Articoli marcati con tag ‘crisi’

Non va in porto operazione FercamArtoni

Nell’incontro tra le Organizzazioni sindacali e i rappresentanti di Artoni e di FercamArtoni srl, societa’ che avrebbe dovuto stipulare i relativi contratti, tenutosi il 10 febbraio 2017 a Roma, non è stato possibile convincere i sindacati della bonta’ della proposta di FercamArtoni srl, che intendeva salvaguardare quasi ¾ dei posti di lavoro di Artoni con la garanzia per i ca. 400 dipendenti di mantenere tutti i diritti acquisiti.

Per i circa 160 dipendenti che non rientravano nel perimetro del ramo d’ azienda, la proposta di FercamArtoni srl prevedeva importanti incentivi di buonuscita in aggiunta all’indennità di disoccupazione.Le richieste delle organizzazioni sindacali insistevano sul passaggio dell’intero organico, una richiesta impraticabile anche in considerazione del calo del volume di traffico di oltre il 50% in Artoni. L’accordo sindacale sull’operazione era tra le condizioni essenziali per potere procedere nella trattativa con successiva eventuale firma dei contratti.Essendo nel frattempo ulteriormente e drasticamente calato il volume delle spedizioni e cessata l’attività in molte sedi Artoni, FercamArtoni srl si era vista impossibilitata, suo malgrado, a continuare la trattativa.

Alitalia: la base Filt-Cgil boccia accordo del 18 settembre

Dopo la bocciatura prodotta dalle assemblee dei lavoratori di Filt-Cgil che si sono tenute nelle scorse settimane, anche dal segretario generale Alessandro Rocchi e dal segretario nazionale Nino Cortorillo è arrivata una doccia fredda ai vertici di Alitalia, “Colpevoli” di un “Comportamento aziendale non rispettoso degli accordi” e di “Un irrigidimento delle posizioni aziendali e del prosieguo di comportamenti di aperta violazione degli accordi”.
Per questa ragione i vertici della federazione di categoria hanno scritto ad Alitalia informandola della decisione di sospendere le “Proprie determinazioni in relazione al verbale sottoscritto in data 18 settembre 2016″. Questa decisione rappresenta quindi una marcia indietro rispetto alla firma dell’accordo, e di fatto avvicina Filt-Cgil alle posizioni di Anpac, Anpav ed Usb che non avevano siglato l’accordo

Alitalia sempre più in difficoltà: futuro nero…

Sempre più in difficoltà, e futuro ancor più incerto: questa è Alitalia oggi. E sempre oggi lo sottolinea anche Gianni Dragoni su “Il solo 24 ore”, quando scrive che è allo studio un piano per reperire nell’immediato 200 milioni di Euro, cifra che consentirebbe all’ex-compagnia di bandiera di tenere in positivo il patrimonio, e sopra le soglie di legge. Sembra che la recapitalizzazione dell’azienda sia da escludere perché sia Unicredit che Intesa San Paolo, che sono tra i maggiori azionisti, non intenderebbero immettere ulteriore liquidità e questo impedirebbe anche ad Ethiad di poter portare denaro fresco. Un’ulteriore iniezione impossibile da fare poiché per il vettore aereo emiratino significherebbe superare la soglia del 49,9 % delle azioni, vietata dall’Unione europea (non essendo una compagnia europea). La via che si sta studiando in Alitalia è quella di chiedere ai creditori di trasformare i loro crediti in strumenti partecipativi.
Ci sarà il loro consenso a questo swap in mancanza di un piano industriale aggiornato e credibile?
Nel frattempo l’ad Cramer Ball chiede ai lavoratori ulteriori sacrifici che porterebbero portare, oltre alla riduzione delle retribuzioni medie, anche a riduzioni di posti di lavoro.

Caso ILVA: le Associazioni dell’autotrasporto chiedono interventi concreti al Parlamento e al Governo

Si è tenuto un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico tra le Associazioni di categoria – ANITA, Fisi Confetra, FAI-Conftrasporto, Confartigianato trasporti, CNA-Fita e Trasportounito – ed i Commissari straordinari Corrado Carrubba e Enrico Laghi, alla presenza del Responsabile dell’unità per la gestione delle vertenze delle imprese in crisi, Giampietro Castano, in rappresentanza del Ministro Guidi.

