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Fiat accompagna il Semestre italiano di Presidenza del Consiglio UE con le proprie vetture

A milano, in occasione della prima riunione informale dei ministri di Giustizia e Affari interni, ha debuttato la flotta di veicoli che Fiat-Chrysler ha fornito, in qualità di sponsor, al Governo italiano nell’ambito della Presidenza di turno del Consiglio dell’Unione Europea.

Il Gruppo si è, infatti, aggiudicato il bando di gara del Ministero degli Esteri per la fornitura di automezzi, a titolo di comodato gratuito, che dovranno garantire tutte le esigenze di trasporto delle Delegazioni e delle Autorità nazionali ed europee legate alla Presidenza italiana.

La flotta, gestita da Leasys, società di noleggio a lungo termine di Fiat-Chrysler, è composta da 61 veicoli: sono 40 Fiat 500L, una Fiat Panda, tutte a doppia alimentazione Bi-Fuel metano/benzina, e 20 Minibus Fiat Nuovo Ducato con alimentazione Turbo Diesel con iniezione diretta Multijet “Common Rail” a geometria variabile. Tutti i veicoli sono di colore grigio e sono contraddistinti dal logo del Semestre italiano di Presidenza.

Fiat-Chrysler ha sempre partecipato attivamente ai grandi appuntamenti istituzionali italiani e internazionali. Per ricordare i più recenti: il 9° Summit Mondiale dei Premi Nobel del 2008 a Parigi, il G8 del 2009 a L’Aquila, l’anniversario dell’Unità d’Italia nel 2011 e dall’anno scorso è Official Global Partner di Expo 2015.

Fiat indietro rispetto a target CO2 del 2021

Fiat perde terreno rispetto alla concorrenza sul fronte del taglio delle emissioni di CO2 dei veicoli. Sulla base dei dati annuali dei progressi fatti nella produzione di mezzi a minore impatto di carbonio e più efficienti nei consumi di carburante, nel 2013 Fiat ha ceduto la sua leadership in questo campo a Renault e di questo passo non riuscirà a centrare il suo target Ue di 87,8 grammi di CO2 per km entro la scadenza del 2021. E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto di Transport & Environment, secondo cui cinque costruttori europei su sette invece sono sulla rotta giusta per centrare il proprio target previsto dalla normativa europea, tarato a seconda di tipo e peso dei veicoli prodotti.
“Il rapporto mostra che la maggior parte delle case automobilistiche europee sono in grado di centrare i loro target di CO2, indipendentemente da tipo e dimensione dei veicoli venduti” afferma Greg Archer di T&E. “Le proteste dell’industria che affermavano il contrario – aggiunge Archer – sono state allarmiste, ma alcune case stanno cominciando a perdere terreno e devono alzare il tiro per centrare gli obiettivi”. Secondo lo studio, sulla base dei dati degli ultimi sei anni le case costruttrici che per prime risulteranno in regola sono Volvo, Toyota, Peugeot-Citroen, Renault, Ford e Daimler, mentre Volkswagen e Nissan rispetteranno la scadenza del 2021. Se non accelerano l’attuale tasso di riduzione di CO2 invece, Fiat e Bmw non rispetteranno i tempi previsti dall’Ue, con un ritardo rispettivamente di un anno (2022) e di tre anni (2024). Anche diverse case asiatiche dovranno accelerare il passo, altrimenti rischiano di non farcela: Suzuki (2023); Hyundai e Mazda (2025); Honda (2027). Queste aziende però hanno appena annunciato una collaborazione per migliorare del 30% l’efficienza dei loro motori entro il 2020.

Premium strategy

I dati di chiusura del mercato automobilistico 2013 sono stati travolti dall’annuncio dell’accordo Fiat-Chrysler che sarà certamente il liet-motiv del Salone di Detroit che inizia oggi e dunque poco analizzati distratti da un panettone ed una bottiglia di champagne.

Se guardiamo al mercato Italia, piccolo riflesso del mondo, il dato vero è la crescita lenta ma inarrestabile dell’ibrido: 15.000 auto vendute, + 118,44% e una quota di mercato dell’1,6%.

Un dato allineato a quanto accade nel mercato USA dove le ibride plug-in vendute sono state 49.000 unità a cui aggiungere le 47.600 elettriche.

