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Febbraio: in calo (-4,4%) le emissioni di CO2 da benzina e gasolio per autotrazione

Secondo un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro
Febbraio: in calo (-4,4%) le emissioni di CO[2] da benzina e gasolio per autotrazione
A febbraio in Italia le emissioni di CO[2] derivate dall’uso di benzina e gasolio
per autotrazione sono diminuite di 334.062 tonnellate rispetto allo stesso mese del
2016. Tale calo corrisponde ad una diminuzione percentuale del 4,4%. Il calo delle
emissioni di CO[2] registrato a febbraio compensa il lieve aumento fatto registrare
a gennaio. Infatti in base ai dati di gennaio e febbraio le emissioni di CO[2] da
benzina e gasolio nei primi due mesi del 2017 sono diminuite di quasi 300.000
tonnellate (e cioè del 2%) rispetto allo stesso periodo del 2016. Questi dati
emergono da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su dati Aci.
L’elaborazione consente anche di determinare l’entità del calo delle emissioni dei
due carburanti considerati separatamente. Nello specifico, le emissioni da benzina
sono calate sia a gennaio che a febbraio, arrivando nei due mesi considerati a
diminuire del 4,8% rispetto al 2016. Le emissioni da gasolio, invece, ad un aumento
registrato a gennaio hanno fatto seguire un calo e febbraio. Il saldo dei due mesi
vede un calo dell’1,1%.
Sebbene non sia una sostanza inquinante e pericolosa per l’uomo, la CO[2] deve
essere in ogni caso tenuta sotto controllo perché è un gas serra e quindi
contribuisce ad alimentare l’effetto serra che sta innalzando la temperatura del
nostro pianeta. Per questo è importante monitorare l’andamento delle emissioni,
soprattutto di quelle che provengono da attività umane e che quindi possono essere
tenute sotto controllo. “Diminuire l’impatto ambientale dei trasporti su strada
anche attraverso la riduzione delle emissioni di CO[2] – sostiene Alessandro De
Martino, amministratore delegato di Continental Italia – è uno degli obiettivi su
cui lavoriamo più intensamente. Proprio per questo proponiamo alle aziende di
trasporto soluzioni di servizio che consentono di tenere sotto controllo i costi di
gestione delle loro flotte di veicoli ed allo stesso tempo di contenere le emissioni
di sostanze nocive per l’ambiente. Allo stesso tempo mettiamo in commercio prodotti
all’avanguardia,
come la nuova linea di pneumatici Conti EfficientPro per asse sterzante e asse
trattivo”. Ottimizzati in termini di resistenza al rotolamento e sviluppati
appositamente per il trasporto a lunga distanza su autostrade e superstrade, gli
pneumatici Conti EfficientPro sono il risultato dell'ulteriore sviluppo delle
tecnologie di provata efficacia già impiegate nella linea Conti EcoPlus. “Grazie a
speciali mescole per la struttura multistrato del battistrada – sottolinea Enrico
Moncada, responsabile della business unit Truck Replacement di Continental Italia -
è stato possibile ridurre ulteriormente la resistenza al rotolamento. Rispetto ai
pneumatici Conti EcoPlus, un camion da 40 tonnellate equipaggiato con pneumatici
Conti EfficientPro su asse sterzante e asse trattivo risparmia fino a 0,64 litri di
carburante ogni 100 chilometri. In caso di una percorrenza chilometrica annua di
120.000 chilometri, si ottiene in questo modo un risparmio di emissioni di CO[2] di
oltre 2
tonnellate all'anno”.

