Articoli marcati con tag ‘Fai’

Porto di Salerno: buone notizie per la razionalizzazione della sosta

Buone notizie al Porto di Salerno, per la sicurezza e la razionalizzazione della
sosta dei veicoli industriali per quanto riguarda la viabilità interna ed esterna
allo scalo. Giovedì 20 ottobre si sono incontrati nella sede dell’Autorità portuale
i rappresentanti delle autorità competenti, dei terminalisti e degli
autotrasportatori. Dopo un serrato ma proficuo scambio di opinioni sui punti più
delicati della questione, la riunione si è conclusa con l’impegno di tutti a non
intralciare la viabilità interna al porto con la sosta, anche temporanea, dei
veicoli industriali, in particola modo lungo la viabilità di uso comune a tutti gli
utenti. Dall’altro lato l’Autorità portuale di Salerno si è assunta l’impegno di
fare applicare in maniera sistematica, cosa ora possibile grazie alla recente
apertura giornaliera del varco Trapezio, il regolamento che prevede la possibilità
di accumulare i mezzi industriali anche lungo la tangenziale esterna allo scalo.

Fai Conftrasporto chiama, ma la nuova gestione non risponde

Il SISTRI, il sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti, che ha da pochi mesi
un nuovo responsabile, non risponde all’invito della  Fai Conftrasporto a trovare
insieme una soluzione per rendere il sistema realmente operativo. Lo scorso agosto
la cordata Almaviva e Tim, con Agriconsulting, si era aggiudicata la gara per la
gestione del nuovo SISTRI, sostituendosi alla Selex Spa, precedente gestore. Fai
Conftrasporto aveva offerto, fin da subito, alla nuova gestione una proposta di
collaborazione incondizionata e gratuita, siglata dal presidente Paolo Uggè, lettera
che non ha avuto alcun riscontro. Martedì 20 settembre le aziende della Sezione
rifiuti della Fai di Roma si sono quindi incontrate per fare il punto della
situazione, evidenziando ancora una volta i limiti dell’attuale operatività del
SISTRI e le possibili prospettive di miglioramento. “Questo silenzio ci preoccupa”,
ha detto Maurizio Quintaiè, esperto in tematiche ambientali e referente della
Conftrasporto al Ministero dell’Ambiente. “Il SISTRI avrebbe dovuto costituire uno
strumento per la lotta all’illegalità nel settore dei rifiuti e avrebbe dovuto
semplificare le procedure e gli adempimenti delle imprese, con un vantaggio in
termini di efficienza e riduzione dei costi aziendali. Il sistema, invece, si è
rivelato estremamente farraginoso ed oneroso, per cui la sua applicazione è stata
prorogata di anno in anno, complicando la vita delle aziende e aumentandone i
costi”. Di fatto,  fino ad oggi, le aziende hanno versato un contributo annuale per
un sistema non funzionante.  “La Fai Conftrasporto, sin dalla nascita del sistema di
tracciabilità, si è battuta affinché il SISTRI venisse completamente rivisto, in
modo da essere semplice, efficace e poco oneroso per le aziende utilizzatrici” ha
sottolineato Angelo Punzi, segretario regionale Fai. “Già nel 2010, infatti, si
costituì presso la Fai di Roma un gruppo di lavoro con le imprese associate per
evidenziare i malfunzionamenti del sistema e le difficoltà incontrate
nell’operatività quotidiana della movimentazione dei rifiuti. Poi c’è stato un lungo
periodo di stallo, dettato dall’assenza di riunioni dell’ex Comitato di Vigilanza
SISTRI al Ministero dell’Ambiente e dall’indizione della gara per la nomina del
nuovo concessionario. Ora tutto tace, ma silenzio dei nuovi gestori non è
accettabile. Il gruppo di lavoro della Fai di Roma si riunirà nuovamente entro la
fine di ottobre per esaminare gli ulteriori sviluppi della vicenda SISTRI. Invitiamo
gli altri trasportatori che utilizzano il SISTRI a partecipare ai nostri incontri
presso la Fai, per fornire un contributo concreto alla nascita di un sistema
efficiente  e funzionale, evitando di ripetere gli errori clamorosi commessi in
passato”

SISTRI: pagamento del contributo inaccettabile per un sistema mai entrato in funzione

L’ultimo rinvio normativo in materia di SISTRI, realizza una incongruenza legislativa, l’ennesimo pasticcio all’italiana che penalizza fortemente i vettori specializzati nel trasporto di rifiuti pericolosi.

