Articoli marcati con tag ‘Deloitte’

… e l’Italia sta a guardare.

Guardate qui: http://insideevs.com/volkswagen-e-golf-advertisement-goodbye-gas-farewell-gas-stations/ è lo spot della e-Golf ; un segnale importante perché imprime una decisa accelerazione al messaggio della mobilità elettrica come alternativa credibile ai soliti sistemi di trazione realizzando il passaggio da esperimento a mercato. Questo per la Germania e i Paesi nordici dove le scelte di campo sono già state fatte a livello politico ed energetico.

In Italia, al solito, dopo una certa euforia iniziale oggi una visione politica globale in tal senso è finita. Le case sembrano preoccuparsi solo del lancio commerciale dei veicoli e per il resto ci si affida sempre al sindaco, alla colonnina sulla Brebemi, a qualche proclama. In tutta onestà mi attendevo un forte impulso da parte di ENEL che invece dopo i segnali incoraggianti di alcuni anni fa ha agito di conserva e non ha usato la sua capacità e potenzialità per favorire il decollo del mercato addirittura con un proprio veicolo.

Certo all’estero ci sono produttori che guardano avanti, che provano ad immaginare come si muoverà il mondo nei prossimi 10 anni. Detto per inciso non è neppur necessario fare un grande sforzo; tutte le principali società di consulenza strategica da Deloitte a KPMG con diversi documenti evidenziano questo cambiamento legato a molteplici fattori ed evidenziano come il futuro sia ibrido, elettrico, range extender.

La Google car, di cui si è già parlato spinge lo sguardo più avanti ipotizza un modo di muoversi completamente affidato al computer, un sistema di trasporto ideale per un mobilità che non prevede il possesso dell’auto ma l’uso. Se oggi con Car2Go devo andare io dalla vettura con la Google car sarà lei a venire da me.

Il geniale, ben rappresentato nel video, è il target. Non giovani rampanti della Wall Street da bere ma persone anziane. Eh già perché banalmente i “Baby boomers” (persone nate tra il 1945 ed il 1964) che hanno sostenuto l’economia degli anni ’70-’80-’90-’00 stanno invecchiando e forse avranno bisogno di muoversi ma non molta voglia di guidare. Ecco che il marketing delle aziende auto, sempre rivolto ai giovani, dovrebbe iniziare a guardare il mercato da un altro punto di vista; se non lo faranno ecco che Google e forse anche Apple potranno appropriarsi di quel mercato che è ricco e dotato di strumenti culturali per uscire dai soliti schemi e apprezzare la novità.

Certo che se le aziende che innovano sono tedesche, americane, giapponesi, la filiera italiana rischia di restare a guardare un business che si trasferirà dove le esperienze saranno più evolute e mature.

Sarà l’ennesima occasione che passa e ci saluta, privi come siamo di una classe imprenditoriale capace di rischiare, di intreprendere, di voler guadagnare subito (e senza rischi), di uscire dal piccolo cortile di casa e guardare il mondo.

In Italia e precisamente a Torino, a novembre si proverà a capire cosa accade e a stimolare l’industria automotive con un evento dedicato alla mobilità del XXI secolo: Smart Mobility World. Un evento europeo che si focalizzerà molto sulle connected car primo anello evolutivo tra l’automobile di oggi e la mobilità di domani.

Non è piu tempo di stare a guardare!

2050: quando la Google car venderà più di Ford

Innovazione aliena. Questo credo sia il termine migliore per descrivere quello che ieri ha rappresentato il filmato della Google car. Una urban car elettrica che si guida da sola.

Era logico che finisse in questo modo ovvero che la Google diventasse un car maker, pensare di dover co-produrre con un “tradizionale” costruttore di auto forse era impensabile, logiche troppo differenti, visioni troppo divergenti.

Così l’industria automobilistica è riuscita ancora una volta a dimostrare che è totalmente priva della funzione marketing ormai incapace di pensare in maniera innovativa ma focalizzata ed appiattita sulle vendite, sulla campagna pubblicitaria. su capire se e come funzionano i social media. Convinti che il consumatore in 100 anni non sia mai cambiato e incapaci di capire che la cosiddetta Y generation è molto diversa da propri padri. Eppure tutti gli scenari disegnati dalle grandi società di consulenza a partire da Deloitte evidenziano un cambiamento all’approccio della mobilità che dovrebbe imporre nuove visioni.

L’industria automotive aveva già dimostrato questa carenza di prospezione 20 anni fa ai tempi della Smart di Mr. Hayeck; l’orologiaio svizzero che aveva portato concetti semplici e per questo innovativi in un mondo che è legato ai 4 posti-4 porte-4 valige; un retaggio valido negli anni della prima motorizzazione ma che oggi con mercati evoluti e densità di auto elevata paiono davvero anacronistici.

La redditività di Google ha permesso a Mr. Brin di fare quello che Mr. Hayeck all’epoca non fu in grado di fare: affrancarsi dal mondo dei classici car makers. E qualora Google volesse cercare qualcuno che ha già conoscenza e linee produttive specializzate nell’elettrico non dovrebbe che spostarsi di qualche miglio e raggiungere la sede di Tesla.

