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Freight Leader Council, Ricozzi: “Con Sipotra per studiare il mercato del trasporto merci su strada”

Al via la collaborazione tra il Freight Leaders Council e SIPOTRA per la regolazione e semplificazione del mercato del trasporto merci su strada. Anche l’autotrasporto – su indicazione di Clara Ricozzi, membro di SIPOTRA e vicepresidente del FLC – entrerà tra gli argomenti trattati dal gruppo di lavoro per la regolazione dei trasporti istituito da SIPOTRA, la Società Italiana di Politica dei Trasporti (S.i. Po.Tra) composta da professori universitari, dirigenti pubblici, professionisti e manager, accomunati dalla convinzione della centralità del sistema dei trasporti per una crescita sostenibile.

“Ho proposto che il gruppo di lavoro – ha spiegato Clara Ricozzi – intervenga anche nel settore del trasporto stradale delle merci, allo scopo di pervenire ad una maggiore efficienza complessiva delle regole vigenti, attraverso una robusta semplificazione normativa, in grado di consentire agli attori di questo mercato il pieno dispiegarsi della loro professionalità e rendere maggiormente profittevole la loro attività”.

SIPOTRA, guidata da Mario Sebastiani, ha dato vita ad un gruppo di lavoro per la regolazione dei trasporti, con l’obiettivo di affrontare tutte le principali tematiche relative ai diversi mercati di trasporto, anche con riferimento alle esperienze di altri paesi, nel quadro delle  politiche industriali, ambientali e sociali, e formulare proposte su oggetto, modalità della regolazione e organi competenti in materia.

Il Freight Leader Council, Malvestio: “Passi da giganti per i mezzi a Gnl, ma il sud rimane scoperto. La logistica ha urgenza di soluzioni green”

“L’uso del Gnl per i veicoli pesanti è uno dei punti fondamentali di una complessa strategia per invertire il trend delle emissioni nocive nei trasporti. Si sta diffondendo rapidamente in Europa e nel Nord Italia: in meno di tre anni sono state già realizzate 10 stazioni di servizio e altre 5/6 sono in costruzione, ma il Sud rimane ancora scoperto, mentre la logistica ha un  bisogno immediato di migliorare la propria impronta ecologica su tutto il territorio nazionale”. E’ quanto sostenuto da Antonio Malvestio, Presidente del Freight Leaders Council durante la ConferenzaGnl in svolgimento oggi e domani a Napoli (Fiera d’Oltremare).

Il Freight Leaders Council, associazione che raggruppa i maggiori operatori della logistica italiana, ha pubblicato lo scorso anno il Quaderno #25 sulla sostenibilità ambientale del trasporto e della logistica (scaricabile gratuitamente su freightleaders.org) con l’obiettivo di individuare azioni concrete per la riduzione delle emissioni rivolte ad aziende di autotrasporto e logistica. Tra le 6 proposte presentate al Governo e alle istituzioni, anche quella di sostenere la diffusione del Gnl attraverso un piano che congeli il livello di tassazione su un periodo di 5 anni per consentire la pianificazione degli investimenti.

“Chi si occupa di trasporti e logistica sarà presto nell’occhio del ciclone – ha spiegato Malvestio – Mentre tutte le filiere hanno lavorato per il miglioramento dell’impronta ambientale riducendo la produzione di gas serra, i trasporti sono rimasti indietro. Con il trend attuale, saranno presto (tra il 2020 ed il 2030) responsabili per il 50% della produzione mondiale di CO₂. Di questa, il 60% per il trasporto delle persone ed il 40% per il trasporto delle merci. Migliorare drasticamente l’impronta ambientale del trasporto e delle aree adiacenti alla logistica è possibile ed è a portata di mano. Costituisce anche un risparmio  per i bilanci aziendali, in quanto diminuire la produzione di CO₂ elimina gli sprechi. Occorre, però, decidere di non improvvisare e di seguire una pianificazione rigorosa”.

