Articoli marcati con tag ‘confitarma’

Confitarma, bene l’approvazione Ue di Marebonus

Gli armatori hanno accolto con soddisfazione l’approvazione da parte della Commissione europea dei due provvedimenti di sostegno pubblico, Ferrobonus e Marebonus, volti a promuovere lo spostamento del trasporto merci dalla strada alla ferrovia e al mare. In particolare Confitarma si è soffermata su Marebonus, che mira a premiare l’utilizzo della via marittima rispetto a quella di terra, attraverso un incentivo parametrato alla strada evitata in territorio nazionale. “Ancora una volta grazie agli studi di Confitarma – ha commentato il presidente Emanuele Grimaldi – è stata impostata una misura per promuovere il comparto cabotiero che è la modalità di trasporto più sostenibile, le cui positive performance ambientali vanno a beneficio della collettività. La conclusione della procedura con l’approvazione di Bruxelles, consentirà agli operatori marittimi italiani di rafforzare e migliorare i servizi esistenti e di avviarne anche di nuovi”. Per Grimaldi “armamento ed autotrasporto condividono gli stessi obiettivi di riequilibrio e miglioramento del trasporto merci in Italia”

Franchini: urge ripristinare l’ecobonus per la sicilia

Ieri la presidente Franchini ha incontrato a Roma il presidente della Confederazione Nazionale degli armatori, Emanuele Grimaldi, insieme al direttore generale Gennaro Fiore, per un primo confronto sui dati e i flussi commerciali relativi agli imbarchi dei mezzi stradali in Sicilia dopo il crollo del viadotto che ha interrotto l’autostrada Palermo-Catania. Confitarma ha assicurato che allo stato attuale vi è una sufficiente capienza di stiva per soddisfare tutte le domande di imbarchi da parte degli autotrasportatori, che in ogni caso, in questo giorni, non sembrano aumentati. Contestualmente il Presidente Grimaldi ha ribadito la sua disponibilità ad aggiungere navi e rotte qualora ve ne fosse la necessità. Nel corso dell’incontro la Presidente Franchini ha condiviso con il Presidente Grimaldi l’opportunità di riproporre in sede europea, dal Governo italiano, l’Ecobonus, un incentivo che oltre a favorire la sostenibilità ambientale rappresenterebbe anche un supporto economico in questo difficile momento per le imprese siciliane.
Le proposte di CNA-Fita, per l’Ecobonus, si incentrano su due punti qualificanti: la richiesta di maggiori e approfonditi controlli-verifiche dei richiedenti associati dai consorzi o gruppi di acquisto e una percentuale degradante dell’incentivo stesso che dovrà da subito vedere la vecchia quota di rimborso del 30% diminuita al 20% con ulteriori diminuzioni successive mantenendo però in essere l’incentivo per un arco temporale più lungo (5 anni) e garantendo l’effettiva e tempestiva erogazione del contributo entro e non oltre termini prestabiliti rispetto alla fruizione del servizio.

IL PIANO DELLA PORTUALITA’ ITALIANO DEVE ESSERE CAPACE DI CONTENDERE I PROPRI MERCATI DALL’INVADENZA DELLA PORTUALITA’ DEL MARE DEL NORD

– Il destino della manifattura italiana in un mercato sempre più globale è legato a doppio filo a quello della portualità nazionale.

Va dunque accolto l’invito esplicito che il presidente di Confindustria Squinzi ha lanciato oggi all’assemblea di Confitarma a riformare al più presto l’ordinamento portuale italiano. Ma anche quello implicito a farlo disegnando, contemporaneamente, un piano della portualità nazionale capace di contendere i propri mercati all’invadenza della portualità del Mar del Nord.

Un piano la cui traccia è già stata disegnata in sede europea dai regolamenti Ten-T n.1315 e 1316/2013 che hanno suggerito integrazioni “porto-corridoio” tra sistemi portuali e corridori ferroviari, stradali e di navigazione interna alla cui radice meridionale i porti italiani si collocano: nell’alto Tirreno, nell’alto Adriatico, nel basso Tirreno e nel basso Adriatico oltre che con Gioia Tauro caposaldo italiano del transhipment.

Un piano che guidi gli investimenti urgenti necessari a far uscire la portualità italiana dallo stato di minorità che non vede alcun porto nazionale capace di superare il triplice esame dell’accessibilità nautica, dei grandi spazi a terra, e della capacità inoltro verso il retroterra, necessari per dare accoglienza alle navi di sempre più grande dimensione e risposta alle sempre più ampie concentrazioni oligopolistiche che dominano la catena la catena logistica sia sul lato terra sia sul lato mare.