Emissioni di CO2: luglio in calo (-7,6%) agosto in crescita (+4,1%)

Considerando le emissioni derivate dall’uso di benzina e gasolio per autotrazione
Emissioni di CO[2]: luglio in calo (-7,6%) agosto in crescita (+4,1%)
L’andamento delle emissioni di CO[2] derivate dall’uso di benzina e gasolio per
autotrazione a luglio ed agosto è stato contradditorio: se a luglio si è registrato
un calo (di 710.797 tonnellate, che corrispondono ad una diminuzione del 7,6%)
rispetto allo stesso mese del 2015, ad agosto si è verificato un aumento (di 323.641
tonnellate, e cioè del 4,1%) sempre rispetto allo stesso mese del 2015. Se si
prendono in considerazione i primi otto mesi del 2016 (da gennaio ad agosto) si può
notare che sia il consuntivo delle emissioni da benzina sia quello delle emissioni
da gasolio sono in calo (rispettivamente del 2,4% e dello 0,3%). Ciò ha prodotto una
diminuzione complessiva di 563.458 tonnellate di CO[2], che corrispondono allo 0,8%
in meno rispetto allo stesso periodo del 2015. Questi dati sono stati elaborati dal
Centro Ricerche Continental Autocarro, su dati del Ministero dello Sviluppo
Economico.
“L’andamento altalenante delle emissioni di CO[2] nei mesi estivi, che ha
determinato un lieve calo nei primi otto mesi del 2016 - commenta Alessandro De
Martino, amministratore delegato di Continental Italia – non deve far passare in
secondo piano il problema dell’impatto ambientale della mobilità. Non è infatti un
calo delle emissioni inferiore all’1% che può risolvere i problemi causati dalle
sostanze nocive presenti nell’aria che respiriamo. Per cercare di attenuare gli
effetti negativi di questa situazione si deve agire su più fronti, uno dei quali è
certamente il controllo della pressione dei pneumatici, che influisce sui consumi di
carburante degli autoveicoli e quindi anche sulle emissioni di sostanze nocive”. A
questo proposito Continental propone agli autotrasportatori ContiPressureCheck, un
sistema per il monitoraggio della pressione e della temperatura dei pneumatici
(TPMS, Tyre Pressure Monitoring System) che previene efficacemente il consumo
eccessivo di
carburante e i danni dovuti a pressione insufficiente aumentando la vita utile del
pneumatico. Ciò si traduce direttamente in risparmio di carburante, minori emissioni
di CO[2], minore spesa grazie alla diminuzione dei fermi macchina e, non da ultimo,
maggior sicurezza.

2015: in crescita (+11,3%) le immatricolazioni di veicoli per il trasporto merci

Nel 2015 in Italia le immatricolazioni di veicoli per il trasporto di merci sono aumentate dell’11,3% rispetto al 2014. Sono cresciute sia le immatricolazioni di veicoli per il trasporto merci con PTT (peso totale a terra) fino a 16 tonnellate (+10,7%) sia quelle di veicoli per il trasporto merci con PTT superiore a 16 tonnellate (+17,1%) Questi dati derivano da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su dati Aci. “L’aumento registrato nel 2015 – commenta Alessandro De Martino, Amministratore delegato di Continental Italia – fotografa efficacemente il momento congiunturale che il settore dei trasporti su strada sta attraversando. Dopo una crisi prolungata, molte aziende di autotrasporto si sono trovate nella condizione di non poter più rimandare la sostituzione dei loro mezzi più vecchi e inquinanti. Allo stesso tempo l’inizio della ripresa economica ha contribuito a far aumentare gli scambi di merci e con essi i trasporti. Questi due fattori hanno spinto le aziende di trasporto ad accelerare il ricambio dei mezzi per poter affrontare le sfide che attendono l’economia nel futuro prossimo con una flotta di veicoli più giovani, più sicuri e più efficienti. E questa è una buona notizia!”.

Ad aprile emissioni di CO2 da gasolio in grande crescita (+6,1%)

Ad aprile le emissioni di CO2 derivate dall’uso di gasolio per autotrazione sono aumentate di 359.605 tonnellate, e cioè del 6,1% rispetto allo stesso mese del 2014. Le emissioni provenienti dall’uso di benzina, invece, si sono confermate più o meno sullo stesso livello del 2014, con un calo di sole 3.192 tonnellate, che corrispondono allo 0,1% in meno. Il dato complessivo relativo al mese di aprile vede un aumento delle emissioni di CO2 di 356.413 tonnellate (+4,4%) rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Questi dati derivano da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su dati del Ministero dello Sviluppo Economico.

