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L’ALLEANZA RENAULT-NISSAN E ORANGE AMPLIANO LA PARTNERSHIP PER LA MOBILITÀ ELETTRICA

L’Alleanza Renault-Nissan ha firmato con Orange, uno dei maggiori operatori di telecomunicazioni al mondo, un accordo per la fornitura di una flotta di 200 veicoli elettrici destinati alle esigenze di spostamento dell’azienda in Francia.

Renault-Nissan, leader mondiale sul fronte della mobilità sostenibile, fornirà i veicoli 100% elettrici a Orange entro il 2015. L’azienda intende impiegare i mezzi soprattutto per gli spostamenti in car-sharing tra le proprie sedi e installazioni in Francia. Attualmente Orange ha una flotta di circa 2.000 veicoli in Francia, un centinaio dei quali (ibridi, elettrici, diesel, ecc.) messi a disposizione per finalità di car-sharing. Attraverso l’applicazione Orange Auto Partage, i dipendenti possono prenotare un’auto per lavoro o per uso personale, online o tramite smartphone.

La flotta fornita da Renault-Nissan sarà composta interamente da veicoli elettrici: la compatta Renault ZOE, la furgonetta Renault Kangoo Z.E., il van Nissan e-NV200 recentemente lanciato, e Nissan LEAF, l’auto elettrica più venduta al mondo. Orange possiede già una flotta di circa trenta esemplari del biposto Renault Twizy, acquistati nel 2012.

“Pensiamo che l’uso dei veicoli elettrici vada incoraggiato, sia sul lavoro che nella vita privata. Questo accordo con l’Alleanza Renault-Nissan ci aiuterà a realizzare il nostro impegno volto a ridurre del 20% le emissioni di CO2 entro il 2020”, ha dichiarato Hélène Billon, Orange Facilities & Mobility Management Director. “Nel frattempo intendiamo proseguire con l’acquisizione di oltre 1.000 veicoli elettrici, che andranno a costituire circa un terzo della nostra flotta di auto in car-sharing sul territorio francese”.

”Grazie alla partnership tra Renault e Nissan, l’Alleanza è in grado di offrire a Orange la più vasta gamma di veicoli elettrici in risposta alle diverse esigenze dell’azienda: dalle berline compatte ai veicoli commerciali leggeri”, ha spiegato Christian Mardrus, Alliance Executive Vice President di Renault-Nissan B.V. e per l’ufficio di presidenza dell’Alleanza. “Sempre più dipendenti Orange potranno presto scoprire i numerosi vantaggi della mobilità elettrica: zero rumore, grande maneggevolezza e fluidità di accelerazione, nessuna emissione allo scarico. E i veicoli possono essere completamente ricaricati con energia rinnovabile di notte, così da mettere a disposizione ogni mattina il 100% dell’autonomia.”

Renault-Nissan affiancherà Orange nelle attività di installazione di una rete di stazioni di ricarica presso le sedi che adotteranno il servizio di car-sharing.

L’accordo di fornitura di veicoli elettrici tra l’Alleanza e Orange fa parte di una partnership internazionale più ampia tra le due aziende.

A Bologna il trasporto merci sarà elettrico

Da settembre il trasporto delle merci dal Caab al Mercato delle Erbe, in centro a Bologna, sarà a inquinamento zero. Pur trattandosi ancora di un esperimento, è comunque una delle prime applicazioni pratiche del progetto ‘City Logistic’ del Centro Agroalimentare per lo spostamento su mezzi elettrici nell’area metropolitana. In servizio saranno quattro veicoli elettrici, che utilizzeranno l’energia pulita prodotta dal megaimpianto fotovoltaico costruito sul tetto del Caab, tra i più grandi d’Europa con 43.750 pannelli solari e una superficie di circa 100.000 metri quadri.

”In fondo è un’idea semplice: abbiamo un surplus di energia e cerchiamo di usarlo in modo sostenibile”, ha sottolineato il presidente del Caab Andrea Segrè che punta alle potenzialità dell’impianto (che ha una produzione energetica di 11.350.000 kWh all’anno) anche in vista della costruzione di Fico, il parco tematico dedicato all’alimentare. I quattro furgoni elettrici glass van andranno a sostituire altrettanti veicoli a gasolio, ma l’obiettivo è più ambizioso: ”Puntiamo anche a un uso più razionale del trasporto merci, facendo massa critica tra i commercianti per risparmiare su viaggi e energia”, ha spiegato l’assessore alla mobilità Andrea Colombo. Sempre a settembre partirà un ulteriore progetto dedicato alle bici elettriche: prototipi di nuova concezione saranno disponibili grazie a veri e propri ‘distributori’ di batterie, per realizzare il concetto dello ‘swap&go’: ovvero la modalità di scambio veloce delle batterie che consente una maggiore autonomia d’uso dei mezzi e un utilizzo per immaganizzare l’energia quando viene prodotta. Entrambi i progetti nascono da una collaborazione pubblico-privata nata grazie al Piano Strategico Metropolitano: oltre al Caab e al Comune, son coinvolte Unendo Energia, Technovo, Ferst, il dipartimento di Chimica dell’Università, Proteco, Mecaprom e Logital, insieme al coinvolgimento della locale Comunità solare che punta a implementare le nuove tecnologie nelle infrastrutture cittadine.

