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D’Amico prima per nuove norme emissioni

La flotta del Gruppo d’Amico è la prima ad andare incontro ai più moderni parametri che consentono di abbattere le emissioni di CO2. Lo annuncia una nota del gruppo precisando che Rina Services ha certificato che l’intera flotta del Gruppo d’Amico è rispondente ai requisiti di monitoraggio, comunicazione e verifica (MRV) delle emissioni di CO2, in linea con la normativa UE 2015/757. La flotta della società è costituita da 36 navi gestite da d’Amico Società di Navigazione e da altre 35 gestite dalla controllata Ishima Pte Ltd.La nuova normativa è stata sviluppata in risposta agli obiettivi al 2050 fissati dall’Unione Europea e volti a diminuire le emissioni di gas serra, che già entro il 2030 dovranno essere inferiori di almeno il 40% rispetto ai livelli del 1990. A tal proposito, la strategia della Commissione Europea indica una riduzione delle emissioni di CO2 del trasporto marittimo di almeno il 40%, rispetto ai livelli del 2005, entro il 2050. Il sistema MRV è obbligatorio e si applica a navi superiori a 5.000 gt (stazza lorda), che intraprendano uno o più viaggi commerciali (cargo o passeggeri) da o verso i porti dell’Unione Europea.Entro agosto 2017 gli armatori dovranno presentare al proprio certificatore il piano di monitoraggio delle emissioni di CO2 per ciascuna nave della propria flotta e, dal 2018 in poi, dovranno rendicontare annualmente le emissioni, il consumo di carburante e altri parametri che impattano sull’ambiente.

Febbraio: in calo (-4,4%) le emissioni di CO2 da benzina e gasolio per autotrazione

Secondo un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro
Febbraio: in calo (-4,4%) le emissioni di CO[2] da benzina e gasolio per autotrazione
A febbraio in Italia le emissioni di CO[2] derivate dall’uso di benzina e gasolio
per autotrazione sono diminuite di 334.062 tonnellate rispetto allo stesso mese del
2016. Tale calo corrisponde ad una diminuzione percentuale del 4,4%. Il calo delle
emissioni di CO[2] registrato a febbraio compensa il lieve aumento fatto registrare
a gennaio. Infatti in base ai dati di gennaio e febbraio le emissioni di CO[2] da
benzina e gasolio nei primi due mesi del 2017 sono diminuite di quasi 300.000
tonnellate (e cioè del 2%) rispetto allo stesso periodo del 2016. Questi dati
emergono da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su dati Aci.
L’elaborazione consente anche di determinare l’entità del calo delle emissioni dei
due carburanti considerati separatamente. Nello specifico, le emissioni da benzina
sono calate sia a gennaio che a febbraio, arrivando nei due mesi considerati a
diminuire del 4,8% rispetto al 2016. Le emissioni da gasolio, invece, ad un aumento
registrato a gennaio hanno fatto seguire un calo e febbraio. Il saldo dei due mesi
vede un calo dell’1,1%.
Sebbene non sia una sostanza inquinante e pericolosa per l’uomo, la CO[2] deve
essere in ogni caso tenuta sotto controllo perché è un gas serra e quindi
contribuisce ad alimentare l’effetto serra che sta innalzando la temperatura del
nostro pianeta. Per questo è importante monitorare l’andamento delle emissioni,
soprattutto di quelle che provengono da attività umane e che quindi possono essere
tenute sotto controllo. “Diminuire l’impatto ambientale dei trasporti su strada
anche attraverso la riduzione delle emissioni di CO[2] – sostiene Alessandro De
Martino, amministratore delegato di Continental Italia – è uno degli obiettivi su
cui lavoriamo più intensamente. Proprio per questo proponiamo alle aziende di
trasporto soluzioni di servizio che consentono di tenere sotto controllo i costi di
gestione delle loro flotte di veicoli ed allo stesso tempo di contenere le emissioni
di sostanze nocive per l’ambiente. Allo stesso tempo mettiamo in commercio prodotti
all’avanguardia,
come la nuova linea di pneumatici Conti EfficientPro per asse sterzante e asse
trattivo”. Ottimizzati in termini di resistenza al rotolamento e sviluppati
appositamente per il trasporto a lunga distanza su autostrade e superstrade, gli
pneumatici Conti EfficientPro sono il risultato dell'ulteriore sviluppo delle
tecnologie di provata efficacia già impiegate nella linea Conti EcoPlus. “Grazie a
speciali mescole per la struttura multistrato del battistrada – sottolinea Enrico
Moncada, responsabile della business unit Truck Replacement di Continental Italia -
è stato possibile ridurre ulteriormente la resistenza al rotolamento. Rispetto ai
pneumatici Conti EcoPlus, un camion da 40 tonnellate equipaggiato con pneumatici
Conti EfficientPro su asse sterzante e asse trattivo risparmia fino a 0,64 litri di
carburante ogni 100 chilometri. In caso di una percorrenza chilometrica annua di
120.000 chilometri, si ottiene in questo modo un risparmio di emissioni di CO[2] di
oltre 2
tonnellate all'anno”.

