Articoli marcati con tag ‘Confetra’

Raggiunta l’intesa. Trasportounito entra a far parte di Confetra

Siglata l’intesa fra Confetra e Trasportounito: l’organizzazione sindacale che raggruppa le imprese di autotrasporto aderisce da oggi alla Confederazione che associa le organizzazioni di rappresentanza nel trasporto e nella logistica, e cioè delle principali filiere e delle differenti modalità di trasporto e mobilità in Italia.
L’intesa, concretizzatasi in tempi molto stretti, trae motivazione nella condivisione di obiettivi strategici per la razionalizzazione normativa e per il recupero di efficienza dell’intera catena logistica.
“Crediamo sia giunto il momento – ha affermato il Presidente Nazionale di Trasportounito, Franco Pensiero – di unire le forze e trovare tavoli comuni di dialogo nei quali affrontare le ormai croniche e sin troppo palesi difficoltà dell’autotrasporto merci in Italia, soprattutto in presenza di una crisi economica senza precedenti. Attraverso l’adesione a Confetra siamo convinti di poter creare le basi per un confronto permanente con tutte le componenti della Confederazione, per eliminare le distorsioni e le inefficienze che caratterizzano il mercato dell’autotrasporto in Italia e favorire il suo sviluppo in un’ottica di competitività nel più ampio mercato europeo”.
Il Presidente di Confetra, Nereo Marcucci, ha evidenziato come l’ingresso di Trasportounito centri un doppio risultato confederale: da una parte, l’ampliamento dello spettro di rappresentanza della Confederazione; dall’altra, la possibilità di arricchire la sua capacità propositiva, con una ulteriore visione socio-economica del complesso mondo dell’autotrasporto.

Confetra, Fedespedi e Federagenti promuovono la candidatura dell’On. Roberta Oliaro quale Sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti della nuova squadra di Governo

Il mondo dello shipping nazionale e della logistica, rappresentato da Confetra, Federagenti e Fedespedi, lancia un accorato ed unanime appello al Presidente del Consiglio incaricato, Matteo Renzi, affinché nell’intenso e complesso lavoro di composizione dei Ministeri e della squadra di Governo tenga conto della necessità, da diverse legislature manifestata ma sempre puntualmente trascurata, che questi settori possano contare sulla competenza di un Sottosegretario in grado di leggere e trasdurre le necessità di uno dei settori a più alta complessità.

La confederazione del trasporto (Confetra) e le due principali federazioni nazionali, Federagenti e Fedespedi, hanno individuato e propongono al Presidente del Consiglio la candidatura dell’Onorevole Roberta Oliaro quale persona che meglio e più compiutamente incarna i desideri del settore.

Recentemente eletta alla Camera, imprenditrice quarantanovenne alla prima esperienza politica, l’Onorevole Oliaro ha lavorano silenziosamente ma con grande determinazione in sede parlamentare al fine di avviare importanti riforme che il settore dello shipping attende da anni.

«Con Lei – affermano i presidenti di Confetra, Federagenti e Fedespedi – ci sentiremo tutti finalmente rappresentati ed in grado di dialogare con una persona che conosce e vive i problemi delle nostre aziende. Stiamo parlando di un settore che conta oltre 120 mila aziende, 1,5 milioni e mezzo di lavoratori, tra diretti ed indotto, ed un contributo al PIL nazionale di oltre 3 punti percentuali. Eppure, nonostante questi numeri, il nostro Paese ha fino ad oggi ignorato riforme ed interventi essenziali, spesso a costo zero, per garantire un futuro a questo comparto economico ed alle centinai di migliaia di lavoratori».

Il lavoro fino ad oggi condotto dall’Onorevole Oliaro ha trovato il favore unanime delle nostre categorie perché fondato sul dialogo, la competenza e la capacità di guardare al futuro, alla sburocratizzazione, alla semplificazione ed alla liberalizzazione. Ne sono un esempio gli emendamenti di recente inseriti nel Decreto Destinazione Italia, la proposta di legge nel settore ferroviario, le interrogazioni e gli ordini del giorno che ha presentato. Siamo consapevoli dell’irritualità di tale indicazione, tale scelta è nata dalla consapevolezza che il Governo Renzi rappresenti una rottura, e in un certo senso una novità, rispetto al passato ed è a questo spirito che vogliamo uniformarci.