Nei primi quattro mesi del 2015 le emissioni di CO2 da benzina sono in calo (-2,4%), mentre quelle da gasolio sono aumentate del 3,8%. Il dato totale relativo al periodo gennaio-aprile vede un aumento delle emissioni di 668.405 tonnellate, che corrispondono al 2,2%.

“Continental – commenta Daniel Gainza, direttore commerciale di Continental CVT – riserva grande attenzione all’ottimizzazione dei costi di guida e di conseguenza all’efficienza delle aziende di trasporto: le soluzioni da noi offerte per rendere più economica ed ecologica la gestione di una flotta di mezzi di trasporto sono varie e non includono solo la fornitura di pneumatici, ma anche servizi a 360° per le aziende di trasporto. Tali servizi fanno parte del programma Conti360° Fleet Services, sono dedicati ad ogni tipo di veicolo e si giovano di soluzioni personalizzate, di una rete internazionale e di un network dedicato.”

Il 2015 inizia con un aumento delle emissioni di CO2 da benzina e gasolio dello 0,4%

A gennaio 2015 le emissioni di CO2 derivate dall’uso di benzina e gasolio per autotrazione sono aumentate di 33.162 tonnellate rispetto allo stesso mese del 2014. Questo aumento corrisponde, in termini percentuali, allo 0,4% in più. Sebbene le emissioni provenienti dall’uso di benzina siano diminuite a gennaio di 60.648 tonnellate (-3,2% rispetto a gennaio 2014), tale calo è stato più che compensato dall’aumento delle emissioni da gasolio, che sono cresciute di 93.810 tonnellate (+1,7%) rispetto allo stesso mese del 2014. Questi dati derivano da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su dati del Ministero dello Sviluppo Economico.

Nel 2013 quasi il 40% degli studenti italiani è andato a scuola in automobile

Nel 2013 il 39,5% degli studenti italiani si è recato a scuola (o all’università) in automobile. In questa percentuale sono inclusi sia gli studenti che hanno utilizzato l’auto come conducenti (4,6%) sia quelli che l’hanno utilizzata come passeggeri (34,9%). Negli ultimi venti anni, e cioè dal 1994 al 2013, la quota di studenti che si recano a scuola in auto ha guadagnato 8,1 punti percentuali, passando dal 31,4% al 39,5%.

L’elaborazione da cui derivano questi dati, realizzata dal Centro Studi Continental su dati Istat, presenta anche un prospetto regionale. La regione in cui gli studenti utilizzano maggiormente l’auto per recarsi a scuola è la Toscana, dove l’auto è utilizzata dal 55,2% degli studenti e vi è stato anche un sostenuto incremento rispetto al 1994 (+18,3 punti percentuali). Alla Toscana segue l’Umbria (51,9%, con un aumento di 13,7 punti percentuali). Il podio regionale si chiude con l’Emilia Romagna (50,7%; la crescita sul 1994 è stata di 9,3 punti percentuali). In coda alla classifica delle regioni italiane troviamo la Puglia (29,5%), la Liguria (28,1%) ed il Trentino Alto Adige (19,9%).

Non tutte le regioni hanno fatto registrare una crescita della quota di studenti che vanno a scuola in auto: vi è una regione in controtendenza, e cioè la Puglia, dove si è passati dal 31,4% del 1994 al 29,5% del 2013. Un’altra doverosa segnalazione va fatta per la regione che nel corso dei vent’anni presi in considerazione ha fatto registrare il maggior aumento della quota di studenti che vanno a scuola in auto: si tratta del Molise, dove l’aumento è stato di 19,7 punti percentuali.