La riunione era convocata per la verifica istituzionale della situazione dei fornitori dei servizi di trasporto alla società ILVA e le Associazioni hanno rappresentato lo stato di particolare sofferenza delle imprese sia per il futuro, sia soprattutto per il recupero dei crediti maturati prima della dichiarazione di Amministrazione Straordinaria.

Il rappresentante del Governo ha dato notizia che in Parlamento è stato depositato un pacchetto di emendamenti che qualificherebbe i trasportatori quali creditori strategici del gruppo siderurgico.

Le imprese hanno bisogno di certezze immediate per recuperare i crediti finora maturati e liquidità per poter continuare a prestare i servizi e salvaguardare l’attività produttiva dell’ILVA. Pertanto le Associazioni degli autotrasportatori chiedono con forza che il Governo si faccia portatore delle legittime istanze della categoria con provvedimenti straordinari, anche di natura finanziaria e fiscale, per garantire l’immediata liquidità necessaria agli operatori per assicurare il funzionamento degli impianti.

In assenza di provvedimenti concreti da parte del Parlamento e del Governo, le imprese non saranno nelle condizioni di poter assicurare i servizi di trasporto.

Ferretti: accordo al Mise, salvo sito produttivo Forlì

Chiuso la scorsa notte a Roma, al ministero dello Sviluppo economico, l’accordo per il gruppo cantieristico Ferretti, acquisito nel 2012 dal gruppo cinese Weichai. All’incontro hanno partecipato il rappresentante del ministero, Giampietro Castano, responsabile dell’attività di supporto e competenza per la salvaguardia delle imprese in crisi, i manager dell’azienda nautica, il presidente della regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, il sindaco di Forlì Roberto Balzani, i sindacati. L’azienda il 23 gennaio aveva comunicato alle organizzazioni sindacali la volontà di chiudere lo stabilimento produttivo di Forlì, con il trasferimento delle maestranze sugli altri siti e la determinazione di esuberi. “La decisa presa di posizione dei lavoratori del gruppo – spiegano Cgil, Cisl e Uil – che hanno rigettato qualunque ipotesi di ridimensionamento occupazionale e produttivo, si è tradotta in una serie di iniziative di mobilitazione che hanno coinvolto tutti i 1.200 lavoratori della Ferretti”. Importante, secondo i sindacati, il ruolo svolto dalle istituzioni, “in particolare la proposta, fatta da Errani, di istituire un tavolo tecnico che ha consentito di far emergere soluzioni alternative alla chiusura dello stabilimento di Forlì”. L’accordo prevede l’impegno dell’azienda a garantire la funzionalità e la produzione in tutti i siti produttivi per i prossimi quattro anni, l’utilizzo di ammortizzatori sociali per gestire l’attuale calo di ordinativi, una procedura di mobilità volontaria e incentivata per 50 lavoratori nel gruppo (30 impiegati dell’intero gruppo e 20 operai del solo stabilimento di Forlì) e la proroga della durata del contratto aziendale la cui scadenza slitta al 2017. “Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea CGIL monitoreranno, in stretta connessione col ministero dello sviluppo economico, la Regione Emilia-Romagna e il Comune di Forlì (tutti firmatari dell’accordo) la puntuale applicazione degli impegni assunti”. “Inoltre – precisano ancora i sindacati – Mise e Regione hanno manifestato la volontà di agevolare processi di innovazione di processo e di prodotto, nonché progetti di ricerca. Mentre il Comune di Forlì verificherà la possibilità di allungare i termini relativi all’attuale destinazione d’uso dell’area vincolata all’accordo di programma del 2005″, passata a suo tempo da agricola a fabbricabile per realizzare un nuovo grande capannone Ferretti.

Fita-cna: – Autotrasporto, si blocchi il cabotaggio estero attivando la clausola di salvaguardia.

