Articoli marcati con tag ‘Centro ricerche Continental autocarro’

Dal 2010 al 2015 in Italia 40.000 mezzi per il trasporto merci in meno in circolazione

Dal 2010 al 2015 il parco di mezzi che circolano in Italia per il trasporto di merci e persone è diminuito. In particolare il numero di mezzi pesanti per il trasporto di merci (autocarri, rimorchi, semirimorchi, trattori e motrici stradali) è passato da 4.390.437 a 4.350.173, con una diminuzione di 40.264 unità (-0,9%). Sempre dal 2010 al 2015 il numero di autobus in circolazione è passato da 99.895 a 97.991, con un calo di 1.904 unità, ovvero l’1,9% in meno. Questi dati, che emergono da una elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su dati Aci, segnalano che negli ultimi anni il numero di veicoli che sono usciti dal parco circolante è stato maggiore del numero di nuove immatricolazioni. Questa situazione trae origine dalla crisi economica che ha colpito il nostro Paese dal 2007. Da questa situazione, però, l’Italia ha già iniziato ad uscire, come testimonia anche il fatto che i dati sulle immatricolazioni di nuovi mezzi per il trasporto di merci e persone negli ultimi mesi sono particolarmente positivi. Proprio grazie a questi dati molto positivi si può dire che è già in atto una ripresa della crescita del parco circolante di autobus e mezzi per il trasporto di merci, il segnale di una inversione di tendenza che sta portando all’ingresso nel parco circolante di nuovi automezzi con dispositivi di sicurezza di gran lunga più efficaci e con livelli di emissioni di sostanze nocive molto minori rispetto ai vecchi mezzi. In attesa, però, che tale tendenza si consolidi pienamente, resta il problema di come agire per diminuire le emissioni dei mezzi che sono attualmente in circolazione e per aumentare, al contempo, la sicurezza sulla strada, anche in virtù del fatto che l’età media dei mezzi in circolazione in Italia è piuttosto elevata.Gli obiettivi di diminuire le emissioni ed aumentare la sicurezza stradale – commenta Alessandro De Martino, Amministratore delegato di Continental Italia – sono al centro dell’azione anche di Continental, che da un lato è protagonista dell’evoluzione tecnologica nel settore automotive, dal momento che sviluppa tecnologie sempre più evolute per rendere più sicuri e meno inquinanti i trasporti su strada, e dall’altro lato mette a disposizione delle aziende di trasporto una gamma completa di prodotti e servizi che già oggi possono contribuire a rendere più efficiente la gestione dei mezzi, con conseguenze positive anche sulla sicurezza della circolazione e sulle emissioni di sostanze nocive”. Per ottenere questi importanti risultati Continental offre alle flotte di autobus e di mezzi di trasporto merci ContiPressureCheck, un sistema per il monitoraggio della pressione degli pneumatici (TPMS, Tyre Pressure Monitoring System) che previene efficacemente il consumo eccessivo di carburante e i danni dovuti a pressione insufficiente aumentando la vita utile del pneumatico. Ciò si traduce direttamente in risparmio di carburante, minori emissioni di CO2, minore spesa e, non da ultimo, maggior sicurezza.
Tornando ai dati sull’evoluzione del parco circolante di autobus e mezzi per il trasporto merci dal 2010 al 2015, le elaborazioni del Centro Ricerche Continental Autocarro forniscono anche un prospetto della situazione a livello regionale. Ne emerge che nel comparto degli autobus vi sono alcune regioni in cui, in controtendenza rispetto al calo registrato a livello nazionale, il parco circolante è cresciuto. In particolare si distinguono: Puglia (+13,4%), Molise (+9,7%), Lazio (+4,6%), Campania (+1,1%), Trentino Alto Adige (+1%) e Calabria (+0,4%). Nel comparto dei mezzi per il trasporto merci le regioni che fanno registrare un aumento del parco circolante, in controtendenza rispetto all’andamento nazionale, sono Trentino Alto Adige (+27,5%), Valle D’Aosta (+5,9%) e Molise (+0,6%).

Dal 2009 al 2013 le emissioni annuali di CO2 sono calate di quasi il 16%

Dal 2009 al 2013 le emissioni di CO2 provenienti dall’uso di benzina e gasolio per autotrazione sono passate da più di 113 milioni di tonnellate all’anno a 95 milioni di tonnellate, con una diminuzione del 15,9%. Questo dato emerge da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su dati del Ministero dello Sviluppo Economico.