La crescita della quota di studenti che utilizza l’automobile per andare a scuola, registrata negli ultimi venti anni, conferma il ruolo fondamentale che l’auto gioca nel nostro Paese per la mobilità privata. Questa situazione sembra destinata a durare ancora a lungo, visto che le alternative all’uso dell’auto sono poco efficienti, e visto anche che la situazione di crisi economica non permette di effettuare gli investimenti necessari per ammodernare la nostra rete di trasporti e portarla allo stesso livello qualitativo di quella dei maggiori paesi europei.

Nel 2014 le immatricolazioni di veicoli commerciali in Italia sono aumentate del 13,9%

Nel 2014 le immatricolazioni di veicoli commerciali in Italia sono cresciute del 13,9% rispetto al 2013. L’aumento delle immatricolazioni di veicoli commerciali registrato in Italia, elaborato da Acea e diffuso dal Centro Ricerche Continental Autocarro, è maggiore di quello medio dei Paesi che fanno parte dell’Unione Europea (+7,6%). Inoltre, è anche superiore dei dati di Francia (-0,4%), Germania (+4,8%) e Regno Unito (+10,8%), ma è minore del dato spagnolo (+31,6%).

Considerando il solo mese di dicembre in Italia c’è stata una flessione delle immatricolazioni di veicoli commerciali del -2,8% che si è rivelata leggermente superiore rispetto al dato europeo (-2,5%).

Nel 2014, all’interno del comparto dei veicoli commerciali, le vendite di quelli fino a 3,5 tonnellate sono andate molto bene (+16,4%), mentre quelle di veicoli pesanti, e cioè maggiori di 16 tonnellate, sono calate dell’1,4%. Ancora più in difficoltà si è dimostrato il comparto di pullman e autobus: nel 2014, infatti, le immatricolazioni di questi mezzi, sono diminuite del 16,7% rispetto al 2013, mentre nel solo mese di dicembre il calo registrato è stato del 65,8%. Il dato italiano sulle immatricolazioni di autobus e pullman è in controtendenza rispetto all’andamento europeo; infatti in Europa nell’intero 2014 le immatricolazioni di autobus e pullman sono cresciute dell’1,4% rispetto al 2013.

Segnali di ripresa per il mercato dei veicoli per il trasporto merci

A cavallo tra il 2013 e il 2014 il mercato dei veicoli per il trasporto merci ha dato segnali di ripresa, che lasciano ben sperare per una uscita dalla pesante crisi che ha colpito il settore, crisi che ha avuto ripercussioni anche sulla consistenza del parco circolante, che ha interrotto una crescita che durava da molti anni. I dati elaborati dal Centro Ricerche Continental Autocarro mostrano infatti che il parco di veicoli per il traporto merci che circolano nel nostro Paese ha iniziato a calare a partire dal 2012, che è stato il primo anno in cui il numero di veicoli per il tras porto merci che sono usciti dal parco circolante ha superato il numero di nuove immatricolazioni: proprio da questo deriva il calo del numero di veicoli per il trasporto merci in circolazione. Nei primi cinque mesi del 2014 le immatricolazioni di questi veicoli sono tornate a crescere (+15,2% rispetto allo stesso periodo del 2013). L’aumento delle immatricolazioni, però, non è ancora arrivato a compensare il numero di radiazioni, che resta più elevato; per questo motivo, secondo l’elaborazione del Centro Studi Continental Autocarro, il parco circolante di veicoli per il trasporto merci nei primi cinque mesi dell’anno accusa ancora una lievissima diminuzione (-0,2%) rispetto al dato di fine 2013, attestandosi a quota 3.930.687 unità.

A livello locale, come risulta dalla tabella alla pagina successiva, è da evidenziare che, sempre nei primi cinque mesi del 2014, in quattro regioni italiane il parco circolante ha già ricominciato a crescere, e per esattezza in Toscana (+1,2%), in Trentino Alto Adige (+1,1%), in Piemonte (+0,3%) e in Lazio (+0,3%). Nelle altre regioni vi sono invece cali, che vanno dal -0,1% della Valle d’Aosta fino al -0,8% di Molise, Marche e Puglia.