La crisi nel mondo dell’autotrasporto sta assumendo contorni emergenziali preoccupanti. Anche l’ultima ripartizione dei fondi appena stanziati rischia di mancare l’obiettivo che dev’essere necessariamente una radicale inversione di marcia. Le imprese italiane, sotto il peso del continuo aumento dei costi, stanno letteralmente collassando e al loro posto si stanno sostituendo, con il cabotaggio estero, le aziende dei paesi dell’Est Europa sempre più agguerrite e con vantaggi competitivi sul costo del lavoro, delle assicurazioni e del carburante assolutamente non comparabili o replicabili dalle nostre imprese. Il settore sta subendo un “attacco” senza precedenti con gravissime ripercussioni in termini economici per tutto il Paese. Minore contribuzione previdenziale, minori tasse e soprattutto minore sicurezza. “Ogni giorno in modo più o meno legale – ha dichiarato Cinzia Franchini presidente nazionale CNA-Fita – i nostri imprenditori debbono contrastare la concorrenza senza precedenti dei vettori esteri. E’ in atto – ha proseguito la presidente della CNA-Fita – un vero e proprio stravolgimento della concorrenza, non è ora più possibile tergiversare e nell’attesa di individuare soluzioni di lungo periodo, che portino il nostro autotrasporto a poter competere in un mercato europeo necessariamente più equo, bisogna intervenire con decisione per bloccare questa emorragia. La CNA-Fita – ha dichiarato la Franchini – chiede a tutti i firmatari del protocollo artigiano (Confartigianato Trasporti, Casartigiani e Claai) inserito nel contratto nazionale di lavoro, di richiedere al nuovo Esecutivo l’ immediata attivazione della clausola di salvaguardia per bloccare il cabotaggio estero almeno per sei mesi, con la possibilità di prolungare la decisione per ulteriori sei mesi. Nel protocollo per il rilancio dell’autotrasporto, sottoscritto nell’ultimo rinnovo contrattuale con le organizzazioni sindacati dei lavoratori, è stato fatto espresso riferimento a questa possibilità e per questo chiediamo anche alla Filt-CGIL, Fit-CISL e UIL Trasporti di unirsi a noi nella richiesta di attivazione di questo strumento di tutela estrema necessitata dall’eccezionalità del momento”.

Nautica: Ucina, fatturato 2013 2,4 mld, in calo fino a -8%

Continua a calare, anche se la tendenza sembra rallentare, il fatturato globale della nautica italiana. Per 2013, in base ai dati diffusi oggi al Salone di Genova dall’ufficio studi di Ucina Confindustria Nautica, si attesta entro una forbice compresa tra 2,4 e 2,3 miliardi di euro, tra -4% e meno -8% rispetto al 2012. Rispetto al 2008, l’anno record della nautica in cui il fatturato aveva superato i 6,2 miliardi, la diminuzione è compresa tra il 61% e il 63%. A partire dal 2014, tuttavia, si intravede uno spiraglio. Le previsioni del Fondo Monetario Internazionale indicano una crescita del Pil italiano dello 0,7% e, secondo Ucina, il contributo della nautica al Pil potrà superare i 2 miliardi di euro con una crescita del 7%. ”A differenza dei beni di prima necessità – si legge nell’analisi di Ucina – la nautica da diporto presenta un’elevata elasticità della domanda al variare del reddito. Pertanto il contributo della nautica al Pil amplifica l’andamento del tasso di crescita del Pil italiano (in positivo e in negativo)”. Infatti, se nel 2013 il Pil segnerà come prevede il Fondo Monetario Internazionale, un calo dell’1,8%, il tasso di contributo della nautica scenderà del 6 per cento. La cantieristica italiana continua comunque a tenere sull’export (90% della produzione 2013) e a mantenere la leadership mondiale per i superyacht (272 ordini, il 39% del totale).

