Articoli marcati con tag ‘Cna-Fita’

Cartello camion: accordo quadro tra Assopetroli-Assoenergia, CNA-Fita e Antitrust Litigation Investment S.r.l. per risarcimento danni

Assopetroli-Assoenergia ha stipulato, a favore dei propri associati, un accordo
quadro congiunto con CNA-Fita e la Società Antitrust Litigation Investment S.r.l.
(A.L.I.), finalizzato ad aderire all'iniziativa da loro promossa per ottenere il
risarcimento dei danni causati dal "cartello camion". Una recente sentenza della
Commissione Europea, infatti, ha riconosciuto a tutti coloro che hanno acquistato
camion di medie (da 6 a 16 tonnellate) e/o grandi dimensioni (oltre 16 tonnellate)
delle case costruttrici DAF, Daimler/Mercedes-Benz, Iveco, MAN/Volkswagen,
Volvo/Renault e Scania, nel periodo dal 1997 al 2011, la possibilità di avviare
un'azione legale per ottenere un indennizzo, entro il termine del 31 gennaio 2017.
L'accordo quadro congiunto, promosso dai Presidenti Rossetti
(Assopetroli-Assoenergia) e Franchini (CNA-Fita), permetterà quindi a tutti gli
associati interessati di partecipare all'azione legale facilmente e con condizioni
agevolate.

CNA-FITA ACCOLTA PARTE CIVILE NEL PROCESSO “AEMILIA”r

Accolta, al processo “Aemilia”, la richiesta di costituzione di parte civile avanzata dall’associazione degli autotrasportatori artigiani della CNA-Fita, attraverso la sua Presidente, la modenese Cinzia Franchini. Il giudice per l’udienza preliminare del procedimento contro la ‘ndrangheta in Emilia, Francesca Zavaglia, ha ritenuto che ricorressero i presupposti per l’accettazione, quindi si è valutato che gli imprenditori del trasporto merci possano avere subito un danno dallo scorretto operare sul mercato delle aziende e degli imprenditori coinvolti nell’operazione “Aemilia”. “Un primo risultato storico per l’associazione che presiedo e per tutto il mondo del trasporto merci – ha commentato Cinzia Franchini, presidente nazionale CNA-Fita. Per la prima volta un’ associazione di rappresentanza dell’autotrasporto viene ammessa come parte civile in un simile processo. Con questo atto intendiamo difendere l’onorabilità e gli interessi di chi, nel mondo dell’autotrasporto, opera nella legalità e per la legalità contro chi invece, come le mafie, è vocato al malaffare e a soggiogare le forze imprenditoriali sane, linfa vitale della nostra economia. La mafia nell’autotrasporto c’è, ma da oggi c’è anche chi intende contrastarla con i fatti, andando ben oltre i protocolli”. Ha concluso la Franchini: “Ringrazio chi mi è stato vicino e chi ha creduto insieme a me che questo fosse un percorso in cui credere e da intraprendere con determinazione

ALBO AUTOTRASPORTO: UN ESEMPIO DI COME L’AMMINISTRAZIONE PUBBLICA RIESCE A COMPLICARE INUTILMENTE LA VITA DEGLI IMPRENDITORI ANCHE PER PAGARE UNA TASSA D’ISCRIZIONE

Prendiamo atto che a tutt’oggi, e da un paio di anni, il Ministero dei Trasporti non riesce a fare funzionare una banale procedura elettronica a fronte di una sua stessa determina che rende obbligatorio ed esclusivo il pagamento on line delle quote d’iscrizione all’Albo da parte delle imprese che esercitano l’attività di autotrasporto in conto terzi. Ad imprenditori che sono oberati, quotidianamente, da mille intralci burocratici di certo non serviva l’ennesima inefficienza. Il rischio è che le aziende si vedano cancellate dall’Albo per non avere adempiuto all’obbligo di versamento nei termini previsti (31.12.2014) per una incapacità dell’Amministrazione nel gestire correttamente ed efficacemente il portale on line www.ilportaledellautomobilista.it che è l’unico strumento attraverso il quale le imprese sono tenute a versare le quote annuali per rinnovare l’iscrizione all’Albo. Diverse le anomalie riscontrate come per esempio la difficoltà a registrarsi e conseguentemente l’incapacità di gestire la propria posizione, oppure l’impossibilità di modificare, aggiornandolo, l’importo richiesto per la quota d’iscrizione annuale. CNA-Fita aveva chiesto una proroga per i termini di pagamento che, stando alle comunicazioni del Ministero, sarebbe dovuta arrivare con il Decreto Milleproroghe approvato nei giorni scorsi ma di cui non vi è traccia.

