Articoli marcati con tag ‘gasolio’
Carburanti per autotrazione: il punto
I carburanti per autotrazione sono sostanzialmente di quattro tipi: benzina, Gasolio, GPL e Metano.
Il prezzo dei carburanti fino alla fine degli anni ’80 era imposto dal C.I.P., Comitato Interministeriale Prezzi.
In seguito alla liberalizzazione, non so se positiva o negativa, considerato l’attuale bazar di mercato, il prezzo di vendita al dettaglio del carburante varia tra il prezzo suggerito dalla compagnia petrolifera, e quello alla pompa sul quale è possibile uno sconto effettuato dal gestore dell’impianto.
Oltre agli impianti classici con il logo delle compagnie petrolifere, negli ultimi anni sono nati i cosiddetti “no logo” o “pompe bianche”.
Con le pompe bianche e i distributori comunali , che questa redazione ha ospitato in alcuni articoli, si risparmiano rispettivamente dagli 8 ai 10 centesimi e dai 5 ai 12 centesimi al litro sulla benzina.
Anche i Comuni infatti hanno deciso di creare una propria rete per la distribuzione.
I Comuni acquistano il carburante e poi lo rivendono con aumenti che servono a coprire i costi di gestione. In questo modo benzina e diesel sono venduti ad un prezzo inferiore, ma solo ai residenti del comune. Leggi il resto di questo articolo »
A Varese prosegue l’indagine sul cartello delle multinazionali petrolifere, CNA-Fita esprime soddisfazione
Negli ultimi due anni la CNA-Fita ha messo in campo ogni possibile sforzo per denunciare con forza il costo massimo del carburante che l'Italia paga in più rispetto alla media europea. Oltre 25 centesimi al litro che mettono il nostro Paese fuori dall'Europa e che rende le nostre imprese meno competitive. Per queste ragioni CNA-Fita accoglie con soddisfazione la notizia che il Gip di Varese, Giuseppe Battarino, ritenga fondati i sospetti della costituzione di un vero e proprio cartello tra le multinazionali della distribuzione del carburante per gestire il prezzo alla pompa in Italia. "Quando il 25 luglio del 2011 scendemmo nelle strade e nelle piazze con autotrasportatori, tassisti e noleggiatori per suonare il clacson contro il caro carburante e il caro accise - ha dichiarato il presidente nazionale Cinzia Franchini - dicemmo con forza, ma pacificamente, dove dovevano essere ricercati i veri nodi da sciogliere. Da allora la CNA-Fita non ha fatto mancare mai la sua voce alla denuncia del caro carburante in Italia mantenendo alta l'attenzione e soprattutto facendosi sempre portatrice di proposte nella direzione di un concreto intervento. L'indagine aperta a Varese - ha ricordato la presidente della CNA-Fita - rappresenta un evento storico anche se siamo coscienti che non bisogna abbassare la guardia, certamente l'Esecutivo che tutti aspettiamo dovrà dimostrarsi credibile su questo tema".
Coldiretti, “Vacanze più vicine per risparmiare sulla benzina”
Vacanze più vicine per un italiano su quattro, per contenere i costi del carburante. Lo afferma uno studio della Coldiretti. “Il crollo dei consumi di benzina e gasoli nei primi 8 mesi dell’anno si deve al fatto che quasi un italiano su quattro (22%) ha accorciato la meta delle vacanze scegliendo di andare in luoghi abbastanza vicini a casa per effetto della crisi e degli aumenti del costo del carburante”.
I dati spiegano il calo dei consumi di carburante attestato dal ‘Centro Studi Promotor Gl’. “La scelta di evitare lunghi tragitti e di preferire una vacanza a ‘chilometri zero’ è dettata dalla necessità di risparmiare sui costi dei trasporti, ma anche – sottolinea la Coldiretti – di ottimizzare il minor tempo a disposizione”. Insomma alle ferie non si rinuncia, ma gli italiani quest’anno hanno preferito la versione ridotta.
Carburanti: scende la verde, sale il gasolio
Mentre la quotazione della benzina torna a salire e quella del gasolio scende, i prezzi alla pompa fanno esattamente il contrario: scende la verde, sale il gasolio. Lo segnala Staffetta Quotidiana, che ricorda come il prezzo internazionale della benzina si sia attestato a 597 euro per mille litri (+6), quello del gasolio a 634 euro per mille litri (-5), confermando l’andamento altalenante della scorsa settimana.