Confitarma: gli armatori italiani continuano a crescere

”Gli armatori italiani, nonostante l’avversa congiuntura economica crescono e continuano a competere sui mercati”: lo ha dichiarato il presidente di Confitarma Paolo d’Amico chiudendo l’assemblea della Confederazione italiana Armatori riunita a Roma in sessione privata per l’ approvazione del bilancio e per la relazione annuale sull’anno 2012.
La Commissione di designazione, si legge in una nota, ha anticipato all’assemblea che dalle consultazioni per la futura presidenza e’ risultato candidato unico Emanuele Grimaldi, attuale vicepresidente di Confitarma. L’assemblea si riunira’ di nuovo il 9 ottobre per eleggere il nuovo Consiglio e il nuovo Presidente della Confederazione. Entro fine anno verranno nominati tutti gli altri organi sociali. Il presidente d’Amico ha sottolineando che la generale confusione politica del paese nell’ultimo anno ha reso particolarmente difficili i rapporti con la pubblica amministrazione e in particolare con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
”Nonostante il generale contesto non facile – ha affermato D’Amico – Confitarma ha comunque ottenuto quello che si poteva ottenere per garantire la competitivita’ della nostra flotta, che alla fine del 2012 e’ pari a 19,1 milioni di tonnellate di stazza, consistenza confermata anche a giugno 2013, si posiziona al 12 posto nella graduatoria mondiale delle principali flotte ed al quarto posto tra le flotte di bandiera dell’Unione europea e si conferma tra le piu’ giovani al mondo, con il 66% del naviglio di eta’ inferiore ai 10 anni ed il 44% con meno di 5 anni”.

Blue Panorama, rilancio in 12 mesi. Chiesto il “Chapter 11”

Blue Panorama in difficoltà

Blue Panorama si prepara alla battaglia per uscire dalla crisi. E lo fa chiedendo l’ammissione alla procedura di concordato preventivo, secondo il modello USA del Chapter 11, da poco accessibile alle compagnie italiane.

L’intervento di consolidamento della struttura finanziaria e patrimoniale, però, non dovrebbe interferire con le normali attività di volo, secondo i piani di Blue Panorama, pertanto l’Enac ha sospeso la licenza e ne ha concessa una provvisoria, annunciando che in questa fase condurrà un controllo più approfondito sulla gestione operativa, economica e finanziaria della compagnia.
Nel corso del processo di riorganizzazione – spiegano i vertici della compagnia fondata nel 1998 – oltre al consolidamento dei collegamenti tradizionali, verranno anche attivati nuovi servizi internazionali: sia Blue Panorama Airlines che la low cost Blu-Express continueranno ad operare i loro rispettivi programmi di volo, ad onorare biglietti e prenotazioni come di consueto, nonché a proseguire le collaborazioni industriali con i vettori, tour operator e agenti di viaggio partner”. Il piano di ristrutturazione dovrebbe completarsi entro 12 mesi.
Blue Panorama, che ad inizio anno era entrata nelle mire di Alitalia (le trattative si sono poi interrotte), subisce come altre compagnie, ultimo fra tutti il caso di WindJet, i contraccolpi della crisi. ”Non è la prima e non sarà l’ultima” avverte il segretario nazionale della Filt Cgil Mauro Rossi, “serve un tavolo al ministero per aprire un confronto serrato sulle condizioni di sistema”.

Nautica, fatturato ancora in calo: -2,7 mld nel 2012

Cala il fatturato dell'industria nautica

Previsioni ancora una volta nere per il settore della nautica: le previsioni per il 2012 indicano un calo del fatturato, in termini globali, che oscilla tra il 15% e il 25% rispetto al 2011. I dati sono emersi al Salone Nautico internazionale di Genova, a margine della tavola rotonda ”International Boating Forum” organizzata da Ucina Confindustria Nautica.

Nel 2008 il fatturato globale si era attestato a circa 6,4 miliardi di euro, nel 2011 era sceso a circa 3,4, per il 2012 la previsione è di circa 2,7-2,8 miliardi (circa 2,5 miliardi per la sola produzione nazionale). La crisi della nautica non parla solo italiano. Ne è un esempio Brunswick, il più grande costruttore di yacht al mondo, che ha visto scendere il proprio fatturato da 2 miliardi di dollari del 2008 a 400 milioni nel 2011, un calo pari all’80%.

Uscire dalla crisi? Intanto sarebbe opportuno armonizzare le regole a livello europeo, a partire dall’area del Mediterraneo, sia dal punto di vista fiscale che della produzione.

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti alla newsletter

DALLE AZIENDE
Video News
Pit stop

Guidare senza patente di guida, da oggi non sarà più reato

Seguendo alcune trasmissioni televisive, in qui era presente il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, si è appreso che la cancellazione del reato di guida senza patente è ormai imminente. Da f[...]
Leggi l'articolo e ascolta o scarica l'intervista...
Dai nostri blog
Link consigliati
Categorie
Dai nostri partner