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ASSEMBLEA GENERALE DEI PORTI NAPA: LA PRESIDENZA PASSA A TRIESTE, CRESCITA COMPLESSIVA CONTAINER DEL +9% IL NAPA SI ALLARGA ANCHE A MONFALCONE E CHIOGGIA

Nel corso dell’Assemblea Generale dei porti NAPA (North Adriatic Ports Association) tenutasi oggi a Trieste, i Presidenti nel prendere atto degli ottimi risultati ottenuti negli ultimi mesi, hanno riaffermato l’intenzione di continuare a lavorare congiuntamente realizzando iniziative focalizzate principalmente sulla promozione e la cooperazione istituzionale tra gli scali.

Il 2014 è stato un anno particolarmente positivo per tutti i porti Napa che fanno registrare una movimentazione complessiva di 1.835.960 TEU nel 2014 per una crescita nel settore container del +9% (rispetto allo stesso periodo del 2013), segno che la strategia di cooperazione è vincente e che ha consentito di far crescere il traffico container dal 2010 (anno di fondazione dell’associazione) ad oggi del +43%.

Porto Salerno: traffico container +32% in 2014,bene crociere

Una festa per il Natale e per celebrare la chiusura di un anno molto positivo per il porto di Salerno, che guarda a ulteriori sviluppi grazie ai progetti infrastrutturali in atto. In vista della festa di fine anno dell’autorità portuale, in programma venerdì sera, per lo scalo salernitano è tempo di consuntivo e programmi futuri. “Dopo un 2013 – spiegano i vertici dell’autorità in una nota – caratterizzato da notevoli incrementi dei volumi di merce movimentata: con +30% per i container, +35% per le auto nuove e trailer e +15% per le merci varie; ai quali si somma il +10% per il traffico passeggeri.

Anche nel 2014 si registra un’ulteriore crescita; infatti, con un incremento del 32% per il traffico container, il Porto di Salerno si posiziona al primo posto tra tutti gli scali italiani. Un’ottima performance produttiva che viaggia di pari passo con il pieno inserimento nei circuiti mondiali della logistica integrata”.

Bene il comparto merci, quindi, ma anche quello turistico, con Salerno che si accredita sempre di più come porta per le bellezze naturali della costiera amalfitana e il patrimonio storico archologico di Pompei e Paestum. E infatti venerdì verrà fatto anche il punto sullo stato di avanzamento del nuovo Polo crocieristico che sarà in grado di offrire ai passeggeri tutti i servizi ed i comfort necessari: il nuovo terminal passeggeri, con l’ormeggio dedicato al Molo Manfredi lungo complessivamente 500 metri e con la Stazione Marittima, progettata dall’archistar Zaha Hadid, già dalla stagione crocieristica 2015, potrà accogliere le nuove navi da crociera e soddisfare le numerose richieste di approdo delle più importanti compagnie di navigazione di livello internazionale. “Si prevedono – aggiunge la nota – in pochi anni, di superare il milione di passeggeri solo per il settore crocieristico, con ulteriori potenzialità di crescita, nel breve periodo, dei flussi turistici e, in generale, dell’economia non solo della Provincia. La vicinanza del nuovo Terminal passeggeri al centro di Salerno permette, inoltre, ai crocieristi di visitare anche la città”. Ma gli interventi infrastrutturali, che valgono oltre 350 milioni di euro, riguardano anche il prolungamento del Molo Manfredi, che sono in fase di collaudo, e il consolidamento ed adeguamento funzionale dei cigli banchina della testata del Molo 3 Gennaio. In atto anche i lavori per il nuovo accosto dedicato ai traghetti Ro-Ro al Molo di Ponente, di adeguamento e potenziamento dell’impianto idrico e antincendio, e i lavori di costruzione delle gallerie di ‘Salerno Porta Ovest’ per il collegamento diretto tra Porto e svincoli autostradali e ferroviari.

