Articoli marcati con tag ‘crisi’

Crisi&Ambiente, nel 2011 vendute più bici che auto

Più bici che auto

Non succedeva dal dopoguerra, ma il 2011 potrà essere considerato come l’anno della svolta da parte di tutti i ciclisti convinti: nell’arco degli scorsi 12 mesi sono state vendute più bici che auto. Complice il caro-carburante, gli italiani hanno riscoperto i pedali. Le vetture immatricolate sono state 1.748.143, le bici vendute 1.750.000. Quasi duemila in più, un distacco minimo dal punto di vista numerico ma dal forte valore simbolico.

Non solo si comprano più bici ma gli italiani hanno riscoperto anche il “restauro”, vale a dire il recupero di vecchi modelli che da anni giacevano nelle cantine o nei garage. Un dato che si aggira intorno ai 200mila pezzi. Con una spesa di 100-150 euro, si possono mettere a nuovo le bici. E pensare che l’ultimo investimento pro-bici fatto dallo Stato risale a 13 anni fa.

Porti, la crisi dell’Api di Falconara si fa sentire ad Ancona

Il porto di Ancona

La crisi della Raffineria Api di Falconara marittima si ripercuote sulla performance del porto di Ancona. Tra gennaio e agosto 2012 l’Autorità portuale ha registrato complessivamente 5.373.332 tonnellate di merci movimentate, con una diminuzione del 12% delle merci liquide destinate alla raffineria.

Sostanzialmente stabile invece il flusso di merci solide, che cresce dell’1% (2.671.984 tonn.). Anche se la crisi perdura, si vedono alcuni segnali di ripresa, in particolare nel settore delle rinfuse (+28,5%, pari a 460.774 tonn.), dovuti soprattutto alla ripresa temporanea del traffico di carbone e alla tenuta di quello dei cereali. Bene il traffico dei contenitori che solo ad agosto fa segnare un incremento del 41% (+18,6% in otto mesi, con 726.578 tonn.). Ottima infine la performance delle esportazioni via container: +41% rispetto allo stesso periodo del 2011. Un dato confortante se confrontato al quantitativo in valore dell’export delle Marche, che si attesta attorno al +6% (+4% la media nazionale).

Blue Panorama in sciopero virtuale il 25 settembre

Futuro incerto per Blue Panorama

Nessun disagio per chi viaggia, ma un’azione dimostrativa per protestare contro il mancato rinnovo del contratto collettivo di lavoro e le ripetute violazioni contrattuali. I dipendenti di Blue Panorama Airlines dichiarano sciopero virtuale per martedì 25 settembre. Dalle 12 alle 16 i lavoratori rinunceranno al loro stipendio devolvendo l’importo a una Onlus a dimostrazione “di un grande senso di attaccamento all’azienda, – si legge in una nota di Uiltrasporti e Anpav – oltre che di responsabilità e rispetto nei confronti degli utenti, garantendo la continuità del servizio durante lo sciopero”.

“La perenne crisi del settore del trasporto aereo – prosegue la nota – ricade unicamente sui lavoratori che continuano comunque a garantire attraverso il proprio lavoro la continuità produttiva”. A ciò si aggiunge la poco chiara situazione finanziaria della compagnia aerea. “Nel contesto attuale – conclude la nota – in cui egoismi, particolarismi e faziosità prevalgono a tutti i livelli e gli indici della coesione sociale sono in costante ribasso riteniamo di grande significato questa prima azione di protesta per sollecitare un intervento da parte dei vertici aziendali e un coinvolgimento dell’opinione pubblica affinché il futuro dei dipendenti Blue Panorama sia diverso”.

Porti, è crisi nel Nord della Sardegna

Il porto di Olbia

Non c’è luce in fondo al tunnel per i porti del Nord della Sardegna. O almeno non ancora. Secondo i dati forniti dall’Autorità portuale, nel primo semestre 2012 il traffico passeggeri ha fatto segnare una contrazione del 23%.

Rispetto al 2011 a Olbia, Golfo Aranci e Porto Torres mancano all’appello 317mila passeggeri. Da gennaio a giugno, al porto dell’Isola Bianca di Olbia è aumentato il transito delle navi, 20 navi in più rispetto allo scorso anno, dato influenzato dall’ingresso della Saremar sulla rotta per Civitavecchia. Ma i passeggeri sono stati 125mila in meno. Il calo coinvolge anche le auto e i camper trasportati (-15%).

Ancora peggio la performance di Golfo Aranci: -43% sul movimento navi, -53% sul traffico passeggeri. Il secondo scalo gallurese è stato fortemente penalizzato dalla cancellazione delle corse estive per Civitavecchia della Sardinia Ferries e dallo spostamento a Olbia della nave Saremar. Contenuta, ma non per questo meno preoccupante la situazione di Porto Torres. I collegamenti dimezzati con il porto di Genova nel periodo invernale, a causa della sospensione della linea operata dalla Grandi Navi Veloci, hanno determinato una perdita di circa il 13% rispetto allo scorso anno, con un calo di quasi 50 mila passeggeri.

Air France-Klm, rosso da oltre un miliardo

Air France in rosso

Oltre un miliardo di euro di perdita: è il risultato della compagnia aerea franco-olandese Air France-Klm nel primo semestre 2012. Un rosso ben più consistente rispetto a quello realizzato l’anno scorso (1,26 miliardi contro 564 milioni), con un risultato operativo negativo per 663 milioni di euro.

Sui conti, precisa la società in una nota, pesa in particolare un accantonamento legato al piano di ristrutturazione in corso, da 368 milioni di euro, contabilizzato nel secondo trimestre. Ma anche un aumento del costo del carburante, cresciuto di oltre 460 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2011.