Numeri ancora piccoli si dirà ma, come ricorda Totò, è la somma che fa il totale e così in 16 anni le ibride vendute sono oltre 6.500.000 con un colpo di acceleratore negli ultimi 3 anni.

Nessuna sorpresa, già a marzo a Ginevra si era vista l’esplosione di modelli che usavano questa trazione ma certo che a guardarlo con l’ottica del mercato italiano in flessione da 27 mesi questo dato controcorrente deve porre una riflessione a chi queste tecnologie sembra considerarle poco.

Da tecnologia ingegneristica a cool trend il 2014 dell'ibrido plug-in

Facile qui ricollegarsi a Fiat-Chrysler e al dichiarato obiettivo di far diventare i marchi “Premium”.

Credo si possa affermare senza tema di smentita che ibrido, elettrico e range extended sono le tecnologie cool del momento su cui i brand Premium stanno investendo e acquisendo visibilità. Caso da scuola Tesla: benchè ultimo arrivato è il brand cult del mondo elettrico; certo essere costruiti nella Silicon Valley anziché a Grugliasco aiuta non poco l’immaginario collettivo, ma il metano è davvero poco trendy!

Divenire Premium significa anche essere presenti su tecnologie evolute, costose ma in grado di sedurre una clientela che vive il prezzo come un costo per acquisire un’esperienza diversa e differenziarsi esaltando il valore ontologico dell’appartenenza ad una tecnologia capace di creare divario e quindi di valorizzare chi la sceglie.

Se la leggenda di Alfa Romeo si è costruita sulle piste e sulla velocità nel XIX secolo, il mito potrà riprodursi solo ingaggiando la sfida tecnologica.

Metano bye bye!

ACI: ACCORDO FIAT-CHRYSLER ECCEZIONALE OPPORTUNITA’ PER L’ITALIA

L’economia italiana – non solo il comparto dell’automobile – saluta con soddisfazione l’accordo che garantisce a FIAT il controllo del 100% della Chrysler. Si tratta di un’eccezionale opportunità per il nostro Paese, l’inizio di una fase nuova nei rapporti industriali. ” Con queste parole il Presidente dell’Automobile Club d’Italia Angelo Sticchi Damiani commenta l’acquisizione da parte della industria italiana del colosso di Detroit.
“L’aquisizione dell’intero pacchetto azionario della casa USA – continua Sticchi Damiani – non solo conferma la bontà e la tenuta del sistema industriale italiano, da sempre portatore di eccellenze e riconosciuto nel mondo – ma rappresenta anche una opportunità eccezionale per l’intera filiera dell’auto. Penso ai vantaggi che potranno derivare sia per il marchio FIAT che per Alfa Romeo e Maserati – storici portabandiera del Made in Italy – ma piu’ in generale a tutto il settore che riceverà da questo impegno della casa torinese un nuovo, fondamentale, slancio per uscire dalle sabbie della crisi e avviare una rinnovata fase di crescita.”.
“In particolare – conclude Sticchi Damiani – il piano degli investimenti che prevede Fiat per il nostro Paese – altro passaggio fondamentale per lo sviluppo futuro del settore – non potrà che rafforzarsi, grazie a questo accordo, con ricadute positive su tutto il sistema economico italiano in generale e su quello dell’automotive in particolare. “.

Elettromobilità adieu!

Avevamo una speranza: che Smart Mobility World avrebbe permesso di annunciare un indirizzo politico nazionale verso la mobilità elettrica come forma di mobilità sostenibile da preferirsi in ambito urbano.

Le premesse c’erano tutte. Un’industria e soprattutto il suo indotto che sta cercando delle nuove dimensioni, la necessità di dare risposte a due criticità ambientali: le emissioni di CO2 e gli sforamenti alle soglie di PM10 che in città come Torino sono stati 118 nel corso del 2013, dare un senso alla parola innovazione che è molto evocata ma altrettanto poco praticata.

Invece abbiamo scoperto la “neutralità tecnologica” un fantastico bizantinismo lessicale che, al pari delle “convergenze parallele”,

Tesla andamento borsistico.

ci porterà diretti nella serie B tecnologica del comparto automotive.