Il miglioramento delle performance ambientali delle aziende di autotrasporto può incidere favorevolmente anche nei rapporti con la committenza, sempre più attenta ai servizi green. Infine, il Freight Leaders Council gestisce dal 2012 gestisce in esclusiva l’edizione italiana del premio Lean&Green assegnato alle imprese che si impegnano a ridurre del 20% le emissioni inquinanti: un bollino che certifica lo sforzo e attesta procedure in linea con la sostenibilità ambientale.

l Freight Leader Council sale in cattedra: al master dell’Università di Parma per spiegare l’importanza della sostenibilità ambientale nella supply chain

La collaborazione tra industria e distribuzione è l’unico modo possibile per ottenere risultati nell’area della sostenibilità. Questa consapevolezza sta portando il tema ambientale sui tavoli della negoziazione commerciale: una sensibilità che si sta diffondendo presso tutti gli operatori della supply chain”.  L’evoluzione dei rapporti tra committenti e vettori è stata al centro dell’intervento di Antonio Malvestio, Presidente del Freight Leaders Council, al Master dell’Università di Parma su Retail & Brand Management che si è tenuto lo scorso 6 aprile presso la sede di GS1 a Milano.

Il Presidente del FLC, con una lunga esperienza nella logistica di P&G, è stato chiamato per fornire una testimonianza sull’evoluzione dei rapporti tra produzione e distribuzione nella supply chain. Come testimonia anche il Quaderno #25 sulla sostenibilità dei trasporti e della logistica, pubblicato lo scorso anno dal Freight Leaders Council, il tema ambientale sta influenzando sempre più le scelte della committenza in tema di trasporto.

Indicazioni in questo senso sono arrivate anche da diversi studenti partecipanti al Master che hanno svolto tesi di laurea su temi ambientali, testimoniando l’importanza di questo aspetto anche in ambito universitario.

Malvestio: “Interventi urgenti contro emergenza Co2”

“Agire subito per invertire il trend delle emissioni nocive prodotte dai trasporti. La logistica deve seguire immediatamente la strada della sostenibilità riducendo i consumi e passando a combustibili alternativi”. L’appello di Antonio Malvestio, Presidente del Freight Leaders Council è arrivato durante il convegno “Logistica sostenibile: misurare per migliorare” organizzato oggi a Milano da Ecr/Gs1 (#ecologistico).

Il Presidente Malvestio ha ricordato l’impegno sul fronte della sostenibilità dell’Associazione che raggruppa i maggiori operatori logistici italiani. Il Freight Leaders Council lo scorso anno ha pubblicato il Quaderno #25 sulla sostenibilità del trasporto e della logistica (scaricabile gratuitamente dal sito www.freightleaders.org) e dal 2012 gestisce in esclusiva l’edizione italiana del premio Lean&Green assegnato alle imprese che si impegnano a ridurre le emissioni inquinanti.

“Per la riduzione dei consumi, il Quaderno #25 spiega – continua Malvestio -  come intervenire sulla scelta dei motori, sull’uso di combustibili meno impattanti come LNG, sull’aerodinamica dei mezzi, sulla scelta degli pneumatici, sugli stili di guida, sullo shift modale verso la rotaia e le autostrade del mare e sulla costruzione e gestione dei magazzini. Per i combustibili bio, esiste già una tecnologia compatibile con la maggior parte dei motori diesel in circolazione: si tratta dell’HVO. Inoltre, ridurre i consumi e le emissioni si traduce in un’ottima opportunità di risparmio: non genera extracosti, ma può apportare benefici nei bilanci aziendali. Per accelerare il processo, il FLC ha proposto alle autorità nazionali 6 azioni da attuare subito, in grado di dare impulso al cammino verso la sostenibilità del trasporto e della logistica”.

Malvestio: “Pallet problema urgente per l’autotrasporto italiano. Scambi e professionisti dei bancali possibili soluzioni”