L’Ue chiede il monitoraggio del CO2 emesso dalle navi

Il 30 giugno 2019 l’Ue pubblicherà per ciascuna nave europea e ciascun armatore i dati sulle emissioni di C02, una ‘mappa’ completa dell’inquinamento. Il percorso individuato con l’obiettivo di ridurre l’inquinamento e migliorare la qualità dell’aria coinvolgerà anche il trasporto marittimo e il lavoro inizia adesso per gli armatori chiamati a organizzarsi per monitorare le emissioni, e le società dei verificatori che dovranno validare i piani. L’argomento è stato al centro del workshop organizzato dal Popeller Club del porto di Genova a Palazzo San Giorgio quest’oggi proprio su “Mrv (Monitoring, recording and verification) delle emissioni CO2 delle navi previsto dal regolamento europeo 2015/757″. Gli armatori dovranno presentare entro il 31 agosto di quest’anno i piani del monitoraggio che partirà il primo gennaio 2018 e durerà un anno. “Ci stiamo preparando – spiega Federico Beltrami, direttore flotta della Premuda che conta in tutto 20 navi di cui 5 gestite a Genova – per iniziare a raccogliere i dati”. Il sistema “deve essere pronto presto perché la raccolta dati è complessa e richiede notevole impegno finanziario per la scelta tecnica per fare il monitoraggio ma soprattutto di risorse umane: c’è una grossa mole di dati da trattare, controllare, accumulare e inviare. Stiamo realizzando un manuale, una procedura per la società e una personalizzata per ciascuna nave per tenere conto dell’eventuale differenza nel monitoraggio nei sistemi di bordo. Abbiamo scelto un sistema con i contatori fuel”.

Calo delle emissioni di CO2 grazie alla piattaforma di trasporti di TimoCom

TimoCom, gestore della più grande piattaforma di trasporti d’Europa, dà un prezioso contributo alla tutela dell’ambiente con le sue applicazioni per l’ottimizzazione delle capacità di carico dei camion. L’impatto del software per la logistica sulle emissioni di CO2 e sulla redditività è stato oggetto di un recente studio condotto dalla società italiana GreenRouter. Il risultato è sorprendente per le sue implicazioni future.

Nessuna discrepanza fra ecologia ed economia

Lo studio, commissionato dal cliente TimoCom Ernesto Rampinini Srl, fornitore italiano di servizi di trasporto e logistica, analizza l’impiego di risorse naturali in rapporto allo sfruttamento delle capacità di carico dei camion utilizzati, applicato ai chilometri percorsi. Per ottenere risultati significativi, sono stati presi in esame due diversi periodi: da un lato, gli anni 1999 – 2003, in cui l’azienda non faceva ancora ricorso alle applicazioni del fornitore IT, dall’altro gli anni a partire dal 2004, con l’uso della piattaforma di trasporti TimoCom.

La start-up italiana GreenRouter misura e analizza, con l’omonimo strumento, le emissioni di CO2 della supply chain. Lo studio condotto indica, nell’esempio preso in esame, una riduzione del 23% delle emissioni di CO2 per ogni chilometro percorso, già nei primi due anni di utilizzo di TimoCom rispetto ai quattro anni precedenti senza l’impiego della piattaforma di trasporti più grande d’Europa. Tutto ciò con il contemporaneo aumento del 30% dello sfruttamento della capacità di carico, che, oltre a dimostrare l’efficienza dei prodotti TimoCom, implica per il cliente anche un incremento della redditività del 15% grazie alla riduzione dei viaggi senza carico. Se si considera che i servizi TimoCom sono fruibili versando una flat rate e che consentono la disposizione contemporanea di più mezzi da più postazioni di lavoro, si comprende anche che le tecnologie rispettose dell’ambiente non devono essere per forza costose e antieconomiche. Al contrario.

La logistica sostenibile (green logistics) inizia in ufficio prima ancora che sulla strada

Oltre alla tradizionale funzione di borsa di carichi e mezzi, che permette di ridurre i viaggi senza carico, costosi e impattanti, TimoCom fornisce anche altre applicazioni utili per la disposizione delle merci e in grado di aiutare l’ambiente.

