Articoli marcati con tag ‘costa concordia’

Costa Concordia: chiesti 26 anni e 3 mesi per Schettino

Il Pubblico Ministero ha emesso la richiesta di 26 anni e 3 mesi di reclusione per Francesco Schettino nell’ambito del processo per il naufragio della Costa Concordia. Il Pm ha poi aggiunto la richiesta di custodia cautelare da subito per evitare il pericolo di fuga dell’imputato. «Dio abbia pietà di Schettino, perché noi non possiamo averne alcuna», questa la frase forte dei pm che hanno portato avanti le indagini e che hanno formulato l’accusa di omicidio e lesioni colpose (14 anni), naufragio colposo (9 anni), abbandono di incapaci e della nave (3 anni), false dichiarazioni (3 mesi).

Sull’arresto immediato rispondono i legali di Schettino: «Il rischio di fuga è inesistente, come è possibile che si ripropongano le stesse cose? Le esigenze sono identiche», e comunque – hanno osservato – «l’assistito venerdì scorso era qui» in udienza. Schettino replica: «Non scappo. Sono a disposizione dell’autorità giudiziaria, mi si dica quello che devo fare».

Concordia:responsabile porto,abbiamo perso 40.000 diportisti

“E’ stata stimata una perdita di almeno 40mila diportisti in meno che utilizzavano la nostra isola anche come scalo per andare in Corsica e in Sardegna” e ci sono stati “danni all’indotto anche per mancanza di regate e gare da pesca”. Lo ha detto Alvaro Andolfi, responsabile del porto dell’isola del Giglio, che stamani ha deposto come teste al processo sul naufragio della Costa Concordia.

“Il nostro è un porto piccolo, con una concessione di 22.000 metri quadrati. E fino a che la nave non è stata portata via ci sono stati tanti disagi per i diportisti”, prosegue Andolfi, “senza dimenticare i danni subiti alle strutture come i pontili galleggianti, alle colonne di acque ed elettricità divelte e alla banchina, rovinate dalle manovre di attracco di imbarcazioni enormi per un porto come il nostro”

La maledizione del Concordia: i naufraghi soffrono di fobie, demenza e anche un caso di Parkinson

Potremmo definirla la “maledizione della Costa Concordia”, stiamo parlando delle prime notizie, inquietanti, che emergono dal Processo di Grossetto dove è imputato Francesco Schettino e dove Costa Crociere spa figura come responsabile civile. Di cosa si tratta?

Alcuni passeggeri si sono dichiarati parte civile per chiedere risarcimenti a Francesco Schettino e Costa Crociere non solo per i fatti riguardanti la notte del naufragio, ma soprattutto per i danni post traumatici da stress che, secondo il parere di neurologi e medici legali intervenuti, sono direttamente collegati allo shock del naufragio. Si parla di demenza senile, insonnia, ossessioni, claustrofobia e di un caso ancora più eclatante, il morbo di Parkinson.

Sono tutte patologie collegate al disastro navale? Costa Crociere si è difesa per quanto concerne il manifestarsi del morbo di Parkinson in uno dei soggetti, asserendo che la letteratura scientifica esaminata non indica in alcuna maniera la possibilità che sia insorto a causa del naufragio. Sarà, ma sta di fatto che sono troppi i casi di disturbi gravi segnalati nei sopravvissuti. Ci auguriamo che la giustizia faccia il suo corso e dia i giusti risarcimenti a chi, in quella maledetta notte, ha avuto solo la “colpa” di trovarsi a bordo.