Fino ad oggi le proroghe per l’applicazione del SISTRI sono state concesse in maniera unificata e sempre con la stessa motivazione: far scattare le sanzioni solo quando il sistema di tracciabilità fosse divenuto efficiente e funzionale.

Nel decreto legge cosiddetto “Milleproroghe” invece, nel concedere il rinvio delle sanzioni per il mancato rispetto del SISTRI, sono state separate le sanzioni per la mancata applicazione delle procedure di utilizzo del SISTRI, prorogate al 1° gennaio 2016, dalle sanzioni per la mancata iscrizione o il mancato pagamento del contributo annuale al sistema di tracciabilità, rinviato di un solo mese, obbligando le imprese che operano nel settore del trasporto dei rifiuti pericolosi – categoria che in tale filiera è quella che ha sostenuto i maggiori oneri – a pagare entro il 1° febbraio 2015, il contributo SISTRI per evitare pesanti sanzioni amministrative.

Una decisione incoerente ed inaccettabile per Thomas Baumgartner, Presidente di ANITA e Paolo Uggè, Presidente di FAI-Conftrasporto, i quali hanno scritto ai Ministri Galletti e Lupi chiedendo di intervenire nella fase di approvazione e conversione del decreto legge 192/2014 per riallineare la decorrenza di entrambe le sanzioni alla data del 1° gennaio 2016, , data entro la quale il Sistema dovrebbe essere semplificato, reso funzionante e funzionale, ma anche efficiente e poco costoso per tutti gli operatori della filiera

L’AUTOTRASPORTO DI UGGE’ SCIOPERA COME SE IL TEMPO FOSSE FERMO

“Lasciatelo scioperare. Vediamo chi lo segue e per quanto tempo “ è quanto il Presidente di Assologistica rivolge al Governo, dopo le ennesime dichiarazioni dell’ex sottosegretario Paolo Uggè. “Anzichè riflettere sugli errori commessi a danno delle imprese di trasporto in Italia, trascinandole financo nel ridicolo di fronte alla Corte di Giustizia Europea, ancora si tenta una tragicomica messinscena in un momento critico per l’intero sistema ” aggiunge Carlo Mearelli, neo rieletto Presidente dell’Associazione delle Imprese di Logistica
Assologistica critica fortemente l’ennesima sortita di ricatto sistematico di Uggè, puntualmente in prossimità dei periodi di picco lavorativo.
“Le Imprese non cadranno nella falsa liturgia di un capopopolo datato, che determina un sindacato stanco , ripetitivo e che non ha nulla da dire al mercato dinamico. Il Governo decida da quale parte stare, noi osserveremo silenziosi, al pari di un mercato che determina in quali Paesi e con chi dialogare”.
Assologistica ribadisce la piena volontà di collaborare per la costruzione di nuovi dialoghi con i tanti operatori del trasporto e con le organizzazioni che hanno compreso che i tempi sono maturi per innovare e crescere lontano da schemi su cui nessuno più crede.

Meglio tardi che mai, la Fai scopre il problema cabotaggio

CNA-Fita accoglie con favore le pare del vice presidente Fai, Doriano Bendotti, che rompe l’imbarazzante silenzio di Uggè e smentisce il segretario Russo che, solo pochi giorni fa aveva ribadito la piena chiusura rispetto alle soluzioni da aggiungere a quelle che da almeno un decennio sentiamo ripetere come un disco rotto: aumentiamo i controlli. “Come CNA-Fita abbiamo fatto la nostra proposta, ci fa piacere che dopo i sindacati anche la Fai scopre la pericolosità di questo fenomeno” ha affermato Anna Mozzone, vice presidente nazionale.