Ad esempio, la nuova funzione “Documenti” all’interno della directory aziendale. Grazie alla possibilità di caricare i documenti più richiesti, necessari all’esecuzione degli incarichi di trasporto, il disponente risparmia tempo prezioso. Inoltre, la digitalizzazione dei documenti riduce il consumo di carta, salvaguardando così le risorse naturali.

Nella piattaforma di trasporti è integrato anche il TimoCom Messenger, che permette all’utente di contattare via chat potenziali partner commerciali singolarmente o nell’ambito di un’offerta. La possibilità di condurre più conversazioni contemporaneamente aumenta le chance di stipulare più accordi per incarichi di trasporto, ridurre i viaggi senza carico, accrescere il fatturato e risparmiare sul carburante e sulle emissioni di CO2.

Per ogni azienda della supply chain è fondamentale analizzare e rivedere i propri processi nell’ottica della salvaguardia ambientale. Aprendosi alle nuove tecnologie che migliorano l’efficienza, non ci si limita solo ad assicurarsi l’ingresso nell’era dell’industria 4.0 e a mantenere la competitività, ma grazie all’uso di applicazioni come la piattaforma di trasporti di TimoCom si sostiene direttamente anche la logistica sostenibile, uno dei pilastri dell’era digitale.

ICAO adotta un accordo globale per il contenimento delle emissioni degli aerei – Importante il ruolo dell’Europa

Nell’ambito dei lavori della 39a Assemblea Generale dell’ICAO (International Civil Aviation Organization), l’organismo dell’ONU che riunisce le autorità per l’aviazione civile di 191 Stati, in corso a Montreal, è stato raggiunto un importante accordo finalizzato al contenimento delle emissioni di CO2 nel settore aereo.
Il Direttore Generale dell’ENAC, Alessio Quaranta, che partecipa ai lavori a Montreal come Capo delegazione dell’Italia, commenta:
“Si tratta di un risultato storico per tutta l‘aviazione civile internazionale. L’obiettivo comune è quello della tutela dell’ambiente nel rispetto dello sviluppo del settore. Determinante nel corso degli anni l’operato svolto dall’Europa per raggiungere, con un negoziato che è durato circa nove anni, un punto di convergenza tra tutti i Paesi membri.
È un orgoglio per l’Italia di aver partecipato attivamente a tutte le fasi della trattativa e di aver fattivamente contribuito al raggiungimento di questo grande risultato ”.
L’accordo si suddivide in alcune fasi:
2021 – 2023 fase pilota a cui aderisce l’Italia;
2024 – 2026 fase volontaria alla quale partecipano gli Stati già aderenti alla fase pilota;
2027 – 2035 partecipazione obbligatoria per tutti gli Stati.
Il testo dell’accordo prevede che la distribuzione degli oneri per la riduzione delle emissioni non sia al 100% settoriale per l’intero periodo: infatti, dopo una prima fase di approccio interamente settoriale, dal 2032 la distribuzione dovrà essere per il 20% individuale e per l’80% settoriale, e dal 2035 queste due percentuali saranno fissate rispettivamente al 70 e al 30. Dalla distribuzione individuale, a differenza di quella settoriale, discendono oneri maggiori a carico dei singoli operatori-produttori di emissioni.
Dal momento dell’adesione, pertanto, tutti i voli tra 65 Stati aderenti, applicheranno una misura globale finalizzata a compensare le emissioni di CO2 contribuendo da subito alla migliore tutela ambientale nel settore del trasporto aereo mondiale. Circa l’80% delle emissioni sarà compensato tra il 2021 e il 2035.
Con la risoluzione adottata oggi dall’ICAO è stata creata una misura globale basata sul mercato – Global Market-Based (GMBM) – attraverso la quale le compagnie aeree compenseranno la crescita delle loro emissioni di CO2 dopo il 2020 e che contribuirà al conseguimento degli obiettivi fissati nell’accordo COP21 di Parigi. La risoluzione contiene una clausola di revisione che garantirà anche opportunità di miglioramento della misura GMBM per renderla sempre più in linea con gli obiettivi dell’accordo di Parigi.

UNILEVER IN PRIMA LINEA PER RIDURRE LE EMISSIONI NEI TRASPORTI

Unilever e la Commissione Europea, rappresentata dalla Innovation & Network Executive Agency (INEA), hanno firmato un accordo della durata di tre anni per lo sviluppo di un progetto europeo per l’impiego di Gas Naturale Liquefatto (GNL) come carburante per i trasporti logistici internazionali. In linea con l’impegno di Unilever nell’ambito della sostenibilità, il Gas Naturale Liquefatto risulta, ad oggi, l’alternativa più valida tra i carburanti per il rispetto dell’ambiente.