Il quadro normativo, ben tratteggiato da Pietro Menga, non ci lascia scampo: da due anni il tempo si è cristallizzato, si è mosso lievemente il fronte delle infrastrutture, sostenuto peraltro solo da ENEL, mentre quello automotive si è uniformato alla “neutralità tecnologica” per bocca di UNRAE che non vuole scontentare alcuni dei suoi iscritti e nessuno ha risollevato la bandiera che da tempo Renault aveva portato avanti.

Forse c’è da sperare in BMW.

Di fatto stiamo perdendo una opportunità di poter dare un indirizzo industriale che proietta l’Italia nel futuro. Certo ad oggi i numeri sono risibili, ma era così anche per l’ibrido 15 anni fa poi si scopre che Toyota ne ha venduti 5 milioni nel mondo e che anche in Italia questo segmento comincia a crescere e vale l’1% del mercato: 13.000 veicoli nel 2013 ed è uno dei pochi segmenti in positivo.

L’industria automobilistica nazionale, ammesso che ormai non sia statunitense, può anche fare scelte diverse basate su proprie visioni di mercato ma questo, se non alimentato in altro modo, tarpa le ali anche all’indotto e quindi all’industria meccatronica nazionale che si trova a competere contro tedeschi, giapponesi, americani, francesi che stanno sviluppando esperienza sul campo grazie ai loro car makers.

Sul mondo del gas abbiamo un’industria di livello mondiale che è partner di tutti i grandi players ed esporta know-how e industria. E’ ampiamente consolidata e apprezzata.

Riesce difficile capire perché non si possa fare qualcosa di simile con l’elettrico. Temo infatti che per ibrido sia troppo tardi visto il vantaggio accumulato da altri Paesi.

Succederà che tra 10 anni vedremo la leadership di queste tecnologie in mano altrui e ci domanderemo come mai, come è potuto accadere e ripenseremo all’IT, alla telefonia, alla farmaceutica a tutti quei mercati in cui potevamo giocare un ruolo importante e adesso stiamo a guardare.

Anche piangere non conviene, Kleenex, Scottex & c. sono stranieri.

Grimaldi trasporta le prime 500L negli USA

Trasportate dal Gruppo Grimaldi, di Napoli, sono arrivate via mare le prime 3 mila ”500L” esportate negli Usa ed in Canada.
Le auto sono state sbarcate a Baltimora (Usa) ed a Halifax (Canada). La ”Fiat 500L” provera’ ripetere sul mercato nord-americano il successo ottenuto in Europa, dove -secondo dati dell’ azienda – e’ l’ unico modello in continua crescita con 34 mila esemplari immatricolati.
Le ”500L” sono state trasportate dalla ”Grande Benelux” unita’ del Gruppo Grimaldi che effettua collegamenti tra l’Europa e Nord-America.

L’era dell’intelligenza

La notizia è del 13 maggio.

La fonte autorevole “Il Sole 24ore”.

Non risultano smentite.

Tesla in Borsa capitalizza più di Fiat.

Se Pensiamo che il marchio americano ha iniziato solo ora una vera e propria produzione di serie, che fino ad oggi ha prodotto circa 16.000 veicoli, che la sua storia data come inizio 2003 si ha una sensazione di stordimento.

La grande industria automobilistica italiana che ha rappresentato uno dei motori dell’economia per oltre 100 anni, che ha contribuito al mito del boom economico, che ha permesso a molti di conquistare i primi chilometri di libertà viene ridimensionata in Borsa da una quasi ignota società creata da un visionario americano.

E’ la finanza bellezza e tu non puoi farci niente, niente! Interpretiamola in un altro modo; da un lato vi è una realtà industriale importante con orgini italo-americane (ma è debole sui mercati emergenti e sui next eleven); milioni di vetture prodotte, centinaia di migliaia di operai ma che sta raccontando al mercato di avere una visione del futuro senza grandi cambiamenti. Un domani simile ad oggi.

Dall’altra un Golia, made in Palo Alto, che ha solo da offrire una concreta visione di come sarà la mobilità del XXI secolo e debbo anche dire che alcune parti della narrazione sono un po’ tradizionali.

Eppure conquista spazio sui media, simpatia e forse qualche decimo di quota di mercato. Ma soprattutto è coerente con il nuovo modo di interpretare il mondo.

