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ENAC: Controlli di sicurezza aggiuntivi per voli compagnie italiane in partenza da Sharm el Sheikh

L’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile informa di aver disposto che le compagnie aeree nazionali che hanno voli programmati in partenza da Sharm El Sheikh effettuino per proprio conto controlli di sicurezza (security) aggiuntivi rispetto a quelli che vengono normalmente eseguiti presso l’Aeroporto di Sharm.
Tali controlli addizionali verranno effettuati in via precauzionale e in attesa di indicazioni certe sulle cause che hanno determinato la sciagura del 31 ottobre u.s. avvenuta sulla penisola del Sinai.
L’ENAC, inoltre, informa che la compagnia inglese EasyJet che ha annunciato la cancellazione dei voli dall’Italia verso Sharm El Sheikh, si sta occupando della riprotezione e del rientro dei propri passeggeri attualmente presenti nella località egiziana

Il nuovo canale di Suez aprirà il 6 agosto

    Con 210 milioni di tonnellate di sabbia già scavate e l’80% dell’impresa realizzato, l’Autorità del Canale di Suez ha presentato oggi in una conferenza stampa ad Ismaliya, a 200 giornalisti egiziani e stranieri, la cerimonia inaugurale del raddoppio di 72 km del Canale che si svolgerà il 6 agosto prossimo.

“E’ con grandissimo orgoglio che presento questa cerimonia, che siglerà una svolta di grande importanza non solo per l’Egitto, ma per il trasporto mondiale”, ha esordito il presidente e direttore esecutivo dell’Autorità, ammiraglio Mohab Mamish. Ha quindi snocciolato alcune cifre sui prevedibili vantaggi che il nuovo Canale – costruito nel tempo record di 12 mesi, rispetto ai 3 anni previsti inizialmente – dovrebbe comportare: il raddoppio del traffico mercantile annuale e quello degli introiti dei noli, che da 5,3 miliardi di dollari di oggi, nel 2023 dovrebbe arrivare a 13,2. Il piano globale nell’area prevede anche la realizzazione di un’area industriale con la creazione di servizi che daranno accesso a 1,6 miliardi di clienti. “Il 6 agosto – ha detto Mamish – potrete vedere per la prima volta nella storia navi che si incrociano nel Canale, transitando insieme da nord e da sud”.

Terminata oggi la prima visita di studio dell’Autorità Aviazione Civile Egiziana prevista nel progetto di gemellaggio con l’ENAC

È terminata da pochi giorni, presso la sede centrale dell’ENAC, la prima visita di studio di una delegazione dell’Autorità dell’Aviazione Civile Egiziana (ECAA) in Italia, prevista nell’ambito del progetto di gemellaggio istituzionale (Twinning Project) fra ENAC e ECAA, avviato ufficialmente lo scorso 12 maggio al Cairo.
La delegazione egiziana, composta da 8 dirigenti e funzionari e guidata dal Vice Presidente dell’ECAA Hany El Adawy, è stata ospitata durante tutta la settimana, dal 25 al 29 maggio, presso la Direzione Generale dell’ENAC, per familiarizzare con l’organizzazione e con le attività svolte dall’Ente.
In varie sessioni di lavoro, coordinate dal Vice Direttore Generale Benedetto Marasà, sono state illustrate le attività, le normative e le procedure che consentono all’Ente di svolgere il ruolo di autorità dell’aviazione civile, in accordo agli standard internazionali e alle regole dell’Unione Europea. Nello specifico la visita ha coinvolto, oltre al Direttore Generale e al Vice Direttore Generale dell’ENAC, anche 4 Direttori Centrali, 14 Short Term Experts e circa 30 persone tra Direttori, Responsabili di Funzioni Organizzative e relatori che hanno illustrato 35 presentazioni alla delegazione egiziana.
Le visite di studio fanno parte integrante del progetto di gemellaggio finalizzato al conseguimento da parte dell’ECAA della piena indipendenza regolatoria e finanziaria, all’attuazione di norme, procedure e buone pratiche aeronautiche per armonizzarsi agli standard dell’Unione Europea in materia di safety, operazioni di volo, licenze di volo, spazio aereo, aeroporti, security, qualità, organizzazione interna e safety management system. Nel corso del progetto, che durerà fino al febbraio 2017, sono previste altre tre visite di studio presso istituzioni aeronautiche, aeroporti, operatori aerei e aziende aeronautiche italiane.
Il Direttore Generale Alessio Quaranta, all’inizio della visita, nel porgere il benvenuto alla delegazione egiziana, ha sottolineato gli ottimi rapporti con l’Autorità Egiziana ed evidenziato la vocazione alla cooperazione internazionale dell’ENAC che è sempre disponibile a diffondere il proprio know-how in particolare agli Enti omologhi dell’area mediterranea, a beneficio della crescita in sicurezza e nel regime di equa competitività del settore aereo nell’area.
A conclusione, il Vice Presidente Hany El Adawy ha ringraziato l’ENAC e il suo personale per l’impegno e la professionalità profusa nell’organizzazione e nello svolgimento della visita dichiarando che l’ENAC è il partner perfetto per accompagnare l’ECAA nel processo di sviluppo e armonizzazione delle regole e delle procedure aeronautiche a quelle Europee, fortemente voluto dal Governo Egiziano.