L’elaborazione citata fornisce anche i dati distinti per benzina e gasolio. Le emissioni di CO2 provenienti dalla benzina sono passate da 33.8760.736 tonnellate nel 2009 a 25.481.736 nel 2013, con un calo del 24,7%. Le emissioni di CO2 provenienti dall’uso di gasolio sono passate da 79.394.530 tonnellate a 69.732.100 tonnellate (-12,2%).

“Il calo delle emissioni di CO2 provenienti dai consumi di benzina e gasolio – sottolinea Daniel Gainza, direttore commerciale di Continental CVT – dipende dal calo delle percorrenze dovuto alla crisi economica, ma anche dalle innovazioni apportate ai mezzi di trasporto per contenere i consumi. Il trasporto su strada resta, e resterà ancora molto a lungo, la modalità prevalente con cui le merci e le persone si spostano nel nostro Paese. L’auspicata uscita dalla situazione di incertezza economica dovrebbe quindi produrre un aumento dei trasporti su strada e dei consumi di carburante, ma non obbligatoriamente anche delle emissioni di sostanze nocive, e ciò perché sulla strada del miglioramento tecnologico sono stati già ottenuti importanti progressi ed altri ne arriveranno a breve”.

A disposizione degli autotrasportatori oggi vi sono dispositivi come i sensori che controllano la pressione di gonfiaggio dei pneumatici (TPMS, Tyre Pressure Monitoring System), che consentono di ridurre i consumi di carburante e quindi anche le emissioni di CO2. Il sistema di monitoraggio della pressione degli pneumatici messo in commercio da Continental è ContiPressureCheck, che funziona con pneumatici di tutti i marchi. “ContiPressureCheck – conclude Gainza – previene efficacemente il consumo eccessivo di carburante e i danni agli pneumatici dovuti alla pressione insufficiente. Ciò si traduce direttamente in risparmio di carburante, minori emissioni di CO2, aumento della vita utile dello pneumatico, minore spesa e non da ultimo, maggior sicurezza”.

Ad aprile le immatricolazioni di autocarri pesanti in Italia sono tornate a crescere (+4,8%)

Ad aprile le immatricolazioni di autocarri pesanti (cioè con portata di 16
tonnellate ed oltre) in Italia sono aumentate del 4,8% rispetto allo stesso mese
dello scorso anno. In base a questo dato la crescita percentuale fatta registrare
nei primi quattro mesi del 2014 è del 26,1%. Questi dati provengono da
un'elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su dati Acea.
Tornando ad aprile, i dati Acea mettono in evidenza che le immatricolazioni di
autocarri pesanti sono aumentate in Germania (+3,9%) e Spagna (+29,8%), mentre sono
diminuite in Francia (-15,3%) e Regno Unito (-29,3%). In generale nell’Unione
Europea il dato è leggermente negativo, con un calo dello 0,7%.
Al contrario degli autocarri pesanti, in Italia il mercato degli autobus non dà
segni di ripresa. Infatti ad aprile le immatricolazioni di questi mezzi sono
diminuite del 31,6% rispetto allo stesso mese del 2013. Negativa la situazione anche
in Francia (-7,9%). In Germania, Spagna e Regno Unito le immatricolazioni di autobus
sono aumentate, rispettivamente del 4,1%, del 31,7% e del 44,7%. Anche la tendenza
emersa nell’intera Unione Europea è positiva, con un incremento del 20,4%.

Nei primi nove mesi dell’anno le immatricolazioni di autocarri pesanti in Italia sono calate del 14,1%