Confetra: allarme per nuovo fuel surcharge su volume merci e non su peso

«Quasi simultaneamente alcune delle più importanti compagnie aeree hanno deciso di applicare il cosiddetto fuel surcharge (il sovraccosto per il caro carburante) non più sul peso delle merci, ma sul loro volume. Questo nuovo calcolo colpirà profondamente l’esportazione italiana caratterizzata da merci voluminose ad alto valore aggiunto, come la moda».
L’allarme è stato lanciato da Nereo Marcucci, presidente della Confetra (Confederazione generale italiana dei trasporti e della logistica) che in una lettera al ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato ha dichiarato che secondo calcoli approssimativi, i nuovi criteri di tariffazione dei “surcharges” porteranno ad un incremento dei costi del trasporto aereo tra il 30 e il 40 per cento per la merce voluminosa.
«Si tenga presente ” continua Marcucci nella nota – che la merce italiana trasportata via aerea pesa solo il 2 per cento del totale trasportato in tutte le modalità, ma ne rappresenta il 35 per cento in termini di valore. Questa situazione, tipicamente italiana, non si riscontra in nessun altro grande Paese esportatore, cosicché la decisione delle compagnie aeree, anche se assunta a livello globale, avrà effetti particolarmente gravi proprio sull’export italiano, reso non più competitivo per il suo elevato costo logistico». Al ministro Zanonato Marcucci ha chiesto di intervenire nelle sedi più opportune per scongiurare questo sicuro nocumento per l’economia nazionale, valutando anche l’eventuale violazione delle norme sulla concorrenza.

Allarme Porti italiani per Confetra Nord est

Il Governo semplifichi le procedure di sdoganamento delle merci e renda così più competitivo il sistema portuale italiano”. Lo chiede il deputato del Pd Ettore Rosato, con un’interrogazione al ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, raccogliendo un allarme lanciato ripetutamente da Confetra Nordest.

“L’eccessiva burocrazia e il sovrapporsi di norme – spiega Rosato – allungano i tempi di transito delle merci presso le dogane, generano incertezza sui tempi e aumentano il rischio di ritardi e di costi aggiuntivi nella consegna delle merci. A ciò va sommata la non operatività 24 ore al giorno delle dogane e la mancanza di adeguati strumenti telematici di registrazione delle merci e di pagamento dei diritti doganali. In queste condizioni – sottolinea – anche se le merci sono destinate al Nord Italia, gli operatori ormai preferiscono ripiegare sui porti del Nord Europa, nonostante i quattro giorni di navigazione aggiuntivi”.

Evidenziando che “l’inefficienza del sistema doganale italiano fa fuggire gli operatori internazionali dai nostri porti, producendo danni per 12 miliardi di euro alle casse erariali e al settore della logistica”, Rosato chiede al Governo di “attuare una politica di semplificazione delle procedure di sdoganamento, che preveda un solo nulla osta sanitario a fronte di un’unica dichiarazione doganale, e garantisca l’operatività dei porti 24 ore al giorno. Inoltre – aggiunge – sarebbe ora di attivare lo sportello doganale unico: uno strumento previsto dal Governo sin dal 2003, ma – conclude – finora mai operativo”.

Assologistica preoccupata per il futuro delle imprese italiane

Dall’inizio dell’anno il settore della logistica in c/terzi sta registrando sempre più gravi
condizionamenti all’attività delle imprese, causato anche dallo squilibrio modale del trasporto
commerciale in Italia, che rende insostenibile l’economia delle imprese. Dopo un fermo in
gennaio scorso con il solo risultato di avvantaggiare ulteriormente la concorrenza europea; il
fermo delle bisarche; il parere espresso dalla Autorità Garante sulla inaccettabilità, alla luce dei
principi comunitari, dei costi minimi di esercizio per la sicurezza promulgati dall’Osservatorio
nonostante il disaccordo della committenza; il ricorso al TAR Lazio fatto dalle Confederazioni
Confindustria e Confetra in attesa di giudizio in giugno prossimo; ancora si delineano nuovi fermi
assolutamente irricevibili ed incomprensibili data la gravissima crisi economica e la forte
sofferenza dei traffici commerciali domestici ed internazionali.
Assologistica è fortemente contrariata e preoccupata dal deterioramento della situazione
generale che rischia una forte involuzione. Si stanno verificando schieramenti ideologici e
strumentali da più parti, che porteranno lontano dalla risoluzione dei problemi. Tra questi, parte
della subvezione dell’autotrasporto, che sta assumendo, attraverso alcune organizzazioni, forme
di stigmatizzazione e proclami contro singole imprese committenti, quelle che più danno lavoro
all’autotrasporto, non vedendo che è tutto il comparto della committenza logistica a non essere
in condizione di poter accettare rigidi condizionamenti tariffari.
Assologistica ritiene che in questa fase difficile dell’economia del Paese occorra forza per i
sacrifici ma anche coraggio per intraprendere vie di innovazione e di cambiamento,
allontanando quei clichè dominanti che hanno determinato la polverizzazione
dell’autotrasporto, che è totalmente inadeguata ad affrontare crisi aggressive e profonde come
questa. Assologistica è convinta che l’autotrasporto abbia innanzitutto bisogno di lavorare così
come le imprese committenti, in modo soprattutto continuativo, ma questo è ottenibile solo a
condizione che i prezzi dei servizi siano di mercato e non di tabelle, che non corrispondono alla
realtà delle imprese e della concorrenza.
Assologistica chiede che il Governo intervenga a ristabilire gli equilibri per consentire a tutti di
lavorare e non di chiudere.