Agli italiani piace “elettrico”

Ecosostenibilità, spese di gestione inferiori e circolazione senza limiti: sono questi i pregi riconosciuti dagli automobilisti italiani alle auto elettriche, che però, almeno per ora, presentano anche difetti non di poco conto, come i prezzi di listino elevati e la scarsità di punti di ricarica.

Stando a un sondaggio condotto dal Centro studi e documentazione Direct Line, il 98% degli intervistati indica il minor prezzo del bollo come uno dei più grandi vantaggi di possedere un’auto elettrica. A seguire, sempre con percentuali sostanziose, la possibilità di circolare senza limiti (97%) e di usufruire gratuitamente dei parcheggi delle grandi città (96%).

Molto apprezzate anche le linee moderne (90%) e il motore particolarmente silenzioso (90%) che contraddistinguono le auto elettriche di ultima generazione. Analizzando i dati per genere, emerge che la silenziosità è apprezzata soprattutto dalle donne, mentre gli uomini sono più attratti dai consumi contenuti (96%).

La buona predisposizione degli italiani verso le auto green si scontra però con una serie di problemi che ne frenano l’adozione, in primis la carenza di distributori attrezzati sul territorio nazionale, principale handicap secondo l’89% del campione insieme alla scarsa reperibilità delle colonnine disponibili (88%). Pesano molto anche i prezzi di mercato ancora troppo alti rispetto alle altre tipologie di auto (86%) e l’impossibilità di provvedere al rifornimento in modalità self service (84%).

L’auto del futuro? Per italiani è soprattutto ecologica

Come immaginano l’auto del futuro gli italiani? Ipertecnologica e a zero emissioni, ma anche economica e sicura.

Questi sono i risultati emersi da un sondaggio della compagnia di assicurazioni online Direct Line. In particolare, il Centro Studi e Documentazione ha rilevato che il 61% degli intervistati vorrebbe un’auto assolutamente ecologica. Su questo risultato pesano, evidentemente, i continui aumenti del costo del carburante e la progressiva presa di coscienza sui temi ambientali. Al secondo posto, c’è l’economicità, segnalata dal 56% dei partecipanti, una caratteristica in contrasto con il desiderio di tecnologia. Sul terzo gradino del podio troviamo la sicurezza, scelta dal 54% degli intervistati.

Alcune risposte fanno sorridere, come il desiderio di volare al di sopra del traffico (19%) o quello di poter restringere l’auto prima di parcheggiarla (16%), mentre altre sono curiose, come la preferenza per le auto che possono trasportare fino a 10 persone, menzionata dal 13% dei partecipanti con età compresa tra 18 e 24 anni. Altri desideri, invece, sono già realtà, come l’auto che parcheggia e frena da sola (18% e 14% del campione) oppure lo saranno tra pochi anni, come il pilota automatico, desiderato dal 18% degli intervistati. Potenza e velocità, invece, sono quasi sparite dai sogni degli italiani.

A Ravenna il primo bus a idrometano

Ha consumato il 13% in meno e ha ridotto del 15% le emissioni di anidride carbonica. E’ il risultato della sperimentazione di un anno del progetto Mhybus, il primo autobus in Italia alimentato a idrogeno e metano che, da Ravenna, è pronto per essere esportato.
Il veicolo utilizzato nel progetto è un Breda MenariniBus con motore Mercedes, modificato poi per l’alimentazione a idrometano. Dopo una prova di 5mila km, da gennaio a settembre l’autobus è stato impiegato da Start Romagna lungo la linea 8 di Ravenna, percorrendo in media 212 km giornalieri, per oltre 45.000 km complessivi e trasportando oltre 10.000 passeggeri, informati della peculiarità del veicolo da pannelli informativi presenti a bordo. I test hanno accertato che l’utilizzo dell’idrometano non ne ha alterato in alcun modo l’efficienza.
Al progetto, che ha l’obiettivo di rendere più ecosostenibile la mobilità sui mezzi pubblici urbani, hanno partecipato Regione Emilia-Romagna, Aster, consorzio regionale per l’innovazione e la ricerca industriale, Enea, Start Romagna, azienda per il trasporto pubblico locale, e Sol, gruppo specializzato nella produzione, ricerca applicata e commercializzazione di gas tecnici.
“Questo progetto – ha detto Alfredo Peri, assessore regionale ai trasporti della Regione Emilia-Romagna – ha avuto valore di apripista, oltre che per gli aspetti tecnici, per la definizione delle procedure relative all’omologazione di un nuovo tipo di veicolo da utilizzare per il trasporto pubblico. E’ un esempio di soluzione che contrasta il cambiamento climatico e migliora la qualità dell’aria” Secondo Stefano Valentini di Aster “I costi per modificare e far circolare una flotta di 10 autobus a idrometano ammontano complessivamente a 210-218 mila euro con un incremento di circa 800-1000 euro l’anno rispetto a un normale bus a metano ma riducendo in compenso le emissioni di CO2 di quasi 60 tonnellate su una percorrenza di 45.000 km a veicolo”.

