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Nautica: l’ Italia è il primo esportatore mondiale

L’Italia è primo esportatore mondiale della cantieristica nautica con una percentuale del 16,6% dell’export globale (equivalente a 1,9 miliardi di euro) seguito da Olanda, Stati Uniti e Germania. Gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato al mondo per l’export di unità da diporto e, quindi, lo sbocco ideale per il ‘Bello e ben fatto’ a vela e a motore. E’ uno degli aspetti sottolineati dal report del Centro studi di Confindustria e Prometeia, ‘Esportare la dolce vita’. Il mercato della nautica statunitense, spiega il rapporto, ha mostrato ripresa dopo la crisi, con un tasso di crescita annuo del 6,7% nel periodo 2011-2015. Anche negli Usa l’Italia si aggiudica la fetta di mercato più ampia con un 23,3% davanti a Canada, Francia e Messico, conquistando in otto anni il ruolo di leader sul mercato Usa, a discapito del Canada (nel 2007 la quota italiana era del 14,7%, mentre quella canadese era del 24,4%). “Oggi la nautica da diporto è stata citata come esempio di eccellenza del Made in Italy nell’export negli Usa e nel mondo. Questo per Ucina è motivo di riconoscimento e di grande orgoglio” ha commentato Carla Demaria, Presidente di Ucina Confindustria Nautica. Dall’analisi dei contenuti e dei numeri della pubblicazione emerge come il prodotto barca sia unico e rappresenti una vera e propria “vetrina mobile” in grado di veicolare nel mondo una grande varietà di prodotti del BBF, come il design e lo stile del made in Italy, la tecnologia, gli arredi, gli elementi tessili, e gli accessori. Leader in Europa e nel mondo, il settore della nautica made in Italy assume, perciò, un ruolo di rilievo strategico per la diffusione del Bello e Ben Fatto a livello globale.

Effetto Libia, oltre un miliardo di export a rischio

La crisi del Nord Africa compromette seriamente i bilanci di molte imprese italiane

Non solo caro-benzina, oltre un miliardo di euro di export è a rischio. Le recenti manifestazioni di piazza in Egitto, Tunisia, Libia e Algeria, che hanno innescato una situazione di instabilità a catena in quasi tutto il Nord Africa, rischiano di ripercuotersi con effetto domino sulle imprese di casa nostra, dai trasporti, all’energia elettrica, passando per edilizia e telecomunicazioni.

Il grido d’allarme viene da Confindustria ANIE, la Federazione Nazionale Imprese elettrotecniche ed elettroniche. Negli ultimi 5 anni, infatti, le esportazioni italiane di tecnologie del settore verso i paesi coinvolti nei disordini hanno registrato una crescita cumulata del 64%, raggiungendo a fine 2010 quota 1,3 miliardi di euro.

A rischio le nostre esportazioni non solo in Libia

Un vero e proprio boom che ha fatto del Nord Africa uno dei più promettenti mercati di sbocco (circa il 10% sul totale dell’export a livello mondiale), in rapida e significativa espansione, nonostante la pesante crisi economica dell’ultimo lustro.

“Nel corso degli anni – dichiara Guidalberto Guidi, presidente di Confindustria ANIE – l’area del Nord Africa ha acquisito sempre più importanza per le esportazioni del settore elettrotecnico ed elettronico. Il protrarsi, quando non l’aggravarsi, del preoccupante scenario che si sta delineando all’orizzonte mette a rischio una serie di rapporti economici che si stavano via via consolidando”.

La crisi del Nord Africa sta creando fortissimi disagi a tutte le imprese italiane che lavorano nell'area

Tutto fermo… fino a quando?

L’instabilità politica, infatti, potrebbe mettere in discussione i grandi piani di investimento governativi nei settori infrastrutturali più strategici per le aziende del comparto, che va dai trasporti all’energia elettrica, alle telecomunicazioni, passando dall’edilizia. E le conseguenze potrebbero essere più prolungate nel tempo rispetto al balzo del prezzo del petrolio.. Leggi il resto di questo articolo »

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