Articoli marcati con tag ‘fallimento’

Sogas: si fa sempre piu’ complicata la situazione dello scalo reggino

Il procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni e il pm Sara Amerio hanno presentato istanza di fallimento per la società che da tempo presenta in rosso tutti suoi bilanci. A complicare ulteriormente la situazione, è arrivato non solo il decreto con cui l’Enac, Ente nazionale aviazione civile, ha dichiarato la decadenza dell’affidamento della concessione dello scalo per carenza dei requisiti economico-finanziari necessari, ma anche una recente pronuncia del Tribunale di Reggio Calabria, che ha fatto tramontare il sogno del consiglio d’amministrazione, di mettere a breve qualcosa in cassa. I giudici hanno infatti revocato due decreti ingiuntivi per 194.480 e 429.740,73 Euro intentati contro la provincia di Messina, dichiarando competente il Tribunale delle Imprese di Catanzaro.
Per volere dell’Enac in gestione commissariale fino alla pubblicazione di un nuovo bando per la concessione, adesso attende che una nuova società lo risollevi dalle attuali secche

Deiulemar avanza l’ipotesi di una cessione in blocco

Deiulemar Shipping potrebbe finire sul mercato come ramo d’azienda e ceduta tramite asta pubblica per un valore compreso fra 81 e 90 milioni di euro. E’ questo, secondo quanto scrive MF Shipping&Logistica, il piano a cui stanno lavorando i curatori fallimentari della compagnia armatoriale di Torre del Greco, protagonista l’anno scorso di un piu’ ampio crac finanziario da oltre 700 milioni di euro, in cui sono rimasti coinvolti circa 10 mila risparmiatori. In alternativa alla vendita dei singoli asset con differenti procedure a evidenza pubblica, precisa la pubblicazione specializzaga, i curatori (il commercialista Giovanni Alari e l’avvocato Maurizio Orlando) chiederanno al giudice fallimentare del Tribunale di Torre Annunziata e al comitato creditori di valutare l’ipotesi di cessione dell’intero ramo d’azienda, al netto delle passivita’ finanziarie (oltre 500 milioni).

Uggias (IdV): “Flotta Sarda: cronaca di un fallimento annunciato”

"L'«affondamento» della c.d. Flotta Sarda è la conferma dell'incapacità della giunta regionale di dare ai sardi
 risposte concrete sul loro diritto alla continuità territoriale. Stiamo assistendo alla cronaca di un
flop annunciato" è questo il laconico commento dell'eurodeputato Giommaria Uggias all'annuncio, da parte
del governatore della Sardegna, del ritiro dal mercato del cabotaggio marittimo della c.d. Flotta Sarda.
"Fin dal giorno in cui Cappellacci, improvvisandosi armatore, lanciò questa fallimentare iniziativa -
ha aggiunto Uggias - ho messo in guardia tutti dalle illusioni e dai danni che potevano derivare da quella
che poi si è rivelata, più che una flotta, una «Flop-ta Sarda»".
"Oggi - ha proseguito l'europarlamentare olbiese - la notizia del ritiro della Flotta, ammantata
dai tristemente soliti e vuoti proclami propagandistici di Cappellacci, si aggiunge sia alle imminenti
 sanzioni della Commissione Europea, che ha constatato lo spreco di oltre 9 milioni di euro, sia alla denuncia del procuratore generale
della Corte dei Conti Salvatore Nottola il quale, nella relazione tenuta all'inaugurazione dell'anno giudiziario, ha annoverato il caso
della Flotta Sarda nell'elenco dei fenomeni corruttivi registrati nel 2012".
"Fin da subito - ha ricordato l'esponente di IdV - ho chiesto l'intervento della Commissione Europea al fine di scongiurare l'inutile
ed illegittima fuoriuscita di denaro pubblico dalle casse della Regione e, in ultima analisi, dalle tasche dei cittadini sardi.
Ho anche chiesto con insistenza alla Giunta regionale di esibire i bilanci della tanto vantata operazione, ricevendo in cambio solo sarcastici
ed ambigui silenzi".
Uggias, che è membro della commissione trasporti del Parlamento Europeo, ha così concluso: "Chi pagherà per questo fallimento annunciato?
Cos'altro dovrà capitare alla Sardegna, a causa delle scellerate politiche di questa giunta, affinché Cappellacci tragga le conseguenze
del proprio fallimento politico e tolga il disturbo?". 

Windjet, Enac smentisce la ripartenza

Windjet riparte o no?

Caso Windjet, Enac smentisce newco e ripartenza della compagnia sospesa lo scorso agosto, a un passo dal fallimento. A neanche due mesi dallo stop dei voli, annunci e smentite sulla ripresa dell’attività del vettore siciliano continuano a rincorrersi. Solo pochi giorni fa il quotidiano La Sicilia dava per imminente l’arrivo sul mercato nazionale di una nuova low cost, nata dalle ceneri di Windjet.