In GU il decreto sugli incentivi per l’ecomobilità

Il Ministero per lo sviluppo economico ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legge sugli incentivi per l’acquisto di veicoli a basse emissioni di CO2 di cui all’articolo 17-bis del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134. (13A01321)”, adesso in Gazzetta ufficiale numero 36 del 12-2-2013.

Un decreto ampiamente annunciato, che tende a promuovere la mobilità sostenibile anche mediante contributi statali per l’acquisto di veicoli a basse emissioni complessive (BEC): la strutturazione delle agevolazioni, previste per il triennio 2013-15, sarà ripartita in 40 milioni nel 2013, 35 nel 2014 e 45 nel 2015.

I contributi puntano a favorire l’acquisto di veicoli ad alimentazioni alternative (elettrici, ibridi, a metano, a biometano, a GPL, a biocombustibili, a idrogeno) con emissioni di anidride carbonica (CO2), allo scarico, non superiori a 120 g/km. In questo modo è incentivata la diffusione di veicoli a basse emissioni sia di sostanze “climalteranti”, come la CO2, sia di altre sostanze inquinanti, soprattutto nel contesto urbano, come il particolato e gli ossidi di azoto e zolfo.

Gli incentivi saranno rivolti prevalentemente ad automezzi aziendali e ad uso pubblico: taxi, car-sharing, noleggio, servizi di linea, per supportare lo sviluppo della mobilità sostenibile attraverso la diffusione di flotte pubbliche e private. La ripartizione delle risorse per il 2014 e il 2015 viene di volta in volta rideterminata in base all’andamento registrato nell’anno precedente, attraverso un decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, pubblicato entro il 15 gennaio di ciascun anno.

da www.motorioggi.it

Telewatt la ricarica al lampione

Uno dei limiti della diffusione dell’auto elettrica oltre dal prezzo è rappresentato dall’inesistente rete omogenea di ricarica.

Il progetto TeleWatt, proposto in Francia dall’agenzia francese per l’energia ADEME, per sopperire a tale mancanza, prevede di localizzare i punti di ricarica sui pali dei lampioni. Tali pali possono esser localizzati tramite apposite applicazioni per gli smartphone.

Il progetto prevede anche la collaborazione della Citeleum, uno dei principali operatori mondiali dell’illuminazione pubblica.

Tutto dovrebbe essere controllato attraverso lo smartphone che individuerà la presa di ricarica del lampione più vicina. La presa plug&play permetterà di ricaricare l’auto attraverso un sistema di pagamento  con password o carta di credito con cui attivare l’erogazione.

Il progetto si sta sperimentando ad Aix-en-Provence, in Francia. Il problema è capire se questo sistema di ricarica può avere qualche effetto negativo  sulla rete elettrica di illuminazione. Al momento tutto sembra funzionare per il meglio e quindi tale sistema potrebbe essere realizzato e attivato in tempi brevi. La Francia insomma non sta con le mani in mano se si tratta di viabilità elettrica, l’Italia invece sta ancora a guardare…

Nissan e CocaCola insieme per l’ecotrasporto merci

A partire da metà novembre, Nissan fornirà a Coca-Cola il modello e-NV200, un veicolo commerciale 100% elettrico, per una serie di test sul campo.

La società locale della Coca-Cola, Coca-Cola Central Japan, utilizzerà il van commerciale multifunzionale di Nissan come veicolo per le vendite regionali a Yokohama, valutandone performance e praticità rispetto ai tradizionali veicoli con motore a combustione interna, spiegano  dalla nota casa automobilistica

Il van verrà ricaricato solo di notte, quando il consumo di elettricità è minimo. Il test stabilirà se la ricarica notturna è sufficiente a soddisfare le esigenze dell’utilizzatore durante l’arco della giornata. In generale, Nissan desidera ricevere un feedback sull’idoneità di e-NV200 per l’uso commerciale.