Nei primi nove mesi del 2013 le immatricolazioni di autocarri pesanti (e cioè con portata di 16 tonnellate ed oltre) in Italia, come evidenzia il Centro Ricerche Continental Autocarro (che ha rielaborato dati Acea), sono diminuite del 14,1% rispetto allo stesso periodo del 2012. Nei maggiori Paesi europei le immatricolazioni di autocarri pesanti sono calate in percentuale minore rispetto all’Italia (Francia -8,4%, Germania -8,9%, Spagna -12,1%; nel Regno Unito vi è stato un aumento del 6,1%). Mediamente in Europa è stato rilevato un calo del 6,1%. La situazione critica del mercato degli autocarri pesanti in Italia è confermata dai dati del solo mese di settembre. Infatti a settembre la diminuzione registrata in Italia è stata del 24,1%, mentre negli altri maggiori Paesi europei le immatricolazioni non solo non sono calate, ma sono aumentate, con percentuali variabili che vanno dal 3,7% della Germania al 7% della Francia, all’11% della Spagna per arrivare al 40,2% del Regno Unito.
Le immatricolazioni di autobus a settembre in Italia hanno registrato un aumento del 22,4% rispetto allo stesso mese del 2012. Ciò però non evita che il consuntivo dei primi nove mesi dell’anno sia negativo, con un calo dell’1,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Anche in Spagna e nel Regno Unito le immatricolazioni di autobus nei primi nove mesi dell’anno sono calate (del 7,3% e del 12%), mentre in Francia e Germania sono aumentate (dell’8,6% e del 3%). maggiori Paesi europei le immatricolazioni di autocarri pesanti sono calate in percentuale minore rispetto all’Italia (Francia -8,4%, Germania -8,9%, Spagna -12,1%; nel Regno Unito vi è stato un aumento del 6,1%). Mediamente in Europa è stato rilevato un calo del 6,1%. La situazione critica del mercato degli autocarri pesanti in Italia è confermata dai dati del solo mese di settembre. Infatti a settembre la diminuzione registrata in Italia è stata del 24,1%, mentre negli altri maggiori Paesi europei le immatricolazioni non solo non sono calate, ma sono aumentate, con percentuali variabili che vanno dal 3,7% della Germania al 7% della Francia, all’11% della Spagna per arrivare al 40,2% del Regno Unito.
Le immatricolazioni di autobus a settembre in Italia hanno registrato un aumento del 22,4% rispetto allo stesso mese del 2012. Ciò però non evita che il consuntivo dei primi nove mesi dell’anno sia negativo, con un calo dell’1,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Anche in Spagna e nel Regno Unito le immatricolazioni di autobus nei primi nove mesi dell’anno sono calate (del 7,3% e del 12%), mentre in Francia e Germania sono aumentate (dell’8,6% e del 3%).

A settembre crescono le emissioni di CO2 da benzina e gasolio per autotrazione

A settembre le emissioni di CO2 provenienti dall’uso di benzina e gasolio per autotrazione sono aumentate di 28.403 tonnellate (pari allo 0,4% in più). A contribuire a questa crescita sono state sia le emissioni di CO2 derivanti dall’uso di benzina per autotrazione (+12.768 tonnellate, che corrispondono allo 0,6% in più), sia le emissioni di CO2 provenienti dall’uso di gasolio per autotrazione (+15.635 tonnellate, che corrispondono allo 0,3% in più). Nei primi nove mesi del 2013 le emissioni di CO2 provenienti dall’uso di benzina e gasolio per autotrazione sono calate del 3,9% rispetto allo stesso periodo del 2012. Questi dati emergono da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su dati del ministero dello Sviluppo Economico.

“L’aumento delle emissioni registrato a settembre – dichiara Daniel Gainza, direttore commerciale di Continental CVT – segnala una crescita dei consumi di carburante, seppur molto lieve. Se ci fossero ulteriori aumenti nei prossimi mesi potrebbero essere interpretati come un segnale di cambiamento nella congiuntura economica, visti i pesanti cali dei consumi registrati negli scorsi mesi. Continental continuerà in ogni caso a monitorare la situazione delle emissioni di CO2 nell’atmosfera ed a proporre soluzioni in grado di coniugare le diminuzione dei consumi di carburante a quella delle emissioni di sostanze nocive per l’ambiente”.

Da gennaio ad agosto -4,4% per le emissioni di CO2 da benzina e gasolio per autotrazione

Nei primi otto mesi del 2013 le emissioni di CO2 provenienti dall’uso di benzina e gasolio per autotrazione sono diminuite di 2.923.891 tonnellate, che corrispondono al 4,4% in meno rispetto
allo stesso periodo del 2012. A contribuire a questa diminuzione sono stati sia il calo delle emissioni di CO2 derivanti dall’uso di benzina per autotrazione (-1.082.088 tonnellate, che corrispondono al 6% in meno), sia la diminuzione delle emissioni di CO2 provenienti dall’uso di gasolio per autotrazione (-1.841.803 tonnellate, che corrispondono al 3,8% in meno). Questi dati emergono da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su dati del ministero dello Sviluppo Economico.
“Anche a luglio e ad agosto – sottolinea Daniel Gainza, direttore commerciale di Continental CVT – è proseguito il calo delle emissioni di CO2 provenienti dall’uso di benzina e gasolio per autotrazione. Ciò deriva direttamente dauna diminuzione dei consumi di carburanti, e quindi è un ulteriore segnale del fatto che quest’estate gli spostamenti sulle strade italiane sono stati minori rispetto al 2012. Non sono solo i minori consumi di carburante, però, ad influire sulla riduzione delle emissioni di CO2: anche i pneumatici di ultima generazione, e quelli di Continental in particolare, grazie alla loro bassa resistenza al rotolamento, possono contribuire ad abbassare le emissioni e quindi anche i consumi, con un sostanziale risparmio economico nella spesa per il carburante”.