Spagna: 4 porti fra gli 80 con maggior numero containers

I porti spagnoli di Algesiras, Valencia e Barcellona in Spagna sono fra gli 80 con maggior numero di movimento di containers al mondo, secondo i dati diffusi dal ministero delle infrastrutture. Ai tre si unisce lo scalo di Las Palmas, alle Canarie, che figura fra i primi 120 a livello globale per numero di containers movimentati. Nella classifica mondiale elaborata, Algesiras occupa il posto 30, con 4,33 milioni di containers movimentati nel 2013, seguita da Valencia (posto 31, con 4,32 milioni di container) e Barcellona (posto 78, con 1,7 milioni di containers); mentre Las Palmas si colloca al numero 101, con circa un milioni di containers movimentati. Il primo porto spagnolo per scalo merci, quello di Algesiras, ha conquistato 4 posizioni rispetto alla classifica del 2013 (+5,5% rispetto al 2012), mentre Valencia e Barcellona ne hanno perso una ciascuna. La diminuzione del transito di containers a Barcellona, Valencia e Las Palmas nel 2013 è stata rispettivamente dell’1,7%, del 3,1% e del 15,8% rispetto all’anno precedente. I quattro porti hanno movimentato in totale 11,4 milioni di containers nel 2013, pari all’82% del totale di quelli transitati nei porti spagnoli, per complessivi 113,9 milioni e pari al 2,1% del totale dei containers movimentati nel 120 maggiori porti a livello mondiale (529,4 milioni). La Spagna, secondo la statistica, si situa all’undicesima posizione per numero di containers a livello mondiale e al terzo posto in Europa, dietro la Germania e l’Olanda. Algesiras conferma la sua leadership come primo porto del Mediterraneo, il quinto a livello europeo.

Porti: una partenza in più sulla linea Cagliari-Vado Ligure

Una partenza in più sulla linea marittima della compagnia Grendi Cagliari-Vado Ligure. Da tre a quattro: la nave, oltre il lunedì, il mercoledì e il sabato, salperà da luglio da entrambi i porti anche di martedì.
L’operazione è resa possibile dalla presenza sulla linea di due navi gemelle che possono arrivare sino alla velocità di 22 nodi: l’aumento della velocità di crociera e la diminuzione dei tempi di imbarco e sbarco in porto hanno consentito di estendere il servizio.
“Il progetto – ha spiegato l’amministratore delegato di Grendi, Antonio Musso – è ambizioso, visto il perdurare della crisi, e oneroso sul piano economico, perché il consumo del bunker marittimo aumenta molto, ma è stato reso possibile grazie ad una serie di circostanze favorevoli”. Le nuove navi – precisa la compagnia – inserite tra la fine dello scorso anno e l’inizio di questo hanno dato un’affidabilità e una stabilità al servizio di linea marittima tale da far aumentare in modo costante e continuativo gli imbarchi. Risultati: Grendi – questi i dati diffusi dal grupp – ha visto crescere sia i volumi di rotabili (12% all’anno) che il fatturato conseguente (15% all’anno). Un ruolo importante ha giocato anche il nuovo magazzino del Porto Canale di Cagliari, inaugurato ad aprile 2013, mentre ha assunto una rilevanza logistica notevole in seguito alla joint venture distributiva tra Grendi e Buratti e Parodi. Il progetto, partito a inizio giugno, ha portato alla costituzione di una nuova società, GP Logistica, a partecipazione paritetica fra Buratti e Parodi e Grendi. In fase avanzata un progetto di intermodalità nave/treno, dalle banchine di Vado Ligure a Modena: le merci provenienti e dirette in Sardegna verranno imbarcate su un treno dedicato tre volte alla settimana. “L’obiettivo – sottolinea la compagnia – è di sfruttare le infrastrutture ferroviarie del terminal savonese oggi scarsamente utilizzate e di diminuire il traffico su strada nell’ottica della sostenibilità, un tema al quale da sempre il Gruppo guarda con attenzione”

PORTO DI VENEZIA – DATI DI TRAFFICO IN CRESCITA DELL’8.9% NEI PRIMI 5 MESI DEL 2014, +17.1% A MAGGIO

Nel passaggio dalla raffinazione tradizionale alla raffinazione verde in corso a Marghera, i primi 5 mesi del 2014 fanno segnare un +8.94% sulla movimentazione delle merci nello scalo Veneziano rispetto allo stesso periodo del 2013, raggiungendo i 9.1milioni di tonnellate. Un risultato positivo calcolato per tutti i settori di traffico ad esclusione di quello petrolifero che registra invece un momentaneo -46.7%, legato alla profonda trasformazione che sta subendo Porto Marghera.