A questo punto, essendo a ridosso della scadenza, richiediamo nuovamente la proroga dei termini di pagamento con la procedura parallela del pagamento cartaceo e con bonifico bancario e domandiamo inoltre che venga consentito il pagamento multiplo per gruppi di imprese.

Ecco un esempio di come ogni giorno l’Amministrazione riesce a complicare la vita di migliaia di imprenditori a caro prezzo.

IL SOTTOSEGRETARIO ROCCO GIRLANDA DA’ FORFAIT E RIMANDA A DATA DA DESTINARSI L’INCONTRO IN PROGRAMMA PER DOMANI CON LE ASSOCIAZIONI DEGLI AUTOTRASPORTATORI

Per la seconda volta, a distanza di appena una settimana, il sottosegretario ai trasporti, Rocco Girlanda, dà forfait e rimanda l’incontro con le associazioni di categoria, firmatarie del protocollo del 28 novembre scorso, con all’ordine del giorno le problematiche inerenti la continuità territoriale con la Sicilia. Cosa stanno decidendo al Ministero dei Trasporti? E soprattutto con chi? CNA-Fita prende atto della “sospetta latitanza” del sottosegretario che forse si è dimenticato che con la Sicilia c’era pure la Sardegna e che con queste ultime due vi era una sequela di problemi da affrontare di cui bisognava verificarne la soluzione attraverso incontri successivi e una super visione finale entro il 31 gennaio 2014. Tutto ciò non è avvenuto, gli incontri non si sono svolti, e a questo punto è lecito pensare che, una volta rientrata la protesta dei Forconi, la verifica complessiva, per qualcuno forse, si sarebbe dovuta risolvere in una bolla di sapone. CNA-Fita ha più volte ribadito, nelle settimane seguenti alla firma del protocollo e subito dopo la pausa natalizia, che il Governo non doveva indugiare oltre. Come se non bastasse, con l’anno nuovo poi si sono poi aggiunti i vergognosi quanto ingiustificati rincari dei pedaggi e, a partire da marzo, ci aspetta l’ennesimo aumento delle accise sul gasolio. Temporeggiare oltre non aiuta a chiarire alla categoria quali saranno le soluzioni da mettere in campo e contribuisce semmai ad aumentare il convincimento di chi ha sempre creduto che non vi fossero, nel Governo e altrove, le volontà necessarie a risolvere le questioni aperte con l’autotrasporto. CNA-Fita, responsabilmente, si è resa parte attiva nel garantire al Governo maggior tempo per rintracciare le soluzioni e portarle su percorsi di attuazione concreti. Ma tutto ciò non è accaduto e per questo è urgente che si affronti tale inconcludenza nella sede più opportuna avvero il coordinamento unitario, Unatras, per le determinazioni del caso.

Franchini: l’accordo per il trasporto? da perseguire

Apprendiamo da alcune note stampa un mutato clima presso le maggiori
associazioni di rappresentanza dell'autotrasporto presenti anche in Unatras.
In particolare ci riferiamo alle recenti esternazioni del presidente Uggè
della Fai-Conftrasporto nella direzione di una rinnovata volontà a ricercare
un dialogo con le rappresentanze della committenza che consenta lo sblocco
dello stallo generato dalle vicissitudini della legge sui costi minimi di
sicurezza. Una scelta, quella del presidente Uggè, in linea con quanto
espresso da tempo dalla CNA-Fita e da Anita e che non può che aiutare a
migliorare le relazioni tra gli imprenditori che intervengono nella
complessa filiera logistica. CNA-Fita inoltre ritiene l'apertura di Paolo
Uggè un contributo pragmatico per preservare la collaborazione tra
imprenditori, un valore fondamentale in momenti così complessi e drammatici
perché caratterizzati da una profonda e perdurante crisi economica. “Meglio
tardi che mai, afferma Cinzia Franchini, l’apertura di Uggè è un prezioso
invito alla ripresa del dialogo mai tardivo e per questo da accogliere".

Mafia e Logistica: Perché Tacere?

l 31 maggio 2012, presso il Palazzo dell’Informazione in Piazza Mastai, nel cuore di Trastevere, lo storico quartiere romano, si è tenuto il Primo (speriamo di molti) Forum Annuale sul tema Legalità Trasporti Logistica, emblematicamente intitolato: “Perché Tacere”.