Finita l’era dell’apparenza siamo in quella dell’intelligenza.

Chi sarà lo Steve Jobs dell'automobile?

Siamo davanti ad un cambiamento. I numeri non lo stanno ancora raccontando perché non si è ancora trovata la killer application; ma vi è un fermento, un rumore che arriva da lontano e che arriva da settori non sempre automotive e, come accadde per la Smart 20 anni orsono, sarà l’”innovazione aliena” a determinare i nuovi parametri del gioco.

Certo accanto ad una storia di successo ve ne sono altre che annaspano e falliscono come Coda Automotive o Fisker ma ciò è sempre accaduto basta guardare indietro di 30 anni e sulle nostre strade circolavano autovetture marchiate Talbot, Simca, MG.

Nel maggio del 1989 la rivista americana “Marketing” scriveva:

“Nel 1939 su gran parte delle automobili che circolavano per le strade spiccava l’emblema britannico: Austin, Morris, Rover, Triumph ecc.Nessuno aveva sentito parlare di Honda ci sarebbero voluti ancora 10 anni prima che la marca nipponica commercializzasse la prima vettura.A quei tempi la Gran bretagna era il maggior esportatore Mondiale di automobili e non c’era bisogno di preoccuparsi di quelle fabbriche automobilistiche giapponesi dai nomi bizzarri…”

Il resto è storia.

Egr. Presidente Letta,

nei suoi primi 100 giorni avrà da svolgere un compito molto complesso per poter affermare la credibilità del Governo da Lei guidato.

Certo ha molti esperti dentro e fuori il Palazzo che stanno lavorando per Lei; ritengo però possa essere utile farle arrivare un messaggio che suggerisco di inoltrare direttamente al Ministro per lo Sviluppo Economico il soggetto è molto semplice: sviluppo mobilità elettrica come economia di sistema.

La mobilità elettrica urbana diffusa è possibile, lo dimostrano i Paesi del Nord Europa, ed oltre a rappresentare un bene per la salute dei cittadini è una fonte di occupazione e di sapere tecnologico.

L’ANFIA (Associazione Nazionale Fra Industrie Automobilistiche) nel 2011 ipotizzava che ibrido ed elettrico avrebbero significato in 10 anni a livello mondiale 20 miliardi di euro di fatturato per industria meccatronica; una bella opportunità per due tecnologie che sono costantemente sviluppate da case automobilistiche giapponesi, tedesche, francesi e americane.

Il rischio vero è che l’Italia perda un altro treno tecnologico che sta passando e che le nostre industrie si trovino a gestire gap di know-how non colmabili nei confronti di colossi come: Bosch, Siemens, Schneider, GE.

Loro lavorano in un sistema integrato di settore Automotive e noi in Italia restiamo a guardare in attesa che i conti di Fiat possano permettere investimenti in tecnologie che ormai sono ben consolidate altrove.

Allora vi è bisogno di cambiare cavallo, di favorire lo sviluppo di nuovi progetti e magari di un polo automotive specializzato in veicoli a “zero impatto” che possa dare una risposta a nuove esigenze di mercato e contribuire a mantenere e costruire il sapere della mobilità elettrica.

Cecomp con Bluecar è il più grande produttore di auto elettriche italiano

Qualcosa in Italia a Torino già esiste. La Cecomp, ad esempio, costruisce i veicoli elettrici del progetto Autolib per Parigi dopo averli ingegnerizzati; ma è un sapere che esaurita la commessa di 3500 veicoli rischia di essere disperso e non valorizzato.

Si dovrebbe convincere Enel a giocare una partita a tutto campo e non solo come player dell’energia, bisogna dare indicazioni precise perché le merci debbano percorrere il loro “ultimo miglio” a impatto zero.

L’insieme di tutto questo necessita però di essere governato; in Italia ci sono decine e decine di progetti sperimentali in grandi città e piccoli paesi, aboliamo la parola sperimentale che ha sempre il sapore della precarietà e costruiamo davvero un progetto per la mobilità delle merci e delle persone affidandolo ad un “surveyor” ad un “Garante della mobilità elettrica delle merci e delle persone”.

Nel complesso scenario economico questo è oggi un piccolo tassello ma che rappresenta lo sviluppo della mobilità per il XXI secolo.

