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Arenaways risorge e lancia gli hotel su binari

Il vagone ristorante di un Trenhotel

A quasi un anno dal fallimento, Arenaways risorge dalle ceneri con un progetto in grande stile che va sotto il nome di Trenhotel: veri e propri alberghi viaggianti. A dare nuova linfa alla compagnia di trasporto ferroviario fondata da Giuseppe Arena, l’acquisizione, avvenuta poche settimane fa, da parte di Go Concept, cordata di imprenditori costituita da Del Gatto S.r.l. (67%), Ambrogio Trasporti S.p.A. (10%) e lo stesso Arena (23%), tornato in sella come amministratore delegato.

Grazie a un accordo con Trenitalia, a partire dalla seconda metà di giugno Arenaways collegherà il Nord Ovest con il Centro Sud Italia attraverso un servizio di treni notte ad altissima qualità che consentirà anche il trasporto di auto al seguito. Inizialmente le tratte a lunga percorrenza con auto al seguito saranno 2: Torino‐Reggio Calabria e Torino‐Bari. In mezzo le fermate ad Asti, Alessandria (base per il carico delle auto), Genova, La Spezia, Foggia e Villa San Giovanni.

Il servizio verrà effettuato con i Trenhotel di fabbricazione Talgo e di proprietà Renfe, convogli unici in Europa: ogni treno ha al suo interno 48 camere doppie, tutte dotate di bagno e doccia, 140 poltrone reclinabili, perfettamente assimilabili alle poltrone business dei voli intercontinentali, un ristorante e una caffetteria.

Arenaways, una sola offerta per rilevare l’azienda

Un treno Arenaways

C’è una sola offerta per rilevare Arenaways, il primo operatore privato nel settore delle ferrovie, fallito la scorsa estate dopo una breve parabola. Le buste sono state aperte ieri in Tribunale a Torino, davanti al al giudice fallimentare Bruno Conca, che deciderà il da farsi nei prossimi giorni.

L’unica offerta pervenuta è arrivata dalla società valdostana Cope srl, che fa capo allo stesso Giuseppe Arena, il fondatore di Arenaways. “L’offerta – ha detto il curatore Leonardo Marta – prevede di assorbire l’intero corpo aziendale con tutti i suoi 60 dipendenti”. L’ammontare esatto non è stato reso noto in quanto sono ancora in corso le trattative. Giuseppe Arena ha lavorato fin dallo scorso luglio, dopo aver portato i libri in tribunale, per mettere insieme una nuova cordata in grado di recuperare e rilanciare l’azienda. Così è nata Cope srl, società di imprenditori piemontesi e valdostani.

Arenaways verso la vendita, ma Arriva fa un passo indietro

Un treno Arenaways

Andrà all’asta il 19 ottobre prossimo quel che resta di Arenaways, la prima compagnia ferroviaria privata d’Italia, il cui fallimento è stato dichiarato lo scorso primo agosto. Il giorno successivo ci sarà l’udienza per esaminare le offerte e, se possibile, aggiudicare l’azienda.

Per le offerte “sono state date condizioni, ma non numeri – spiega il curatore fallimentare Leonardo Marta – per non condizionare il mercato. Non terremo conto solo del prezzo – continua – ma anche dei dipendenti che saranno lasciati al loro posto”.

Nel frattempo il gruppo Arriva Deutsche Bahn smentisce qualunque tipo di interessamento. Nei giorni scorsi il fondatore e amministratore delegato di Arenaways, Giuseppe Arena, nonostante la mancanza di notizie aveva dichiarato che la società tedesca Deutsche Bahn, attraverso la controllata britannica Arriva, sarebbe stata in corsa per l’acquisizione. “Il gruppo – afferma Marco Piuri, ad di Arriva Italia – si riserva di ricorrere alle vie legali nei confronti di chiunque abbia diffuso o diffonderà notizie del genere”.

Arenaways al capolinea, libri in tribunale per la compagnia privata di treni

Uno dei treni Arenaways

Ci hanno provato a rompere il monopolio di Ferrovie dello Stato, ma i treni giallo-arancioni di Arenaways si sono “arenati” e rimarranno fermi per tutto il mese di agosto. L’esperimento lanciato da Giuseppe Arena, alessandrino, un fulgido passato in Trenitalia e nel mondo del trasporto su ferro, è finito a soli nove mesi dalla partenza.

FALLIMENTO. Il tribunale di Torino, infatti, ha nominato il curatore fallimentare la scorsa settimana, dopo che il Cda aveva già messo in minoranza il fondatore dell’azienda. Ma Arena non si arrende e spera ancora nell’esercizio provvisorio. “Le istituzioni non si occupano di noi – ha recentemente dichiarato – Ferrovie ci fa la guerra e i pendolari non ci scelgono: ma io sono un imprenditore, per me azienda e posti di lavoro vengono al primo posto. A costo di rimetterci dei soldi”.

DIPENDENTI. Solo che i soldi non bastano più, i soci non hanno intenzione di frugarsi in tasca per la quarta volta. E i 60 dipendenti, per lo più alessandrini, rischiano ora seriamente il posto. Dietro il fallimento ci sarebbero, appunto, i continui scontri con Fs e gli orari scomodi concessi dalla compagnia di bandiera. Il risultato è che la tratta che avrebbe

Giuseppe Arena

dovuto essere il core business del progetto, la Torino-Milano, serve solo poche migliaia di utenti, anziché un milione l’anno, come promesso.

TRENI DEL MARE. Stavano andando meglio, invece, le tratte “balneari” attivate per l’estate, con fermate in Liguria e in Toscana. Ma niente da fare, si fermeranno anche loro. E c’è chi accusa le istituzioni di connivenza con Ferrovie. In prima linea il presidente e la vicepresidente della Provincia di Alessandria, Paolo Filippi e Rita Rossa. “Il paradosso della vicenda di Arenaways – hanno recentemente dichiarato – sta proprio in questo: la possibilità del fallimento non deriva dalle lacune del progetto, ma dall’azione di sistematico logoramento perseguita dalle Ferrovie dello Stato, con la totale condiscendenza del Governo e dell’attuale Giunta regionale”. Anche se lo stesso intervento della Provincia, che ora garantisce che farà tutto quel che è in suo potere per salvare il salvabile, è stato giudicato da molti fuori tempo massimo.

L'interno di una delle carrozze

LA STORIA. Fondata nel 2006, Arenaways è una società a capitale interamente privato, con interessi in tutta Europa. L’attività è cominciata con i treni a lunga percorrenza provenienti da Amburgo, Hannover, Francoforte, Dusseldorf e diretti ad Alessandria. Inoltre Arenaways gestisce (o meglio gestiva) un collegamento tra Amsterdam e Livorno. Il tentativo di insidiare il monopolio del trasporto passeggeri in patria, è stato messo in atto solo a partire dallo scorso novembre, con l’introduzione dei treni Torino-Milano, che avrebbero dovuto intercettare la forte domanda di pendolari. Così non è andata, però, soprattutto per un problema di orari di utilizzo dei binari, pressoché monopolizzati dalle vetture di Trenitalia. A poco sono serviti i prezzi concorrenziali, considerato il gigante con cui Arenaways doveva scontrarsi ogni giorno. Giuseppe Arena, però, non molla e in questa vicenda non è ancora detta l’ultima parola.

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