali: il costo dei carburanti e i costi portuali”. Queste condizioni impongono l’aumento delle tariffe.

Negli ultimi anni a Porto Torres, i costi portuali sono aumentati del 91% e, a Olbia, del 225%. “Siamo costretti. Si vede che tutti abbiamo perso denaro. I conti economici dicono questo e la mia società si adegua. Non ho altra strada se non posso cambiare i costi. Non siamo noi quelli che vogliono uccidere il turismo in Sardegna”

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