“In questi anni difficili per l’economia italiana – afferma a commento dei dati Daniel Gainza, Direttore Commerciale di Continental CVT – vi sono stati molti operatori economici che sono usciti dal mercato, sia nel settore del trasporto merci (padroncini e società di trasporti) sia tra artigiani, professionisti e piccole e medie imprese che utilizzano veicoli commerciali per la loro attività. La conseguenza è che è calato anche il parco circolante di veicoli per il trasporto merci, come i dati dimostrano. Da qualche mese a questa parte, però, le immatricolazioni hanno ripreso ad aumentare, e questo indubbiamente è un dato positivo perché permette alle aziende che hanno dovuto rinunciare ai mezzi di trasporto di tornare a dotarsi di mezzi strumentali utili per il ril ancio della loro attività e può consentire che si affaccino sul mercato nuove realtà meglio strutturate per far fronte alla concorrenza internazionale. Non va poi dimenticato che la ripresa del mercato è importante anche per il ricambio dei veicoli particolarmente vecchi che sono ancora in circolazione, la cui sostituzione non può più essere rimandata; in questo modo si contribuisce anche a rendere più elevata la sicurezza sulla strada”.

Sicurezza in autostrada: nel primo trimestre 2014 meno feriti, ma aumenta il numero degli incidenti e dei decessi

Nel primo trimestre del 2014 sulle autostrade che fanno parte dell’Aiscat (Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori) vi sono stati 1.349 incidenti, con un aumento dell’1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Sempre nel primo trimestre del 2014, rende noto il Centro Studi Continental, è diminuito invece il numero di persone rimaste ferite in questi incidenti: sono state 2.092, con un calo dell’1,5% rispetto al 2013. Anche il numero dei decessi è però aumentato (da 38 a 42, con una crescita del 10,5%). Per quest’ultimo dato vi è una spiegazione, ed è che, come evidenzia l’Aiscat in una nota, “l’aumento va letto tenendo conto dell’esiguità dei numeri in esame, fattore questo che comporta rialzi apparentemente elevati del tasso percentuale anche in presenza di lievi scostamenti in termini di valori assoluti”. Se si prendono in considerazione solo gli incidenti che coinvolgono veicoli leggeri il numero di feriti e di decessi è in calo; invece se si considerano gli incidenti in cui è coinvolto un veicolo pesante sia i feriti che i decessi sono aumentati. Per valutare correttamente questi dati, fa notare il Centro Studi Continental, bisogna però tenere anche presente che, sempre nel primo trimestre del 2014, il traffico sulle autostrade è aumentato dello 0,9% rispetto allo stesso periodo del 2013.

A maggio le immatricolazioni di autocarri pesanti in Italia sono di nuovo in calo

A maggio le immatricolazioni di autocarri pesanti (cioè con portata di 16 tonnellate ed oltre) in Italia sono diminuite del 3,5% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Se si considerano i primi cinque mesi del 2014 le immatricolazioni di autocarri pesanti sono aumentate del 19,1% rispetto allo stesso periodo del 2013. Questi dati provengono da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su dati Acea.
Tornando a maggio, i dati Acea mettono in evidenza che le immatricolazioni di autocarri pesanti sono cresciute in Germania (+22,4%) e Spagna (+32,9%), mentre sono calate in Francia (-30,2%) e Regno Unito (-17,6%). In generale nell’Unione Europea il dato è lievemente negativo (-0,2%).
Sembra invece iniziare a riprendersi il mercato degli autobus. Infatti a maggio in Italia le immatricolazioni di questi mezzi sono aumentate del 30,8% rispetto allo stesso mese del 2013. Anche in Germania e Spagna le immatricolazioni di autobus sono cresciute, rispettivamente del 21,1%, del 4,8%. Negativa la situazione in Francia (-14,6%) e Regno Unito (-3,8%). La tendenza emersa nell’intera Unione Europea è positiva, con un incremento del 12,4%.

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