Pallet pooling e “professionisti dei bancali” per sanare la situazione italiana dello scambio dei pallets nell’autotrasporto che rappresenta un unicum (negativo) in Europa. La ricetta è di Antonio Malvestio, presidente del Freight Leaders Council, l’associazione che da 25 anni studia l’evoluzione della logistica e riunisce i maggiori operatori del settore, intervenuto ieri al convegno sul tema organizzato a Bologna dal Gruppo CDS in collaborazione con FIAP, Federazione Italiana Autotrasportatori Professionali.Dal confronto con gli operatori è emerso che la situazione dei pallets in Italia non ha avuto evoluzioni positive negli ultimi anni e rimane uno dei tanti talloni d’Achille della movimentazione delle merci via strada. L’ex sottosegretario, Bartolomeo Giachino, al quale va indubbiamente il merito di un mandato particolarmente attento alle problematiche dell’autotrasporto, ha sottolineato durante il convegno, come siano state lasciate dormienti una serie di norme varate a sostegno del settore e per le quali i controlli latitano.Malvestio ha invitato le aziende di trasporto, notoriamente l’anello debole del sistema dei trasporti merci Italiani, a fare una attenta e puntigliosa analisi dei costi relativi alla gestione dei pallets per poter documentare le spese effettivamente sostenute. Il presidente del FLC ha anche lanciato l’idea di formare dei veri e propri professionisti dei pallets, con “stages per neolaureati che tanto faticano a trovare impieghi interessanti per completare gli studi”. “Una conoscenza approfondita dei propri costi  per gestire i bancali – ha ribadito Malvestio – assieme ad una migliore conoscenza delle leggi esistenti faciliterebbe senz’altro la negoziazione e consentirebbe di classificare i committenti in base alla distanza dalle buone pratiche”Infine, il presidente del FLC ha indicato l’interscambio dei pallets (pallet pooling) come una pratica con molti benefici e perfetta compatibilità economica per grandi realtà, mentre risulta meno conveniente per la gestione di flussi minimi.

Freight Leaders Council, al via i lavori per il Quaderno #26 sulla logistica dell’eCommerce

“L’avanzata del commercio elettronico sta avendo un effetto dirompente sull’organizzazione del trasporto, delle consegne in città e dei magazzini. Un processo che sta sfuggendo ai maggiori stackholders del settore proprio per la rapidità con cui avviene e per le tante dinamiche che partecipano a questa grande innovazione.

Per questo motivo, il Freight Leaders Council, che da 25 anni si occupa di logistica e raggruppa i maggiori esponenti di questo mondo, ha deciso di studiare il fenomeno nel Quaderno #26, aprendo il più possibile il dibattito a una vasta platea di interlocutori”.

Con queste parole, Antonio Malvestio, presidente del FLC, ha avviato ieri i lavori per il Quaderno #26 sulla logistica dell’eCommerce nell’ambito della prima riunione del comitato di redazione che si è svolta nella sede dell’Eur dell’associazione (palazzo di Confindustria). All’incontro erano presenti esponenti del mondo industriale, trasportortistico, accademico e istituzionale, riuniti per mettere a fuoco il peso dell’impatto delle vendite online sulla logistica, sul trasporto e sulle consegne in città. L’obiettivo è quello di fotografare il fenomeno e indicare soluzioni in linea con una maggiore sostenibilità per vettori, logistici e consumatori finali. Il Quaderno indicherà anche una serie di casi e best practices selezionati per indicare progetti percorribili e sostenibili.

Un’altra riunione del Comitato di redazione è prevista per il mese di febbraio, mentre l’uscita del volume è attesa per la prossima primavera.

Logistico dell’anno 2016, ancora riconoscimenti ai soci del FLC: premiato l’Interporto di Novara, menzione speciale per Trenitalia Cargo e Interporto di Bologna

CIM, la società che gestisce l’Interporto di Novara e socio del Freight Leaders Council, ha ricevuto il premio di Logistico dell’anno 2016, l’importante riconoscimento assegnato da Assologistica. Menzione speciale anche a Trenitalia Cargo e per l’interporto di Bologna, altri soci del FLC.

“Siamo molto contenti per gli importanti riconoscimenti ricevuti dai nostri soci – ha detto il presidente del FLC, Antonio Malvestio –. Un impegno che dimostra come il FLC e i suoi componenti siano sempre all’avanguardia nel mondo della logistica.  Questi premi riconoscono un grande lavoro sull’intermodalità, sostenibilità ed innovazione, da sempre cavalli di battaglia della nostra associazione”.