Nel corso dell’anno, la Casa automobilistica ha già effettuato dei test su strada di e-NV200 con diverse altre grandi aziende, incluse AEON Retail Co., Ltd., FedEx Express e British Gas in Giappone ed Europa. Nissan intende sfruttare i feedback ricevuti sul campo per rifinire e migliorare la versione finale di e-NV200, il cui lancio è programmato per l‘anno fiscale 2014.

Il veicolo commerciale sarà il secondo modello 100% elettrico della casa nipponica a essere prodotto su vasta scala dopo Nissan LEAF, il primo EV al mondo prodotto a livello internazionale per il mercato di massa.

Debutta al H2 di Roma la Volkswagen Up a metano

La citycar a metano in anteprima nella Capitale. L’evento in questione è H2Roma, una delle kermesse di primo piano nel settore della ecomobilità, che si è svolto presso il Salone delle Fontane (Roma Eur) dall’8 al 10 novembre.

La vettura è l’inedita Volkswagen Eco Up!, declinazione a metano della piccola Up che ha debuttato a Francoforte 2011 e attualmente viene proposta a 3 e 5 porte, tre allestimenti (take up!, move up! e high up!) e due livelli di potenza (60 e 75 CV) per il tricilindrico da 1 litro. Il nuovo modello debutterà in prevendita a dicembre.

La vettura, esteticamente identica rispetto alla Up! già presente in listino ad eccezione della targhetta “Eco Fuel” presente sul portellone, si differenzia a livello strutturale per la presenza di due serbatoi per il metano, dalla capienza complessiva di 11 kg (corrispondenti a 72 litri) collocati “in tandem” sotto il pianale, in corrispondenza del retrotreno: il serbatoio anteriore è sistemato davanti all’asse posteriore, insieme al piccolo serbatoio da 10 litri per la riserva di benzina; l’altro viene collocato dietro l’asse, nel vano normalmente destinato alla ruota di scorta. Con questo sistema, la capacità del bagagliaio è invariata (251 litri in configurazione “normale”, 951 litri con il divanetto posteriore, frazionato, completamente abbattuto).

Sotto il cofano, la Eco Up! viene equipaggiata con il piccolo 3 cilindri 1.0 della gamma, opportunamente modificato nel sistema di alimentazione per il funzionamento a gas naturale. La potenza dichiarata da Volkswagen è di 68 CV (un valore intermedio, dunque, fra i 60 e 75 CV delle due versioni Up! già in listino) e 90 Nm di coppia fra 3000 e 4300 giri/min. Le prestazioni annunciate da VW sono notevoli, vista la destinazione d’uso di questa vettura (impiego prevalentemente urbano): velocità massima di 168 km/h, accelerazione 0 – 100 km/h in 15,8 secondi.

Sono i consumi e le emissioni, tuttavia, a segnare la voce di maggiore interesse. La VW Eco Up!, che viene equipaggiata di serie con il pacchetto BlueMotion Technology (che, fra gli accessori, offre il sistema start/stop e il dispositivo di recupero dell’energia cinetica nelle fasi di frenata) viene annunciata per un consumo a ciclo medio di 2,9 kg di metano per 100 km (in questo modo, l’autonomia arriva a sfiorare i 400 km) e le emissioni sono di 79 g/km di CO2.

Mezzo milione dall’Europa per i guru del green

Un premio per l'idea più sostenibile

Mezzo milione di euro dall’Unione Europea per coloro che si inventeranno l’intervento green a più alto “effetto moltiplicatore”, partendo dal livello locale fino all’Europa. In pratica si tratta di spingere le persone ad adottare una mobilità ecosostenibile, impiegando diversi mezzi di trasporto. Lo slogan della campagna di sensibilizzazione lanciata da Bruxelles è “Fai il giusto mix” e vuole “incoraggiare le persone – ha detto il commissario Ue ai trasporti, Siim Kallas – a modificare il modo in cui si muovono in città”.

La campagna darà uno slancio alle attività locali, regionali e nazionali di sensibilizzazione: un fondo di 500mila euro sarà impiegato per sostenere le azioni con l’impatto più significativo. A concorrere per il finanziamento europeo (fino a 7mila euro), possono essere singoli individui ed enti commerciali e non (scuole, ong, amministrazioni pubbliche). Per partecipare basta registrare la propria attività sul sito web http://www.dotherightmix.eu. La campagna Ue, che dura tre anni, include anche un premio alle città europee sulla base dei loro piani per la mobilità ed eventi nei paesi Ue, più Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Croazia.

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