Articoli marcati con tag ‘commissione Ue’

TAV e Brennero, Michele Mario Elia: confermata la qualità dei progetti e la validità delle scelte

“Esprimo soddisfazione per la proposta, da parte della Commissione Europea, di finanziare i progetti transfrontalieri relativi alla Torino-Lione e al tunnel di base del Brennero, oltre a due interventi – di importo minore, ma anch’essi tecnicamente rilevanti – inseriti sul tratto italiano del Corridoio Reno-Alpi. Ciò dimostra la qualità dei progetti che sono stati presentati, in coerenza con le scelte strategiche di sviluppo dei corridoi europei TEN-T ”.

Lo ha dichiarato Michele Mario Elia, Amministratore Delegato di Ferrovie dello Stato Italiane.

TIR: GIU’ LE MANI DAI RIMBORSI DELLE ACCISE CONFERMATO IL FERMO NAZIONALE DAL 28 AL 31 OTTOBRE 2013

Da Bruxelles nuovi guai per l’autotrasporto e l’economia italiana. Nel paradossale silenzio delle istituzioni politiche italiane la proposta comunitaria è quella di abolire il recupero delle accise consentito oggi alle imprese di autotrasporto.
“In pratica – spiega Maurizio Longo, Segretario Generale di Trasportounito – la direttiva 96/2003 stabilì, alla data del 1 gennaio 2003, una aliquota base per l’Italia pari a 403,21 euro ogni mille litri di gasolio, concedendo possibilità ai legislatori nazionali di consentire il recupero di tutti gli aumenti che fossero intervenuti. Oggi, ogni impresa di autotrasporto recupera trimestralmente 214,18 euro ogni mille litri di gasolio”. In media si tratta di circa 1.200 euro al mese a camion. Tale recupero sulle accise viene azzerato attraverso la proposta di modifica della direttiva 96/2003 che elimina l’attuale rimborso poiché stabilisce che l’aliquota minima da applicare è quella del 1 gennaio 2013 (quindi, 607,40 euro per ogni mille litri di gasolio).
Tutto ciò rischia di essere inserito direttamente sulla gazzetta europea, senza che le istituzioni politiche abbiano non solo compreso la gravità della proposta, ma anche i suoi pericolosissimi effetti.
Il fermo dell’autotrasporto programmato dal 28 al 31 ottobre 2013 è anche questo: la volontà di dire basta ai vincoli, alle difficoltà ed alle pressioni che distruggono economie categoriali e generali.
“Se l’obiettivo di Bruxelles è quello di favorire altre modalità di trasporto ritenute meno inquinanti – conclude Longo – gli strumenti da adoperare non devono essere repressivi dell’economia reale, bensì costruttivi e soprattutto collegiali con le forze imprenditoriali coinvolte”.

Ue: difesa comune, mercato unico e sinergie “duali” nel piano della Commissione

Migliorare l’efficacia e la competitivita’ del settore della sicurezza e della difesa in Europa, per rispondere ”in modo autonomo ed efficace” alle nuove sfide connesse alla sicurezza: questo l’obiettivo della comunicazione della Commissione europea presentata oggi a Bruxelles dai commissari europei per l’Industria e il Mercato interno, Antonio Tajani e Michel Barnier. Il testo prevede misure per rafforzare il mercato interno della difesa al fine di promuovere una maggiore competitivita’ dell’industria del settore. Quattro le linee del piano d’azione elaborato dall’esecutivo comunitario: realizzare il mercato interno della difesa e della sicurezza, rafforzare la competitivita’ dell’industria europea, sfruttare le sinergie civili-militari, ed esplorare nuove vie per una maggiore cooperazione maggiore e ”piu’ profonda” a livello europeo. La Commissione europea invita i capi di Stato e di governo dei paesi membri a discutere la comunicazione e i suoi quattro pilastri in occasione del Consiglio europeo del dicembre 2013 – dedicato alla difesa – insieme alla relazione elaborata dall’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza. La comunicazione rappresenta infatti il contributo della Commissione al vertice dei capi di Stato e di governo dei paesi dell’Ue previsto per la fine dell’anno. La difesa e la sicurezza sono temi di competenza nazionale, ma per la Commissione europea ”si puo’ fare di piu’ per promuovere la cooperazione europea”, soprattutto in tempi di crisi. L’industria del settore ”e’ d’importanza strategica” non solo per la sicurezza e la difesa, ma ancor di piu’ per l’economia dell’Ue. Il comparto, soltanto nel 2012, ha registrato un volume di affari pari a 96 miliardi di euro, da’ lavoro a circa 400mila persone e ”genera fino ad altri 960mila posti di lavoro indiretti”. La ricerca produce inoltre ”importanti effetti indiretti” in altri settori, quali elettronica, spazio e aviazione civile oltre a ”generare crescita e migliaia di posti di lavoro altamente qualificati”.