L’Enac, però, non ha ricevuto nessuna richiesta in merito. “Ad oggi – dichiara l’Ente di Aviazione civile – non è stata presentata nessuna istanza né per la ripresa delle operazioni né per il rilascio di una nuova Licenza e di un nuovo Certificato di Operatore Aereo”. Qualora Wind Jet presentasse una domanda per la ripresa delle operazioni, o per la costituzione di una nuova compagnia, “l’Enac effettuerà le verifiche approfondite previste dai Regolamenti europei sulla sussistenza dei requisiti economico-finanziari e tecnico-operativi a garanzia della sostenibilità del vettore”. Niente di fatto, per ora, dunque.

Meridiana Fly, voli low cost per “orfani” di Wind Jet

Meridiana soccorre gli 'orfani' di Wind Jet

Tariffe agevolate per recuperare i passeggeri “orfani” di Wind Jet. Sono stati 380 i voli che Meridiana Fly – Air Italy ha messo a disposizione degli utenti coinvolti nella vicenda del fallimento della compagnia aerea, sulle direttrici da/per Catania-Milano Linate, Bologna, Roma Fiumicino, Torino e Verona.

Più di 48mila i passeggeri trasportati che hanno usufruito delle tariffe scontate sui voli aggiuntivi attivati dal 12 agosto al 2 settembre.

Ma l’attività continua: dal 3 al 16 di questo mese Meridiana garantisce altri 50 voli aggiuntivi sulle rotte da/per Catania-Milano Linate, Verona e Torino per ulteriori 8.000 posti a tariffa fissa agevolata.

Dal 17 settembre e fino al 27 ottobre, poi il gruppo continuerà ad assicurare ai passeggeri in possesso di un titolo di viaggio Wind Jet sulle direttrici coinvolte l’accesso alle tariffe fisse agevolate.

Spanair fallisce, cieli europei nel caos

Fallita la Spanair

A poche settimane dal fallimento della AirAlps, un’altra compagnia di volo internazionale cade sotto la scure della crisi economica: è la spagnola Spanair. Lo ha fatto così, dall’oggi al domani, comunicandolo ai passeggeri anche poche ore prima delle partenze prenotate, mentre questi si trovavano già con la valigia e il biglietto in mano. Circa 220 i voli cancellati all’ultimo minuto, a partire da venerdì scorso, con 22mila passeggeri in difficoltà.

L’effetto domino è già cominciato, tra fallimenti, acquisizioni, consolidamenti e accordi industriali: è una rivoluzione nei cieli d’Europa. Per capire cosa sta succedendo è necessario far riferimento a qualche dato: secondo la Iata (l’associazione mondiale delle compagnie aeree) in 40 anni il trasporto aereo ha avuto un bassissimo indice di redditività: troppi aerei, troppo costosi, posti offerti a prezzi troppo bassi. La conseguenza è che per stare sul mercato le aziende hanno dovuto rinunciare a recuperare un bel po’ dei capitali investiti, con il rischio sempre più impellente di fallire. A ciò si aggiungono il susseguirsi di instabilità finanziarie e geopolitiche e l’aumento esponenziale del costo del carburante. In più gli accordi open-sky hanno aperto i cieli alla competizione su scala mondiale, portando al fallimento compagnie storiche come Twa e Pan Am negli Usa, la belga Sabena, la svizzera Swissair, e l’Alitalia, seppur risorta dalle ceneri.

Air Alps fallita, Bolzano a terra

Air Alps rimane a terra

Revocata la licenza di volo all’Air Alps, la compagnia austriaca che fino alla settimana scorsa operava anche in Italia sulle tratte Bolzano – Roma Fiumicino, Parma – Roma Fiumicino e Milano Malpensa – Salerno. Gli aerei sono stati tutti fatti rientrare all’aeroporto ‘Kranebitten’ di Innsbruck, sede operativa di Air Alps, in seguito all’annunciato fallimento dell’azienda. Il vettore presenterebbe un ‘buco’ finanziario di qualche decina di milioni di euro. L’aeroporto di Bolzano, che solo un mese fa ha inaugurato il suo nuovo terminal inserito in un progetto di rilancio (nuovi hangar e pista allungata) per un investimento complessivo di 24 milioni di euro, è rimasta senza voli di linea e per il momento non se ne prevedono di nuovi. Della vicenda si sta interessando anche il presidente della giunta provinciale altoatesina Luis Durnwalder che ha affermato di aver “appreso con enorme delusione la notizia di revoca della licenza di volo ad Air Alps per problemi legati presumibilmente a motivi di natura finanziaria”. Ma il governatore dell’Alto Adige rassicura: “non subiremo danni diretti perché la nostra partecipazione azionaria è ridotta”. A breve dovrebbe essere presentato un piano per riappaltare la concessione.