Confetra critica la manovra finanziaria

Secondo Confetra una norma inserita nella finanziaria rallenterebbe processi di liberalizzazione.

Una disposizione inserita a sorpresa nella manovra finanziaria impone l’applicazione del contratto collettivo di lavoro delle Ferrovie dello Stato a tutte le imprese di trasporto ferroviario merci e passeggeri. Confetra si oppone fermamente a questa norma che, se confermata, rallenterebbe il processo di liberalizzazione ferroviaria costringendo le imprese private a sostenere costi per il personale troppo elevati.

“L’inserimento di questa norma – afferma il direttore generale Pietro Luzzati – è in controtendenza  rispetto a un provvedimento che dovrebbe avere come uniche finalità il contrasto dell’emergenza finanziaria e il rilancio del sistema economico attraverso interventi di semplificazione e di liberalizzazione. L’emendamento approvato, viceversa, rappresenta una disposizione di retroguardia – sostiene Luzzati – palesemente contraria al principio costituzionale di libertà contrattuale”.

Gruppo Federtrasporti: “0,87 euro/km è una tariffa illegale

Gruppo Federtrasporti

È iniziata la trattativa finale sui costi minimi. Colpisce la denuncia di Confetra: i costi minimi stabiliti dal ministero dei Trasporti sono al 40-60% sopra le tariffe di mercato.

Risponde: Emilio Pietrelli, presidente del Gruppo Federtrasporti: “0,87 euro/km, quella che Confetra indica come tariffa di mercato per viaggi sopra i 500 km è sufficiente a coprire i costi di gasolio e autista. Un’azienda in regola non può valutarla sufficiente a remunerare i propri servizi di trasporto”. Prosegue: “Il presidente di Confetra, Fausto Forti sembra invece acquistare viaggi con le stesse tariffe con cui si comprano borse di Gucci in spiaggia. […] ammette indirettamente che c’è un problema […] che esistono pseudo-operatori che non agiscono con la logica dei bilanci, ma animati da altro. E se questo “altro” è poco legale sarebbe da denunciare, non da prendere a riferimento di mercato”.

Confetra: L’Enac penalizza il cargo italiano

Confetra accusa l'Enac di penalizzare il cargo italiano

Confetra, la Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica, accusa l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) di penalizzare il cargo aereo italiano. La Confederazione spiega che è in atto da anni un dirottamento del commercio estero italiano verso aeroporti svizzeri, tedeschi o francesi. Secondo una recente ricerca ISPO condotta da Renato Mannheimer sul cargo aereo italiano e le sue criticità – precisa Confetra – non si tratterebbe solo di una questione di migliore dotazione infrastrutturale, di frequenza dei collegamenti o di quantità di rotte servite; determinante nella scelta dello scalo aeroportuale sarebbe la professionalità, l’efficienza e l’affidabilità delle procedure a terra.

«L’ultimo caso – sottolinea il direttore della Confetra, Piero Luzzati – è eclatante: da oltre un anno tutta la filiera del trasporto aereo (spedizionieri, courier, handler, aeroporti, vettori) attende dall’ENAC istruzioni per l’applicazione delle nuove disposizioni europee sulla sicurezza dell’aviazione civile, ma l’ENAC inspiegabilmente tace». «Non tutti sanno – prosegue Luzzati – che circa il 30% del commercio estero italiano, in termini di valore complessivo delle merci trasportate, utilizza la via aerea: non farsene carico significa non solo mortificare il mondo della logistica che opera nel settore, ma penalizzare – con costi sempre maggiori – soprattutto la competitività del Made in Italy nel mondo»

66ª assemblea annuale Confetra: “La logistica italiana”

Il presidente di Confetra Fausto Forti

Semplificazione ed efficientamento dei processi normativi e amministrativi, qualificazione dell’offerta nella catena del valore lungo tutta la filiera logistica, focalizzazione degli investimenti su alcune prioritarie infrastrutture di rete. Questi i pochi ma chiari obiettivi per il settore dei trasporti e della logistica indicati  a Roma dal Presidente della Confetra, Fausto Forti, alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, del Presidente del CNEL, Antonio Marzano e con la partecipazione del Vice Presidente A.T.Kearney, Marco Santino.