Concordia: processo ‘decide’ rimozione e smantellamento

Il relitto della Costa Concordia è la fonte di prova fondamentale del processo sul naufragio contro Francesco Schettino: prima di smantellarla, a Genova, però, la società proprietaria deve chiedere al tribunale di Grosseto il dissequestro e indicare i motivi e i modi. Sarà demolita tutta, o si potrà farlo solo parzialmente? Ancora i legali di Costa Crociere, presenti in forze a Grosseto, non hanno presentato al collegio giudicante l’istanza necessaria al dissequestro e attendono di vedere come si mettono le udienze tecniche di questa settimana. “Aspettiamo, vediamo come si sviluppa il processo in questi giorni”, ha detto l’avvocato Marco De Luca in una pausa, facendo capire che la questione riveste una certa complessità. Il processo, dunque, sembra avere l’ultima parola anche sull’operazione di rimozione da Giglio e sulla gigantesca opera di demolizione prevista. Senza la richiesta formale di Costa, comunque, il tribunale non attiva l’iter per il dissequestro. E la nave, in teoria, rimane al Giglio, anche se pronta a esser trainata via. Non solo. Per tutto questo serve il parere preliminare, favorevole, della procura, che oltre al naufragio, sopra il relitto ha, nel tempo, avviato altre inchieste collaterali, come quella sulla morte del sub spagnolo, proprio mentre lavorava sott’acqua per le operazioni ‘pro’ rimozione, o quella per cui venne indagato il responsabile del ‘parbuckling’ Franco Porcellacchia per violazione dei sigilli, avendo voluto accedere alla sala del generatore d’emergenza senza autorizzazione. Oppure l’inchiesta per danni ambientali. Lo staff legale della compagnia – che nel processo figura come responsabile civile, non solo come parte civile – osserva i temi via via sciorinati da numerosi consulenti tecnici (domani toccherà a quelli di Schettino) sentiti dopo i periti del tribunale su navigazione e funzionamento delle dotazioni della nave. Se la strada del dissequestro si mostrasse più complicata e richiedesse tempo, viene spiegato, in sott’ordine potrà essere chiesto al tribunale la ‘sola’ autorizzazione a trasferire la Concordia dal Giglio. La nave resterebbe sequestrata, ma intanto potrebbe essere rimorchiata fino a Genova soddisfacendo almeno una delle due fasi finali, ma distinte e complementari, di tutta l’operazione di smaltimento. Su quale opzione puntare ancora non è chiaro a Grosseto mentre altrove sembra scontata una rapida evoluzione della vicenda. Oggi l’udienza si è aperta con una dichiarazione spontanea di Schettino. L’imputato ha preso la parola per difendersi dall’ accusa di abbandono dei passeggeri e di non averli assistiti nella delicatissima fase dell’evacuazione, quella in cui sono morte 32 persone. Schettino ha parlato delle scialuppe. Ne rimasero incastrate tre, a causa dell’inclinazione della nave. I passeggeri dovettero scendere e raggiungere altri punti di imbarco aumentando i rischi personali durante l’affondamento. Schettino ha voluto dire che “se lo sbraccio delle scialuppe fuori dai ponti non avviene in modo completo, la scialuppa può rimanere incastrata anche se non c’è sbandamento della nave”. E lo ‘sbraccio’ delle lance lo si fa con verricelli di sganciamento, alimentati elettricamente, che non poterono funzionare perché non ricevevano energia sia perché i motori andarono subito fuori uso, sia – come ha dimostrato la perizia supplementare – perché funzionò male perfino il generatore di emergenza, che non erogò l’energia necessaria.

La Concordia di nuovo in asse

La Costa Concordia è di nuovo in asse. Le operazioni di rotazione della nave sono completate: lo ha detto il capo della Protezione civile Franco Gabrielli in conferenza stampa.

“Penso che meglio di cosi’ non potesse andare”, ha detto il responsabile del progetto per la Costa, Franco Porcellacchia, parlando della fine della rotazione del relitto della Concordia.

E’ iniziata con applausi e abbracci fra il capo della Protezione civile Franco Gabrielli e i responsabili delle operazioni per Costa, Franco Porcellacchia, e Micoperi, Sergio Girorro, la conferenza stampa in cui e’ stata comunicata la fine della rotazione del relitto. Intanto, nel porto e a largo, suonavano le sirene delle navi.

“Provo sollievo e sono un po’ stanco, mi vado a fare una birra e vado a dormire. Mando un bacio a mia moglie”,  ha detto Nick Sloan, il direttore delle operazioni di rotazione della Concordia, tornando sulla terra ferma dopo aver lasciato la control room. “Ci sono molti danni sulla nave e bisogna fare un censimento – ha aggiunto -.Tutto il team e’ molto orgoglioso di cio’ che abbiamo fatto”,

Costa Concordia, la rimozione online in tempo reale

La Concordia arenata al Giglio

Le operazioni di rimozione della Concordia diventano spettacolo: nasce il portale interamente dedicato al Parbuckling, com’è chiamata la rotazione del relitto in assetto verticale, prima del definitivo rigalleggiamento.

Il procedimento è visibile sul web in tempo reale, all’indirizzo www.theparbucklingproject.com. Il sito, nelle versioni italiano e inglese, nelle intenzioni del Consorzio di imprese Titan – Micoperi e Costa Crociere che lo hanno realizzato, potrà diventare un punto di riferimento informativo per tutti i media nazionali e internazionali, ma anche per chi è interessato a comprendere meglio il progetto e gli aspetti tecnici della rimozione. Per assistere in diretta ad un’operazione con ben pochi precedenti. E fare tesoro degli insegnamenti.

Toscana, scatta il divieto di navigazione a 2 miglia dalla costa

La Costa Concordia arenata al Giglio

Scatta il 12 novembre il divieto di navigazione a meno di 2 miglia dalle coste toscane. Un imperativo reso ancor più efficace dall’installazione di 4 nuovi radar lungo la costa, per evitare il ripetersi di una tragedia come quella del Giglio.