L’accordo raggiunto, che prevede la costruzione di cinque stazioni di rifornimento di GNL lungo le principali rotte europee, permetterà un nuovo collegamento tra Europa Nord-Occidentale e Europa Meridionale incentivando notevolmente l’investimento in autotrasporti a Gas Naturale Liquido che, fino ad oggi, era limitato dalla mancanza di infrastrutture. Il risultato è stato ottenuto grazie al lavoro del consorzio Connect2LNG*, che comprende realtà che rappresentano sia la domanda che l’offerta di GNL, e sarà supportato dalla Commissione Europea attraverso un investimento di €4,5 milioni finanziato da fondi provenienti dal Connecting Europe Facility (CEF)**.

“Un risultato così importante è stato reso possibile da una proattiva collaborazione a tutti i livelli e dimostra che, insieme, aziende e istituzioni possono fare la differenza. Questo traguardo segna una svolta che impatterà positivamente sulla catena del valore di Unilever in Italia e in Europa.” – afferma Luca D’Ambrosio, Vice President Supply Chain di Unilever Italia. Il progetto, nato e sviluppato grazie al braccio italiano di Unilever, toccherà in partenza gli hub logistici dell’azienda nel nord Italia e raggiungerà gli altri stabilimenti presenti sulla Penisola a partire dal 2018. Oggi, con il nostro esempio, aspiriamo a dare vita a un cambiamento necessario che possa contribuire a ridurre significativamente le emissioni dei trasporti.” – conclude Giuseppe Galantuomo, Logistic Director Southern Europe di Unilever.

Il progetto Connect2LNG trova perfetta corrispondenza con lo Unilever Sustainable Living Plan, l’ambizioso piano per la crescita sostenibile dell’azienda che punta, tra gli altri obiettivi, a ridurre sensibilmente le emissioni di CO2. In tal senso, infatti, i vantaggi del GNL rispetto al diesel sono molteplici:

·        Riduzione delle emissioni di CO2 dell’11,5%

·        Riduzione delle emissioni di ossido d’azoto del 35%

·        Riduzione del 95% delle polveri sottili emesse nell’atmosfera

·        Riduzione del rumore del 25-50%

Dirk Beckers, Executive Director della Innovation & Network Executive Agency (INEA), l’organismo della Commissione Europea grazie al quale verrà implementato il progetto, ha dichiarato: “La riduzione dell’impatto ambientale derivante dal trasporto su strada e la contestuale promozione dell’utilizzo di combustibili alternativi è il tema sul quale si fonda il lavoro dello stesso Connecting Europe Facility (CEF). INEA è testimone del valore di diversi progetti che si muovono in questo senso e sono certo che Connect2LNG dimostrerà di essere un programma cruciale per il settore nonché per tutto il contesto europeo poiché potrà stimolare un numero sempre maggiore di organizzazioni a presentare proposte di qualità al CEF.”

“Attraverso la promozione di una transizione verso carburanti alternativi, Unilever acquisisce un ruolo chiave nella trasformazione del settore dei trasporti in ottica sostenibile. Il GNL è un’alternativa pulita e sicura che risponde alle necessità del trasporto pesante su scala internazionale. – commenta Jan Zijderveld, Presidente di Unilever Europa – Unilever, in questo modo, potrà lanciare un segnale positivo verso la promozione di un cambiamento importante del settore. Ci auspichiamo che, in tanti, possano seguire quanto tracciato da Unilever, così da dare una spinta necessaria, alle compagnie di trasporti nonché alle aziende che forniscono il carburante, per muoversi nella direzione corretta”.

Nei prossimi tre anni, il consorzio esaminerà diversi modelli da applicare per incrementare, e allo stesso tempo trasferire ad altre realtà del settore, l’impiego del GNL e la tecnologia necessaria. Gli studi realizzati per l’attuazione e la fase pilota per la costruzione del network permetteranno infatti di comprendere la fattibilità e i costi di realizzazione di una rete logistica, di medie o lunghe distanze, per trasporti pesanti su strada a GNL.