Arenaways, una sola offerta per rilevare l’azienda

Un treno Arenaways

C’è una sola offerta per rilevare Arenaways, il primo operatore privato nel settore delle ferrovie, fallito la scorsa estate dopo una breve parabola. Le buste sono state aperte ieri in Tribunale a Torino, davanti al al giudice fallimentare Bruno Conca, che deciderà il da farsi nei prossimi giorni.

L’unica offerta pervenuta è arrivata dalla società valdostana Cope srl, che fa capo allo stesso Giuseppe Arena, il fondatore di Arenaways. “L’offerta – ha detto il curatore Leonardo Marta – prevede di assorbire l’intero corpo aziendale con tutti i suoi 60 dipendenti”. L’ammontare esatto non è stato reso noto in quanto sono ancora in corso le trattative. Giuseppe Arena ha lavorato fin dallo scorso luglio, dopo aver portato i libri in tribunale, per mettere insieme una nuova cordata in grado di recuperare e rilanciare l’azienda. Così è nata Cope srl, società di imprenditori piemontesi e valdostani.

Arenaways al capolinea, libri in tribunale per la compagnia privata di treni

Uno dei treni Arenaways

Ci hanno provato a rompere il monopolio di Ferrovie dello Stato, ma i treni giallo-arancioni di Arenaways si sono “arenati” e rimarranno fermi per tutto il mese di agosto. L’esperimento lanciato da Giuseppe Arena, alessandrino, un fulgido passato in Trenitalia e nel mondo del trasporto su ferro, è finito a soli nove mesi dalla partenza.

FALLIMENTO. Il tribunale di Torino, infatti, ha nominato il curatore fallimentare la scorsa settimana, dopo che il Cda aveva già messo in minoranza il fondatore dell’azienda. Ma Arena non si arrende e spera ancora nell’esercizio provvisorio. “Le istituzioni non si occupano di noi – ha recentemente dichiarato – Ferrovie ci fa la guerra e i pendolari non ci scelgono: ma io sono un imprenditore, per me azienda e posti di lavoro vengono al primo posto. A costo di rimetterci dei soldi”.

DIPENDENTI. Solo che i soldi non bastano più, i soci non hanno intenzione di frugarsi in tasca per la quarta volta. E i 60 dipendenti, per lo più alessandrini, rischiano ora seriamente il posto. Dietro il fallimento ci sarebbero, appunto, i continui scontri con Fs e gli orari scomodi concessi dalla compagnia di bandiera. Il risultato è che la tratta che avrebbe

Giuseppe Arena

dovuto essere il core business del progetto, la Torino-Milano, serve solo poche migliaia di utenti, anziché un milione l’anno, come promesso.

TRENI DEL MARE. Stavano andando meglio, invece, le tratte “balneari” attivate per l’estate, con fermate in Liguria e in Toscana. Ma niente da fare, si fermeranno anche loro. E c’è chi accusa le istituzioni di connivenza con Ferrovie. In prima linea il presidente e la vicepresidente della Provincia di Alessandria, Paolo Filippi e Rita Rossa. “Il paradosso della vicenda di Arenaways – hanno recentemente dichiarato – sta proprio in questo: la possibilità del fallimento non deriva dalle lacune del progetto, ma dall’azione di sistematico logoramento perseguita dalle Ferrovie dello Stato, con la totale condiscendenza del Governo e dell’attuale Giunta regionale”. Anche se lo stesso intervento della Provincia, che ora garantisce che farà tutto quel che è in suo potere per salvare il salvabile, è stato giudicato da molti fuori tempo massimo.

L'interno di una delle carrozze

LA STORIA. Fondata nel 2006, Arenaways è una società a capitale interamente privato, con interessi in tutta Europa. L’attività è cominciata con i treni a lunga percorrenza provenienti da Amburgo, Hannover, Francoforte, Dusseldorf e diretti ad Alessandria. Inoltre Arenaways gestisce (o meglio gestiva) un collegamento tra Amsterdam e Livorno. Il tentativo di insidiare il monopolio del trasporto passeggeri in patria, è stato messo in atto solo a partire dallo scorso novembre, con l’introduzione dei treni Torino-Milano, che avrebbero dovuto intercettare la forte domanda di pendolari. Così non è andata, però, soprattutto per un problema di orari di utilizzo dei binari, pressoché monopolizzati dalle vetture di Trenitalia. A poco sono serviti i prezzi concorrenziali, considerato il gigante con cui Arenaways doveva scontrarsi ogni giorno. Giuseppe Arena, però, non molla e in questa vicenda non è ancora detta l’ultima parola.

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