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Autostrade: per ogni 10.000 vetture circolanti 1,8 km di rete autostradale in Italia; 6,5 in Spagna; 3,6 in Francia; 3 in Germania

In Italia vi sono 1,8 km di autostrade ogni 10.000 autovetture circolanti. Il dato è l’ultimo disponibile e si riferisce al 2011. Nel 2002 questo rapporto era di 1,9. In dieci anni (dal 2002 al 2011) vi è quindi stato un calo del 6,2%. E’ interessante notare che il dato italiano del 2011 è il più basso tra quelli dei paesi europei economicamente sviluppati, ad esclusione del Regno Unito. Infatti in Spagna, sempre nel 2011, i km di autostrada ogni 10.000 autovetture circolanti erano 6,5 (con un aumento del 25,5% rispetto al 2002); in Francia 3,6 (in crescita del 3,2% rispetto al 2002); in Germania 3 (+11% sul 2002). Nel Regno Unito, invece, i km di autostrada ogni 10.000 autovetture circolanti nel 2011 erano 1,2, lo stesso valore fatto registrare nel 2002.

Questi dati emergono da un’elaborazione del Centro Studi Continental (su dati Istat, Eurostat e Anfia), elaborazione che fornisce anche il prospetto per le regioni italiane dei chilometri di autostrada ogni 10.000 autovetture circolanti. Come emerge dalla tabella qui accanto, c’è una sola regione italiana in cui il rapporto tra la rete autostradale e il parco circolante è aumentato, ed è il Veneto. Ciò è dovuto alla costruzione, nei dieci anni presi in considerazione, del passante di Mestre. In tutte le altre regioni sono stati registrate diminuzioni del rapporto, che vanno dal modesto -0,3% del Piemonte fino al -42,1% del Molise. Questo perché negli anni che vanno dal 2002 al 2011 il parco circolante di autovetture è cresciuto, mentre l’estensione della rete autostradale è rimasta sostanzialmente ferma.

Tornando ai dati sui maggior Paesi europei, il Centro Studi Continental sottolinea che in Spagna dal 2002 al 2011 vi è stata una crescita della rete autostradale del 49,2%, a fronte di un aumento del parco circolante del 18,9%. In Francia i km di autostrada sono cresciuti dell’11,6%, e il parco circolante dell’8,6%. In Germania le autostrade sono cresciute del 6,7% ed il parco circolante è diminuito del 3,9%. In Italia invece, in dieci anni (dal 2002 al 2011) la rete autostradale è cresciuta solo del 2,9%, mentre il parco circolante è aumentato del 10,1%. Simile all’Italia è la situazione del Regno Unito, dove a fronte di una crescita delle autostrade del 2,1% vi è stato un aumento del parco circolante del 7,3%.

La situazione italiana è quindi un’anomalia nel panorama europeo, ed è ancor più preoccupante se si pensa che nel nostro Paese il trasporto su strada è la modalità di movimentazione di merci e persone di gran lunga più utilizzata. Sarebbe quindi opportuno favorire lo sviluppo della rete autostradale per recuperare il gap strutturale accumulato nei confronti dei maggiori paesi europei, potendo al contempo puntare anche su lavori pubblici per rendere il nostro Paese più moderno e per favorire l’uscita dalla situazione di difficoltà economica in cui ci troviamo.

Va inoltre sottolineato che, come le statistiche dimostrano, la circolazione sulla rete autostradale è molto più sicura che non quella nel resto della rete viaria. Adeguare la nostra rete autostradale alla situazione del parco circolante è quindi utile e necessario non solo per le esigenze dell’economia, ma anche per portare avanti la lotta alla sinistrosità stradale.

Sicurezza in autostrada: nel 2012 meno incidenti (-13,9%)

Nel 2012 sulle autostrade che fanno parte dell’Aiscat (Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori) è diminuito il numeri degli incidenti (-13,9%) rispetto al 2011, così come è diminuito il traffico (-7,1%); si è registrato, però, un leggero incremento del numero di morti negli incidenti (+2,9%). Questi dati derivano da un’elaborazione del Centro Studi Continental.

A livello complessivo – si legge nel rapporto dell’Aiscat su traffico e sicurezza – il 2012 ha mostrato un miglioramento notevole per quanto riguarda l’incidentalità: si sono registrati ben mille eventi in meno rispetto al 2011”. La mortalità, però, con 249 decessi contro i 242 del 2011, ha registrato un lieve aumento. La contrazione del traffico autostradale, invece, è dovuta principalmente alla generale crisi economica; c’è però da considerare anche che il traffico di veicoli pesanti è stato condizionato dal fatto che le festività natalizie sono cadute in giorni infrasettimanali, con un conseguente aumento dei giorni di blocco della circolazione.

Per contribuire a ridurre ulteriormente gli incidenti ed anche la mortalità, il Centro Studi Continental ricorda agli automobilisti che è di fondamentale importanza rispettare le norme che regolano la circolazione e mantenere efficienti le condizioni generali degli autoveicoli. In particolare bisogna controllare con regolarità lo stato d’usura dei pneumatici. I pneumatici, infatti, sono il solo punto di contatto tra il veicolo e il fondo stradale e quindi rappresentano un elemento primario per la sicurezza della circolazione. È essenziale verificare con regolarità la loro pressione di gonfiaggio e le loro condizioni esterne (accertandosi che non siano presenti tagli, abrasioni o rigonfiamenti sospetti). Il codice della strada prevede che i pneumatici debbano essere obbligatoriamente sostituiti quando la profondità degli incavi del battistrada raggiunge il livello di 1,6 mm, ma è buona norma prendere in considerazione la sostituzione già quando si raggiunge il livello di 3 mm per garantire la giusta efficienza in caso di pioggia.

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