Liberalizzazioni, coro di no dall’autotrasporto

No alle liberalizzazioni

Tutti (o quasi) contro le liberalizzazioni. Stiamo parlando delle categorie economiche coinvolte, ovviamente. Ma anche di buona parte del mondo politico. E se il consumatore non sa bene da che parte stare (ma starebbe più volentieri dalla parte della concorrenza), oggi dal parlamento arriva l’appoggio di Reguzzoni, capogruppo Lega Nord alla Camera, agli autotrasportatori infuriati.

“In un colpo di spugna si stanno per cancellare quegli strumenti base che hanno permesso fino ad ora alle imprese del settore di essere tutelate nei confronti di vettori stranieri o italiani che non rispettano le regole”, dichiara Marco Reguzzoni, dopo l’incontro con il presidente Fai (Federazione autotrasportatori italiani) e vicepresidente Confommercio, Paolo Uggé. “A tal proposito – fa sapere – presenteremo un’interpellanza urgente al Governo affinché requisiti di professionalità, capacità finanziaria e costi di sicurezza rimangano i tasselli fondamentali per lo svolgimento di tale attività”.
“Il governo Monti sembra vittima di una mania di liberalizzazione ad ogni costo – dice il vicepresidente del Gruppo, Alessandro Montagnoli – . Il nostro obiettivo – sottolinea Montagnoli – è difendere il settore dell’autotrasporto e le piccole e medie imprese la cui attività vi ruota intorno”.

E l’autotrasportatore sbarcò al Festival del Cinema

Marcello Mazzarella e Philippe Leroy in una pausa sul set

Da Trani a Gerusalemme, dall’asfalto alle stelle: dopo un’incursione al Festival del Cinema di Venezia, la Fai (Federazione autotrasportatori italiani) sbarca anche al Festival internazionale del film di Roma. “La strada di Paolo” è stato infatti selezionato per la sezione degli eventi speciali della VI edizione della kermesse, che si aprirà il 27 ottobre. La pellicola, girata tra la Puglia e la Terra Santa, racconta la vicenda di un autotrasportatore – il Paolo del titolo – destinato a compiere un viaggio dell’anima, più che una consegna di lavoro.

LA PELLICOLA. Interpretato da Philippe Leroy, Marcello Mazzarella, Valentina Valsania, Milena Miconi, David Brandon e Gianni Bissaca, il film è stato prodotto da Officine della Comunicazione in partnership con Fai. Dietro la macchina da presa il regista Salvatore Nocita. Ma dietro alla sceneggiatura ci sono altri nomi celebri: contributi fondamentali sono arrivati da personalità del calibro del cardinal Angelo Scola, il cardinal Gianfranco Ravasi, Salvatore Natoli, Fabrizio Palenzona, Roberto Vecchioni e Lucetta Scaraffia.

Un'altra immagine di Leroy durante le riprese

ON THE ROAD. Nato come una sfida culturale, il film è infatti il prodotto finale di un progetto molto complesso. Alla base del girato c’è un lungo lavoro di scavo sulle tematiche religiose, condotto in sinergia con il Pontificio Consiglio della Cultura. Non a caso l’uscita del film sarà accompagnata dalla pubblicazione di un libro, edito da Editrice Marcianum Press, in grado di raccogliere tutto il materiale in una vera e propria inchiesta attorno alla religione.

LA TRAMA. “Si tratta del tentativo di comunicare, al più vasto pubblico possibile – dichiara il regista Nocita – qualcosa che trascende il quotidiano, il frutto di un percorso di meditazione”. Lungo il percorso il protagonista del film, diretto per lavoro in Palestina, si imbatte in diverse realtà che lo portano a interrogarsi su Dio, sulla fede, sul cinismo umano. Situazioni surreali e storie incredibili spingono Paolo ad aprire gli occhi su nuovi orizzonti. E a prendere una decisione che cambierà il corso della sua vita.

L’APPUNTAMENTO. Il film verrà proiettato in anteprima assoluta mercoledì 2 novembre alle 18, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, in via Nazionale, 194.

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