Aggiungiamo che Google ha anche acquisito Motorola, inventato i Google Glass e magari sta già lavorando su altri “weareble” ed è facile capire che il mondo automotive deve essere pronto ad una svolta epocale.

Soprattutto in termini di marketing, perché le classiche segmentazioni dovranno cambiare ed essere riferite alle aree di utilizzo e non più alle dimensioni o impostazioni del veicolo.

La nuova frontiera non sarà il possesso ma l’uso del veicolo nelle sue varie forme: noleggio, sharing, pooling. Per questo una urban car che si guida da sola e che si può  gestire con uno smartphone per farvi venire a prendere sotto casa o mandarla a cercare un parcheggio autonomamente può essere un bel vantaggio competitivo.

Per questo qualcuno ipotizza che la Google car nel 2050 potrebbe vendere più della Ford.

Chi appare spiazzato in questo ambito è la Apple, c’è del vero nella battuta: “Steve I love this!”, ed il bye bye gestuale indica un sorpasso concettuale molto significativo.Ecco la Google car: bye bye car industry!

Electric Millenials

L’orizzonte del 2020 per l’affermazione della mobilità elettrica sembra essere troppo vicino e le previsioni di tre anni fa saranno disattese; soprattutto in Italia.

Abbiamo infatti dimostrato di essere incapaci di avere delle visioni univoche ed una Strategia Paese ma di essere l’Italia del campanile, dei 1000 Comuni, della dispersione e della ingenuità (forse) legislativa.

Non a caso Deloitte ha aperto il suo IV Osservatorio con il titolo “ Gli Italiani sono ancora interessati all’auto elettrica?”, ben diverso dalla promettente apertura del 2010: “L’anno zero dell’auto elettrica”.

Insomma all’entusiasmo iniziale oggi si va sostituendo, per l’Italia, un certo sconforto, nonostante i macrotend rimangano validi e tratteggino uno scenario tutt’altro che positivo per la mobilità urbana che si sta evolvendo verso nuove forme: car sharing, car pooling, mezzi pubblici.

L’esplosione degli iscritti a Milano a Car2Go e la scesa in campo di Enjoy (Trenitalia, Fiat, ENI) sono il riflesso di quello che è un orientamento delle persone verso modalità di mobilità alternativa.

Certo è che le istituzioni hanno un po’ latitato. A livello governativo la scelta della “neutralità tecnologica” è la tipica soluzione pilatesca che non porta da nessuna parte e che difende lo status quo dell’industria italiana senza stimolare nulla di ciò che rappresenta innovazione e visione. A livello locale Milano avrebbe potuto mettere dei vincoli ai nuovi player obbligandoli ad una quota parte di elettrico e ciò avrebbe giustificato una maggior presenza di colonnine di ricarica.

Bisogna dare atto a BMW di aver risollevato la bandiera dell’elettrico verso il mercato ma anche verso le istituzioni; un vessillo che precedentemente era in mano a Renault oggi più concentrata sul fronte commerciale che su quello della promozione culturale ed istituzionale di un nuovo modello di trazione che ben si lega a nuove modalità di utilizzo del veicolo.

Personalmente non credo che il 2014 possa rappresentare un anno di svolta ma sarà uno dei tanti tasselli che porteranno alla crescita  di una maggior coscienza su questi temi e un altro anno verso la crescita anagrafica dei millenials l’unica generazione davvero social

millenials profile

che potrà modificare il mercato.

Per adesso auguriamoci Buon Natale.

Deloitte, crollo immatricolazioni auto ma boom veicoli verdi

Volano le vendite di veicoli ‘verdi’ con un boom delle auto ibride. E’ quanto emerge dal ‘IV Osservatorio dell’Auto Elettrica’ di Deloitte, presentato oggi in Assolombarda nel corso del convegno ‘Come sta cambiando la mobilita’.
Da gennaio a ottobre 2013 la presenza di auto ibride in Italia si è impennata del 141% rispetto allo stesso periodo del 2012. Bene anche i veicoli elettrici, con un incremento del 64% delle vendite (588 vetture) e le immatricolazioni di veicoli a metano (+30%). In questo scenario l’autonoleggio si prepara a rispondere a questa nuova domanda: il 73% delle aziende del comparto – secondo Deloitte – presenta veicoli elettrici e/o ibridi nella propria flotta. L’auto elettrica rappresenta ”un settore sempre più strategico per il nostro Paese e può svolgere un ruolo cruciale”, sottolinea il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, con un messaggio inviato in Assolombarda. ”La green economy è la strada maestra per uscire dalla crisi – aggiunge -.
Ma bisogna studiare tutti insieme un nuovo modello di sviluppo”. E soprattutto, ”bisogna introdurre nell’economia italiana elementi di innovazione”. Sulla stessa linea, Rosario Bifulco, Consigliere incaricato Assolombarda per competitività territoriale, ambiente ed energia: oggi l’auto elettrica non è più ”una scommessa piena di incognite”, ma rappresenta ”una realtà consolidata”. Il nostro sistema industriale ”ha colto questa importante sfida -conclude – ed è in grado di offrire sul mercato prodotti e soluzioni tecnologiche innovative per realizzare veicoli sempre meno inquinanti e il più possibile accessibili a tutti”.

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