Il venir meno dei traffici di greggio da raffinare infatti è solo in parte compensato dalla nuova configurazione della ex-raffineria ENI di Marghera oggi trasformatasi in bio-raffineria che solo recentemente ha iniziato a sbarcare olio di palma (circa 45mila tonnellate) e Virgin Nafta (circa 85mila tonnellate) destinate alla green refinery.
(…)
Tra gennaio e maggio 2014 il settore commerciale ha fatto segnare un +3.3% e quello industriale +28.9%; nel dettaglio le rinfuse solide raggiungono i 3.1milioni di tonnellate +10.6% (di cui +39% i cereali, +52% il carbone) e le merci varie in colli +5.3% (3.3 milioni di tonnellate). Segno più anche per i container (TEU) che registrano un +0.6%, in particolare pieni (+6.4%) mentre i passeggeri fanno segnare un -14.9%.

APLa Spezia ANITA denuncia tempi di attesa inaccettabili

Da mesi, ormai, continuano i disagi per gli
autotrasportatori al porto di La Spezia a causa dei tempi di attesa troppo
lunghi per le operazioni di carico e scarico.
 Le lunghe code per accedere ai terminal, causate da una cattiva
programmazione dei flussi di traffico, determinano danni alle imprese di
autotrasporto le quali, sebbene estranee alle cause delle inefficienze, sono
costrette a subire ritardi diventati ormai insopportabili, sia per gli
ineludibili maggiori costi che ne derivano sia per l¹insoddisfazione della
committenza.

Nonostante le autorità competenti siano state più volte sollecitate a
ripianificare l¹organizzazione delle attività, ad oggi la situazione è
ancora rimasta invariata.

Se tale problema non fosse risolto, il rischio concreto è che le imprese
decidano di spostare i traffici verso scali limitrofi in grado di assicurare
tempi di accesso e durata delle operazioni più brevi, compatibili con le
esigenze di celerità ed economicità delle aziende.

È necessario, quindi, che la situazione sia risolta al più presto attraverso
interventi idonei da parte della società La Spezia Container Terminal, ad
evitare che siano solo le imprese del settore a sostenere il peso delle
inefficienze altrui.

FS Italiane e porto di Genova, processi doganali più veloci grazie ai nuovi sistemi tecnologici

Caricare sul treno i container, non soggetti a controlli di sicurezza, direttamente dalle navi cargo, semplificando e velocizzando le pratiche burocratiche grazie a nuovi sistemi tecnologici.

Questo l’obiettivo principale dell’accordo firmato nei giorni scorsi dall’amministratore delegato del Gruppo FS Italiane, Mauro Moretti, e dal presidente dell’Autorità Portuale di Genova, Luigi Merlo.

La nuova procedura telematica, denominata “Corridoio doganale” ferroviario, permetterà agli operatori di presentare le dichiarazioni doganali dei container trasportati in modo più rapido ed efficace, rendendo maggiormente efficiente e veloce il passaggio da una modalità di trasporto all’altra.

Tale iniziativa, resa possibile anche grazie alla preziosa collaborazione dell’Agenzia delle Dogane, agevolerà e sosterrà lo sviluppo e la competitività del trasporto merci intermodale, soprattutto in vista di EXPO Milano 2015. Sarà realizzata così una nuova offerta di servizi, soprattutto per le medie e lunghe distanze, in grado di favorire la crescita del trasporto combinato ferroviario per i flussi in arrivo al porto di Genova.

Anche l’intero ciclo logistico portuale ne beneficerà, grazie all’accelerazione delle procedure di afflusso/deflusso delle merci e alla possibilità di sviluppare legami informativi più sicuri con la logistica retro portuale.