Buon lavoro Presidente!

Fiat Group Automobiles partecipa alla seconda edizione di ‘Company Car Drive’

Ancora per oggi, 18 aprile si svolge la seconda edizione di ‘Company Car Drive’, l’evento nazionale sotto il patrocinio di AIAGA, l’Associazione Italiana Acquirenti e Gestori Auto Aziendali, dedicato interamente al settore corporate che offrirà un’occasione unica ai fleet manager e agli acquirenti e gestori di vetture e veicoli aziendali per conoscere e provare quanto di meglio oggi disponibile sul mercato.
Ospitata presso l’autodromo di Monza, la manifestazione vede la partecipazione di Corporate Fleet Solutions, la divisione dedicata alle flotte aziendali di Fiat Group Automobiles che propone una delle gamme più ampie a livello internazionale: ne fanno parte 25 modelli di vetture e 7 veicoli commerciali, con portata utile fino a 2 tonnellate, appartenenti ai marchi Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Fiat Professional, Abarth e Jeep. Chiaro a questo punto come un’offerta così articolata possa rispondere a tutte le esigenze del cliente corporate: dal veicolo da lavoro fin all’auto di rappresentanza, dalla city car al fuoristrada.

Inoltre, grazie alla collaborazione con FGA Capital (società finanziaria del Gruppo specializzata nel settore automobilistico), la divisione Corporate Fleet Solutions di Fiat Group Automobiles può offrire soluzioni di finanziamento personalizzate e servizi ad alto valore aggiunto. Senza contare che il cliente può sempre contare su una presenza capillare di 1.300 punti di vendita ufficiali e 1.500 centri di assistenza in Italia che, a livello europeo, diventano rispettivamente 6.000 e 10.000 su 19 Paesi.
In particolare, Corporate Fleet Solutions FGA mette a disposizione dell’organizzazione una flotta di vetture destinate ai test drive previsti per i fleet manager invitati all’evento. La gamma da provare è composta dai modelli Fiat (500L, Freemont AWD, Panda TwinAir Turbo Metano), Alfa Romeo (Giulietta TCT e Turbo GPL), Jeep (Grand Cherokee), Lancia (Thema, Ypsilon Metano e Delta) e Abarth (500C Abarth). Inoltre, all’interno del circuito di Monza , sarà allestita un’area espositiva dove gli ospiti potranno conoscere alcuni veicoli commerciali a metano di Fiat Professional.

Fiat 500L
Una delle protagoniste della seconda edizione di “Company Car Drive’ è la nuova Fiat 500L, la ‘City Lounge’ Fiat che abbina in un solo prodotto caratteristiche apparentemente inconciliabili tra loro: dimensioni esterne compatte, proprie di un un’auto del segmento B, unite a prestazioni, ampio spazio interno e ricco equipaggiamento tipici di una vettura del segmento C. Il tutto offerto al prezzo accessibile di una ‘cittadina’ ma con in più un valore unico: la personalità di Fiat 500, una vera icona del Made in Italy.
Tra le sue peculiarità che maggiormente possono interessare il cliente corporate ci sono le emissioni e i consumi ridotti, le numerose configurazioni per allestire lo spazio interno e la massima flessibilità nelle soluzioni di carico – vanta il migliore indice di abitabilità della categoria – oltre alla vetratura a 360° che assicura la migliore visibilità del segmento e ai costi di gestione più bassi della categoria insieme alle migliori prestazioni.
Inoltre, di recente la gamma di Fiat 500L si è arricchita di due nuovi motori: 1.6 Multijet II da 105 CV e 0.9 TwinAir Turbo da 105 CV. In particolare, i 105 CV del 1.6 MultiJet II posizionano 500L proprio nel cuore del segmento con un propulsore ‘efficiente’ e performante in quanto offre tutto il meglio del diesel in termini di autonomia, comfort e silenziosità, con in più le prestazioni brillanti assicurati dalla tecnologia MultiJet di seconda generazione e il contenimento dei consumi. Così equipaggiata la Fiat 500L raggiunge una velocità massima di 181 km/h e accelera da 0 a 100 km/h in appena 11,3 secondi. Sul ciclo combinato di omologazione, la vettura consuma 4,5 litri/100 km ed emette 117 g/km di CO2. Non ultimo, al pari delle altre versioni a gasolio, il 1.6 MultiJet II riduce i costi di gestione in quanto necessita di un tagliando solo ogni 35.000 km per mantenersi in perfetta efficienza, invece dei 20.000 km o 30.000 km dei competitor.

