Articoli marcati con tag ‘comuni’

I Comuni confermano il loro impegno per l’aeroporto “Vincenzo Florio” di Trapani-Birgi

I Comuni del trapanese scommettono ancora sull’aeroporto “Vincenzo Florio” di Trapani-Birgi e confermano l’impegno ad investire la somma necessaria per l’accordo di co-marketing con il vettore aereo Ryanair, nell’ottica di incrementare ulteriormente i flussi turistici nell’area servita dallo scalo siciliano.
Una parte consistente dei 6 milioni richiesti arriverà dall’Assemblea della Regione Sicilia che ha già destinato 4 milioni di Euro per il 2017 ed ha inserito nella legge finanziaria in fase di approvazione 5 milioni di Euro per il 2018 e 5,5 milioni per il 2019. Un’altra parte potrebbe arrivare dai 2,5 milioni di Euro attualmente nelle casse del Libero Consorzio Comunale di Trapani creato dopo la soppressione delle province.
Lo scorso anno un milione e mezzo di passeggeri è transitato all’aeroporto siciliano e confermando gli investimenti e la presenza della compagnia irlandese si prevede di crescere ulteriormente.

FS Italiane: nasce sportello unico per i comuni

Mobilità urbana, rivalutazione delle aree ferroviarie, valorizzazione degli immobili FS, infrastrutture per la città.

Da oggi i Comuni italiani potranno interfacciarsi su questi temi in modo più veloce e diretto con FS Italiane grazie allo sportello unico lanciato dall’amministratore delegato, Renato Mazzoncini, durante il convegno “Un’agenda comune per lo sviluppo: le proposte delle imprese” che si è tenuto nell’ambito dell’ultima giornata della 33ma Assemblea annuale Anci di Bari.

Lo sportello, che nasce sotto la direzione strategie del Gruppo FS, viene incontro alle esigenze dei Comuni che hanno chiesto a FS Italiane di semplificare e rendere più agili e pragmatici i rapporti con l’azienda. Mazzoncini ha evidenziato che “Grazie a questa interfaccia unica potremo accelerare e rendere più proficuo il confronto tra i Comuni e le varie società del Gruppo su progetti di valorizzazione del patrimonio urbanistico di FS, miglioramento dei servizi di mobilità, potenziamento delle infrastrutture”.

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SOSTA CON TICKET SCADUTO: ORA SI MUOVA IL GOVERNO A RIFORMARE IL CODICE

Il gap normativo per la sosta abusiva con ticket scaduto deve essere risolto dal governo e non lasciato alla discrezionalità dei sindaci che di certo non possono sostituirsi al legislatore. Poliziamunicipale.it, il portale tecnico della polizia locale, ritiene che le dichiarazioni del Ministro dei trasporti sulla possibilità di soprassedere sulle multe in caso di pagamento insufficiente siano il frutto di una larga approssimazione giuridica che espone i sindaci e la polizia locale ad enormi responsabilità. Tra l’altro la possibilità di recuperare l’eventuale quota tariffaria mancante, generalmente di pochi euro, contrasta con i costi tecnici dell’operazione e finisce per aggravare ulteriormente i conti pubblici. Per superare l’impasse l’unica soluzione è riformare il codice ed adeguarlo alla progressione della tecnica, visto che quando è stato approvato esistevano solo i parchimetri a moneta. Tutte le altre considerazioni rappresentano solo il tentativo di scaricare le responsabilità, per l’ennesima volta, sulla parte debole della filiera italica ovvero i sindaci (e la polizia locale).

È Ancona la città italiana con più auto alimentate a metano

Ad Ancona l’11,5% delle autovetture circolanti sono alimentate a metano. Questo dato fadel capoluogo marchigiano la città con la maggior quota di auto a metano in Italia. Nella speciale graduatoria delle città in cui il parco circolante di auto a metano “pesa” di più, ad Ancona seguono Ravenna (8,9%), Parma (8,4%), Bologna (7,8%) e Ferrara (7,1%). Questi dati emergono da un’elaborazione dall’Osservatorio Federmetano su dati ACI. Dall’indagine effettuata dall’Osservatorio Federmetano emerge che i primi dieci posti della classifica sono tutti occupati da città dell’Italia centro-settentrionale, area in cui storicamente è più diffuso l’utilizzo del metano per autotrazione.

Ma il dato significativo è la presenza di ben 8 città dell’Emilia-Romagna nella “top ten” (praticamente tutti i capoluoghi di provincia eccetto Piacenza, che comunque è in buone posizione, essendo piazzata al dodicesimo posto). Questo a riprova che l’Emilia-Romagna è una delle regioni più virtuose per ciò che riguarda la diffusione delle auto a metano.

