Articoli marcati con tag ‘Commissione Europea’

Sicurezza e risparmio per i TIR dalla UE

In arrivo nuove norme europee che consentiranno di ridurre fino a 5mila euro il consumo annuo di carburante di camion destinati a lunghe percorrenze e le emissioni di gas effetto serra del 7-10%. Cabine e deflettori aerodinamici miglioreranno anche aspetti di sicurezza stradale.

La Commissione Europea ha presentato, lo scorso lunedì, una nuova proposta, che si allega, che tende a ridefinire, in modo assai radicale, le forme dei camion così come abbiamo imparato a conoscerli, sulle strade del nostro Paese e di tutt’Europa.

Già sappiamo che i camion europei hanno una sagoma assai diversa da quella, ad esempio, tipica dei camion americani.

Ma fino ad ora la questione sembrava più riguardare il design, che l’efficienza del veicolo. Ora invece la Commissione pone la questione in termini di efficienza energetica e di sicurezza stradale.

Lo prevedono le nuove regole destinate ai costruttori di camion, presentate dal commissario Ue ai trasporti Siim Kallas. Allargando il campo di visione del camionista, si stima inoltre anche una diminuzione tra i 300 ed i 500 morti sulla strada all’anno. Leggi il resto di questo articolo »

Prima riunione di Actie in Transport

Il movimento di autisti nato su Facebook si riunirà il 30 marzo nei Paesi Bassi per organizzarsi e definire gli obiettivi delle prossime mobilitazioni. In primo piano l’opposizione agli accordi di Schengen per Romania e Bulgaria e alla liberalizzazione del cabotaggio stradale.
Actie in Transport tenta il salto dal virtuale al mondo concreto. Nato come gruppo Facebook di camionisti olandesi, dove ha ampiamente superato i 12mila iscritti in poco più di un mese, e subito si è diffuso nelle bacheche dei colleghi europei, con gruppi personalizzati in Italia, Francia, Germania, Belgio, Danimarca e Finlandia.

A differenza dei vari gruppi presenti da tempo sul social network, Actie in Transport ha obiettivi politici su scala europea, primo tra tutti impedire la piena applicazione dell’accordo di Schengen sulla liberalizzazione del lavoro a Romania e Bulgaria. In pratica, dal 1° gennaio 2014 gli autisti rumeni e bulgari potranno liberamente lavorare in tutta l’Unione. Il timore espresso da Actie in Transport (ma anche da altre associazioni di autotrasportatori europee) è che tale provvedimento aumenti ulteriormente la concorrenza degli autisti dell’Est, che già ora si esprime con strumenti come il distacco internazionale. L’altro obiettivo prioritario è impedire la completa liberalizzazione del cabotaggio stradale. Leggi il resto di questo articolo »

Serracchiani: Ue vigili sul distacco comunitario

“La Commissione europea intervenga per salvaguardare la tenuta occupazionale nell’autotrasporto, messa a rischio dall’applicazione della normativa Ue sul distacco comunitario”. Lo chiede l’eurodeputata Debora Serracchiani, componente della commissione Trasporti, in un’interrogazione rivolta alla Commissione, sottolineando che “per alcune aziende italiane operanti nel settore dei trasporti sembra ormai pratica diffusa avvalersi di prestazioni di personale di lavoro temporaneo fornito da agenzie interinali stabilite in altri Paesi Ue, con conseguenze negative sul fronte occupazionale per la categoria”.

“Sempre più imprese scelgono di assumere i loro conducenti in Paesi che presentano un ridotto costo del lavoro – spiega Serracchiani – e tale tipologia contrattuale, ammessa dalla normativa europea, in alcuni Paesi come l’Italia viene percepita come un fenomeno negativo, attraverso cui si possono legalizzare situazioni di dumping sociale. Al di là delle conseguenze occupazionali per la categoria, viene inoltre messa a rischio la certezza di retribuzione pagata dalle aziende italiane alle agenzie di lavoro che, in teoria, dovrebbero versare i contributi al sistema previdenziale italiano. Se cosi non fosse – aggiunge – gli autotrasportatori assunti tramite agenzie localizzate in Paesi dove i costi del lavoro sono più bassi rischierebbero di non ricevere la pensione”.

