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Autotrasporto, 5 giorni di stop in Sicilia e Calabria

Sciopero annunciato

Cinque giorni di stop per gli autotrasportatori siciliani e calabresi dal 24 al 28 novembre prossimi. Lo hanno annunciato le associazioni di categoria Aias e Aitc. A rischio il trasporto merci nelle due regioni. Il fermo è stato proclamato in quanto “sulle questioni sollevate dai ‘padroncini’ non sono stati trovati spiragli di dialogo con alcun organo istituzionale”, dichiara il presidente Aias Giuseppe Richichi.

”Come più volte ribadito – osserva Richichi – le problematiche del settore, unite alle difficoltà economiche generali, hanno generato il crac delle nostre attività, costringendo oltre 15mila imprese alla chiusura o un indebitamento che si protrarrà talmente a lungo da essere lasciato in ‘eredita” anche alle prossime generazioni”.

Bisarche: da settembre scatta la nuova protesta

Da settembre Bisarche Italiane, che raggruppa le imprese di autotrasporto impegnate nel trasporto di auto, torna in piazza, riavviando la vertenza, mai chiusa, con la  committenza (primi vettori e operatori logistici) responsabile di pesanti e palesi inadempienze, ma anche contro l’Osservatorio della Consulta dell’autotrasporto rivelatosi strumento troppo “condizionabile” per risultare efficace. La decisione di riaprire lo stato di agitazione è stata assunta al termine dell’Esecutivo riunitosi sabato scorso.
Secondo Bisarche Italiane, non sono stati solo disattesi gli accordi assunti il 27 marzo scorso, accordi in base ai quali era rientrato il fermo delle bisarche durato sei settimane, ma si è consumato anche un doppio paradosso: da quella protesta i committenti pare abbiano chiesto ed ottenuto, dalle case costruttrici di automobili, consistenti aumenti delle tariffe che non sono state girati a nessuna impresa di autotrasporto.
Bisarche Italiane denuncia inoltre l’inefficienza dell’Osservatorio, i cui componenti, ritenuti esperti, in realtà hanno composto le tabelle dei costi minimi per la sicurezza per tutti i settori tranne che per il trasporto a mezzo bisarche, non osservando il dettato della Legge dello Stato e generando, come immediato effetto indotto, ulteriori  discriminazioni e sfruttamento.

Stop Trasportounito, le altre sigle scrivono al ministro

Stop dal 28 maggio

Cinque giorni di stop per Trasportounito, a partire da lunedì 28 maggio. Le altre associazioni di categoria, Confindustria, Confera, Anita e Fedit, che assieme rappresentano la quasi totalità dell’autotrasporto strutturato, scrivono al ministro dell’intero Cancellieri e dello sviluppo Passera, affinché assicuri loro la normale circolazione.

“Il fermo – scrivono – deve estrinsecarsi nella mera astensione dal lavoro da parte di chi vi aderisce. La sua proclamazione non può dare diritto alla realizzazione di manifestazioni con utilizzo di veicoli commerciali, incolonnamenti, intralci alla circolazione, intasamenti delle aree di sosta o di rifornimento”. Gli autotrasportatori chiedono dunque l’impiego delle forze dell’ordine per prevenire blocchi nei punti nevralgici, già dalla notte precedente al fermo. “Durante l’ultimo stop generale, proclamato sempre da Trasportounito, dal 23 al 27 gennaio scorsi – prosegue la lettera – si sono verificati innumerevoli episodi di blocchi, intimidazioni, minacce, violenze e danneggiamenti nei confronti di autisti e operatori semplicemente intenti a lavorare, viaggiare e trasportare”.

Manovra, autotrasportatori verso lo stop

Autotrasporto verso il fermo

Oltre 180 milioni di euro al mese. E’ questo il costo della “manovra Monti” per gli autotrasportatori, secondo i calcoli effettuati da Trasportounito. A determinare buona parte della spesa l’aumento delle accise sui carburanti disposto dall’intervento. Adesso Trasportounito chiede a gran voce “una forte azione concreta per frenare un costo industriale del carburante non più sostenibile”.

Altrimenti l’autotrasporto si fermerà: “Nessuno sciopero – precisa il segretario nazionale di Trasportounito, Maurizio Longo – ma la diretta conseguenza dell’impossibilità per le aziende di far fronte a un onere che supera i 180 milioni di euro al mese, pari a oltre 600 euro camion al mese”.

Trasportounito: fermo degli autotrasportatori fino a venerdì.

Trasportounito.

Da mezzanotte si è fermato l’autotrasporto italiano. La decisione è di Trasportounito ed estesa a tutto il territorio nazionale Sicilia inclusa nonostante la revoca di individui non titolati a farlo.

Le imprese incroceranno le braccia fino alla mezzanotte di venerdì.

Autotrasporto, stop di 5 giorni trainato dalle regioni del Sud

Confermato lo stop di 5 giorni

Adesione compatta degli autotrasportatori nella decisione del fermo di 5 giorni, che scatterà dalla mezzanotte di domenica prossima, 15 maggio.
A trainare la protesta sono in particolare gli autotrasportatori delle regioni del Mezzogiorno, che stanno subendo l’effetto moltiplicatore della crisi, di un mercato distorto in cui le tariffe non coprono i costi di gestione di una normativa (scaturita dall’intesa non sottoscritta da Trasportounito del giugno 2010) normativa che si è rivelata del tutto inefficace.
“Spiace – ha affermato Maurizio Longo, Segretario Generale di Trasportounito – che due associazioni siciliane abbiano deciso di non partecipare al fermo, accettando per buone le promesse sul filo di lana del Governo. Speriamo nell’interesse della categoria che l’accordo ipotizzato sia davvero positivo, pronti comunque a sederci a un autentico tavolo di trattativa . Ma per ora nessuna di queste ipotesi ci pare realistica”.

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