Civitavecchia porto strategico Ue

Il porto di Civitavecchia ha tutte le carte in regola per essere inserito nella lista dei porti strategici europei, ovvero nel core network, dal quale a sorpresa era stato escluso nell’ultima tornata di esame da parte della Commissione comunitaria. E’ questa l’indicazione corale che è scaturita dai lavori della Due giorni del Mediterraneo, che, dopo aver tenuto a battesimo nella mattinata la ormai provabilissima alleanza imprenditoriale fra gruppo Gavio e Contship Italia per la realizzazione nello scalo laziale, di uno dei più importanti hub mediterranei del traffico container, è proseguita nel pomeriggio con una tavola rotonda che ha visto significativamente la partecipazione di Dimitrios Theologitis, il direttore della DG Move della Commissione europea, personaggio chiave per le scelte relative ai core networks e braccio operativo del commissario Siim Kallas per quanto riguarda l’elaborazione della nuova politica dei trasporti.
Sia Theologitis, sia i tre parlamentari europei presenti, Roberta Amgelilli, vice presidente del Parlamento di Strasburgo, Silvia Costa e Antonio Cancian, hanno garantito al presidente dell’Autorità portuale di Civitavecchia, Pasqualino Monti, uno sforzo coeso per consentire allo scalo laziale di entrare (come gli spetta) nella lista strategica dei porti, ma anche di poter utilizzare prioritariamente gli altri fondi che l’Unione sta destinando ad esempio alle autostrade del mare.
Dal confronto che ha visto anche la partecipazione del responsabile della rappresentanza permanente dell’Italia presso l’Unione europea, Angelo Ricci, del direttore generale programmazione progetti internazionali del ministero delle Infrastrutture, Maria Margherita Migliaccio e del direttore regionale del Lazio per le attività produttive, Rosanna Bellotti, sono emerse indicazioni del tutto innovative sulla politica portuale che la Commissione europea intende adottare.

Semplificazione burocratica la chiave per il successo dei porti secondo la UE

Semplificazione burocratica e una maggiore autonomia finanziaria e commerciale per le autorita’ portuali, con la possibilita’ di imporre i diritti per l’uso delle infrastrutture, in un quadro di tipo imprenditoriale: Bruxelles include 39 scali italiani tra i 319 ritenuti prioritari e presenta un pacchetto normativo per rafforzarne efficienza e trasparenza, andando incontro a quell’autonomia che la portualita’ italiana chiede da anni.

Una serie di misure che secondo il vicepresidente della Commissione e responsabile ai trasporti Siim Kallas valgono 10 miliardi di risparmi entro il 2030, pari al taglio del 7% dei costi, e che permetteranno agli scali ritenuti chiave di fare grandi passi avanti a livello infrastrutturale per far fronte alle sfide legate all’aumento dei traffici stimato nel 50% nei prossimi diciassette anni, con una crescita tra i 110mila ed i 165mila in termini di nuovi posti di lavoro.

Proprio di recente Assoporti e’ tornata a chiedere, anche in una lettera-appello al capo dello Stato Giorgio Napolitano, il riconoscimento alle Autorita’ Portuali di autonomia gestionale e finanziaria. Da anni ormai il presidente Luigi Merlo chiede che l’autority diventi ”l’ente effettivamente responsabile dell’efficiente e coordinato andamento di tutte le attivita’ in porto”, osservando come il gettito fiscale prodotto dai porti italiani sia di 13 miliardi all’anno, di cui 4 solo da Genova. Se gia’ fosse concesso di trattenere il 5% di quanto viene versato sulle accise, potrebbero essere effettuati importanti investimenti in infrastrutture. E quello che manca in Italia – dicono a Bruxelles – sono i collegamenti dei porti via ferro e gomma, attraverso i corridoi trans-Ue, un gap che queste misure (che dovrebbero entrare in forza entro i prossimi due anni) potrebbero aiutare a colmare.