Evidenziando “l’opportunità di alleviare il problema del dumping sociale attraverso il rafforzamento della cooperazione transnazionale, il miglioramento della conoscenza degli organismi nazionali di controllo e lo scambio di informazioni a livello europeo”, Serracchiani ha chiesto “come la Commissione intenda affrontare il problema, incluse le conseguenze economiche e sociali che si stanno verificando in alcuni Paesi”.

Tirrenia, si allarga l’indagine Ue

Tirrenia, il caso sotto la lente Ue

Si allarga il raggio d’azione della Commissione europea, che indagherà sulla procedura di cessione della compagnia di navigazione Tirrenia a Cin. Obiettivo dell’operazione: capire se la compagnia sia stata svenduta a un prezzo inferiore a quello di mercato e se siano intervenuti aiuti di stato contravvenendo alle norme Ue, anche a partire da gennaio 2012.

L’indagine va avanti da ottobre dell’anno scorso e riguarda le misure di sostegno pubblico in favore di Tirrenia e le annesse compagnie regionali Caremar, Laziomar, Saremar, Siremar e Toremar, nonché dei loro acquirenti. L’Europa punta ora la lente sulle compensazioni erogate a diverse società per la gestione di alcune rotte. Allo stesso modo Bruxelles vuole verificare la compatibilità con le norme sugli aiuti di stato nella proroga degli aiuti riconosciuta a Tirrenia e Siremar al di la dei 6 mesi concordati con la Commissione europea a novembre 2010. Più in generale la Commissione esprime la sua preoccupazione per la possibilità che alcune condizioni imposte dalle autorità regionali nella privatizzazione delle società marittime possano aver ristretto in maniera anticompetitiva il numero dei partecipanti alle gare.

Biocarburanti, l’Europa dice basta agli aiuti

Stop ai bioincentivi

Stop agli aiuti per i biocarburanti di origine agricola, l’Europa dice basta alla produzione di quelli derivati da culture alimentari come mais e colza. L’intento è quello di favorire carburanti bio ancora più sostenibili, estratti da alghe, rifiuti, paglia ed altri tipi di residui, che non interferiscono con la produzione alimentare mondiale. La deadline per gli incentivi è fissata nel 2020.

Entro tale data l’Ue ha fissato anche l’obiettivo del 10% di energia rinnovabile nei trasporti. Per quanto riguarda la direttiva europea sulla qualità dei carburanti, la Commissione europea propone aumentare ”al 60% la soglia minima di riduzione dei gas a effetto serra per i nuovi impianti”.

L’obiettivo: ”migliorare l’efficienza dei processi di produzione dei biocarburanti e scoraggiare ulteriori investimenti in impianti che danno scarsi risultati nella riduzione delle emissioni”. Infine, per la prima volta sarà preso in considerazione l’impatto della conversione dei terreni a livello mondiale (il cosiddetto fattore Iluc), nella valutazione delle prestazioni dei biocarburanti in termini di riduzione delle emissioni.

Ecobonus, gli autotrasportatori scrivono a Monti

Ecobonus sotto la lente europea

Incentivi strada-mare, le associazioni degli autotrasportatori si ribellano allo stop imposto dalla Commissione Europea e scrivono al presidente del Consiglio. Alla base della missiva, che porta la firma di Anita, Confartigianato Trasporti, Conftrasporto, Fedit, Fita Cna, Legacoop Servizi e Casartigiani, l’indagine aperta dall’Ue sull’ecobonus, considerato aiuto di Stato e pertanto bloccato.