Stando alla consueta rilevazione della Staffetta Quotidiana, si registrano variazioni dei prezzi per Eni, Esso e Shell. La compagnia del Cane a sei zampe segna un nuovo ribasso, questa volta solo sul diesel (il settimo, nel volgere di un mese): -0,5 centesimi a 1,738 euro/litro. Per Esso registriamo un ribasso sulla benzina (-0,6 centesimi a 1,832 euro/litro) e un rialzo sul diesel (+1,5 centesimi a 1,750 euro/litro). Infine, doppio ribasso per Shell: -1 centesimo sulla verde a 1,822 euro/litro, -0,5 centesimi sul diesel a 1,745 euro/litro.
Caro carburanti, nuovo record per verde e gasolio
Si è aperta con un nuovo record per benzina e gasolio questa settimana. Nei distributori Shell la verde ha toccato quota 1,865 euro al litro, mentre il gasolio è arrivato a 1,780.
Sulla scia dell’ennesimo rialzo della quotazione della benzina, durante il weekend hanno rialzato i prezzi anche Esso, Q8 e TotalErg. Se la Shell ha aggiunto un centesimo sia sulla verde che sul gasolio, Q8 ha aumentato il prezzo consigliato del diesel: +0,4 centesimi a 1,768 euro al litro. Infine, ritocco sulla benzina per TotalErg: +0,5 centesimi a 1,849 euro al litro. Secondo Quotidiano Energia, le punte massime sul territorio arrivano in alcune zone del Centro a 1,957 euro al litro per la verde, mentre per il diesel i picchi si registrano al Sud, dove si tocca la soglia di 1,8 euro al litro.
Benzina, nuovo record: punte a 1,92 al litro
E’ nuovo record per la benzina e il diesel, dopo l’ennesima raffica di aumenti. La media nazionale arriva a quota 1,82 euro al litro per la verde, mentre il gasolio è a 1,75. Ma a causa delle accise regionali in alcune zone si registrano picchi di 1,92 euro al litro per la benzina (al Centro) e 1,79 per il diesel (al Sud).
Nuovi incrementi per IP (+0,6 cent euro/litro sia per la benzina che per il diesel), Q8 (+0,5 per entrambi) e TotalErg (rispettivamente +0,7 e +0,6 euro/cent). Gli unici impianti che fanno segnare una lieve discesa dei prezzi sono i no-logo, con un prezzo medio pari a 1,752 euro al litro di benzina. Il Gpl è tra lo 0,802 euro/litro di Esso e lo 0,808 di Q8 (no-logo a 0,761).
La sospensione del programmato Fermo nazionale dell’autotrasporto è una scelta ragionevole; ma non può essere un alibi per dimenticare le ragioni strutturali del malessere della categoria.
La sospensione del fermo nazionale dei servizi di trasporto, programmato da parte di alcune Associazioni per i prossimi giorni, risponde, secondo TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR, a criteri di ragionevolezza e mostra al Paese che la maggioranza delle imprese di autotrasporto non si accoda a quanti vorrebbero trascinarle in improbabili rivolte al servizio di interessi ambigui, che nulla hanno a che fare con gli interessi dell’autotrasporto e con la volontà di dare effettive risposte al disagio profondo in cui, da anni, si dibatte la categoria.
TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR, aveva già indicato agli autotrasportatori come la piattaforma rivendicativa, fin qui presentata dalle Associazioni che avevano indetto la protesta, fosse particolarmente debole e reticente.
Debole nell’impostazione, in quanto continuava a pretendere risposte su questioni che il Governo e le principali Forze politiche si erano già dichiarati disponibili ad affrontare sin dalle prossime giornate di lavori parlamentari.
Reticente, invece, sul punto decisivo: come realizzare meccanismi preventivi di controllo che, chiamando in causa direttamente la committenza, consentano di verificare chi davvero abbia interesse alla legalità ed alla trasparenza dell’autotrasporto, alla sicurezza della circolazione e alla dignità di chi ogni giorno, sulle strade di tutt’Italia, opera nell’interesse dell’economia del Paese e del benessere degli italiani. Impedendo, in modo automatico, di accedere a qualsivoglia beneficio pubblico per quanti violino consapevolmente le norme minime poste a tutela della sicurezza.
Il Governo Monti ed il Ministro Passera – come pure le forze politiche che sostengono l’esecutivo – hanno preso impegni precisi in tema di accelerazione del rimborso delle accise, di riforma dell’accesso alla professione e di razionalizzazione dei divieti di circolazione.