Le ordinanze di divieto, firmate dai circondari marittimi di Piombino, Porto Santo Stefano, Portoferraio e Livorno, fanno seguito al ”decreto-rotte” firmato a marzo scorso dai ministri Corrado Clini e Corrado Passera anche su forte richiesta della Regione Toscana. Il decreto, in base alla stazza delle navi, fissa limiti al transito vicino alle aree protette nazionali e a siti particolarmente sensibili dal punto di vista ambientale come il Santuario dei cetacei e la laguna di Venezia.
Il divieto di navigazione a 2 miglia dalla costa prevederà delle deroghe laddove ci sono i porti, ma sarà diffuso in modo capillare e riportato fedelmente su tutte le carte nautiche. Il prossimo passo verso un margine ancora superiore di sicurezza adesso sarà l’introduzione di un sistema di controllo satellitare per il quale la Regione Toscana sta chiedendo finanziamenti europei.

Giglio, il Codacons denuncia falle nella perizia

Codacons contro Costa Crociere

“Numerose e gravi lacune nella perizia sul naufragio della Costa Concordia”. La denuncia arriva dal Codacons, relativamente all’incidente probatorio che avrebbe lasciato a margine alcuni “profili di responsabilità della Costa Crociere”. “Nello specifico – prosegue la nota – nessuna indagine effettuata per ricercare le cause del mancato funzionamento del generatore d’emergenza che non ha erogato corrente ai timoni (bloccati 90 secondi dopo l’impatto), agli ascensori, alle porte stagne, al vdr e ad altri apparati; nessuna indagine sulle cause del malfunzionamento degli ascensori (in cui sono state trovate morte 4 persone)”. E ancora: “mancato rilievo dell’assenza di adeguata formazione del personale di plancia all’uso della cartografia elettronica, sconcertante rilievo – va avanti il Codacons – circa l’asserita irrilevanza dell’acquisizione del traffico telematico (e-mail) in entrata e in uscita dalla nave costa concordia verso l’unità di crisi di Costa Crociere e la centrale operativa”.

“Dal confronto dei consulenti del Codacons con i periti – conclude l’associazione – è risultato confermato che, primo caso nella storia di sinistri di tale importanza, costoro incredibilmente non hanno effettuato neppure un sopralluogo sul relitto: l’incidente probatorio fu inteso fin dall’inizio come circoscritto alla sola ricerca delle cause della perdita della nave e non delle vite umane”.

Giglio, al via la rimozione dello scoglio dalla nave

La Costa Concordia

Hanno preso il via nei giorni scorsi le operazioni per la rimozione dello scoglio conficcato nella fiancata della Costa Concordia, arenata all’Isola del Giglio. Si tratta di 140 tonnellate di roccia, strappate dall’isolotto de Le Scole, contro il quale finì la nave lo scorso 13 gennaio.

Le operazioni, condotte col motopontone Cosentino dal Consorzio di imprese Titan Micoperi, prevedono il sezionamento orizzontale della roccia in tre parti. Su ogni sezione verranno realizzati dei fori sulla linea orizzontale di taglio dove saranno applicate delle apparecchiature in grado di far staccare la roccia. A quel punto saranno fissati dei maniglioni su ciascuna sezione  con dei ganci che, attaccati alla gru, la toglieranno dallo scafo. Al termine delle operazioni almeno un pezzo di scoglio sarà donato, da parte di Costa Crociere, al Comune di Isola del Giglio che potrebbe decidere di riportarlo nel suo luogo di origine per farne un monumento ai caduti del naufragio.

Costa Crociere assume. Fine del tunnel dopo il Giglio

La Costa Concordia

Nuove assunzioni in tutta Italia e prospettive di crescita: è la fine del tunnel per Costa Crociere, dopo il tragico incidente avvenuto all’Isola del Giglio. “E’ in fase conclusiva – conferma il direttore generale Gianni Onorato – la fase critica del post-Concordia sia a livello di prenotazioni che a livello di andamento del mercato. In maggio poi c’é stata una ripresa importante con un aumento delle prenotazioni de 28% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”.

“L’azienda crescerà – prosegue Onorato – non solo a Genova ma in tutta Italia con nuove assunzioni sia per uffici di terra che per le navi”. Riguardo alla Concordia, il Dg ha confermato la rimozione della nave per marzo 2013, ma non è escluso che si riesca ad accelerare i tempi.

“Oggi quello che ci preoccupa – dice Onorato – é la necessità di andare incontro a quelle che sono le tasche degli europei con prezzi più accessibili: lo stiamo facendo facilitando l’accesso al prodotto”. Intanto è in costruzione la “Super Costa”, la cui consegna è prevista ad ottobre 2014.

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti alla newsletter

DALLE AZIENDE
Video News
Pit stop

Guidare senza patente di guida, da oggi non sarà più reato

Seguendo alcune trasmissioni televisive, in qui era presente il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, si è appreso che la cancellazione del reato di guida senza patente è ormai imminente. Da f[...]
Leggi l'articolo e ascolta o scarica l'intervista...
Dai nostri blog
Link consigliati
Categorie
Dai nostri partner