Allerta a Suez per gli scioperi degli operai

Allerta nel canale di Suez per il timore delle conseguenze sul traffico navale delle dimissioni di Mubarak

È massima allerta a livello globale  a Suez,  per il timore di interruzioni del traffico del Canale, lembo di mare strategico da cui transitano ogni giorno oltre due milioni di barili di greggio diretti in Europa e Stati Uniti. Anchenei giorni scorsi nella città, che dista 130 chilometri dal Cairo, cuore della rivolta, si sono registrati nuovi scioperi che hanno fatto seguito al sit-in di protesta proclamato dai lavoratori della Compagnia del Canale di Suez. Diverse centinaia di dipendenti hanno incrociato le braccia per contestare le condizioni di lavoro disagevoli e gli stipendi bassi. Molti di loro sono a fianco del movimento pro-democrazia che ha ottenuto le dimissioni di Mubarak.

Ma non si tratta di un caso isolato: va infatti avanti dalla fine di gennaio lo sciopero ad oltranza degli operai dell’accaieria “Steel Suez Company” che, assicurano i leader della protesta, «terminerà solo con le dimissioni di Mubarak». Suez, che insieme al Cairo e Alessandria è uno dei centri della protesta contro il rais, ha pagato con gravi perdite in termini di vite umane la repressione della forze di sicurezza. Secondo Human Rights Watch, almeno 13 persone sarebbero morte nel corso delle violenze dei giorni scorsi. Per ora gli scioperi non hanno provocato gravi rallentamenti al traffico marittimo nel Canale, ma rimane incertezza sugli scenari nel medio termine legati alla situazione politica dell’Egitto. Incertezza che già si respira sui mercati internazionali, dove il prezzo del Brent ieri ha nuovamente superato la soglia psicologica di 100 dollari al barile.

A far temere per la sicurezza del Canale e la stabilità del Sinai è stato anche l’attentato compiuto sabato contro un gasdotto nella città di el-Arish, che dalla penisola egiziana fornisce combustibile a Israele e Giordania. Le autorità del Cairo, tuttavia, da giorni inviano messaggi rassicuranti ai partner occidentali sulla capacità di mantenere regolare il flusso delle merci attraverso il Canale. Lo stesso premier egiziano, Ahmed Shafiq, si è affrettato ad annunciare che i transiti commerciali a Suez proseguono senza problemi. Lo scorso anno l’Egitto ha incassato 4.770 miliardi di dollari dalle operazioni nel Canale, una somma imponente che assume ancora maggiore importanza nella fase attuale, in cui l’economia egiziana, basata sul turismo, soffre a causa della rivolta.

dall’avvisatoremarittimo

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