Per le questioni che riguardano i camalli poi, l’Ue sceglie l’approccio ”soft” del dialogo sociale. In giugno si creera’ un tavolo al quale siederanno portuali e datori di lavoro, per un lavoro che sara’ revisionato tra tre anni. Un precedente tentativo dell’Ue di aprire al mercato era naufragato proprio sul tema degli scaricatori di porto, che avevano invaso Strasburgo in occasione del voto all’europarlamento. In Europa l’efficienza dei porti varia notevolmente: non tutti hanno risultati dello stesso livello e negli ultimi anni c’e’ stato un crescente divario tra quelli capaci di adeguarsi ai nuovi requisiti logistici ed economici. Attualmente tre dei porti europei con le migliori prestazioni, ovvero Rotterdam (370,3, milioni di tonnellate), Anversa (168,5 milioni di tonnellate) ed Amburgo (114,4 milioni di tonnellate), assorbono un quinto di tutte le merci che arrivano in Europa via mare. E nella top 20 dei principali porti dell’Ue, tre sono quelli italiani: Genova (13esima, 42,4 milioni di t.) Trieste (14esima 41,8 milioni t.) Taranto (16esima 41,2 milioni t.). Ma tutti i 319 scali devono adeguarsi alle esigenze del settore, che vede flotte con dimensioni in continuo aumento.

www.ansa.it

Serracchiani : Interrogazione UE sulla zona franca a Capodistria

“Malgrado la grave crisi economica e sociale che interessa l’Europa, la Commissione europea valuti se sia opportuno che la Slovenia proceda alla creazione di un’ampia zona franca nel comune di Capodistria al fine di procurarsi vantaggi competitivi”. Lo scrive l’europarlamentare Debora Serracchiani, in un’interrogazione alla Commissione europea, dopo che fonti d’informazione hanno diffuso la notizia che il ministro dello sviluppo economico, Stanko Stepisnik, si sarebbe impegnato per lo sviluppo dell’intera regione costiera slovena, anche studiando l’ipotesi di istituire una ampia zona franca nel comune costiero.

“Se da un lato – spiega Serracchiani – a norma degli articoli 156 e 160 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, gli Stati membri, tramite la loro relativa legislazione nazionale e sotto la loro responsabilità per quanto riguarda la corretta applicazione, possono esentare dall’IVA le cessioni di beni destinati a essere collocati in una zona franca e le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nella stessa, dall’altro, però, l’istituzione di zone franche, se prevede la concessione di incentivi fiscali o di altri vantaggi che costituiscono aiuti di Stato, può essere autorizzata dalla Commissione solamente – sottolinea – se contribuisce agli obiettivi di interesse comune e non falsa indebitamente la concorrenza e il commercio”.

Secondo Serracchiani “l’istituzione di zona franca a Capodistria al di fuori dell’area portuale causerebbe una concorrenza fiscale dannosa e i privilegi fiscali concessi potrebbero avere effetti distorsivi sia sugli altri Stati membri, sia – conclude – sulle zone confinanti dello stesso paese”.

Sciarrone, AD NTV, apprezza le proposte sulle ferrovie della UE

"Non possiamo che apprezzare le proposte dell'Unione europea - ha dichiarato Giuseppe Sciarrone, AD di NTV-contenute nel IV pacchetto ferroviario,
e le motivazioni con le quali il  Commissario ai Trasporti Siim Kallas le ha illustrate. E siamo orgogliosi di come l'Italia, ancora una volta,
abbia dimostrato di essere assoluta protagonista nelle grandi innovazioni. La concorrenza sull'Alta Velocità avviata da meno di un anno con
l'ingresso di NTV ha prodotto risultati rilevanti per il Paese e riconosciuti dalla stessa Ue, con un crescita del mercato Av nel  2012
di circa il 15%  sull'anno precedente: un trend dunque in netta controtendenza rispetto agli altri settori economici, che a causa della
recessione in atto hanno fatto registrare quasi tutti un andamento negativo. Con l'avvio della concorrenza l'incumbent Trenitalia quindi
non solo non ha registrato alcuna perdita di traffico, ma ha, addirittura, aumentato il numero di viaggiatori trasportati del 6-7%.
E per la prima volta in Italia il trasporto pubblico (treno AV) ha sottratto traffico al trasporto privato (automobile), con effetti positivi
sulla sicurezza, sull'ambiente e sui consumi energetici".