Per quanto riguarda i ricavi, crescono quelli del segmento passeggeri, +7,7% a 9,56 miliardi di euro, pari a un aumento del traffico del 3,9%, ma calano quelli del cargo, -3,8% a 1,508 miliardi, a causa di una contrazione del traffico del 6,5%. Il gruppo prevede di registrare i primi effetti positivi del piano di riassetto nel secondo semestre di quest’anno. Ma la strada è in salita.

Renault tiene il mercato, 746 mln di utile nel primo semestre

Renault tiene

Vendite in lieve calo e utile in contrazione rispetto all’anno scorso, ma Renault tiene il mercato. Nel primo semestre 2012 la casa automobilistica francese ha fatto registrare un fatturato di 20,9 miliardi di euro, in contrazione dello 0,8%.

In calo del 39% anche l’utile netto, 746 milioni di euro contro gli 1,2 miliardi dello stesso periodo del 2011. Per l’insieme del 2012, il gruppo prevede una crescita globale della domanda del settore auto del 5%, ma con un mercato europeo in calo di 3 punti percentuali in più (-6 o 7%). Ciononostante, Renault mantiene il suo obiettivo di un free cash flow positivo alla fine dell’esercizio.

Profondo rosso per Peugeot Citroen, arrivano i tagli

Peugeot in rosso

Un primo semestre da dimenticare quello 2012 per il gruppo francese Psa Peugeot Citroen: 819 milioni di perdita contro gli 806 milioni di utile dello stesso periodo del 2011. Cala il fatturato: -5,1%.

A pesare sui conti in particolare il settore delle auto, che nei primi sei mesi dell’anno ha fatto registrare un calo di giro d’affari di oltre il 10% e un risultato operativo corrente negativo per 662 milioni.

Cifre in nero invece per la divisione finanziaria (Banca Psa Finance), il cui risultato operativo corrente è praticamente stabile rispetto al primo semestre 2011, a 271 milioni di euro contro 274.

Per tornare in attivo la casa produttrice ha presentato un piano di riassetto da brividi: via 8mila dipendenti da qui al 2015, ridimensionamento della rete di produzione in Francia, comprensivo di chiusura del sito di Aulnay (banlieue di Parigi).

Renault, vendite in calo da inizio 2012

Renault in calo

Vendite in calo per il gruppo Renault, che cede lo 0,3% della propria quota mercato nei primi 6 mesi del 2012. In questo semestre il Gruppo ha venduto 1,3 milioni di veicoli nel mondo, il 3,3% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. La quota di mercato si attesta oggi al 3,3%.

Nel mercato delle Automobili – si legge in una nota -, il gruppo Renault registra un volume di vendite in calo del 3,9% con 1.145.737 veicoli. La sua quota di mercato si attesta al 3,8%. Nel settore dei Veicoli Commerciali, il gruppo Renault ha venduto 182.700 veicoli (+0,4%).

Veicoli commerciali, continua il periodo nero

Periodo nero per i veicoli commerciali

Non c’è luce in fondo al tunnel, per il momento, per il mercato italiano dei veicoli commerciali, industriali e autobus. Sempre più forti i segnali di rallentamento: a maggio, infatti, il Centro Studi Promotor GL events ha registrato un peggioramento rispetto al risultato complessivo del periodo gennaio-maggio. E in agguato ci sarebbe un ulteriore calo.

Secondo i dati diffusi oggi dall’Acea in Italia – rielaborati da Promotor – per il complesso del comparto di commerciali, industriali ed autobus in maggio si registra un calo di ben il 42,4% contro il 37,9% dei primi cinque mesi dell’anno. Considerando i tre settori di cui si compone il comparto – commenta il centro studi bolognese – la contrazione più pesante è quella degli autobus che accusano un calo del 53,8% in maggio e del 30,9% nei primi cinque mesi, mentre le vendite dei veicoli industriali diminuiscono del 43,9% (nei primi cinque mesi -31,9%) e quelle dei veicoli commerciali del 41,9% (nei primi cinque mesi -38,7%). I dati diffusi non riguardano solo l’Italia, ma l’intera area costituita dai 27 paesi dell’Ue e dai tre paesi dell’Efta. Anche qui l’andamento del mercato dei veicoli per trasporto merci non è positivo anche se meno preoccupante che in Italia, mentre per gli autobus ci sono segnali positivi.

Grecia, traghetti a rischio stop

Le isole greche rischiano l'isolamento

Crollo dei passeggeri e aumento del prezzo del carburante e del costo della manutenzione: le compagnie greche di navigazione sono a un passo dal collasso. Già dal prossimo settembre i gestori dei collegamenti tra il continente e le isole potrebbero essere costrette a tenere in porto i traghetti. Anche perché, a fronte di un calo di introiti medio del 15% lo scorso anno, le previsioni per quest’anno parlano di una diminuzione di almeno un altro 10% che per molti è sin troppo ottimistica.

Il costo del carburante, come hanno sottolineato responsabili del settore, negli ultimi due anni è aumentato del 56,8% e del 63% rispettivamente per le navi convenzionali e per quelle ad alta velocità. Si prevede che il costo di esercizio di una nave che serve le isole Cicladi aumenterà quest’anno di almeno 2 milioni di euro a causa del rialzo dei prezzi del carburante e questa cifra, per essere compensata, richiederebbe un aumento del 16,7% dei veicoli trasportati e un incremento di 100.000 passeggeri. L’unica soluzione reale sarebbe quella di aumentare il costo del biglietto, ma il rischio è che gli introiti si contraggano ancora. Per ridurre i costi gli operatori stanno optando per altre soluzioni, ad esempio riducendo la velocità dei traghetti convenzionali (per consumare meno carburante), o il numero di viaggi alla settimana. Oppure unificando vari percorsi. Ma per quanto potrà durare non si sa.

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