A maggio sono cresciute le immatricolazioni di autocarri pesanti (+3,4%).

A maggio le immatricolazioni di autocarri pesanti (e cioè con portata di 16 tonnellate ed oltre) nel nostro Paese sono cresciute del 3,4% rispetto allo stesso mese del 2012. Questo dato, sottolinea il Centro Ricerche Continental Autocarro (che ha rielaborato dati Acea), conferma la tendenza all’aumento evidenziata già dalla crescita delle immatricolazioni di aprile. Resta in ogni caso negativo (-10,5%) il dato dei primi cinque mesi del 2012, anche se il calo italiano è minore rispetto a quello medio europeo (-12,5%) ed anche rispetto a quelli dei maggiori paesi del Vecchio Continente (Germania -13,8%, Francia -13,3%, Regno Unito -11,5% e Spagna -17,6%).

Le immatricolazioni di autobus a maggio in Italia sono rimaste invariate rispetto allo stesso mese del 2012; questo dato è di particolare importanza se si pensa che nello stesso mese le immatricolazioni di autobus registrate mediamente in Europa sono diminuite del 9,4%. Nei primi cinque mesi del 2013 le immatricolazioni di autobus nel nostro Paese sono diminuite del 3,9%, contro un calo medio europeo del 6,9%; come si vede, quindi, il dato italiano, anche in questo caso, è migliore di quello europeo.

A gennaio le immatricolazioni di autocarri pesanti in Italia sono diminuite del 9,3%

A gennaio le immatricolazioni di autocarri pesanti (e cioè con portata di 16 tonnellate ed oltre) in Italia, secondo i dati Acea rielaborati dal Centro Ricerche Continental Autocarro, sono diminuite del 9,3% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Il 2013 si apre, quindi, confermando la tendenza al calo delle immatricolazioni di autocarri pesanti nel nostro Paese, tendenza che era emersa già nel 2012 (anno che si è chiuso con un calo delle immatricolazioni di autocarri pesanti del 28,5%).

Il calo registrato in Italia a gennaio è un dato evidentemente negativo, ma la percentuale della diminuzione è minore rispetto a quella registrata mediamente nell’Unione Europea (-18,4%) ed è minore anche rispetto alle percentuali di calo registrate nei maggiori Paesi del continente: infatti in Spagna la diminuzione è stata dell’11,1%, in Francia del 15,4%, in Germania e nel Regno Unito del 22%.

Autocarri – 28,9 per cento nei primi sei mesi del 2012 in italia

Nei primi sei mesi del 2012 le immatricolazioni di autocarri pesanti (e cioè con portata di 16 tonnellate ed oltre)  nel nostro Paese sono diminuite del 28,9% rispetto allo stesso periodo del 2011. Il calo delle immatricolazioni di autocarri pesanti nel solo mese di giugno è stato del 33,7%. Questi dati derivano da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro sulla base dei dati sulle immatricolazioni di veicoli commerciali, autocarri e autobus in Europa diffusi da Acea.

I dati relativi alle immatricolazioni di autocarri pesanti nell’intera Unione Europea confermano la tendenza al calo evidenziata dai dati italiani. Le percentuali delle diminuzioni, però, sono minori rispetto a quelle del nostro Paese: infatti secondo Acea mediamente nei Paesi dell’Unione Europea le immatricolazioni di autocarri pesanti sono calate del 4,6% a giugno e del 6,1% nei primi sei mesi dell’anno.

C’è stata una diminuzione anche in Francia e Germania, ma con percentuali molto minori rispetto a quelle dell’intera Unione Europea: da gennaio a giugno in Francia il calo è stato del 4,6% ed in Germania del 3%. Fra i maggiori Paesi europei è da evidenziare la performance positiva della Gran Bretagna, che ha visto le sue immatricolazioni di autocarri pesanti aumentare del 12,7% nei primi sei mesi dell’anno.

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti alla newsletter

DALLE AZIENDE
Video News
Pit stop

Guidare senza patente di guida, da oggi non sarà più reato

Seguendo alcune trasmissioni televisive, in qui era presente il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, si è appreso che la cancellazione del reato di guida senza patente è ormai imminente. Da f[...]
Leggi l'articolo e ascolta o scarica l'intervista...
Dai nostri blog
Link consigliati
Categorie
Dai nostri partner