Naturalmente il primato dell’Emilia Romagna non dipende solo dalla sensibilità ecologica della regione, ma anche da una rete di distribuzione molto capillare ed efficiente. Campobasso, al sedicesimo posto, è invece la prima città del sud con il 2,6% di auto a metano, seguita subito da Foggia (2,4%) e, con un piccolo distacco, da Bari (2,1%). “La distanza che separa le ultime città dalle prime in classifica – commenta Dante Natali, presidente di Federmetano – testimonia come per i veicoli a metano

nel nostro Paese vi siano ancora importanti possibilità di crescita. Le strategie per favorire lo sviluppo del settore del metano per autotrazione in Italia si basano su due fattori di fondamentale importanza: da un lato deve crescere l’offerta di veicoli alimentati a metano presenti sul mercato, dall’altro lato va potenziata la rete distributiva (soprattutto al Sud), anche se va detto che negli ultimi anni sono stati fatti importanti passi avanti”.

Multe, chiusura Equitalia: il punto

Come è noto Equitalia, l’agente nazionale della riscossione che raccoglie le entrate dei Comuni,chiuderà i battenti con grande sollievo di quanti hanno maturato un’ esperienza negativa, ma anche di tanti automobilisti, poco corretti, che non si prenderanno più cura di paragere eventuali multe. Il motivo è facilmente deducibile. In ben seimila comuni italiani, infatti, la riscossione coattiva non potrà più avere luogo perché l’agente della riscossione, leggasi Equitalia, dal primo luglio cesserà la sua attività. Da qui l’invito rivolto ai Comuni di non inviare più ruoli, a far data dal 20 maggio, considerato che non potrebbero arrivare in tempo a riscuotere dagli utenti quanto richiesto.

Considerato, infine, che i comuni, a causa dello stress economico, non potranno costituire nuove società si potrà ben capire la gravità della situazione. Senza riscossione coattiva si creerà, ove non si ricorra in tempi veloci a qualche soluzione alternativa, in un anno, un buco di circa un miliardo e mezzo, dovuto alle casse comunali per multe stradali e altre tasse comunali.

Dalla stampa abbiamo appreso che il Comune di Ferrara dovrà inventarsi come riscuotere multe stradali e imposte non pagate. Quindi da lunedì prossimo, 20 maggio, Equitalia non accetterà più dai Comuni le pratiche di riscossione dei “micro crediti”, ossia di importi compresi tra €1 ed € 3.000,00 derivanti da un vastissimo ventaglio di sanzioni e tasse, dalle contravvenzioni automobilistiche alla Tarsu, passando per l’ ICI fino all’IMU.

In realtà dal 1° luglio prossimo Equitalia porterà a termine un “divorzio all’italiana” dagli Enti pubblici: sarà quella la data di scadenza ultima per chiudere le pratiche di riscossione in corso, mentre per quelle nuove i Comuni dovranno attrezzarsi in maniera autonoma. Leggi il resto di questo articolo »

RFI ai Comuni : niente alberi vicini alla ferrovia

Una lettera di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) è stata recapitata nel mese scorso ai Comuni italiani interessati, con l’invito ad avvisare la cittadinanza che la legge vieta di piantare alberi, siepi o edificare recinzioni vicino ai binari e che i terreni adiacenti la ferrovia, destinati a bosco, devono rispettare la distanza di 50 metri dalle rotaie.

Alcune amministrazioni hanno già provveduto ad emanare un’apposita ordinanza, invitando i cittadini al rispetto della legge e “alla rimozione del possibile pericolo per la pubblica incolumità ed interruzione di pubblico servizio in caso di caduta di rami ed alberi sulla sede ferroviaria”.

RFI ha ricordato che “in occasione di eccezionali fenomeni meteorologici, passati ma anche recenti, la caduta di vegetazione ha causato gravi effetti sul servizio ferroviario”.

Pioggia o neve particolarmente intensa, specie in inverno, può infatti compromettere la regolarità del servizio ferroviario proprio a causa della caduta di vegetazione “non oggetto di idonea azione manutentiva, dalle proprietà private confinanti con la sede ferroviaria”.

Lo scorso anno, le eccezionali nevicate di febbraio causarono la caduta di centinaia di alberi sui binari, bloccando treni nella neve e costringendo le squadre tecniche di RFI a lavorare tutta la notte, in condizioni meteorologiche proibitive, proprio per sgombrare le linee dagli alberi.

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