Sono previsti, infine, ritorni positivi anche in termini di safety, grazie alla potenziale riduzione dei mezzi pesanti in circolazione su strade e autostrade.

La Ignazio Messina & C. potenzia il Nord Europa

La Ignazio Messina & C. rafforza la sua presenza in Nord Europa e Portogallo con l’entrata in funzione di un nuovo servizio di linea dedicato. A partire dalla metà di questo mese di maggio, sarà operativo un servizio di trasporto container e ro-ro che collegherà i due hub di Barcellona e Castellon con i porti del Nord Europa e quelli portoghesi. Scali che grazie a questo collegamento saranno posti quindi in diretta connessione con le linee Messina con destinazione oltre-Suez, Africa occidentale e Nord Africa, mercati nei quali la compagnia genovese ha consolidato la propria presenza da oltre 90 anni.
I porti scalati quindicinalmente dalla “Jolly Marrone” saranno quelli di Anversa, Rotterdam ed Amsterdam via Anversa (solo containers), Setubal/Lisbona e Leixoes (via Setubal). Il servizio prevede il trasporto di containers standard e specializzati, rotabili e break bulk su mafi. Anversa e Setubal sino ad oggi erano scalati direttamente dalle navi provenienti dall’Africa occidentale.

PORTO DI CATANIA: OLTRE 18MILA CONTAINER MOVIMENTATI IN UN ANNO CON TREND DEL +43%

In controtendenza rispetto allo scenario nazionale, il traffico merci del porto di Catania, dal 2013 al primo trimestre di quest’anno, registra dati significativi oltre che incoraggianti: + 43,59% è l’incremento relativo alla movimentazione container, che con 18.619 unità posiziona lo scalo del capoluogo etneo quale primo terminal in Sicilia per volume di traffico. Dati emersi nel corso del workshop “Estensione Porto” – tenutosi stamattina (16 aprile) a Palazzo delle Scienze di Catania, moderato da Assia La Rosa – che ha fatto il punto sullo stato attuale delle attività portuali, partendo dalle criticità per arrivare a progettualità di sviluppo basate sulla sinergia tra i principali operatori del comparto.

La presenza di docenti, imprenditori, istituzioni e professionisti è stata la conferma della volontà comune di fare sistema per ampliare le prospettive di crescita e rilancio dell’hub catanese, fotografato e analizzato in tutti i suoi segmenti produttivi. Uno scalo portuale, dunque, che valorizzi il suo ruolo centrale nei sistemi distributivi e nella cosiddetta “City Logistics” che usa come strumento principale, ma non esclusivo, la creazione di centri di distribuzione nella periferia della città o a ridosso di essa. «Un porto pensato non solo come infrastruttura ma come opportunità sostenibile per potenziare i sistemi distributivi, il tessuto industriale e la distribuzione urbana», come ha sottolineato il prof. Diego D’Urso del Dipartimento Ingegneria Industriale Università Catania nel corso della sua relazione.

«Parte tutto dal concetto di estensione, che dà anche il nome al nostro percorso di approfondimento – ha affermato Emanuele Marocchi direttore di Est, promotore dell’iniziativa – in termini d’integrazione, potenziamento, incremento non solo economico ma sociale e culturale di una città a partire dal suo scalo, centro nevralgico di distribuzione e termometro economico del reale potenziale commerciale. Catania non ha esaurito il suo scopo, è pronta a nuove sfide, nuovi varchi come la Darsena non potranno che essere da stimolo per un ulteriore sviluppo». Non è un caso che sia l’Università ad ospitare il ciclo di incontri «grazie agli studi condotti dal Dipartimento di Ingegneria industriale in particolare, con il quale abbiamo recentemente siglato un protocollo per l’assegnazione di borse di studio per le tesi di laurea più meritevoli come utile supporto alla costruzione del know how e alla rappresentazione della realtà», ha spiegato Mauro Nicosia responsabile comunicazione Est.