Obiettivo che in Italia è raggiungibile solo costruendo sistemi portuali articolati in più di uno degli scali oggi retti autonomamente. Obiettivo urgente perché mentre l’Italia si attarda in piccoli conflitti tra i suoi piccoli porti i porti del Mar del Nord alzano la voce a Bruxelles come hanno fatto in questi giorni chiedendo (comunicato stampa del 14 ottobre scorso) “che i miliardi di euro che l’unione europea e pronta a spendere sulla portualità vanno spesi per migliorare le infrastrutture della portualità già oggi efficace, i porti del Mar del Nord, e non quella che potrebbe solo diventarlo, i porti mediterranei”.

Apparentemente a prescindere dai risparmi di tempo, denaro inquinamento e congestione che una politica europea di bilanciamento della sua portualità a favore Mediterraneo potrebbe avere.
Dobbiamo evitare che i porti italiani si becchino come polli di Renzo mentre i porti di Anversa, Zeebrugge, Amburgo, Brema, Rotterdam, Amsterdam, Groningen e Moerdijk riscaldano la loro zuppa alimentando il fuoco con i fondi europei.

Garolla di Bard nuovo presidente dei Giovani Armatori di Confitarma

L’assemblea del gruppo Giovani Armatori di Confitarma ha eletto all’unanimità Andrea Garolla di Bard nuovo presidente per il triennio 2013-2016. Lo ha reso noto la stessa Confederazione Italiana Armatori, precisando che vicepresidenti sono stati nominati Francesca Barbaro e Giacomo Chiavone, consiglieri Alberto Banchero, Salvatore d’Amico, Giovanni Battista De Carlini, Costanza Dell’Abate, Giovanni Masucci, Lorenzo Matacena, Andrea Poliseno. Il nuovo presidente subentra a Valeria Novella

Confitarma: gli armatori italiani continuano a crescere

”Gli armatori italiani, nonostante l’avversa congiuntura economica crescono e continuano a competere sui mercati”: lo ha dichiarato il presidente di Confitarma Paolo d’Amico chiudendo l’assemblea della Confederazione italiana Armatori riunita a Roma in sessione privata per l’ approvazione del bilancio e per la relazione annuale sull’anno 2012.
La Commissione di designazione, si legge in una nota, ha anticipato all’assemblea che dalle consultazioni per la futura presidenza e’ risultato candidato unico Emanuele Grimaldi, attuale vicepresidente di Confitarma. L’assemblea si riunira’ di nuovo il 9 ottobre per eleggere il nuovo Consiglio e il nuovo Presidente della Confederazione. Entro fine anno verranno nominati tutti gli altri organi sociali. Il presidente d’Amico ha sottolineando che la generale confusione politica del paese nell’ultimo anno ha reso particolarmente difficili i rapporti con la pubblica amministrazione e in particolare con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
”Nonostante il generale contesto non facile – ha affermato D’Amico – Confitarma ha comunque ottenuto quello che si poteva ottenere per garantire la competitivita’ della nostra flotta, che alla fine del 2012 e’ pari a 19,1 milioni di tonnellate di stazza, consistenza confermata anche a giugno 2013, si posiziona al 12 posto nella graduatoria mondiale delle principali flotte ed al quarto posto tra le flotte di bandiera dell’Unione europea e si conferma tra le piu’ giovani al mondo, con il 66% del naviglio di eta’ inferiore ai 10 anni ed il 44% con meno di 5 anni”.

Arriva la legge anti-pirati, soddisfatta Confitarma

Approvata in Senato la legge anti-pirati

“Viva soddisfazione” da parte di Confitarma, la Confederazione Italiana degli Armatori, per l’approvazione in Senato della legge anti-pirateria marittima. Il provvedimento passa ora alla Camera “e l’auspicio è che venga approvato in via definitiva in tempi brevi”, sottolinea il presidente Paolo d’Amico.

“Parallelamente – prosegue d’Amico – auspico il completamento dell’intero quadro di riferimento normativo con l’adozione dei decreti interministeriali necessari per la completa attuazione delle misure che – sottolineo – non sono ancora operative”. Un modo per rispondere anche a chi ha messo in evidenza “il mancato ricorso a tali forme di difesa attiva da parte degli armatori – sottolinea D’Amico -  nel recente caso dell’attacco di pirati alla petroliera italiana RBD Anema e Core nel Golfo di Nigeria”.

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