Siamo entrati nell’era Euro 6

E’ entrata in vigore dal 31 dicembre la nuova norma Ue – la cosiddetta ‘Euro 6′ – anche per camion e bus di nuova generazione, che dovranno essere meno inquinanti dei modelli attuali (gli ‘Euro 5′). I nuovi requisiti, infatti, prevedono una riduzione dell’80% delle emissioni di ossidi di azoto e del 66% del particolato rispetto ai livelli fissati nel 2008. Gli standard tecnici fissati da Bruxelles avranno un impatto positivo non solo sull’ambiente e la salute, ma anche sull’industria automotive europea, che sara’ cosi’ piu’ competitiva. Con l’Euro 6 vengono infatti introdotte in tutti i 27 paesi Ue, in modo piu’ celere e semplificato rispetto al passato, procedure di test e norme armonizzate su scala mondiale con valori limite delle emissioni equivalenti a quelli degli Usa, che dovrebbero aiutare a rilanciare il settore auto europeo. In linea con il piano d’azione Ue ‘Cars 2020′ per il rilancio del comparto, ha sottolineato il commissario Ue all’industria Antonio Tajani, ”stiamo creando una situazione che produce vantaggi sotto tutti gli aspetti”, in quanto, ha spiegato, ”disporremo di camion e autobus piu’ puliti che faranno tendenza e saranno esportabili in tutto il mondo”.

Serracchiani : Fermeremo i tentativi sloveni di deviare il tracciato del corridoio baltico su Capodistria

“La Slovenia sta manovrando per deviare il tracciato del Corridoio Adriatico Baltico sul porto di Capodistria: come abbiamo già fatto nel 2009, faremo tutto il possibile per evitare questo ulteriore colpo a Trieste”. Lo afferma l’europarlamentare Debora Serracchiani.

“Alla commissione Trasporti del Parlamento europeo è stato depositato un emendamento che, se accolto, – spiega Serracchiani – introdurrà il collegamento diretto Graz-Maribor-Lubiana-Capodistria, con le evidenti conseguenze sul piano della concorrenza con i porti italiani, primo fra tutti quello di Trieste. L’argomento addotto che Capodistria è uno dei porti dell’Adriatico settentrionale che cooperano nel quadro della North Adriatic Port Association (NAPA) è del tutto pretestuoso, come testimonia l’ostinazione con cui la Slovenia ha sempre rifiutato anche solo discutere sulla decina di chilometri di binari che servono a collegare i porti di Trieste e Capodistria. Chiedere un ramo indipendente del Baltico-Adriatico – sottolinea – non è un modo per fare sinergia, ma esattamente il contrario”.

“E’ evidente – conclude Serracchiani – che bisogna lavorare trasversalmente e a tutti i livelli per mantenere il tracciato già identificato dalla Commissione”

Mara Bizzotto: un Blocco dell’ecobonus da parte della UE sarebbe un colpo ferale per il trasporto italiano

“Un’eventuale bocciatura dell’Ecobonus da parte della Commissione Ue provocherebbe enormi difficoltà economiche a moltissime imprese di autotrasporto italiane e addirittura buona parte di loro rischierebbe la chiusura”.

E’ quanto scrive Mara Bizzotto, europarlamentare della Lega Nord e membro della Commissione Trasporti al Parlamento Europeo, nell’interrogazione presentata ai vertici dell’esecutivo comunitario per chiedere chiarimenti sulla probabile decisione della Commissione Ue di bloccare l’erogazione degli incentivi per le imprese italiane che utilizzano le «Autostrade del mare».

Autostrade del mare è un servizio alternativo al trasporto delle merci su gomma in viabilità ordinaria, che si basa sul trasporto intermodale di merci negli stati che si affacciano sul Mediterraneo, e che è stato inserito tra i progetti prioritari delle reti TEN-T. Fra gli obiettivi primari vi sono la riduzione dei mezzi pesanti in circolazione sulla rete stradale e autostradale e un minore impatto ambientale nel trasporto merci

Nonostante questo, “a seguito di approfondimenti portati avanti dalla DG Concorrenza sull’Ecobonus stanziato dal Governo Italiano per il biennio 2010/2011 – spiega l’On. Bizzotto -  la Commissione ha modificato la sua posizione iniziale di avvallo dello stesso e ora è più propensa ad inquadrarlo quale aiuto di stato. Un’eventualità che porterebbe molte imprese di autotrasporto al fallimento poiché non otterrebbero le sovvenzioni delle quali erano certe nel momento in cui hanno continuato a investire in Autostrade del mare”.

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