Il Centro Studi Confetra – Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica ha condotto con il supporto di A.T.Kearney una ricerca sullo stato attuale e sugli scenari evolutivi del trasporto merci e della logistica nel nostro Paese. L’obiettivo è stato quello di fornire un quadro chiaro del mercato di riferimento, delle dinamiche competitive, delle evoluzioni attese e delle implicazioni per i principali settori industriali presenti nella filiera, anche rispetto agli altri Paesi europei. “Dotare l’Italia di una forte industria logistica - dice Fausto Forti, Presidente della Confetrasignifica non soltanto sostenere la competitività dell’economia nazionale ma anche contribuire ad allargare la base produttiva del Paese”. Forti sottolinea inoltre il sostegno della Confetra al Nuovo Piano della Logistica approvato dal Governo a Natale,“un Piano apprezzabile per il suo approccio pragmatico con poche e chiare linee strategiche, ciascuna in grado di dare un contributo allo sviluppo del sistema logistico nazionale”. A livello mondiale la produzione di ricchezza sta crescendo oggi del 5%spiega Fortima mentre le economie emergenti stanno rapidamente tornando ai valori ante crisi, per la maggior parte delle economie europee la ripresa è ancora debole. In questo scenario la logistica italiana costituisce ancora una componente importante del sistema economico, con un’incidenza sul PIL del 7%, pari a oltre 100mld€; un valore di poco superiore alla media UE che si attesta al 6,8%”.

L’incidenza della logistica sul PIL ha registrato un trend crescente negli ultimi anni che, si stima, nel 2013 dovrebbe portare il settore a quota 7,4%. I dati confermano inoltre una tendenza del mercato, già osservata una decina di anni fa, verso una richiesta sempre minore da parte della committenza industriale e commerciale per attività di pura vezione (vedi Grafico n. 1).

 Secondo la Nota Congiunturale della Confetra, riferita ai valori del 2010 rispetto al 2009, dopo quasi un biennio di indicatori negativi i dati del traffico merci dello scorso anno confermano la ripresa economica mondiale, già registrata nel primo semestre 2010 anche se con ritmi più contenuti. Riparte lentamente il trasporto su gomma: +2% a livello nazionale, +8% l’internazionale a carico completo e + 6% il collettame (corrieri). Significativa ripresa per il trasporto marittimo + 9% e crescita decisamente sostenuta per il comparto aereo +18%. Continua a calare il trasporto su ferro (-8%) evidentemente per motivi non più legati alla crisi economica (vedi Tabella n. 1).

In questo quadro, diventano fondamentali le potenzialità di recupero del settore. La ricerca del Centro Studi Confetra – A.T.Kearney evidenzia come il costo della logistica tradizionale sia oggi maggiore dell’11% rispetto alla media europea, con un gap di competitività del Sistema Italia stimabile in circa €12mld. Ci sono però sensibili margini di miglioramento: i dati mostrano, infatti, un potenziale di recupero che può superare gli €8mld (vedi Grafico n° 2). Da un lato una ripresa di efficienza (stimabile in oltre €3mld), con un conseguente valore generato che potrà essere distribuito lungo la catena in termini di riduzione dei costi per il cliente finale e di miglioramento dei margini del settore. Dall’altro la potenzialità di recuperare la domanda italiana, attualmente non soddisfatta, e di intercettare nuova domanda (valutabile in oltre €5mld).

Sul fronte degli investimenti infrastrutturali, Forti osserva come “l’Europa ci crede più di quanto non ci crediamo noi, tanto che il nostro Paese è coinvolto nei grandi progetti di Reti TEN T: il Corridoio 5 Lione-Kiev, attraverso la pianura padana da Torino a Trieste, il Corridoio 24 Rotterdam-Genova attraverso le Alpi e gli Appennini e il Corridoio 1 Berlino-Palermo che innerverebbe tutta la penisola. Non si può però ignorare che le tratte non italiane sono in fase avanzata di realizzazione e nel caso del Loetschberg e del Gottardo entreranno in attività già nei prossimi anni. L’Italia deve trovare oggi le risorse, non tanto finanziarie, quanto politiche e intellettuali per cogliere questa grande occasione e connettersi in maniera moderna, veloce ed affidabile con il tessuto produttivo europeo. La Confetra, che rappresenta una grande forza di imprese private che investono ogni anno nella logistica miliardi di euro e danno lavoro a centinaia di migliaia di addetti - conclude Forti - impegnerà tutta la propria energia e le proprie capacità per aiutare l’Italia in questo sforzo”.

 

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