Vocazione commerciale, turistica, culturale: «In altre parole vivere il porto come una città» ha sottolineato l’assessore alle Attività Produttive del Comune di Catania Angela Mazzola, immaginando uno scalo senza barriere, nel quadro più ampio e integrato del Distretto Sud-Est che lo vede collegato a quello di Augusta». Apertura come incentivo alla produttività e al rilancio dell’economia locale e non solo, a detta dei due rappresentanti di Confindustria seduti al tavolo: per Catania il presidente Domenico Bonaccorsi di Reburdone, per la Sicilia il vicepresidente Ivo Blandina. Tenendo ben presente un rischio, fin troppo concreto, quello che il prof. Marco Romano (Logistica e distribuzione commerciale, Dipartimento Economia e Impresa Università Catania) ha definito «over capacity, uno sbilanciamento cioè tra domanda e offerta. Serve puntare sulla rimodulazione e il potenziamento della distribuzione, che è il reale sbocco per un’impresa, facendo leva sui settori trainanti come hi tech, tabacco, pesca, articoli farmaceutici per citare i principali».

In rappresentanza delle principali categorie professionali coinvolte nel comparto, hanno esposto il proprio contributo i presidenti degli Ordini provinciali degli Ingegneri (Santi Maria Cascone) e degli Architetti (Giuseppe Scannella), che si sono soffermati sulla necessità di un’integrazione sostenibile che rispetti la natura della città storica, sia dal punto di vista strutturale che architettonico, puntando sulla riqualificazione dell’area circostante e sulla valorizzazione di un bene inestimabile come la costa. «Oggi più che mai dobbiamo fare rete e ragionare attraverso una visione più ampia – ha concluso il neo Commissario Straordinario dell’Autorità Portuale Giuseppe Alati – si è già parlato della volontà del ministro relativa al riordino del comparto ed entro fine anno potrebbe già esserci una nuova geografia portuale. Ben venga il confronto e il trasferimento di conoscenza, per far convergere gli interessi del territorio attraverso una governance aperta alle esigenze dei comparti produttivi e dei portatori d’interesse».

Sbarcato primo container in “pre clearing” a Genova

E’ stato il container n. 4479031 arrivato a bordo della “Hong Kong Bridge” il primo che ha beneficiato della procedura di preclearing, diventata operativa nei porti di Genova e La Spezia. Si tratta di una procedura sperimentale che permette di velocizzare fino a 36 ore le operazioni di sdoganamento permettendo, così, una maggiore competitività agli scali.

“Sono stati necessari anni di lavoro – ha spiegato il Presidente dell’Autorità Portuale Luigi Merlo – ma basta respirare il clima in banchina oggi tra operatori e autorità per comprendere come con rivoluzioni a costo zero e con tanta buona volontà si possano ottenere straordinari successi. La sperimentazione va già molto bene, oltre le nostre previsioni: a regime raggiungeremo obiettivi molto interessanti”. In pratica lo sdoganamento della merce avviene in mare “La richiesta di preclearing – ha sottolineato Claudio Monteverdi, Direttore dell’Ufficio delle Dogane di Genova – viene avanzata dalla compagnia marittima. Una volta attivata la procedura la Capitaneria di Porto ci assicura il controllo della nave che dovrà procedere sulla rotta prestabilita per Genova senza soste o deviazioni. Nel momento in cui la Capitaneria ci aggancia la nave, noi consentiamo agli operatori la presentazione della dichiarazione doganale”. La nave è stata “presa in consegna”, con un monitoraggio continuo, ha spiegato l’Ammiraglio Vincenzo Melone, Comandante della Capitaneria di Porto di Genova, all’altezza delle Isole Greche e controllata fino all’arrivo nello scalo del capoluogo ligure. Soddisfatto tutto il mondo dello shipping, alla prima operazione di Pre Clearing erano presenti i vertici di Agenti Marittimi e Spedizionieri.”Abbiamo lavorato tanto assieme alle altre categorie per ottenere questo e i numeri dicono molto – ha concluso Alberto Cordella, Direttore Generale del Terminal Sech – questa nave fa circa 1300 pezzi di sbarco, di cui 355 sono in preclearing. In questo modo creiamo maggiore efficienza per la catena logistica e di conseguenza maggiore capacità di movimentazione per il terminal”.

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