Ma anche (e soprattutto) in tema di contrasto allo strapotere e alle speculazioni delle lobby potenti che governano pedaggi autostradali, assicurazioni, noli marittimi e costo del gasolio.
L’autotrasporto li aspetta alla prova dei fatti.
TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR ritiene giusta la scelta di attendere per verificare l’operato del nuovo Governo; ma, a differenza di altri, non intende dare cambiali in bianco o firmare, ad occhi chiusi, accordi pluriennali di pace sociale, se essa non si trasformerà in tempi ragionevolmente bervi in soluzioni strutturali alle difficoltà degli autotrasportatori italiani e delle loro imprese.
Governo e forze politiche devono infatti sapere che nel settore non potrà esservi vera pace sociale fintanto che vi sarà un committente che pretenda di affidare commesse di trasporto a prezzi inferiori ai costi necessari ad eseguirle, fidando nella storica debolezza della categoria e nella crescita della schiuma grigia dell’illegalità che, non per caso, tenta di infiltrarsi ogni giorno di più nel settore.
Per questo, sin dalle prossime settimane, l’Associazione sarà al lavoro per rilanciare le proprie proposte per la salvezza del settore: dalla lotta all’intermediazione parassitaria, al rilancio di un nuovo ed efficiente associazionismo economico, alla introduzione del DURT – Documento Unico di Regolarità del Trasporto – su cui misurare, preventivamente ed in modo automatico, il rispetto delle leggi da parte della committenza.
Gasolio di nuovo record a 1,575 euro
Non si ferma la corsa del gasolio. Secondo le rilevazioni di Staffetta quotidiana il prezzo del diesel è arrivato nei distributori Esso e Eni a 1,575 euro al litro, nuovo record storico. Le associazioni dei consumatori denunciano «un andamento del tutto ingiustificato dal momento che il petrolio, da diversi giorni a questa parte, è calo». E chiedono l’intervento del governo contro una speculazione che rischia di aggravare la corsa dei prezzi, anche dei beni alimentari, e il calo dei consumi. A destare preoccupazione non sono solo le ricadute dirette dei sulle tasche degli automobilisti, ma anche e soprattutto le ricadute indirette». È quanto affermano in una nota congiunta Federconsumatori e Adusbef: «il gasolio,è il carburante maggiormente utilizzato per il trasporto delle merci. Un notevole aumento di questo carburante comporta pesantissime ripercussioni sui prezzi finali, in particolar modo per i beni di largo consumo. L’impatto più allarmante è quello che si avrà sui prezzi dei beni alimentari, per i quali si avranno, di questo passo, ricadute di 130 euro a famiglia.
Carburanti, nuovo record storico per il gasolio
Nuovo record storico per il prezzo del gasolio, che ha raggiunto quota 1,57 euro. “Il prezzo di un litro di carburante che serve per alimentare i mezzi di trasporto commerciale è ora più caro di quello di un chilo di pasta in vendita sugli scaffali”. A lanciare l’allarme è la Coldiretti, che evidenzia il pericolo di un “effetto valanga” sul prezzo dei prodotti alimentari. “In un Paese come l’Italia – si legge in una nota – dove l’86% dei trasporti commerciali avviene su gomma l’aumento dei carburanti pesa notevolmente sui costi della logistica e sul prezzo finale di vendita dei prodotti alimentari”. Si stima infatti che un pasto medio percorra almeno duemila chilometri prima di giungere sulle tavole. Il prezzo di un litro di gasolio ha ormai scavalcato anche quello di un litro di vino da tavola.
Ottobre, calano emissioni di CO2 da uso di benzina
Nel mese di ottobre le emissioni di CO2 provenienti dall’uso di benzina per autotrazione sono calate del 5,4% rispetto allo stesso mese del 2010. Sempre a ottobre sono diminuite anche le emissioni di CO2 da gasolio (-1,3%). Complessivamente, c’è stato un calo delle emissioni di 230.000 tonnellate, il 2,4% in meno rispetto allo scorso ottobre.
Secondo le elaborazioni del Centro Ricerche Continental Autocarro, nei primi dieci mesi del 2011 la quantità di CO2 proveniente dall’uso di benzina si è ridotta di quasi 1 milione e mezzo di tonnellate rispetto allo stesso periodo del 2010, mentre le emissioni provenienti dal gasolio sono aumentate di quasi mezzo milione di tonnellate. Rispetto ai primi dieci mesi del 2010, quindi, il calo è stato dell’1,1%, pari a poco più di 1 milione di tonnellate.