Lo scorso 8 agosto il ministero dei Trasporti ha prodotto le proprie motivazioni, adesso si attende il verdetto di Bruxelles, che stabilirà se il Governo potrà pagare l’incentivo al trasporto combinato per gli anni 2010 e 2011. Le associazioni dell’autotrasporto cercano ora di accelerare i tempi, spiegando che questa attesa “sta causando gravi danni alle imprese, in particolar modo a quelle siciliane, che hanno positivamente accolto l’opportunità di utilizzare il trasporto marittimo in sostituzione del tutto strada, assumendone in proprio i relativi maggiori costi”. Un’indagine “strumentale” quella europea, secondo gli autotrasportatori tanto più che “l’ecobonus non rappresenta un’alterazione della concorrenza nel trasporto perché le Ferrovie hanno da tempo fortemente ridimensionato l’impegno nel trasporto combinato in Italia, e quasi del tutto abbandonato i collegamenti con la Sicilia”.

Passaggi a livello killer : In Italia nel 2011 18 morti

Gli incidenti ai PL non sono imputabili alle Ferrovie Italiane ma sono causati dal mancato rispetto del Codice della Strada e di alcune semplici regole salva-vita che possono essere così riassunte:

  • attraversare solo quando le barriere sono completamente alzate;
  • fermarsi quando le sbarre sono in chiusura;
  • attendere la riapertura delle barriere;
  • non scavalcare o passare sotto le sbarre quando sono chiuse;
  • non sollevare le barriere quando sono abbassate;
  • rispettare la segnaletica e i semafori stradali che proteggono i passaggi a livello;
  • osservare scrupolosamente le norme del Codice della Strada.

La “Giornata internazionale di informazione e sensibilizzazione sui passaggi a livello” – promossa da Commissione Europea e Union Internationale des Chemins de Fer (UIC) – ha lo scopo di informare i cittadini sui comportamenti sicuri da adottare nel rispetto del Codice della Strada.

Il Gruppo Ferrovie dello Stato sostiene l’iniziativa insieme ad altri 40 Paesi, diffondendo il video ILCAD 2012 (International Level Crossing Awareness Day- ilcad.org), “Al passaggio a livello, priorità alla vita!” attraverso il sito web ferroviedellostato.it e il quotidiano online del Gruppo FS Italiane FSNews (fsnews.it). Notizie sulla Campagna di prevenzione ILCAD saranno diffuse anche dai canali web FSNews Radio e La Freccia.TV. Informazioni anche sul magazineLa Freccia” e twitter.

Nel 2011, il Gestore dell’infrastruttura, Rete Ferroviaria Italiana, ha soppresso 94 passaggi a livello, con un investimento complessivo di circa 58 milioni di euro.

L’obiettivo di RFI per il 2012 è di sopprimerne ancora 57, ubicati quasi tutti sulle linee fondamentali.

I passaggi a livello saranno sostituiti con sottopassi o cavalcavia. Gli interventi sono finanzianti dallo Stato con appositi fondi e sono concordati con gli Enti locali (Regioni, Province e Comuni) e/o Enti quali l’Anas.

Oggi,  i passaggi a livello in esercizio sono 5.901 (1.263 quelli la cui responsabilità è affidata direttamente ai privati) su oltre 16.700 km di linee del network di RFI.

Sugli oltre 6.400 chilometri di linee fondamentali, dove transita il 90 per cento del traffico ferroviario, i passaggi a livello sono 471 (di cui 48 in consegna a privati) e sono i più impegnativi da sopprimere perché inseriti nei più importanti sistemi urbani. Sulla rete complementare (9.339 km) i passaggi a livello sono 5.430 (di cui 1.215 in consegna ai privati).