Già, Perché Tacere, perché, aggiungiamo noi, si è taciuto per tanto tempo? Non è da oggi, infatti, che il mondo dei trasporti, così come l’imprenditoria in genere, sia infettato dalla malavita organizzata: ben venga allora il coraggio di chi ha voglia di cambiare, di reagire come i promotori di questa iniziativa, il Corriere dei Trasporti e il CNA-FITA (Unione Nazionale Imprese di Trasporto).

Il quadro emerso dall’incontro, moderato e condotto da Paolo Di Lonni, direttore responsabile del Corriere dei Trasporti, è allarmante, specie per quanto riguarda i settori della distribuzione ortofrutticola con i relativi centri logistici come Fondi (Latina) e Vittoria (Ragusa).

L’infiltrazione mafiosa col passare degli anni è divenuta sempre più subdola e raffinata, come emerge dalle inchieste svolte dalla professoressa Rita Palidda e il giornalista Giovanni Tizian. Ormai la ferocia sanguinaria e le minacce a mano armata hanno lasciato il posto a “colletti bianchi” armati di Master in Business Administration, con il potere del contante (proveniente dalle trincee dell’illecito), in grado di offrire agli imprenditori soluzioni rapide e facili. Purtroppo però, chi decide di “vendere l’anima al diavolo” spesso e volentieri si ritrova invischiato e schiacciato perché, naturalmente, il “diavolo” è sempre lì a chiedere il rendiconto: “Do ut des”.

Le metastasi di questo tumore secolare si insinuano sulle strade di tutto il mondo e sotto mille sfaccettature. D’altronde un camion, un furgone, cos’altro rappresentano se non dei grandi scatoloni su ruote in grado di trasportare qualsiasi cosa? E’ così che le metastasi, scavando e avanzando arrivano anche ai grandi gruppi internazionali come la TNT che, malgrado l’inconsapevole estraneità della direzione centrale, si è ritrovata con sei sedi italiane contaminate dalla malavita organizzata, come ci spiega il Magistrato della Direzione Nazionale Antimafia, Anna Canepa. Leggi il resto di questo articolo »

Sistri, CNA-Fita annuncia battaglia legale

L'associazione ha richiesto i documenti per avviare la causa collettiva.

CNA-Fita sul piede di guerra. L’associazione ha avviato la richiesta della documentazione necessaria per attivare la causa collettiva per il recupero dei contributi pagati finora per il Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti mai entrato in vigore. “Abbiamo appena dato comunicazione alle nostre sedi territoriali e già siamo stati sommersi dalle richieste di rimborsi”, commenta il presidente dell’associazione Cinzia Franceschini.

La posizione di CNA-Fita è stata recepita anche dal coordinamento unitario Unatras, che ha ribadito le richieste dell’autotrasporto al Governo: restringere l’operatività del Sistri ai soli rifiuti pericolosi, come prevedeva la direttiva comunitaria, ed estendere l’obbligatorietà dell’adesione al sistema anche agli operatori esteri.

L’associazione si sta già muovendo per chiedere un’audizione alla Commissione ambiente della Camera e del Senato e cercherà di incontrare il Ministro dell’ambiente Prestigiacomo.

Sistri, l’invito della CNA-Fita per l’autotrasporto

CNA-Fita invita Unatras a raggiungere un’opinione condivisa sul destino del Sistri.

La recente abrogazione del Sistri rende sempre più impellente che il coordinamento unitario Unatras giunga a un’opinione condivisa sul destino del sistema di tracciabilità dei rifiuti. Questa la motivazione che ha spinto la CNA-Fita – si legge in una nota della confederazione che associa 35.000 imprese di autotrasporto – a richiedere l’aggiornamento dell’ordine del giorno della presidenza prevista per il 6 settembre.

“È inutile – ha spiegato Cinzia Franchini, presidente nazionale – che si continui in ordine sparso con proposte e denuncie di responsabilità. La logica del ‘salviamo qualcosa’ non ci interessa, mentre è urgente che l’autotrasporto chiarisca con una proposta i termini di disponibilità per concepire un serio sistema di tracciabilità dei rifiuti pericolosi come previsto dalla normativa europea”.

“Per quanto riguarda la questione dei contributi sin qui pagati dalle imprese – ha aggiunto la Franchini – vorrei tranquillizzare la Commissione Ambiente del Senato chiarendo loro e a chi avesse ancora qualche dubbio che la CNA-Fita procederà comunque per recuperare i contributi sin qui pagati per nulla”.

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