Articoli marcati con tag ‘commitenti’

TRASPORTO UNITO fa marcia indietro. Ora tocca a noi fare sul serio.

Anna Vita manigrasso, Presidente di T.I. ASSOTIR

Come era prevedibile, dopo che il Governo aveva facilmente neutralizzato la principale rivendicazione della debolissima piattaforma rivendicativa messa insieme dai dirigenti di Trasporto Unito e aveva ottenuto l’assicurazione che i trasportatori siciliani si sarebbero sganciati dall’iniziativa di fermo minacciata da settimane, è arrivata puntualmente la notizia che Pensiero e Longo avevano deciso di fare marcia indietro e “rinviare”, a poche ore dalla sua effettuazione, la preannunciata protesta.

Non spetta certo a me giudicare la coerenza e la capacità di guida sindacale di chi, isolato dall’insieme della categoria, ma pur sempre ben inserito nel novero delle “Associazioni tradizionali” quando si tratti di rivendicare privilegi e poltrone, si è visto costretto ad una marcia indietro che, comunque la si voglia considerare, appare umiliante e disastrosa.

Quel che è certo è che le scelte dei dirigenti di Trasporto Unito hanno contribuito, in poco più di due settimane, a riportare l’autotrasporto all’attenzione dell’opinione pubblica in un modo che certamente non è fatto per accrescerne la capacità di attrazione e di consenso.

Soprattutto, un insieme di rivendicazioni marginali o inconsistenti e costruito più per tentare di aggregare proteste di singole realtà locali che come piattaforma generale di lotta del settore, non ha in alcun modo reso giustizia alla necessità che la categoria da anni rivendica, di poter svolgere la propria attività nel rispetto delle norme di sicurezza, della legalità e del principio basilare per cui un’azienda opera in quanto riesce a incassare più di quanto spende per l’effettuazione dei propri servizi.

Ora, sgombrato il campo da questa improvvida iniziativa si può tornare a costruire un’azione sindacale per l’autotrasporto italiano che riesca a farlo davvero uscire da una crisi che dura ormai da molti anni e che appare tanto più drammatica in quanto permane e si aggrava anche in una fase in cui si iniziano ad intravedere segni di ripresa, sia pure debolissima e a macchia di leopardo, nell’economia italiana.

TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR giudica, in questo quadro, assolutamente inconsistenti le misure contenuto nel pacchetto che l’UNATRAS afferma di aver ottenuto dal Governo nell’incontro del 12 maggio scorso.

Continua, infatti, la politica sindacale suicida di quell’Unione, consistente nell’affidare ad un pugno di milioni strappati a Parlamento e Governo nonostante un’ostilità crescente dell’opinione pubblica la speranza di fuoriuscita da una crisi che è invece – lo abbiamo ripetuto dal momento della costituzione di TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR – strutturale e richiede, per essere risolta, di aggredire i veri nodi del problema: l’intermediazione parassitaria che porta a privare l’autotrasportatore del giusto compenso per i propri servizi e la perdurante polverizzazione del settore funzionale soprattutto al mantenimento della debolezza contrattuale del vettore rispetto ai suoi committenti.

Il tutto aggravato da una presenza sempre più evidente di fenomeni di inquinamento del mercato da parte di una criminalità organizzata che non trova, tra i committenti, un adeguato livello di contrasto come quello che un imprenditore come il Presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, ha saputo esprimere nei confronti della criminalità mafiosa e della imposizione del pizzo alle imprese regolari siciliane.

Noi abbiamo, più volte, in queste settimane, affermato che, di fronte ad una oggettiva debolezza dell’autotrasporto, non è credibile né una politica di sostegni a fondo perduto, né l’illusione che basti fornire al singolo trasportatore l’arma della denuncia per veder fiorire un contrasto con le posizioni più retrive della committenza, che è invece compito delle Associazioni e delle Istituzioni di far crescere e di portare ad uno sbocco politico e normativo.

    La nostra proposta del DURT – che ci apprestiamo a formalizzare al Parlamento, subito dopo il periodo elettorale – va in questa precisa direzione.

    Occorre sia lo Stato a richiedere ai committenti, in modo ordinario e regolare – e non con “campagne di controlli” tante volte sbandierate e mai davvero attuate – la verifica del pagamento di quanto, lo stesso Stato, ha deciso necessario ad un trasporto sicuro, legale ed economico.
    Spetta allo Stato punire, senza attendere le singole denunce dei trasportatori – che dal 1982 abbiamo verificato come impossibili da verificarsi in modo consistente e generalizzato – i comportamenti scorretti di committenti e intermediari che lucrano sul trasporto.
    Spetta allo Stato, attraverso una riforma effettiva delle “regole di ingaggio”, far sì che non possano dirsi trasportatori quanti assumono contratti che non sono in alcun modo in grado di rispettare e che servono solo a generare una catena infinita di subappalti.

Come TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR pensiamo sia possibile, su questa strada, un’alleanza organica tra quanti – i primo luogo le forze più sensibili del mondo della produzione, ad iniziare dalla produzione agricola, e del movimento dei consumatori – può trovare un vantaggio concreto da una filiera logistica più trasparente e legale; più economica perché sgravata dal peso dell’intermediazione parassitaria e più sicura perché in grado di far distinguere davvero chi si comporti in modo irresponsabile per scelta e quanti sono costretti talvolta a soluzioni “arrangiate” pur di evitare il fallimento e la chiusura per strangolamento.

Rilanceremo quindi la nostra sfida, ritenendo che vi siano, nell’autotrasporto, le forze interessate a percorrere con noi questa strada, senza scorciatoie irresponsabili, ma anche senza acquiescenza colpevole verso questo o quello schieramento politico o di potere.

E proprio a queste forze rilanciamo quell’appello all’unità che, sin dalla mia elezione a Presidente nazionale di TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR, ho voluto caratterizzasse la nostra iniziativa sindacale.

Sono certa che esistano, tra le Aziende e nelle Associazioni, orecchie sempre più propense ad ascoltare il richiamo dell’unità, dell’autonomia e della difesa intransigente degli interessi della categoria prima e sopra ogni altro interesse personale o di gruppo.
Con questo spirito, ci rivolgiamo anche alle imprese che avevano creduto nella possibilità della “spallata” fatta balenare in questa settimane: siamo pronti a fornire idee, intelligenza e sostegno alle vostre giuste richieste.

Vi chiediamo però di ricordare sempre che non è con la rabbia o con la protesta disperata ed isolata che si contribuirà a far uscire l’autotrasporto dalla crisi in cui decenni di fallimenti sindacali e di disinteresse politico lo hanno cacciato.

Anna Vita MANIGRASSO
Presidente Nazionale di
TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti alla newsletter

DALLE AZIENDE
Video News
Pit stop

CORPORATE VEHICLE OBSERVATORY ARVAL: ANALIZZIAMO LE TENDENZE DELLA MOBILITA’ AZIENDALE

“La mission che il CVO di Arval, quale leader di mercato, sente propria - dice Andrea Solari, Direttore del Corporate Vehicle Observatory- è quella di offrire alle aziende una chiave di lettura se[...]
Leggi l'articolo e ascolta o scarica l'intervista...
Dai nostri blog
Il Furgonauta

Le ultime notizie da ilFurgonauta.it

Link consigliati
Categorie
Dai nostri partner