Elegante, innovativa e rispettosa dell’ambiente, Fiat 500L si conferma un’auto di grandissimo successo, compatta all’esterno e spaziosa all’interno, dalla versatilità eccezionale e con una protezione a 360° certificata dalle prestigiose 5 stelle EuroNCAP, oltre ad essere l’unico modello in continua crescita nel suo segmento in Europa, nonostante la difficile congiuntura economica.

Tra l’altro, nel 2012, per il sesto anno consecutivo, Fiat si conferma il brand che ha registrato il livello più basso di emissioni di CO2 in Europa tra i marchi automobilistici più venduti, con un valore medio di 119,8 g/km. Il primato è certificato dalla società JATO Dynamics, leader mondiale per la consulenza e la ricerca nel campo automotive.
Infine, anche sulla nuova 500L è disponibile eco:Drive, l’applicazione eco-friendly sviluppata nel 2009 da Fiat che analizza lo stile di guida grazie ai dati raccolti in vettura e fornisce suggerimenti personalizzati. Un vero e proprio tutor digitale che, se usato in modo costante e corretto, consente di ridurre consumi ed emissioni fino al 16%. In particolare, sulla City Lounge Fiat eco:Drive diventa LIVE in quanto, perfettamente integrato nel sistema UConnect™ con touchscreen da 5”, monitora lo stile di guida del conducente in tempo reale e fornisce consigli immediati, come un vero eco trainer, sulle 4 materie fondamentali di ogni aspirante eco:Driver: accelerazione, cambio, velocità, decelerazione.

Fiat e Fiat Industrial partner di Expo 2015

Fiat S.p.A., attraverso i brand automobilistici del Gruppo, e Fiat Industrial, con le macchine di CNH (Case New Holland Agriculture), saranno Global Partners di Expo Milano 2015. La partnership è stata siglata oggi a Torino dal Presidente della Fiat, John Elkann, dal Presidente di Fiat Industrial e Amministratore Delegato della Fiat, Sergio Marchionne, e da Giuseppe Sala, Amministratore Delegato di Expo Milano 2015.
All’evento hanno partecipato il Presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, il Sindaco di Torino, Piero Fassino, il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, il Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia e il Presidente di Expo 2015, Diana Bracco.
Da quest’anno al termine della manifestazione, Fiat-Chrysler fornirà una flotta di vetture che, all’insegna della mobilità sostenibile, saranno utilizzate per gli spostamenti all’interno dell’area dell’Expo e come courtesy car per le numerose delegazioni ospiti che arriveranno da ogni angolo del mondo. Il primo modello che sarà utilizzato dall’organizzazione sarà la 500L con motorizzazione a metano e diesel, ma nel corso del tempo saranno utilizzate altre vetture di segmento superiore il cui lancio è previsto prima dell’inizio dell’Expo.
La partnership prevede anche un contributo economico diretto e un investimento in comunicazione che prevede l’utilizzo del logo dell’Expo su tutta la comunicazione stampa dei marchi di FGA (Fiat Group Automobiles). Inoltre il Gruppo utilizzerà Milano e l’Expo come location ideale per molti eventi che saranno organizzati in occasione del lancio sul mercato di alcuni nuovi modelli. Saranno messe a disposizione dell’organizzazione anche le vetture storiche Alfa Romeo che saranno esposte in alcuni luoghi legati alle manifestazioni dell’Expo.
Fiat Industrial, attraverso i suoi brand agricoli Case New Holland, parteciperà invece con un suo padiglione di 1.600 metri quadrati, progettato e realizzato secondo i canoni dell’architettura eco-compatibile e del risparmio energetico. In piena coerenza con il tema della manifestazione “Nutrire il pianeta, Energia per la vita” e in linea con la sua strategia di Clean Energy Leader, Case New Holland presenterà ai visitatori la propria idea di azienda agricola sostenibile di oggi e del futuro.

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