Articoli marcati con tag ‘codice della strada’

FORMAZIONE INIZIALE DEI CONDUCENTI: DRIVE CLUB CHIEDE LA MODIFICA DEL C.D.S.

Accrescere le conoscenze e favorire gli approfondimenti tecnici ed operativi necessari per svolgere la professione di conducente: quanto discusso nel corso della conferenza stampa della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE (l’Associazione dei costruttori di veicoli esteri) dello scorso 8 novembre è ampiamente condiviso dal Drive Club Trasportounito – circolo culturale per i conducenti di veicoli industriali – perché lo prevede direttamente all’interno del proprio statuto.

Pur constatando come quello del camionista sia un mestiere ormai poco gradito ai giovani italiani, anche considerati i costi proibitivi delle patenti “superiori” se confrontati con le scarse prospettive occupazionali, si ritiene che abilità quali guidare un camion con ogni condizione meteorologica; avere cura degli utenti della strada più vulnerabili; sistemare correttamente il carico; sovraintendere alle operazioni di carico/scarico delle merci, non possano essere acquisiti sui banchi di un’autoscuola.

Condividiamo, pertanto, le parole espresse dal Presidente dell’Associazione – Franco FENOGLIO – che, nel corso dell’evento, ha auspicato un impegno concreto di imprese ed istituzioni – rispettivamente – per la formazione e l’aggiornamento degli autisti nonché l’introduzione di sgravi alle imprese di trasporto che si adoperano per  garantire la qualificazione e l’occupabilità degli aspiranti conducenti.

Nel merito, Drive Club chiede sia derogato l’art. 54 del Cds laddove prevede – salvo eccezioni – la presenza a bordo dei soli autisti o addetti all’uso delle merci trasportate, affinché venga consentito agli aspiranti conducenti, prossimi al conseguimento delle patenti abilitanti alla guida di autocarri, autotreni ed autoarticolati, di affiancare un’autista esperto acquisendo le abilità pratiche per l’esercizio in sicurezza della professione.

ACI: SERVE UN NUOVO CODICE DELLA STRADA

Serve un nuovo Codice della Strada perché quello vigente è sempre meno rispettato, perfino dalle Amministrazioni locali. Lo sottolinea oggi l’Automobile Club d’Italia nel corso della 70a Conferenza del Traffico e della Circolazione, i cui lavori sono centrati sul nuovo Codice in discussione al Parlamento. L’incremento delle sanzioni per infrazioni (+21% negli ultimi sei anni) e la battuta di arresto della riduzione delle vittime della strada (-0,6% nel 2014 rispetto al 2013, a fronte di un complessivo -52% dal 2000) misurano il calo di interesse degli automobilisti verso l’insieme di norme che regolano la mobilità, al quale va aggiunta la diffusa inosservanza delle Amministrazioni locali dell’articolo 208 del CdS, secondo il quale almeno il 50% dei proventi delle multe deve essere reinvestito a favore della mobilità.

“I soldi per la sicurezza stradale ci sono – dichiara il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani – ma troppi Comuni destinano ad altre voci quanto previsto dalla legge a favore degli automobilisti. Per garantire l’osservanza della norma è opportuno prevedere pesanti misure sanzionatorie per le Amministrazioni inadempienti. Tutto ciò può essere ben evidenziato in un nuovo Codice della Strada più snello e semplice, con poche ma chiare norme di comportamento per gli utenti, che rimandi a specifici regolamenti il corposo insieme di dettati tecnici sulle caratteristiche delle strade e dei veicoli”.

Dai lavori della Conferenza del Traffico emerge la necessità di coordinare meglio sul territorio le poche risorse disponibili per la sicurezza stradale, contribuendo a ridurre la spesa sociale attraverso la diminuzione degli incidenti che oggi costano allo Stato 18 miliardi di euro. Dall’analisi dei risultati ottenuti dagli investimenti a livello regionale in esecuzione del Piano Nazionale per la Sicurezza Stradale, secondo una rilevazione della Fondazione Filippo Caracciolo – Centro Studi ACI, vanno evidenziati i comportamenti virtuosi di Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte e Veneto, mentre Campania, Puglia e Sicilia faticano a contenere la spesa sociale imputabile all’incidentalità. Se tutte le Regioni si fossero comportate come quelle più virtuose, dal 2001 ad oggi l’Italia avrebbe risparmiato 27 miliardi di euro. Se invece le “prime della classe” avessero seguito le “ultime”, lo Stato avrebbe aumentato la spesa sociale di quasi 70 miliardi di euro.

Gli investimenti vanno centrati sull’innalzamento degli standard di sicurezza della rete stradale, soprattutto in ambito urbano (nel Lazio gli incidenti rapportati alla popolazione sulle strade urbane fanno segnare +25% dal 2000; in Campania addirittura +70%), con maggiore attenzione ai pedoni, ai ciclisti e agli utenti più “deboli” della strada. Secondo l’ACI serve inoltre più formazione, specialmente per i neopatentati che dopo un solo anno di apprendistato possono oggi guidare una supersportiva: nel nuovo Codice della Strada va previsto un percorso formativo più completo soprattutto per i giovani, con l’obbligo di frequentare almeno un corso di guida sicura prima di impugnare il volante di un veicolo più potente.