L’Interporto di Novara si è aggiudicato il premio “per l’originale opera di divulgazione di cultura logistica  con la pubblicazione del fumetto “Stockalper-Spirito Errante”. Nelle motivazioni di Assologistica si legge che Cim “ha trovato un modo intelligente e creativo di avvicinare un territorio (l’area novarese) al suo interporto. Il testo, sotto forma di fumetto storico (distribuito ai ragazzi delle scuole della provincia di Novara), narra del rocambolesco e immaginario viaggio (nel tempo e non solo nello spazio) del barone Kaspar Jodock von Stockalper, rampollo di una famiglia svizzera (ma di origini milanesi) esistito realmente nel 1600 e tra i cui meriti vi è anche quello di avere rivitalizzato i traffici commerciali che passavano dal passo del Sempione, sistemando e rendendo più sicura la vecchia mulattiera che valicava il passo, poi ribattezzata in suo onore “Stockalperweg”.  Tra rimandi storici, descrizione di eventi realmente accaduti e facili spiegazioni di termini tecnici, il fumetto arriva fino ai giorni nostri, spiegando (o meglio illustrando) cosa sia e quali attività svolga l’interporto di Novara. Il tutto con una chiave di lettura accattivante, capace di suscitare interesse anche nei lettori più giovani”.

Trenitalia Cargo e l’Interporto di Bologna, invece, condividono la menzione speciale con Sanpellegrino, CAMST-La Ristorazione Italiana e l’Interporto  di Padova per il progetto “Sostenibilità insieme”, realizzato da un produttore (Sanpellegrino), tre operatori logistici (Trenitalia Cargo, Interporto Bologna e Padova) e un distributore (CAMST-La Ristorazione Italiana) uniti insieme per rendere un flusso logistico veramente sostenibile: un treno a settimana in partenza dall’Interporto di Padova destinato all’Interporto di Bologna, eliminando dalla strada 500 mezzi anno (su una tratta di 120 chilometri). Questi i numeri del progetto: un plant di partenza a S.Giorgio in Bosco (Padova), un deposito del cliente all’interno dell’Interporto di Bologna, distanza di 140 chilometri (fuori standard per la modalità ferro), volumi totali pari a 16.500 pallet/anno = ovvero 500 mezzi.

Forum Logistica, Malvestio (Freight Leaders Council): “Nel futuro dell’autotrasporto sostenibilità e intermodalità”

La logistica e l’autotrasporto non possono più rimandare la scelta della sostenibilità e dell’intermodalità”. Con queste parole, Antonio Malvestio, Presidente del Freight Leaders Council, ha aperto il suo intervento al Forum internazionale della Logistica e dell’Autotrasporto che si è tenuto oggi a Fiera Milano nell’ambito dei lavori preparatori del Transpotec 2017.

L’indicazione è contenuta anche nel Quaderno #25 sulla sostenibilità ambientale del trasporto e della logistica, pubblicato recentemente  dall’associazione che riunisce i maggiori operatori della logistica italiana, frutto del lavoro condiviso di rappresentanti istituzionali, imprenditoriali e del mondo scientifico, coordinati dal Presidente Malvestio. “La sostenibilità deve diventare un’ossessione – ha spiegato il Presidente del FLC - I cambiamenti climatici sempre più rapidi stanno richiamando l’attenzione di tutti. Chi si occupa di trasporti e logistica sarà presto nell’occhio del ciclone. Mentre tutte le filiere hanno lavorato per il miglioramento dell’impronta ambientale riducendo la produzione di gas serra, i trasporti sono rimasti indietro. Con il trend attuale, saranno presto (tra il 2020 ed il 2030) responsabili per il 50% della produzione mondiale di CO₂. Di questa, il 60% per il trasporto delle persone ed il 40% per il trasporto delle merci. Migliorare drasticamente l’impronta ambientale del trasporto e delle aree adiacenti alla logistica è possibile ed è a portata di mano. Costituisce anche un risparmio, in quanto diminuire la produzione di CO₂ elimina gli sprechi. Occorre, però, decidere di non improvvisare e di seguire una pianificazione rigorosa”.

La pubblicazione individua 6 azioni strategiche per raggiungere l’obiettivo della sostenibilità, ma anche dell’intermodalità e dell’integrazione. Ecco i sei passi da fare subito: imporre per legge il calcolo delle emissioni prodotte attraverso il trasporto delle merci. Lanciare un piano nazionale per sostituire progressivamente i combustibili fossili con fonti a ridotto impatto ambientale: LNG e bio carburanti. Accelerare il rilancio dell’intermodalità ferroviaria e lo sviluppo della smart mobility, incidendo anche sulla cultura manageriale dei committenti fino a prevedere un sistema premiale per i trasporti più lenti e rendere visibile lo sforzo delle aziende verso una migliore sostenibilità dei servizi di trasporto delle merci.