Ue: aggiornata lista compagnie aeree soggette a divieto operativo

Conviasa , una delle compagnie soggette a divieto operativo nei cieli UE

La Commissione europea ha adottato il 19° aggiornamento dell’elenco europeo dei vettori aerei che, per ragioni di sicurezza, sono oggetto di un divieto operativo o di restrizioni operative all’interno dell’Unione europea. All’elenco ” che sostituisce quello pubblicato lo scorso novembre – è stato aggiunto Conviasa, un vettore aereo certificato in Venezuela, a causa di criticità in materia di sicurezza che rimangono irrisolte. Sono state attentamente esaminate anche le prestazioni in materia di sicurezza di altri due vettori aerei venezuelani, Estellar Latinoamerica e Aerotuy, senza però ritenere necessario, per il momento, adottare misure nei loro confronti. Questi due vettori restano tuttavia soggetti a un monitoraggio rafforzato.
In seguito a consultazioni costruttive, le autorità libiche hanno deciso di adottare misure severe applicabili a tutti i vettori titolari di licenza libica, misure che li escludono dalle attività di volo nell’UE almeno fino al novembre 2012.
L’elenco per la sicurezza aerea europea aggiornato comprende tutti i vettori certificati in 21 Stati, per un totale di 279 vettori aerei noti, le cui attività sono totalmente vietate nell’Unione europea: Afghanistan, Angola, Benin, Repubblica del Congo, Repubblica democratica del Congo, Gibuti, Guinea equatoriale, Gabon, (con l’eccezione di tre vettori soggetti a determinate restrizioni e condizioni), Indonesia, (con l’eccezione di sei vettori), Kazakhstan (con l’eccezione di un vettore soggetto a determinate restrizioni e condizioni), Kirghizistan, Liberia, Mauritania, Mozambico, Filippine, Sierra Leone, São Tomé e Principe, Sudan, Swaziland e Zambia.
L’elenco comprende anche cinque vettori individuali: Blue Wing Airlines del Suriname, Meridian Airways del Ghana, Rollins Air dell’Honduras, Silverback Cargo Freighters del Ruanda e Conviasa della Repubblica bolivariana del Venezuela.
Inoltre, l’elenco comprende 11 vettori aerei che sono soggetti a restrizioni operative e sono autorizzati ad operare nell’UE ottemperando a rigide condizioni: Air Astana del Kazakhstan menzionato sopra, Air Koryo della Repubblica democratica popolare di Corea, Airlift International del Ghana, Air Service Comores, Afrijet, Gabon Airlines e SN2AG del Gabon, Iran Air, TAAG Angolan Airlines, Air Madagascar e Jordan Aviation.

NAPA, Costa approva decisioni UE

Paolo Costa, presidente di turno del NAPA.

“I porti Nord Adriatici di Venezia, Trieste, Ravenna e Capodistria cui si aggiungerà anche Fiume, non appena la Croazia entrerà nell’UE, diventano oggi ufficialmente una delle porte principali per l’interscambio delle merci europee con il resto del mondo”. Così Paolo Costa, presidente di turno del NAPA (North Adriatic Ports Association), ha accolto la decisione di Bruxelles di inserire il corridoio Baltico-Adriatico tra le priorità strategiche per le grandi reti di trasporto transeuropee.

“Ci auguriamo – ha proseguito Costa – che nei prossimi mesi il Parlamento e il Consiglio Europeo confermino la proposta della Commissione Europea che, oltre a confermare tra i progetti prioritari i preesistenti Corridoi 1 e 5, oggi definiti Helsinky-Valletta e corridoio Mediterraneo, ha aggiunto anche il corridoio Adriatico-Baltico. Si tratta di tre corridoi, convergenti sui porti del Nord Adriatico e fondamentali per i traffici degli stessi porti”.

Enac, security migliorabile ma in linea con l’Europa

Confermati i controlli nei cinque scali interessati dai servizi di "Striscia la notizia".

“Il sistema è certamente migliorabile e perfezionabile e necessita di continui interventi anche sugli operatori che forniscono il servizio per mantenere sempre al massimo l’attenzione. Si evidenzia, tuttavia, che i controlli rispondono agli standard internazionali”. Lo puntualizza l’Enac in una nota con riferimento ai servizi di “Striscia la notizia” che mostravano l’inefficacia dei controlli di sicurezza in cinque scali italiani.

L’Ente conferma di aver disposto verifiche ispettive negli aeroporti interessati: gli episodi evidenziati – si legge nel comunicato – “saranno oggetto di approfondimenti e valutazioni mirati al miglioramento del sistema e a rendere maggiormente sicure le procedure di controllo”. Tuttavia, l’Enac precisa che i controlli sono in linea con gli standard internazionali “così come emerso dagli audit realizzati dalla Commissione Europea e superati dal nostro sistema”.

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