Ponendosi l’obiettivo di una mobilità più responsabile e sostenibile, il nuovo Codice della Strada in discussione al Parlamento non può tralasciare il pericolo costituito dai 4 milioni di veicoli ultraventennali circolanti in Italia, con pesanti ricadute per la sicurezza e per l’ambiente. Per un intervento efficace, l’Automobile Club d’Italia propone una rivisitazione dell’art. 60 dell’attuale CdS, con nuovi criteri univoci per distinguere i veicoli storici, meritevoli di tutela, dalle auto vecchie di cui va incentivata la sostituzione. Per l’individuazione delle auto d’epoca, il settore automotive sta convergendo sull’efficacia della “lista chiusa”, come quella redatta da

SOSTA CON TICKET SCADUTO: ORA SI MUOVA IL GOVERNO A RIFORMARE IL CODICE

Il gap normativo per la sosta abusiva con ticket scaduto deve essere risolto dal governo e non lasciato alla discrezionalità dei sindaci che di certo non possono sostituirsi al legislatore. Poliziamunicipale.it, il portale tecnico della polizia locale, ritiene che le dichiarazioni del Ministro dei trasporti sulla possibilità di soprassedere sulle multe in caso di pagamento insufficiente siano il frutto di una larga approssimazione giuridica che espone i sindaci e la polizia locale ad enormi responsabilità. Tra l’altro la possibilità di recuperare l’eventuale quota tariffaria mancante, generalmente di pochi euro, contrasta con i costi tecnici dell’operazione e finisce per aggravare ulteriormente i conti pubblici. Per superare l’impasse l’unica soluzione è riformare il codice ed adeguarlo alla progressione della tecnica, visto che quando è stato approvato esistevano solo i parchimetri a moneta. Tutte le altre considerazioni rappresentano solo il tentativo di scaricare le responsabilità, per l’ennesima volta, sulla parte debole della filiera italica ovvero i sindaci (e la polizia locale).

NUOVO CODICE DELLA STRADA ENTRO IL 2014

La prima giornata della 68a Conferenza del Traffico e della Circolazione organizzata dall’Automobile Club d’Italia sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si è conclusa oggi con l’approvazione di una risoluzione che sprona Governo, Parlamento e tutte le istituzioni a completare la stesura e l’approvazione del nuovo Codice della Strada entro il 2014.

Il nuovo Codice detterà in pochi articoli le norme di comportamento degli utenti della strada, mentre le disposizioni tecniche sulle caratteristiche dei veicoli e tutti gli adeguamenti alle disposizioni europee e allo sviluppo tecnologico troveranno spazio in uno specifico regolamento, le cui modifiche saranno più celeri e semplici.

I rappresentanti del Governo e del Parlamento intervenuti alla Conferenza hanno condiviso con l’ACI un percorso comune per l’ammodernamento della mobilità, che produrrà risultati concreti sul tessuto sociale, economico e produttivo del Paese: riduzione dell’incidentalità, diffusione della cultura della sicurezza stradale, efficienza del sistema dei trasporti, semplificazione delle procedure amministrative, certezza del rispetto delle regole sfruttando le potenzialità del PRA e degli altri strumenti a tutela dei diritti dei cittadini.

Nuovo Codice della strada contro pneumatici non omologati

Pneumatici non omologati: multe salate e sequestri anche per chi li importa, produce o commercializza.

Multe salate e sequestro del veicolo. Queste le misure messe in campo dal Nuovo Codice della strada per contrastare il fenomeno dei pneumatici non omologati. Chi circola con pneumatici non conformi alla legge rischia di pagare da 80 a 318 euro di sanzione e il sequestro del componente o dell’intero veicolo. Mentre chi li importa, produce o commercializza va incontro a una multa che varia da 779 a 3.119 euro, oltre al sequestro e alla confisca delle parti non omologate.

Come assicurarsi che i pneumatici della propria auto siano in regola? Accertarsi che riportino la marcatura “E” seguita da un numero che indica il Paese che ha rilasciato l’omologazione. O, per chi non fosse esperto, rivolgersi a rivenditori specialisti di pneumatici.

Codice della strada ancora fermo: Assosegnaletica sollecita il ministero dei trasporti

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Assosegnaletica

Paolo Mazzoni, consigliere di Assosegnaletica ha denunciato, in occasione del seminario organizzato dalla Provincia di Roma, che alcuni articoli del Codice della Strada a distanza di sette mesi dalla loro entrata in vigore mancano ancora di decreti attuativi. Soprattutto quelli riguardanti gli articoli 47 e 25, sulla manutenzione stradale e la destinazione di parte dei proventi contravvenzionali da destinarle, nonostante la legge prevedesse un termine scaduto ormai ad ottobre 2010. In occasione del seminario, Assosegnaletica ha distribuito le linee guida per una buona segnaletica ai responsabili degli uffici tecnici e della polizia municipale dei comuni della provincia di Roma. L’obiettivo è quello di fornire uno strumento per valutare qualità e regolarità dei prodotti.

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