Il Freight Leaders Council presenta il Quaderno #25

Imporre per legge il calcolo delle emissioni prodotte attraverso il trasporto delle merci. Lanciare un piano nazionale per sostituire progressivamente i combustibili fossili con fonti a ridotto impatto ambientale: LNG e bio carburanti. Accelerare il rilancio dell’intermodalità ferroviaria e lo sviluppo della smart mobility, incidendo anche sulla cultura manageriale dei committenti fino a prevedere un sistema premiale per i trasporti più lenti e rendere visibile lo sforzo delle aziende verso una migliore sostenibilità dei servizi di trasporto delle merci.

Sono questi i sei passi che il Freight Leaders Council, ha individuato nel Quaderno #25 sulla sostenibilità ambientale del trasporto e della logistica, curato dal Presidente, Antonio Malvestio, con i contributi di rappresentanti delle istituzioni, delle aziende e degli esperti del settore, pubblicato in occasione del 25° anniversario della fondazione dell’associazione che riunisce i maggiori operatori della logistica italiana.

Il testo, presentato oggi nell’ambito del convegno “Trasporto CO₂: i carburanti alternativi rendono profittevole l’azienda”, organizzato a Roma da Tforma in collaborazione con Scania,  Federmetano, Federchimica/Assogasliquidi, VDO e ZF si pone come un “manuale al servizio del lettore per illustrare come è possibile ridurre l’impronta ambientale nei trasporti” dando indicazioni alle aziende e alle istituzioni su come agire nell’immediato per far fronte all’emergenza emissioni prodotte dal trasporto merci e raggiungere gli standard imposti dall’Ue.

“I cambiamenti climatici sempre più rapidi stanno richiamando l’attenzione di tutti – spiega Antonio Malvestio, Presidente del FLC – La coscienza ecologica si sta velocemente diffondendo. Come spesso accade, siamo di fronte ad una accelerazione: la sostenibilità ambientale sta diventando una priorità, ma l’impreparazione media rischia di far compiere errori. Chi si occupa di trasporti e logistica sarà presto nell’occhio del ciclone. Mentre tutte le filiere hanno lavorato per il miglioramento dell’impronta ambientale riducendo la produzione di gas serra, i trasporti sono rimasti indietro. Con il trend attuale, saranno presto (tra il 2020 ed il 2030) responsabili per il 50% della produzione mondiale di CO₂. Di questa, il 60% per il trasporto delle persone ed il 40% per il trasporto delle merci. Migliorare drasticamente l’impronta ambientale del trasporto e delle aree adiacenti alla logistica è possibile ed è a portata di mano. Costituisce anche un risparmio, in quanto diminuire la produzione di CO₂ elimina gli sprechi. Occorre, però, decidere di non improvvisare e di seguire una pianificazione rigorosa”.

Ecco i sei passi da fare subito

1 – Imporre il calcolo della CO₂ prodotta attraverso il trasporto. Occorre prevedere, con un accordo tra vettori e committenti, una legge che imponga il calcolo delle emissioni prodotte nei servizi di trasporto, anche attraverso meccanismi premianti i comportamenti virtuosi. La misurazione delle performance renderà più facile avviare processi di riduzione delle emissioni.

2 – Lanciare un piano nazionale per i combustibili a ridotto impatto ambientale: GNL e combustibili bio. Il GNL va sostenuto attraverso un piano che congeli il livello di tassazione su un periodo di 5 anni per consentire la pianificazione degli investimenti. Parallelamente si dovrebbe avviare lo sviluppo dei biocarburanti, una tecnologia che già esiste e che non richiede quasi mai la sostituzione dei motori in circolazione.

3 – Un piano nazionale per l’intermodalità ferroviaria

Occorre un’offerta di trasporto intermodale utilizzabile a domanda: le lunghe dorsali peninsulari devono avere servizi regolari nelle due direzioni, anche con fermate intermedie per trasporto container a casse mobili con terminali efficienti. E non bisogna dimenticare che le linee AV (alta velocità) sono in realtà state costruite per essere AC (alta capacità).