ACI PRONTO A PROVE SU STRADA DEI VEICOLI

L’Automobile Club d’Italia si candida a svolgere prove su strada dei veicoli per il controllo dei gas di scarico con un protocollo di test il più vicino possibile al loro utilizzo quotidiano”. Lo ha annunciato il presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani, oggi in audizione al Senato, sottolineando il know how e le capacità tecniche del Club degli automobilisti oltre che la disponibilità di circuiti dove poter effettuare le prove, per le quali sarà necessario il coinvolgimento del Cnr di Napoli con i suoi laboratori specializzati, della Motorizzazione Civile e dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

“E’ imprescindibile l’armonizzazione di tutte le normative europee sull’omologazione dei veicoli e sui controlli dei gas di scarico – ha aggiunto Sticchi Damiani nel suo intervento alle Commissioni riunite di Industria, commercio, turismo e Territorio, ambiente, beni ambientali – perché non ha senso che l’Italia si comporti in modo virtuoso quando continuerebbero comunque a circolare anche sulle nostre strade auto omologate all’estero con leggi differenti”.

“La normativa prevede infatti che le prove di laboratorio possano essere svolte da qualunque membro dell’Unione Europea con riconoscimento degli altri Paesi – ha concluso il presidente ACI a Palazzo Madama – ma la vicenda dieselgate è imputabile alle smagliature nel sistema di controllo e di omologazione delle vetture, oltre che a comportamenti distorti tra venditori ed acquirenti”.

Ad aprile emissioni di CO2 da gasolio in grande crescita (+6,1%)

Ad aprile le emissioni di CO2 derivate dall’uso di gasolio per autotrazione sono aumentate di 359.605 tonnellate, e cioè del 6,1% rispetto allo stesso mese del 2014. Le emissioni provenienti dall’uso di benzina, invece, si sono confermate più o meno sullo stesso livello del 2014, con un calo di sole 3.192 tonnellate, che corrispondono allo 0,1% in meno. Il dato complessivo relativo al mese di aprile vede un aumento delle emissioni di CO2 di 356.413 tonnellate (+4,4%) rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Questi dati derivano da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su dati del Ministero dello Sviluppo Economico.

Nei primi quattro mesi del 2015 le emissioni di CO2 da benzina sono in calo (-2,4%), mentre quelle da gasolio sono aumentate del 3,8%. Il dato totale relativo al periodo gennaio-aprile vede un aumento delle emissioni di 668.405 tonnellate, che corrispondono al 2,2%.

“Continental – commenta Daniel Gainza, direttore commerciale di Continental CVT – riserva grande attenzione all’ottimizzazione dei costi di guida e di conseguenza all’efficienza delle aziende di trasporto: le soluzioni da noi offerte per rendere più economica ed ecologica la gestione di una flotta di mezzi di trasporto sono varie e non includono solo la fornitura di pneumatici, ma anche servizi a 360° per le aziende di trasporto. Tali servizi fanno parte del programma Conti360° Fleet Services, sono dedicati ad ogni tipo di veicolo e si giovano di soluzioni personalizzate, di una rete internazionale e di un network dedicato.”

Il 2015 inizia con un aumento delle emissioni di CO2 da benzina e gasolio dello 0,4%

A gennaio 2015 le emissioni di CO2 derivate dall’uso di benzina e gasolio per autotrazione sono aumentate di 33.162 tonnellate rispetto allo stesso mese del 2014. Questo aumento corrisponde, in termini percentuali, allo 0,4% in più. Sebbene le emissioni provenienti dall’uso di benzina siano diminuite a gennaio di 60.648 tonnellate (-3,2% rispetto a gennaio 2014), tale calo è stato più che compensato dall’aumento delle emissioni da gasolio, che sono cresciute di 93.810 tonnellate (+1,7%) rispetto allo stesso mese del 2014. Questi dati derivano da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su dati del Ministero dello Sviluppo Economico.

A maggio continua il calo delle emissioni di CO2 da benzina e gasolio per autotrazione (-2,7%)

A maggio 2014 le emissioni di CO2 provenienti dall'uso di benzina e gasolio
per autotrazione nel nostro Paese sono calate di 226.769 tonnellate rispetto allo
stesso mese dello scorso anno, che corrispondono al 2,7% in meno. Le emissioni di
CO2 derivate dall'uso di benzina sono diminuite di 79.800 tonnellate (-3,6%),
mentre quelle derivate dall'uso di gasolio hanno avuto una diminuzione di
146.969 tonnellate (-2,4%).

Questi dati emergono da un'elaborazione del Centro Ricerche Continental
Autocarro su dati del Ministero dello Sviluppo Economico.

"Il calo registrato a maggio segue quelli di marzo ed aprile "; dichiara
Daniel Gainza, direttore commerciale di Continental CVT- e deriva dalla
diminuzione dei consumi di carburanti. Nel corso dei primi cinque mesi del 2014
c'è stato un decremento delle emissioni di CO2 di 770.853 tonnellate, che
corrispondono al 2% in meno rispetto allo scorso anno. Sembrerebbe quindi che si
possa parlare di una tendenza al calo delle emissioni".
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