4 – Premiare i trasporti più lenti per migliorare la sostenibilità del sistema

L’aumento della sostenibilità dei trasporti deve obbligatoriamente passare attraverso un rallentamento pur minimo dei flussi. I committenti devono fare un salto culturale accettando un “ritardo” nelle consegne per fare spazio all’intermodalità ferroviaria e marittima. E’ indispensabile identificare un sistema premiante per chi allunga, anche minimamente, le rese.

5 – Occorre dare visibilità allo sforzo per una migliore sostenibilità del trasporto merci

L’Istat dovrebbe aggiungere una serie di statistiche sul trasporto merci ed in particolare sulla produzione di CO² nel trasporto. L’Albo degli Autotrasportatori dovrebbe dare visibilità alle certificazioni ambientali dei trasportatori seppure non obbligatorie. Il sito del ministero delle Infrastrutture e Trasporti dovrebbe indicare i dati di produzione di CO² per il trasporto merci ed il relativo trend nazionale, confrontato a quello di altre nazioni ove disponibile.

6- Accelerare lo sviluppo della smart mobility

L’Italia deve accelerare l’attuazione del Piano d’Azione ITS che prevede “la creazione di piattaforme logistiche integrate e/o interoperabili con la Piattaforma Logistica Nazionale (PLN)” allo scopo di interconnettere il più possibile i vari attori della Supply Chain, cercando un ritorno positivo sulla limitazione dei tempi di attesa, i viaggi a vuoto e sulla sicurezza generale dell’intero sistema.

Malvestio (FLC): incentivare il trasporto su rotaia dei beni di largo consumo

“Abbiamo solo sei anni per fare una rivoluzione nelle merci su strada». È quanto ha affermato il presidente del Freight Leaders Council, Antonio Malvestio, intervenendo al convegno «Intermodability™-Il largo consumo prende il treno» che si è svolto il 15 aprile scorso a Milano davanti a oltre 240 rappresentanti delle imprese del largo consumo e delle aziende del ferroviario.

Al centro dell’evento, la presentazione, da parte di GS1 Italy/Indicod-Ecr dei risultati del progetto «Intermodability™» attivato in ambito Ecr Italia per esplorare il tema del trasporto intermodale, mettendo a confronto le esigenze della filiera del largo consumo e le dinamiche del mondo ferroviario. Secondo le stime scaturite dal progetto il trasporto intermodale strada-rotaia è una alternativa sostenibile al modello all road, essendo possibile trasferire dalla strada alla ferrovia il 30% dei viaggi del largo consumo, con il 30% di riduzione delle emissioni di CO2.

Durante il suo intervento, il presidente di FLC, Malvestio ha sostenuto che «mentre l’Unione Europea chiede di ridurre la produzione di CO2 entro il 2020, il trasporto merci e persone ha un trend opposto. Per invertire questa tendenza è possibile scegliere mezzi e sistemi di trasporto meno inquinanti e aumentare il riempimento dei mezzi. Far viaggiare i beni di largo consumo su rotaia invece che su strada», ha affermato Malvestio, «rappresenta una reale possibilità: le aziende sono fermamente convinte ed intenzionate a mettere in pratica il progetto: certamente sarebbero utili degli incentivi governativi che aiuterebbero ad accelerarlo. Le aziende riunite al tavolo Ecr stanno già infatti lavorando per trovare soluzioni collaborative per ottimizzare i carichi di trasporto sui mezzi».

Il presidente del Freight Leaders Council ha poi ribadito la validità del principio «chi più inquina, più paga», ricordando che è vero che «occorre tassare di più chi non intraprende misure necessarie a limitare le emissioni di CO2», ma è altrettanto vero che «chi investe deve avere certezze per programmare gli ammortamenti, ma deve sapere che avrà un vantaggio che diminuirà nel tempo» ed ha portato alcuni esempi di incentivi: «pagare il bollo non secondo la potenza, ma secondo la produzione di CO2; rimborsare le accise all’autotrasporto secondo la classe Euro, decrescente nel tempo; favorire l’intermodalità sostenendo le start-up che si occupano di portare nuovi volumi alla ferrovia o al mare».

Malvestio ha infine ricordato il programma «Lean and Green», di cui FLC ha in esclusiva la gestione dell’Italia: si tratta di un riconoscimento, già presente in molti paesi europei, assegnato alle imprese di trasporto e di logistica, che accettano un programma controllato di riduzione delle emissioni del CO2 pari al 20% in cinque anni, con una parallela riduzione dei costi di gestione.

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